DECRETO-LEGGE 12 settembre 2014, n. 133

Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attivita' produttive. (14G00149)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/09/2014
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 11 novembre 2014, n. 164 (in S.O. n.85, relativo alla G.U. 11/11/2014, n.262).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 05/08/2022)
Testo in vigore dal: 1-1-2022
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 7 
 
(Norme in materia di gestione di risorse idriche.  Modifiche  urgenti
al decreto legislativo 3 aprile 2006,  n.  152,  per  il  superamento
delle procedure  di  infrazione  2014/2059,  2004/2034  e  2009/2034,
sentenze C-565-10 del 19 luglio 2012 e C-85-13 del  10  aprile  2014;
norme di  accelerazione  degli  interventi  per  la  mitigazione  del
rischio  idrogeologico   e   per   l'adeguamento   dei   sistemi   di
collettamento, fognatura  e  depurazione  degli  agglomerati  urbani;
finanziamento di opere urgenti di sistemazione  idraulica  dei  corsi
d'acqua  nelle  aree  metropolitane  interessate   da   fenomeni   di
                      esondazione e alluvione) 
 
  1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 recante "  Norme  in
materia ambientale" sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) nella Parte III, ovunque  ricorrano,  le  parole  "l'Autorita'
d'ambito"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "l'ente   di   governo
dell'ambito" e le parole  "le  Autorita'  d'ambito"  sono  sostituite
dalle seguenti: "gli enti di governo dell'ambito"; 
    b) all'articolo 147 sono apportate le seguenti modifiche: 
      1) al comma 1 sono aggiunti, in fine, i seguenti  periodi:  "Le
regioni che non hanno individuato gli  enti  di  governo  dell'ambito
provvedono, con delibera, entro il termine perentorio del 31 dicembre
2014. Decorso inutilmente tale termine si applica l'articolo 8  della
legge 5 giugno 2003, n. 131. Gli enti locali ricadenti  nel  medesimo
ambito ottimale partecipano  obbligatoriamente  all'ente  di  governo
dell'ambito, individuato dalla competente regione per ciascun  ambito
territoriale ottimale,  al  quale  e'  trasferito  l'esercizio  delle
competenze ad essi spettanti in materia  di  gestione  delle  risorse
idriche, ivi compresa la programmazione delle infrastrutture  idriche
di cui all'articolo 143, comma 1"; 
      2) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: 
       "1-bis. Qualora gli enti locali non aderiscano  agli  enti  di
governo dell'ambito individuati ai sensi del comma 1 entro il termine
fissato dalle regioni e dalle  province  autonome  e,  comunque,  non
oltre sessanta giorni dalla delibera di individuazione, il Presidente
della regione esercita, previa diffida all'ente locale  ad  adempiere
entro ulteriori trenta  giorni,  i  poteri  sostitutivi,  ponendo  le
relative spese a carico dell'ente  inadempiente.  Si  applica  quanto
previsto dagli ultimi due periodi dell'articolo 172, comma 4";(16) 
      3) al comma 2, la lettera b) e' sostituita dalla seguente:  «b)
unicita' della gestione»; 
      4) dopo il comma 2 e' aggiunto  il  seguente:  "2-bis.  Qualora
l'ambito  territoriale  ottimale  coincida  con  l'intero  territorio
regionale, ove si renda necessario al fine di conseguire una maggiore
efficienza  gestionale  ed  una  migliore   qualita'   del   servizio
all'utenza, e' consentito l'affidamento del servizio idrico integrato
in  ambiti  territoriali   comunque   non   inferiori   agli   ambiti
territoriali   corrispondenti   alle   province   o    alle    citta'
metropolitane. Sono fatte salve le gestioni del  servizio  idrico  in
forma autonoma esistenti nei comuni montani con popolazione inferiore
a 1.000 abitanti istituite ai sensi del comma 5 dell'articolo 148"; 
    b-bis) all'articolo 149, comma 3, il primo periodo e'  sostituito
dal seguente: "Il programma degli interventi individua  le  opere  di
manutenzione straordinaria e le nuove opere da  realizzare,  compresi
gli interventi  di  adeguamento  di  infrastrutture  gia'  esistenti,
necessarie al raggiungimento almeno dei livelli minimi  di  servizio,
nonche' al soddisfacimento  della  complessiva  domanda  dell'utenza,
tenuto conto di quella collocata nelle  zone  montane  o  con  minore
densita' di popolazione"; 
    c) l'articolo 150 e' abrogato; 
    d) dopo l'articolo 149 e' inserito il seguente: 
   "Articolo 149-bis (Affidamento del servizio). 
   1. L'ente di governo dell'ambito, nel rispetto del piano  d'ambito
di cui all'articolo 149 e del principio di  unicita'  della  gestione
per ciascun  ambito  territoriale  ottimale,  delibera  la  forma  di
gestione fra quelle previste  dall'ordinamento  europeo  provvedendo,
conseguentemente, all'affidamento del  servizio  nel  rispetto  della
normativa nazionale in materia di organizzazione dei servizi pubblici
locali a rete di  rilevanza  economica.  L'affidamento  diretto  puo'
avvenire a favore di societa' in possesso  dei  requisiti  prescritti
dall'ordinamento  europeo  per  la  gestione  in  house,  partecipate
esclusivamente e direttamente da  enti  locali  compresi  nell'ambito
territoriale ottimale. 
   2. Alla successiva scadenza della gestione di ambito, al  fine  di
assicurare l'efficienza, l'efficacia e la  continuita'  del  servizio
idrico integrato, l'ente di governo dell'ambito dispone l'affidamento
al gestore unico di ambito entro i sei mesi antecedenti  la  data  di
scadenza  dell'affidamento  previgente.   Il   soggetto   affidatario
gestisce il servizio idrico integrato su tutto  il  territorio  degli
enti locali ricadenti nell'ambito territoriale ottimale. 
   2-bis. Al fine di ottenere un'offerta piu' conveniente e  completa
e di evitare contenziosi tra i soggetti interessati, le procedure  di
gara per l'affidamento del servizio includono appositi capitolati con
la puntuale indicazione delle opere che il  gestore  incaricato  deve
realizzare durante la gestione del servizio. 
   2-ter. L'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo  4  del  decreto
legislativo 11 maggio 1999, n.  141,  come  sostituito  dal  comma  4
dell'articolo 25 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e' soppresso"; 
  e) all'articolo 151 sono apportate le seguenti modificazioni: 
      1) il comma 1 e' sostituito dal seguente: "1. Il  rapporto  tra
l'ente di governo dell'ambito ed il  soggetto  gestore  del  servizio
idrico integrato e' regolato da una convenzione predisposta dall'ente
di  governo  dell'ambito  sulla  base  delle  convenzioni  tipo,  con
relativi  disciplinari,   adottate   dall'Autorita'   per   l'energia
elettrica, il gas ed il sistema idrico in relazione a quanto previsto
dall'articolo 10, comma 14, lettera b), del decreto-legge  13  maggio
2011, n. 70, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  12  luglio
2011, n. 106, e dall'articolo 21 del decreto-legge 6 dicembre 2011 n.
201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n.
214."; 
      2) al comma 2, l'alinea e'  sostituito  dal  seguente:  "A  tal
fine,  le  convenzioni  tipo,  con  relativi   disciplinari,   devono
prevedere in particolare:"; 
      3) NUMERO SOPPRESSO DALLA L. 11 NOVEMBRE 2014, N. 164; 
      3-bis) al comma 2, dopo la lettera b) e' inserita la seguente: 
       "b-bis)  le  opere  da  realizzare  durante  la  gestione  del
servizio come individuate dal bando di gara"; 
      4) al comma 2, lettera  c),  dopo  le  parole:  "l'obbligo  del
raggiungimento", sono aggiunte le  seguenti:  "e  gli  strumenti  per
assicurare il mantenimento"; 
      5) al comma 2, lettera m), sono aggiunte, in fine, le  seguenti
parole:", nonche' la disciplina  delle  conseguenze  derivanti  dalla
eventuale cessazione anticipata dell'affidamento, anche tenendo conto
delle  previsioni  di  cui  agli  articoli  143  e  158  del  decreto
legislativo 12 aprile 2006, n.163, ed i criteri e le modalita' per la
valutazione del valore  residuo  degli  investimenti  realizzati  dal
gestore uscente"; 
      6) il comma 3 e' sostituito dal seguente: "3. Sulla base  della
convenzione tipo di cui al comma 1 o, in mancanza  di  questa,  sulla
base  della  normativa  vigente,  l'ente   di   governo   dell'ambito
predispone uno schema di convenzione con  relativo  disciplinare,  da
allegare ai  capitolati  della  procedura  di  gara.  Le  convenzioni
esistenti devono essere integrate in conformita' alle  previsioni  di
cui al comma 2, secondo le  modalita'  stabilite  dall'Autorita'  per
l'energia elettrica, il gas ed il sistema idrico"; 
      7) il comma 7 e'abrogato; 
  f) all'articolo 153 sono apportate le seguenti modificazioni: 
      1) al comma 1 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:  "Gli
enti locali proprietari provvedono in  tal  senso  entro  il  termine
perentorio di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, salvo eventuali quote residue di ammortamento  relative
anche  ad  interventi  di  manutenzione.   Nelle   ipotesi   di   cui
all'articolo 172, comma 1, gli enti locali provvedono  alla  data  di
decorrenza dell'affidamento del servizio  idrico  integrato.  Qualora
gli enti locali non provvedano entro i termini prescritti, si applica
quanto previsto dal comma 4, dell'articolo 172. La  violazione  della
presente disposizione comporta responsabilita' erariale."; 
      2) al comma 2 e' aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  "Il
gestore e' tenuto a subentrare nelle garanzie  e  nelle  obbligazioni
relative ai contratti di finanziamento in essere o ad estinguerli, ed
a corrispondere al gestore uscente un  valore  di  rimborso  definito
secondo i criteri stabiliti dall'Autorita' per  l'energia  elettrica,
il gas e il sistema idrico."; 
  g) all'articolo 156 sono apportate le seguenti modificazioni: 
      1) al comma 1 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", in
base a quanto stabilito dall'Autorita' per  l'energia  elettrica,  il
gas e il sistema idrico."; 
      2) al comma 2 le parole: "della regione" sono sostituite  dalle
seguenti: "dell'Autorita' per  l'energia  elettrica,  il  gas  ed  il
sistema idrico"; 
    h) dopo l'articolo 158 e' inserito il seguente: 
   "Articolo 158-bis) (Approvazione dei progetti degli  interventi  e
individuazione dell'autorita' espropriante) 
   1. I progetti definitivi delle opere,  degli  interventi  previsti
nei  piani  di  investimenti  compresi  nei  piani  d'ambito  di  cui
all'articolo 149 del presente decreto, sono approvati dagli  enti  di
governo degli  ambiti  o  bacini  territoriali  ottimali  e  omogenei
istituiti o designati ai sensi dell'articolo 3 bis del  decreto-legge
del 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla  legge
14 settembre 2011,  n.  148,  che  provvedono  alla  convocazione  di
apposita conferenza di servizi ,ai sensi degli articoli 14 e seguenti
della legge 7 agosto 1990, n. 241. La medesima procedura  si  applica
per le modifiche sostanziali  delle  medesime  opere,  interventi  ed
impianti. 
   2. L'approvazione di cui al  comma  1  comporta  dichiarazione  di
pubblica utilita' e costituisce titolo abilitativo  e,  ove  occorra,
variante agli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale,
esclusi i piani  paesaggistici.  Qualora  l'approvazione  costituisca
variante agli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale,
tale variante deve essere  coordinata  con  il  piano  di  protezione
civile secondo quanto previsto dall'articolo 3, comma 6, della  legge
24 febbraio 1992, n. 225. 
   3. L'ente di governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali e
omogenei di cui al comma 1 costituisce autorita' espropriante per  la
realizzazione degli interventi di cui al presente articolo. L'ente di
governo  puo'  delegare,  in  tutto  o  in  parte,  i  propri  poteri
espropriativi al gestore del servizio idrico  integrato,  nell'ambito
della convenzione di affidamento del  servizio  i  cui  estremi  sono
specificati in ogni atto del procedimento espropriativo."; 
    i) all'articolo 172, i  commi  da  1  a  5  sono  sostituiti  dai
seguenti: 
   "1. Gli  enti  di  governo  degli  ambiti  che  non  abbiano  gia'
provveduto alla redazione del Piano d'Ambito di cui all'articolo 149,
ovvero non  abbiano  scelto  la  forma  di  gestione  ed  avviato  la
procedura di affidamento, sono tenuti, entro  il  termine  perentorio
del  30  settembre  2015,  ad  adottare  i   predetti   provvedimenti
disponendo  l'affidamento  del  servizio  al  gestore  unico  con  la
conseguente decadenza degli affidamenti non conformi alla  disciplina
pro tempore vigente. 
   2. Al fine di garantire il  rispetto  del  principio  di  unicita'
della gestione  all'interno  dell'ambito  territoriale  ottimale,  il
gestore del servizio idrico integrato subentra, alla data di  entrata
in  vigore  della  presente  disposizione,  agli  ulteriori  soggetti
operanti all'interno del medesimo ambito territoriale. Qualora  detti
soggetti gestiscano il servizio in base ad un  affidamento  assentito
in conformita' alla normativa pro tempore vigente  e  non  dichiarato
cessato ex lege, il gestore del servizio  idrico  integrato  subentra
alla data di scadenza prevista nel  contratto  di  servizio  o  negli
altri atti che regolano il rapporto. 
   3. In  sede  di  prima  applicazione,  al  fine  di  garantire  il
conseguimento del principio di unicita'  della  gestione  all'interno
dell'ambito territoriale ottimale, l'ente di  governo  dell'ambito  ,
nel rispetto della normativa vigente e fuori dai casi di cui al comma
1,  dispone  l'affidamento  al  gestore  unico  di  ambito  ai  sensi
dell'articolo 149-bis alla scadenza di una o piu' gestioni  esistenti
nell'ambito territoriale  tra  quelle  di  cui  al  comma  2,  ultimo
periodo, il cui bacino complessivo affidato sia almeno pari al 25 per
cento della popolazione ricadente nell'ambito  territoriale  ottimale
di riferimento. Il gestore  unico  cosi'  individuato  subentra  agli
ulteriori  soggetti  che  gestiscano  il  servizio  in  base  ad   un
affidamento assentito  in  conformita'  alla  normativa  pro  tempore
vigente e non dichiarato  cessato  ex  lege  alla  data  di  scadenza
prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il
rapporto. Al fine di addivenire,  nel  piu'  breve  tempo  possibile,
all'affidamento del servizio al gestore unico di ambito,  nelle  more
del raggiungimento della percentuale di cui al primo periodo,  l'ente
competente, nel rispetto della normativa vigente, alla scadenza delle
gestioni esistenti nell'ambito territoriale  tra  quelle  di  cui  al
comma 2, ultimo periodo, i cui bacini affidati siano complessivamente
inferiori al 25 per cento  della  popolazione  ricadente  nell'ambito
territoriale  ottimale  di  riferimento,  dispone  l'affidamento  del
relativo servizio per una durata in ogni caso non superiore a  quella
necessaria al raggiungimento di detta soglia, ovvero per  una  durata
non  superiore  alla  durata  residua   delle   menzionate   gestioni
esistenti, la cui  scadenza  sia  cronologicamente  antecedente  alle
altre, ed il cui bacino affidato, sommato  a  quello  delle  gestioni
oggetto di affidamento,  sia  almeno  pari  al  25  per  cento  della
popolazione   ricadente   nell'ambito   territoriale   ottimale    di
riferimento. 
   3-bis. Entro il 31 dicembre 2014 e, negli anni  successivi,  entro
il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno, l'Autorita' per l'energia
elettrica, il gas e  il  sistema  idrico  presenta  alle  Camere  una
relazione sul  rispetto  delle  prescrizioni  stabilite  dal  decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in particolare: 
    a) a carico delle regioni, per  la  costituzione  degli  enti  di
governo dell'ambito; 
    b) a carico degli enti di governo dell'ambito, per  l'affidamento
del servizio idrico integrato; 
    c) a carico degli enti locali, in relazione  alla  partecipazione
agli enti di governo  dell'ambito  e  in  merito  all'affidamento  in
concessione d'uso gratuito delle infrastrutture del  servizio  idrico
integrato ai gestori affidatari del servizio. 
   4. Qualora l'ente di governo dell'ambito non provveda nei  termini
stabiliti agli adempimenti di cui ai commi 1,2 e 3 o, comunque,  agli
ulteriori adempimenti  previsti  dalla  legge,  il  Presidente  della
regione esercita, dandone comunicazione al Ministro  dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del mare e all'Autorita' per  l'energia
elettrica, il gas e il sistema idrico, i poteri sostitutivi,  ponendo
le relative spese a carico dell'ente  inadempiente,  determinando  le
scadenze dei singoli  adempimenti  procedimentali  e  avviando  entro
trenta giorni le procedure di affidamento. In tali ipotesi,  i  costi
di funzionamento dell'ente di governo riconosciuti  in  tariffa  sono
posti pari a zero per tutta la durata  temporale  dell'esercizio  dei
poteri sostitutivi. Qualora il Presidente della regione non  provveda
nei termini cosi' stabiliti, l'Autorita' per l'energia elettrica,  il
gas ed il sistema idrico, entro i successivi trenta  giorni,  segnala
l'inadempienza al Presidente del Consiglio dei Ministri che nomina un
commissario  ad  acta,  le  cui  spese  sono   a   carico   dell'ente
inadempiente. La  violazione  della  presente  disposizione  comporta
responsabilita' erariale. 
   5. Alla scadenza del periodo di  affidamento,  o  alla  anticipata
risoluzione delle concessioni in essere, i beni e  gli  impianti  del
gestore uscente relativi al servizio idrico integrato sono trasferiti
direttamente all'ente locale  concedente  nei  limiti  e  secondo  le
modalita' previsti dalla convenzione."; 
    l) all'articolo 124, comma 6, del decreto  legislativo  3  aprile
2006, n. 152, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «oppure, se
gia' in esercizio, allo svolgimento di interventi, sugli  impianti  o
sulle infrastrutture ad essi  connesse,  finalizzati  all'adempimento
degli obblighi  derivanti  dall'appartenenza  dell'Italia  all'Unione
europea, ovvero al potenziamento funzionale, alla ristrutturazione  o
alla dismissione»; 
  2.  Il  Piano  degli  interventi   di   mitigazione   del   rischio
idrogeologico a valere sulle risorse di bilancio del Ministero  della
transizione ecologica e' adottato, anche per stralci, con uno o  piu'
decreti del Ministro della transizione ecologica previa intesa con  i
Presidenti delle regioni  e  delle  province  autonome  di  Trento  e
Bolzano interessate  agli  interventi  ammessi  a  finanziamento  nei
rispettivi  territori,  ((corredati  dei))  relativi  cronoprogrammi,
cosi' come risultanti dal sistema  di  monitoraggio.  Gli  interventi
ammessi al finanziamento sono identificati dai relativi codici  unici
di progetto (CUP), ai sensi dell'articolo 11,  commi  2-bis  e  2-ter
della legge 16 gennaio 2003, n. 3. Il monitoraggio del Piano e  degli
interventi e' effettuato dalle amministrazioni titolari dei  CUP  con
il sistema di monitoraggio di cui al decreto legislativo 29  dicembre
2011, n. 229, e con i sistemi ad esso collegati e gli interventi sono
classificati  sotto  la  voce  "MITE  -   Mitigazione   del   rischio
idrogeologico". Con i medesimi decreti di cui al primo  periodo  sono
disciplinate  le  modalita'  di  trasferimento  delle   risorse,   le
riprogrammazioni e le rimodulazioni. Le risorse sono prioritariamente
destinate agli interventi integrati, finalizzati sia alla mitigazione
del rischio sia alla tutela e al recupero degli  ecosistemi  e  della
biodiversita', ovvero che integrino  gli  obiettivi  della  direttiva
2000/60/CE del Parlamento europeo e del  Consiglio,  del  23  ottobre
2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di
acque, e della direttiva 2007/60/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 23 ottobre 2007,  relativa  alla  valutazione  e  alla
gestione dei rischi di alluvioni. In particolare, gli interventi  sul
reticolo idrografico non devono alterare  ulteriormente  l'equilibrio
sedimentario dei corsi d'acqua, bensi' tendere  ovunque  possibile  a
ripristinarlo, sulla base di adeguati bilanci del trasporto solido  a
scala spaziale e temporale adeguata.  A  questo  tipo  di  interventi
integrati, in grado di garantire  contestualmente  la  riduzione  del
rischio idrogeologico e il miglioramento dello  stato  ecologico  dei
corsi d'acqua e la tutela degli ecosistemi e della biodiversita',  in
ciascun  provvedimento  di   individuazione   degli   interventi   di
mitigazione del  rischio  idrogeologico  deve  essere  destinata  una
percentuale minima del 20 per cento delle risorse ((,  tenendo  conto
dei territori dei comuni collocati in aree interessate da fenomeni di
dissesto idrogeologico di cui all'articolo 1, comma  2,  lettera  a),
della legge 6 ottobre 2017, n. 158)). Nei suddetti interventi  assume
priorita'  la  delocalizzazione  di  edifici  e   di   infrastrutture
potenzialmente pericolosi per la pubblica  incolumita'.  L'attuazione
degli interventi e' assicurata dal  commissario  di  Governo  per  il
contrasto del dissesto idrogeologico con i compiti, le modalita',  la
contabilita'  speciale  e  i  poteri  di  cui  all'articolo  10   del
decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 11 agosto 2014, n.116. In caso di  mancato  rispetto  dei
termini indicati nei cronoprogrammi con riferimento all'attuazione di
uno o piu' interventi, laddove il ritardo sia grave e non  imputabile
a cause  indipendenti  dalla  responsabilita'  del  commissario,  con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,  su  proposta  del
Ministro  della  transizione  ecologica,  puo'  essere  revocato   il
commissario in carica e nominato un altro soggetto avente  specifiche
competenze in materia di dissesto idrogeologico, che  subentra  nelle
medesime  funzioni  ed  assume  i  medesimi  poteri  del  commissario
revocato. Al commissario nominato ai sensi del precedente periodo  si
applicano tutte le disposizioni dettate per i commissari con funzioni
di prevenzione e mitigazione del rischio  idrogeologico  e  non  sono
corrisposti gettoni, compensi, rimborsi di spese o altri  emolumenti,
comunque denominati. 
  3. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio  e  del
mare, avvalendosi dell'Istituto superiore  per  la  protezione  e  la
ricerca ambientale (ISPRA), previo parere  favorevole  dell'Autorita'
di distretto territorialmente competente, provvede alla revoca, anche
parziale, delle risorse assegnate alle Regioni e agli altri enti  con
i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri adottati ai sensi
dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 11 giugno 1998,  n.  180,
convertito con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267,  con
i decreti ministeriali ex articolo 16 della legge 31 luglio 2002,  n.
179,  nonche'  con  i  decreti   ministeriali   adottati   ai   sensi
dell'articolo 1, comma 432, della legge 23 dicembre 2005,  n.  266  e
dell'articolo 2, commi 321, 331, 332, della legge 24  dicembre  2007,
n. 244, con il decreto ministeriale adottato ai  sensi  dell'articolo
32, comma 10, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito
con modificazioni, dalla legge  24  novembre  2003,  n.  326,  con  i
decreti  ministeriali  adottati  ai   sensi   dell'articolo   2   del
decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito  con  modificazioni,
dalla legge 24  novembre  2006,  n.  286,  per  la  realizzazione  di
interventi di mitigazione del rischio idrogeologico per i quali  alla
data del 30 settembre 2014 non e' stato pubblicato il bando di gara o
non e' stato disposto  l'affidamento  dei  lavori,  nonche'  per  gli
interventi che risultano difformi dalle finalita'  suddette.  L'ISPRA
assicura  l'espletamento  degli  accertamenti   ed   i   sopralluoghi
necessari all'istruttoria entro  il  30  novembre  2014.  Le  risorse
rivenienti dalle suddette revoche confluiscono in un apposito  fondo,
istituito presso  il  Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare, e sono riassegnate per la  medesima  finalita'
di mitigazione del rischio  idrogeologico  secondo  i  criteri  e  le
modalita' di finanziamento degli interventi definiti con  il  decreto
del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  di  cui  al  comma  11
dell'articolo 10 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito,
con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116. 
  4. Per le attivita' di progettazione ed esecuzione degli interventi
di mitigazione del rischio  idrogeologico  di  cui  agli  accordi  di
programma stipulati con le Regioni ai sensi  dell'articolo  2,  comma
240, della  legge  23  dicembre  2009,  n.  191,  nonche'  le  stesse
attivita'  relative  ad  interventi  di   mitigazione   del   rischio
idrogeologico, comunque finanziati a valere  su  risorse  finanziarie
nazionali,  europee   e   regionali,   i   commissari   di   Governo,
nell'esercizio dei poteri di cui all'articolo 10 del decreto-legge 24
giugno 2014, n. 91, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  11
agosto 2014, n. 116, possono richiedere di avvalersi, sulla  base  di
apposite convenzioni per la  disciplina  dei  relativi  rapporti,  di
tutti i soggetti pubblici e privati, nel rispetto delle procedure  ad
evidenza pubblica prescritte dal codice di cui al decreto legislativo
12 aprile  2006,  n.  163,  ivi  comprese  societa'  in  house  delle
amministrazioni centrali dello Stato dotate di  specifica  competenza
tecnica,  attraverso  i  Ministeri  competenti  che   esercitano   il
controllo  analogo  sulle  rispettive  societa',   ai   sensi   della
disciplina nazionale ed europea. 
  5. COMMA ABROGATO DAL D.L. 31 MAGGIO 2021, N.  77,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 29 LUGLIO 2021, N. 108. 
  6. Al fine di garantire  l'adeguamento  dell'ordinamento  nazionale
alla normativa europea in materia di gestione dei servizi idrici,  e'
istituito presso  il  Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare un apposito Fondo  destinato  al  finanziamento
degli interventi relativi alle risorse idriche e alle  bonifiche  nei
siti  non  oggetto  della  procedura  di  infrazione  comunitaria  n.
2003/2077. Il Fondo e' finanziato mediante la  revoca  delle  risorse
gia' stanziate dalla delibera del Comitato interministeriale  per  la
programmazione  economica  (CIPE)  30  aprile   2012,   n.   60/2012,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 160  dell'11  luglio  2012,  e
dalla delibera del CIPE del 3 agosto  2012,  n.  87/2012,  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n. 256 del 2  novembre  2012,  destinate  ad
interventi  nel  settore  della  depurazione  delle  acque  e   delle
bonifiche  nei  siti  non  oggetto  della  procedura  di   infrazione
comunitaria n. 2003/2077 per i quali, alla data del 30  giugno  2016,
non  risultino  essere  stati  ancora  assunti  atti   giuridicamente
vincolanti. Per quanto non diversamente previsto dal presente  comma,
restano ferme le  previsioni,  delle  stesse  delibere  del  CIPE  n.
60/2012 e n. 87/2012 nonche' della delibera del CIPE  del  30  giugno
2014, n. 21/2014, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 220  del  22
settembre  2014,  relative   al   monitoraggio,   alla   pubblicita',
all'assegnazione del codice unico di progetto e,  ad  esclusione  dei
termini, alle modalita' attuative.  PERIODO  SOPPRESSO  DAL  D.L.  24
GIUGNO 2016, N. 113, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L.  7  AGOSTO
2016, N. 160. PERIODO SOPPRESSO DAL D.L.  24  GIUGNO  2016,  N.  113,
CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 7 AGOSTO 2016, N. 160.  PERIODO
SOPPRESSO  DAL  D.L.  24  GIUGNO  2016,  N.   113,   CONVERTITO   CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 7 AGOSTO 2016, N. 160. I criteri, le modalita'
e l'entita' delle risorse destinate al finanziamento degli interventi
in materia di adeguamento dei sistemi di collettamento,  fognatura  e
depurazione sono definiti con decreto del  Presidente  del  Consiglio
dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e  della  tutela
del territorio e del mare, di concerto, per quanto di competenza, con
il  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei   trasporti.   Le   somme
provenienti dalle revoche sono versate all'entrata del bilancio dello
Stato per essere riassegnate al predetto Fondo  istituito  presso  il
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 
  7. Al fine di accelerare la progettazione e la realizzazione  degli
interventi necessari all'adeguamento dei  sistemi  di  collettamento,
fognatura e depurazione oggetto  di  procedura  di  infrazione  o  di
provvedimento  di  condanna  della  Corte  di  Giustizia  dell'Unione
europea in ordine all'applicazione  della  direttiva  91/271/CEE  sul
trattamento delle acque reflue urbane, entro il 30 settembre 2015, su
proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio  e
del mare, puo' essere attivata la procedura di esercizio  del  potere
sostitutivo del Governo  secondo  quanto  previsto  dall'articolo  8,
comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131, anche con  la  nomina  di
appositi  commissari  straordinari,  che  possono   avvalersi   della
facolta' di cui al comma 4 del presente articolo. I  commissari  sono
nominati con decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri,  su
proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio  e
del mare, nei successivi quindici  giorni.  I  commissari  esercitano
comunque i poteri di cui ai commi 2-ter, 4, 5 e  6  dell'articolo  10
del decreto-legge n. 91  del  2014,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge n. 116 del  2014.  Ai  commissari  non  sono  corrisposti
gettoni, compensi, rimborsi di spese  o  altri  emolumenti,  comunque
denominati. (20) (30) 
  7-bis. I commissari straordinari di cui al comma 7, che  assicurano
la realizzazione degli interventi  con  le  risorse  destinate  dalla
delibera CIPE n. 60/2012  alla  depurazione  delle  acque,  procedono
senza indugio al loro impegno con le procedure ad evidenza  pubblica,
di cui al decreto legislativo 18 aprile  2016,  n.  50,  prescindendo
comunque dall'effettiva disponibilita' di cassa, e  dell'esito  delle
stesse informano il  competente  Dipartimento  della  Presidenza  del
Consiglio dei ministri, il Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare e l'Agenzia per la coesione territoriale. 
  7-ter. Le contabilita' speciali da essi  detenute  sono  alimentate
direttamente, per la  quota  coperta  con  le  risorse  di  cui  alla
predetta delibera, con un anticipo fino al 20 per  cento  del  quadro
economico di ciascun intervento su richiesta dei medesimi commissari,
e con successivi trasferimenti per gli stati avanzamento lavori, fino
al saldo conclusivo, verificati dal commissario. Al fine di dar conto
degli  interventi  affidati  e  di  verificare  la   coerenza   delle
dichiarazioni rese, i commissari hanno  l'obbligo  di  aggiornare  la
banca dati unitaria del Ministero dell'economia  e  delle  finanze  -
Dipartimento  della  Ragioneria  generale   dello   Stato,   di   cui
all'articolo 1, comma 703 della  legge  23  dicembre  2014,  n.  190,
secondo le specifiche tecniche di cui alla circolare  n.  18  del  30
aprile 2015 del medesimo Ministero. 
  8. Al fine di fronteggiare le situazioni di  criticita'  ambientale
delle aree metropolitane interessate da  fenomeni  di  esondazione  e
alluvione, previa istruttoria del  Ministero  dell'ambiente  e  della
tutela del territorio e del mare  dei  Ministri,  e'  assegnata  alle
Regioni, la somma complessiva di 110 milioni di euro, a valere  sulle
risorse del Fondo sviluppo e coesione  2007-2013  per  interventi  di
sistemazione idraulica dei corsi d'acqua. 
  8-bis. Al comma 3  dell'articolo  185  del  decreto  legislativo  3
aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, dopo le  parole:  "i
sedimenti spostati all'interno di acque superficiali"  sono  inserite
le seguenti: "o nell'ambito delle pertinenze idrauliche". 
  9. COMMA ABROGATO DAL D.L. 12 LUGLIO 2018, N.  86,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 9 AGOSTO 2018, N. 97. 
  9-bis. Le disposizioni di cui al  presente  articolo  si  applicano
alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento  e
di Bolzano nel rispetto dei loro statuti e delle  relative  norme  di
attuazione. 
  9-ter. Il termine di scadenza dello stato di emergenza  conseguente
agli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, di cui  all'articolo  1,
comma 3, del decreto-legge 6 giugno  2012,  n.  74,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, e' prorogato al 31
dicembre 2015. 
  9-quater. Il comma 9 dell'articolo 3-bis del decreto-legge 6 luglio
2012, n. 95, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  7  agosto
2012, n. 135, e' sostituito dal seguente: 
    "9. Agli  oneri  derivanti  dal  comma  8  si  provvede  mediante
utilizzo delle risorse di cui  all'articolo  2  del  decreto-legge  6
giugno 2012, n. 74, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  1º
agosto 2012, n. 122, nell'ambito  della  quota  assegnata  a  ciascun
Presidente di regione e con i seguenti  limiti:  euro  3.750.000  per
l'anno 2012, euro 20 milioni per l'anno 2013,  euro  20  milioni  per
l'anno 2014, euro 25 milioni per l'anno 2015 ed euro 25  milioni  per
l'anno 2016". 
  9-quinquies. Il comma 367 dell'articolo 1 della legge  27  dicembre
2013, n. 147, e' sostituito dal seguente: 
    "367. Nel limite delle risorse disponibili sulle contabilita' dei
Commissari di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 6 giugno
2012, n. 74, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  1º  agosto
2012, n. 122, in cui confluiscono  le  risorse  finanziarie  relative
all'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3-bis, comma  9,  del
decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sono prorogate per gli anni  2015,
2016 e 2017 le possibilita'  assunzionali  di  cui  al  comma  8  del
medesimo articolo 3-bis". 
  9-sexies.   Le   disposizioni   previste   dall'articolo   1    del
decreto-legge 12 maggio 2014, n. 74, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 26 giugno 2014, n. 93, si applicano  anche  ai  territori
dei comuni della provincia di Bologna, gia' colpiti dal sisma del  20
e 29 maggio 2012 e interessati dalla tromba d'aria del 3 maggio 2013,
per cui e' stato dichiarato lo stato di emergenza  con  deliberazione
del Consiglio dei ministri 9 maggio 2013, pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 113 del 16  maggio  2013,  individuati  dal  Commissario
delegato nominato con  ordinanza  del  Capo  del  Dipartimento  della
protezione civile n. 83 del 27 maggio 2013, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale  n.  127  del  1º   giugno   2013.   All'attuazione   delle
disposizioni di cui al presente comma si provvede  nel  limite  delle
risorse di cui al citato articolo 1, comma 5, del decreto-legge n. 74
del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 93 del 2014. 
  9-septies. All'articolo 1, comma 120, della legge 27 dicembre 2013,
n. 147, le parole: "della programmazione 2007-2013"  sono  sostituite
dalle seguenti: "delle programmazioni 2007-2013 e 2014-2020". 
  9-octies. Al comma 256 dell'articolo  1  della  legge  27  dicembre
2013, n. 147, sono  aggiunti,  in  fine,  i  seguenti  periodi:  "Con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,  su  proposta  del
Capo del  Dipartimento  della  protezione  civile,  d'intesa  con  le
regioni Basilicata e Calabria, si provvede  all'individuazione  delle
modalita'  di  ripartizione  tra  le  regioni  interessate  e   delle
finalita' di utilizzo, anche per quanto concerne  gli  interventi  di
ricostruzione relativi a edifici privati e ad uso  produttivo,  delle
predette risorse, che sono riversate nelle contabilita'  speciali  di
cui alle ordinanze del Capo del Dipartimento della protezione  civile
n. 82 del 24 maggio 2013 e n. 98 del 25 giugno 2013, pubblicate nella
Gazzetta Ufficiale n. 125 del 30 maggio 2013 e n. 153  del  2  luglio
2013. Con il medesimo decreto sono altresi' definite le modalita'  di
ripartizione  delle  risorse  finalizzate  ad  assicurare  l'autonoma
sistemazione dei cittadini la  cui  abitazione  principale  e'  stata
oggetto dell'ordinanza di sgombero di cui al comma 351". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (16) 
  La Corte Costituzionale con sentenza 23 febbraio - 10  marzo  2016,
n.  51  (in  G.U.  1ª  s.s.  16/03/2016,   n.   11)   ha   dichiarato
l'illegittimita' costituzionale "dell'art. 7, comma  1,  lettera  b),
numero 2), del  decreto-legge  12  settembre  2014,  n.  133  (Misure
urgenti per l'apertura dei cantieri,  la  realizzazione  delle  opere
pubbliche,  la  digitalizzazione  del   Paese,   la   semplificazione
burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la  ripresa
delle attivita' produttive), convertito, con modificazioni, dall'art.
1, comma 1, della legge 11 novembre 2014, n. 164, limitatamente  alle
parole «e dalle province autonome»". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (20) 
  Il D.L. 29 dicembre 2016, n. 243,  convertito,  con  modificazioni,
dalla L. 27 febbraio 2017, n. 18 ha disposto (con l'art. 2, comma  4)
che  "A  decorrere  dalla  data  dell'emanazione  del   decreto   del
Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1, i Commissari
straordinari nominati per l'adeguamento  alle  sentenze  di  condanna
della Corte di giustizia dell'Unione europea pronunciate il 19 luglio
2012 (causa C-565/10) e il 10 aprile 2014 (causa  C-85/13)  ai  sensi
dell'articolo 7, comma 7, del decreto-legge  12  settembre  2014,  n.
133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014,  n.
164, cessano dal proprio incarico.". 
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AGGIORNAMENTO (30) 
  Il D.L. 18 aprile 2019, n. 32, convertito con  modificazioni  dalla
L. 14 giugno 2019, n. 55, ha disposto (con l'art. 4-septies, comma 2)
che "Entro sessanta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto, i commissari straordinari di  cui  all'articolo  7,
comma 7, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11  novembre  2014,  n.  164,  cessano  le
proprie funzioni. Il Commissario unico subentra in tutti  i  rapporti
giuridici attivi e passivi posti in essere".