DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 91

Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonche' per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea. (14G00105)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/6/2014.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 116 (in S.O. n. 72, relativo alla G.U. 20/8/2014, n. 192).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 07/08/2021)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 21-8-2014
aggiornamenti all'articolo
                               ART. 14 
 
(Ordinanze contingibili e urgenti,  poteri  sostitutivi  e  modifiche
urgenti per semplificare il sistema di  tracciabilita'  dei  rifiuti.
Smaltimento rifiuti nella Regione Campania - Sentenza 4 marzo 2010  -
                             C 27/2010) 
 
  ((1. Al fine di prevenire procedure  d'infrazione  ovvero  condanne
della Corte di giustizia dell'Unione  europea  per  violazione  della
normativa dell'Unione  europea,  e  in  particolare  delle  direttive
1999/31/CE del Consiglio,  del  26  aprile  1999,  e  2008/98/CE  del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, in  materia
di rifiuti, per motivi di eccezionale ed urgente necessita' ovvero di
grave e concreto pericolo per  la  tutela  della  salute  pubblica  e
dell'ambiente, il presidente della Giunta regionale del Lazio  ovvero
il sindaco di uno dei comuni presenti nel  territorio  della  regione
Lazio  possono,  in  attuazione   dell'articolo   191   del   decreto
legislativo 3  aprile  2006,  n.  152,  e  successive  modificazioni,
adottare,  nei  limiti   delle   rispettive   competenze,   ordinanze
contingibili e urgenti, con le quali disporre forme, anche  speciali,
di gestione dei  rifiuti,  compresa  la  requisizione  in  uso  degli
impianti e l'avvalimento temporaneo del personale che vi e'  addetto,
senza costituzione di rapporti di lavoro con l'ente pubblico e  senza
nuovi o maggiori oneri a carico di quest'ultimo)). 
  2. Entro  sessanta  giorni  dall'entrata  in  vigore  del  presente
decreto, il sistema di tracciabilita' dei rifiuti e' semplificato, ai
sensi dell'articolo 188-bis, comma 4-bis, del decreto legislativo ((3
aprile  2006)),  n.  152,  in  via  prioritaria,  con  l'applicazione
dell'interoperabilita' e la sostituzione dei dispositivi  token  usb,
senza ((nuovi o maggiori)) oneri per la finanza pubblica. 
  ((2-bis. All'articolo 11 del decreto-legge 31 agosto 2013, n.  101,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013,  n.  125,
sono apportate le seguenti modifiche: 
    a) al comma 8, le parole: "3 marzo 2014"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "31 dicembre 2014"; 
    b) dopo il comma 9 e' inserito il seguente: 
    "9-bis. Il  termine  finale  di  efficacia  del  contratto,  come
modificato ai sensi del comma 9, e' stabilito al  31  dicembre  2015.
Fermo restando il predetto  termine,  entro  il  30  giugno  2015  il
Ministero dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del  mare
avvia le procedure per l'affidamento della concessione  del  servizio
nel rispetto dei criteri e delle modalita' di selezione  disciplinati
dal codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006,  n.  163,  e
dalle norme dell'Unione europea di settore, nonche' dei  principi  di
economicita',   semplificazione,   interoperabilita'   tra    sistemi
informatici  e  costante   aggiornamento   tecnologico.   All'attuale
societa' concessionaria del  SISTRI  e'  garantito  l'indennizzo  dei
costi di produzione consuntivati sino al  31  dicembre  2015,  previa
valutazione di congruita' dell'Agenzia  per  l'Italia  digitale,  nei
limiti dei contributi versati dagli operatori alla predetta data"; 
    c) al comma 10, dopo il secondo periodo e' inserito il  seguente:
"Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare
procede, previa valutazione di congruita' dell'Agenzia  per  l'Italia
digitale,  al  pagamento  degli   ulteriori   costi   di   produzione
consuntivati, fino alla concorrenza delle risorse  riassegnate  nello
stato di previsione del Ministero medesimo, al netto di  quanto  gia'
versato")). 
  ((3. All'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 14 gennaio 2013, n.
1, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º  febbraio  2013,  n.
11, e successive modificazioni, le  parole:  "30  giugno  2014"  sono
sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2014". 
  3-bis.  Il  termine  di  cui  all'articolo   10,   comma   5,   del
decreto-legge   30   dicembre   2009,   n.   195,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26,  come  da  ultimo
differito dall'articolo 10 del decreto-legge  30  dicembre  2013,  n.
150, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2014,  n.
15, e' differito al 31 dicembre 2015. 
  3-ter. Nelle  more  del  funzionamento  a  regime  del  sistema  di
smaltimento  dei  rifiuti  della   regione   Campania   e   sino   al
completamento degli impianti di recupero e trattamento degli  stessi,
e' autorizzato, comunque per un periodo non superiore a sei mesi,  lo
stoccaggio  dei  rifiuti  in  attesa  di  smaltimento,  il   deposito
temporaneo e l'esercizio degli impianti dei rifiuti aventi  i  codici
CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01 e  20.03.99,  di
cui all'articolo 8, comma 2, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 123,  e
all'articolo 10, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26)). 
  ((4. Al fine di accelerare le attivita' necessarie  per  conformare
la gestione dei rifiuti nella regione Campania  alla  sentenza  della
Corte di giustizia dell'Unione europea  del  4  marzo  2010  -  causa
C-297/08, con decreto del Ministro dell'ambiente e della  tutela  del
territorio e del mare e' nominato un commissario straordinario per la
realizzazione dell'impianto di termovalorizzazione dei rifiuti di cui
all'articolo 5 del decreto-legge 23 maggio 2008, n.  90,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 14 luglio  2008,  n.  123,  confermato
dall'articolo 10, comma 6, del decreto-legge  30  dicembre  2009,  n.
195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010,  n.
26. Il commissario, entro sei mesi dalla nomina, sulla  base  di  uno
studio aggiornato sulla produzione dei  rifiuti  con  riferimento  al
bacino di utenza e dello stato della raccolta differenziata raggiunta
ed in proiezione previsionale alla data di attivazione dell'impianto,
dispone le eventuali modifiche alle caratteristiche tecnologiche e al
dimensionamento dell'impianto medesimo; esercita tutte le funzioni di
stazione  appaltante,  compresa  la  direzione  dei  lavori,  e,   in
particolare, stipula il contratto con il soggetto  aggiudicatario  in
via   definitiva   dell'affidamento   della   concessione   per    la
progettazione,  costruzione  e  gestione  del  termovalorizzatore   e
provvede a tutte le altre  attivita'  necessarie  alla  realizzazione
delle opere. Il commissario  garantisce,  attraverso  opportuni  atti
amministrativi e convenzionali, che  il  comune  nel  cui  territorio
ricade l'impianto ed i comuni confinanti e contigui  partecipino  con
propri rappresentanti ad  organismi  preposti  alla  vigilanza  nella
realizzazione e gestione dell'impianto, nel rispetto della  normativa
ambientale e di sicurezza)). 
  5. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 11 AGOSTO 2014, N. 116)). 
  6. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 11 AGOSTO 2014, N. 116)). 
  7. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 11 AGOSTO 2014, N. 116)). 
  8.  Al  decreto  legislativo  n.  152   del   2006   e   successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 166, comma 4-bis, dopo le  parole:  «di  concerto
con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali» sono
inserite le seguenti: «e con il Ministro della salute»; 
    ((b) all'articolo 182, dopo il comma 6 e' aggiunto il seguente: 
    "6-bis. Le attivita' di raggruppamento e abbruciamento in piccoli
cumuli e in quantita' giornaliere non superiori a tre metri steri per
ettaro dei materiali vegetali  di  cui  all'articolo  185,  comma  1,
lettera f), effettuate nel luogo di produzione, costituiscono normali
pratiche agricole consentite per  il  reimpiego  dei  materiali  come
sostanze concimanti o ammendanti, e non  attivita'  di  gestione  dei
rifiuti. Nei periodi di massimo rischio  per  gli  incendi  boschivi,
dichiarati dalle regioni, la combustione di residui vegetali agricoli
e forestali e' sempre vietata. I comuni e  le  altre  amministrazioni
competenti in materia ambientale hanno  la  facolta'  di  sospendere,
differire o vietare la combustione del materiale di cui  al  presente
comma all'aperto  in  tutti  i  casi  in  cui  sussistono  condizioni
meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli e in tutti i casi
in cui da tale attivita' possano derivare rischi per  la  pubblica  e
privata  incolumita'  e  per  la  salute   umana,   con   particolare
riferimento al rispetto dei livelli  annuali  delle  polveri  sottili
(PM10)"; 
    b-bis) all'articolo 183, comma 1, lettera  n),  e'  aggiunto,  in
fine, il seguente periodo: "Non costituiscono attivita'  di  gestione
dei rifiuti le operazioni  di  prelievo,  raggruppamento,  cernita  e
deposito preliminari alla raccolta di materiali o  sostanze  naturali
derivanti da eventi atmosferici o meteorici, ivi incluse mareggiate e
piene, anche ove frammisti ad altri materiali  di  origine  antropica
effettuate, nel tempo  tecnico  strettamente  necessario,  presso  il
medesimo sito nel quale detti eventi li hanno depositati"; 
    b-ter) dopo l'articolo 184-ter e' inserito il seguente: 
    "Art. 184-quater. - (Utilizzo dei materiali di dragaggio). - 1. I
materiali dragati sottoposti ad operazioni di recupero  in  casse  di
colmata o in altri impianti  autorizzati  ai  sensi  della  normativa
vigente, cessano di essere rifiuti se, all'esito delle operazioni  di
recupero, che possono consistere anche in  operazioni  di  cernita  e
selezione,  soddisfano  e  sono  utilizzati  rispettando  i  seguenti
requisiti e condizioni: 
     a)  non  superano  i  valori  delle  concentrazioni  soglia   di
contaminazione  di  cui  alle  colonne  A  e  B   della   tabella   1
dell'allegato 5 al titolo V della parte quarta, con riferimento  alla
destinazione urbanistica del sito di utilizzo, o, in caso di utilizzo
diretto in un ciclo produttivo, rispondono ai  requisiti  tecnici  di
cui alla lettera b), secondo periodo; 
     b)  e'  certo  il  sito  di  destinazione  e   sono   utilizzati
direttamente, anche a fini del  riuso  o  rimodellamento  ambientale,
senza rischi per le matrici ambientali interessate e  in  particolare
senza  determinare   contaminazione   delle   acque   sotterranee   e
superficiali. In caso di utilizzo diretto  in  un  ciclo  produttivo,
devono,  invece,  rispettare  i  requisiti  tecnici  per  gli   scopi
specifici  individuati,  la  normativa  e  gli   standard   esistenti
applicabili ai prodotti e alle materie prime, e  in  particolare  non
devono  determinare  emissioni  nell'ambiente  superiori  o   diverse
qualitativamente da quelle che derivano dall'uso  di  prodotti  e  di
materie prime  per  i  quali  e'  stata  rilasciata  l'autorizzazione
all'esercizio dell'impianto. 
   2. Al fine di  escludere  rischi  di  contaminazione  delle  acque
sotterranee, i materiali di dragaggio destinati  all'utilizzo  in  un
sito devono essere sottoposti a test di cessione secondo le metodiche
e  i  limiti  di  cui  all'Allegato  3  del  decreto   del   Ministro
dell'ambiente 5 febbraio 1998, pubblicato nel  supplemento  ordinario
n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile  1998.  L'autorita'
competente puo' derogare alle concentrazioni limite di cloruri  e  di
solfati qualora i materiali di  dragaggio  siano  destinati  ad  aree
prospicenti  il  litorale  e  siano  compatibili  con  i  livelli  di
salinita' del suolo e della falda. 
   3. Il produttore o il detentore predispongono una dichiarazione di
conformita' da cui risultino, oltre ai dati  del  produttore,  o  del
detentore e  dell'utilizzatore,  la  tipologia  e  la  quantita'  dei
materiali oggetto di utilizzo, le attivita' di  recupero  effettuate,
il sito di destinazione e le altre modalita' di  impiego  previste  e
l'attestazione che sono rispettati  i  criteri  di  cui  al  presente
articolo. La dichiarazione di conformita' e' presentata all'autorita'
competente per  il  procedimento  di  recupero  e  all'ARPA  nel  cui
territorio  e'  localizzato  il  sito  di  destinazione  o  il  ciclo
produttivo  di  utilizzo,  trenta  giorni  prima  dell'inizio   delle
operazioni di conferimento. Tutti i  soggetti  che  intervengono  nel
procedimento di recupero e  di  utilizzo  dei  materiali  di  cui  al
presente articolo conservano una copia della dichiarazione per almeno
un anno dalla data del  rilascio,  mettendola  a  disposizione  delle
autorita' competenti che la richiedano. 
   4. Entro trenta giorni dalla comunicazione della dichiarazione  di
cui al  comma  3,  l'autorita'  competente  per  il  procedimento  di
recupero  verifica  il  rispetto  dei  requisiti  e  delle  procedure
disciplinate dal presente articolo e  qualora  rilevi  difformita'  o
violazioni degli stessi ordina il divieto di utilizzo  dei  materiali
di cui al comma 1 che restano assoggettati al regime dei rifiuti. 
   5. I materiali che cessano di essere rifiuti ai sensi dei commi  1
e 2 durante la movimentazione sono accompagnati  dalla  comunicazione
di cui al comma 3 e  dal  documento  di  trasporto  o  da  copia  del
contratto di trasporto redatto in forma scritta  o  dalla  scheda  di
trasporto di cui agli articoli 6 e 7-bis del decreto  legislativo  21
novembre 2005, n. 286"; 
    b-quater) all'articolo 188, comma 3, lettera b), le parole:  "Per
le spedizioni transfrontaliere di rifiuti tale termine e'  elevato  a
sei  mesi  e  la  comunicazione  e'  effettuata  alla  regione"  sono
soppresse; 
    b-quinquies) all'articolo 234,  il  comma  2  e'  sostituito  dal
seguente: 
    "2. Ai fini della presente disposizione, per beni in  polietilene
si intendono i beni composti interamente da  polietilene  individuati
con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio
e del mare, di concerto con il Ministero  dello  sviluppo  economico.
L'elenco dei beni in polietilene, di cui al periodo precedente, viene
verificato con cadenza triennale dal Ministero dell'ambiente e  della
tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero  dello
sviluppo economico, sulla base dei risultati conseguiti in termini di
raccolta e ridda dei rifiuti dei predetti beni nonche' degli  impatti
ambientali generati dagli stessi. In fase di prima attuazione e  fino
all'emanazione del decreto di cui al  presente  comma,  per  beni  in
polietilene si intendono i teli e le reti ad  uso  agricolo  quali  i
film per copertura di serre  e  tunnel,  film  per  la  copertura  di
vigneti e frutteti, film per pacciamatura, film per insilaggio,  film
per la protezione di attrezzi e prodotti agricoli, film  per  pollai,
le reti ombreggianti, di copertura e di protezione"; 
    b-sexies) all'articolo 256-bis, comma 6, e' aggiunto, in fine, il
seguente periodo: "Fermo restando quanto previsto dall'articolo  182,
comma 6-bis, le disposizioni del presente articolo non  si  applicano
all'abbruciamento di materiale agricolo o forestale  naturale,  anche
derivato da verde pubblico o privato")). 
  ((8-bis. All'articolo 190 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, dopo il comma 1-quater e' aggiunto il seguente: 
  "1-quinquies. Gli imprenditori  agricoli  di  cui  al  comma  1-ter
possono  sostituire  il  registro  di  carico  e   scarico   con   la
conservazione della scheda SISTRI  in  formato  fotografico  digitale
inoltrata dal destinatario.  L'archivio  informatico  e'  accessibile
on-line sul portale del destinatario, in apposita sezione,  con  nome
dell'utente e password dedicati". 
  8-ter. Nelle more del completamento degli impianti di  compostaggio
nella regione  Campania  e  nella  regione  Lazio  si  consente  agli
impianti di compostaggio sul territorio nazionale di aumentare,  sino
al 31 dicembre 2015, la propria capacita' ricettiva e di  trattamento
dei rifiuti organici (codice CER 20.01.08, rifiuti di cucina e mense)
dell'8 per cento, ove tecnicamente possibile, al  fine  di  accettare
ulteriore  rifiuto  organico  proveniente  dalle  medesime   regioni,
qualora richiedenti perche' in carenza di impianti  di  compostaggio.
Le regioni Lazio e Campania provvedono attraverso gli opportuni  atti
di competenza,  che  definiscono  altresi'  tecniche  e  opportunita'
strumentali di mercato, alla  realizzazione  dei  nuovi  impianti  di
compostaggio entro e non oltre il 31 dicembre 2014. 
  8-quater. Dopo il comma 2 dell'articolo 187 del decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152, e' inserito il seguente: 
  "2-bis.  Gli  effetti  delle  autorizzazioni  in  essere   relative
all'esercizio degli impianti di recupero o di smaltimento di  rifiuti
che prevedono la miscelazione  di  rifiuti  speciali,  consentita  ai
sensi del presente articolo e dell'allegato G alla parte  quarta  del
presente decreto, nei testi vigenti prima della data  di  entrata  in
vigore del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n.  205,  restano  in
vigore fino alla revisione delle autorizzazioni medesime". 
  8-quinquies.  Il  comma  2  dell'articolo   216-bis   del   decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e' sostituito dal seguente: 
  "2. In deroga a quanto previsto dall'articolo 187, comma  1,  fatti
salvi i requisiti di cui al medesimo articolo 187, comma  2,  lettere
a), b) e c), il  deposito  temporaneo  e  le  fasi  successive  della
gestione degli  oli  usati  sono  realizzati,  anche  miscelando  gli
stessi,  in  modo  da  tenere  costantemente  separati,  per   quanto
tecnicamente possibile, gli oli usati da destinare, secondo  l'ordine
di priorita'  di  cui  all'articolo  179,  comma  1,  a  processi  di
trattamento diversi fra loro. E' fatto comunque divieto di  miscelare
gli oli usati con altri tipi di rifiuti o di sostanze")).