DECRETO-LEGGE 20 febbraio 2017, n. 14

Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle citta'. (17G00030)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 21/02/2017
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 18 aprile 2017, n. 48 (in G.U. 21/04/2017, n. 93).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/12/2020)
Testo in vigore dal: 20-12-2020
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 13 
 
Ulteriori misure di contrasto dello spaccio di sostanze  stupefacenti
all'interno o in prossimita' di locali pubblici o aperti al  pubblico
                       e di pubblici esercizi 
 
  1. Nei confronti delle persone che abbiano  riportato  una  o  piu'
denunzie  ((o  siano  state  condannate))  anche  con  sentenza   non
definitiva nel corso degli ultimi  tre  anni  per  la  vendita  o  la
cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope, di  cui  all'articolo
73 del testo unico di cui al decreto del Presidente della  Repubblica
9 ottobre 1990, n.  309,  per  fatti  commessi  all'interno  o  nelle
immediate vicinanze di scuole, plessi scolastici, sedi universitarie,
locali pubblici o aperti al pubblico,  ovvero  in  uno  dei  pubblici
esercizi di cui all'articolo 5 della legge 25 agosto 1991, n. 287, il
Questore,  valutati  gli   elementi   derivanti   dai   provvedimenti
dell'Autorita'  giudiziaria  e  sulla  base  degli  accertamenti   di
polizia, puo' disporre, per  ragioni  di  sicurezza,  il  divieto  di
accesso agli stessi locali  o  a  esercizi  analoghi,  specificamente
indicati, ovvero di stazionamento  nelle  immediate  vicinanze  degli
stessi. 
  2. Il divieto di cui al comma 1 non puo' avere durata inferiore  ad
un anno, ne' superiore a cinque. Il divieto e' disposto  individuando
modalita' applicative  compatibili  con  le  esigenze  di  mobilita',
salute, lavoro e studio del destinatario dell'atto. 
  3. Nei casi di cui al comma  1,  il  questore,  nei  confronti  dei
soggetti  gia'  condannati  negli  ultimi  tre  anni   con   sentenza
definitiva, puo' altresi' disporre, per  la  durata  massima  di  due
anni, una o piu' delle seguenti misure: 
    a) obbligo di presentarsi almeno due volte a settimana presso  il
locale ufficio della Polizia di Stato o presso il  comando  dell'Arma
dei carabinieri territorialmente  competente;  obbligo  di  rientrare
nella propria abitazione, o in altro luogo di privata  dimora,  entro
una determinata ora e di non uscirne prima di altra ora prefissata; 
    b) divieto di allontanarsi dal comune di residenza; 
    c) obbligo di comparire  in  un  ufficio  o  comando  di  polizia
specificamente indicato, negli  orari  di  entrata  ed  uscita  dagli
istituti scolastici. 
  4. In relazione al provvedimento di cui al comma 3 si applicano, in
quanto compatibili, le disposizioni  di  cui  all'articolo  6,  commi
2-bis, 3 e 4, della legge 13 dicembre 1989, n. 401. 
  5. I divieti di cui al comma 1 possono essere  disposti  anche  nei
confronti di soggetti minori di diciotto anni che hanno  compiuto  il
quattordicesimo anno di eta'. Il provvedimento e' notificato a coloro
che esercitano la responsabilita' genitoriale. 
  ((6. La violazione dei divieti)) e delle  prescrizioni  di  cui  ai
commi 1 e 3 e' punita con la reclusione da sei mesi a due anni e  con
la multa da 8.000 a 20.000 euro. 
  7. Nei casi di condanna per i reati di  cui  al  comma  1  commessi
all'interno o nelle immediate vicinanze di locali pubblici  o  aperti
al pubblico, ovvero in uno dei pubblici esercizi di cui  all'articolo
5  della  legge  25  agosto  1991,  n.  287,  la  concessione   della
sospensione  condizionale  della   pena   puo'   essere   subordinata
all'imposizione del divieto di accedere in locali pubblici o pubblici
esercizi specificamente individuati.