DECRETO-LEGGE 12 settembre 2014, n. 133

Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attivita' produttive. (14G00149)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/09/2014
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 11 novembre 2014, n. 164 (in S.O. n.85, relativo alla G.U. 11/11/2014, n.262).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/12/2021)
vigente al 09/08/2022
Testo in vigore dal: 12-11-2014
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 17 
 
        (Semplificazioni ed altre misure in materia edilizia) 
 
  l. Al fine di semplificare le  procedure  edilizie  e  ridurre  gli
oneri a carico dei cittadini e delle imprese, nonche'  di  assicurare
processi  di  sviluppo  sostenibile,  con  particolare  riguardo   al
recupero del patrimonio  edilizio  esistente  e  alla  riduzione  del
consumo di suolo, al testo unico  delle  disposizioni  legislative  e
regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto  del  Presidente
della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
    a) all'articolo 3 (L), comma 1, lettera b): 
      1) le parole: "i volumi e le  superfici  delle  singole  unita'
immobiliari"  sono  sostituite   dalle   seguenti:   "la   volumetria
complessiva degli edifici"; 
      2) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: 
  "Nell'ambito degli interventi di  manutenzione  straordinaria  sono
ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o  accorpamento
delle unita' immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti
la  variazione  delle  superfici  delle  singole  unita'  immobiliari
nonche'  del  carico  urbanistico  purche'  non  sia  modificata   la
volumetria complessiva  degli  edifici  e  si  mantenga  l'originaria
destinazione d' uso;"; 
    b) dopo l'articolo 3 (L), e' inserito il seguente: 
  «Art.  3  bis.  (Interventi  di  conservazione)  1.  Lo   strumento
urbanistico individua gli edifici esistenti non piu' compatibili  con
gli indirizzi della pianificazione.  In  tal  caso  l'amministrazione
comunale  puo'  favorire,  in  alternativa   all'espropriazione,   la
riqualificazione  delle  aree  attraverso  forme   di   compensazione
((incidenti sull'area interessata e senza  aumento  della  superficie
coperta,)) rispondenti al pubblico interesse  e  comunque  rispettose
dell'imparzialita' e del buon andamento  dell'azione  amministrativa.
Nelle more dell'attuazione del piano, resta  salva  la  facolta'  del
proprietario  di  eseguire  tutti  gli  interventi  conservativi,  ad
eccezione  della   demolizione   e   successiva   ricostruzione   non
giustificata da obiettive ed improrogabili ragioni di ordine  statico
od igienico sanitario.»; 
    c) all'articolo 6 (L): 
      ((01) al comma 1, lettera a),  dopo  le  parole:  "manutenzione
ordinaria" sono aggiunte le seguenti: "di cui all'articolo  3,  comma
1, lettera a), ivi compresi gli  interventi  di  installazione  delle
pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore
a 12 kW")); 
      1) al comma 2: 
        a) alla lettera a), le parole da: ",  non  comportino",  fino
alla fine della lettera, sono soppresse; 
        b) alla lettera e-bis), dopo  le  parole:  "sulla  superficie
coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d'impresa," sono inserite
le seguenti: "sempre che non riguardino le parti strutturali,"; 
      2) il comma 4, e' sostituito dal seguente: 
  "4.  Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettere a) ed
e-bis),   l'interessato   trasmette   all'amministrazione    comunale
((l'elaborato progettuale e)) la comunicazione di inizio  dei  lavori
asseverata da un  tecnico  abilitato,  il  quale  attesta,  sotto  la
propria responsabilita', che i lavori sono  conformi  agli  strumenti
urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti,  nonche'  che
((sono compatibili con la normativa in materia sismica e  con  quella
sul  rendimento  energetico  nell'edilizia  e   che))   non   vi   e'
interessamento   delle   parti    strutturali    dell'edificio;    la
comunicazione contiene, altresi', i dati identificativi  dell'impresa
alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori."; 
      3) il comma 5 e' sostituito dal seguente: 
  "5. Riguardo agli interventi di cui al comma 2, la comunicazione di
inizio dei lavori ((, laddove integrata con la comunicazione di  fine
dei lavori,)) e' valida anche ai fini di cui all'articolo  17,  primo
comma, lettera b), del regio decreto-legge 13 aprile  1939,  n.  652,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939,  n.  1249,
ed  e'  tempestivamente  inoltrata  da   parte   dell'amministrazione
comunale ai competenti uffici dell'Agenzia delle entrate."; 
      4) al comma 6, le  lettere  b)  e  c),  sono  sostituite  dalla
seguente: 
  "b) disciplinano con legge le  modalita'  per  l'effettuazione  dei
controlli."; 
      5) al comma 7 le parole: "ovvero la mancata trasmissione  della
relazione tecnica, di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo"  sono
sostituite dalle seguenti: "di cui al  comma  2,  ovvero  la  mancata
comunicazione asseverata dell'inizio dei lavori di cui al  comma  4,"
((e le parole: "258 euro"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "1.000
euro")); 
    d) all'articolo 10 (L), comma 1, lettera c), le parole:  "aumento
di unita' immobiliari, modifiche del volume, dei  prospetti  o  delle
superfici,"  sono  sostituite  dalle   seguenti:   "modifiche   della
volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti,"; 
    e) all'articolo 14 (L): 
      1) dopo il comma 1, e' inserito il seguente: 
  "1-bis. Per gli interventi di  ristrutturazione  edilizia  ((...)),
attuati anche in aree industriali dismesse, e' ammessa  la  richiesta
di permesso di costruire anche in  deroga  alle  destinazioni  d'uso,
previa  deliberazione  del  Consiglio   comunale   che   ne   attesta
l'interesse  pubblico  ((,  a  condizione   che   il   mutamento   di
destinazione d'uso non comporti un aumento della  superficie  coperta
prima dell'intervento di ristrutturazione, fermo restando,  nel  caso
di insediamenti commerciali, quanto disposto dall'articolo 31,  comma
2, del  decreto-legge  6  dicembre  2011,  n.  201,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n.  214,  e  successive
modificazioni))."; 
      2) al comma 3, dopo la parola: "ed esecutivi," sono inserite le
seguenti: "nonche', nei casi di cui al comma 1-bis,  le  destinazioni
d'uso,"; 
    f) all'articolo 15 (R): 
      ((1) il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
  "2. Il termine per l'inizio dei lavori non puo' essere superiore ad
un anno dal rilascio del titolo;  quello  di  ultimazione,  entro  il
quale l'opera deve essere completata,  non  puo'  superare  tre  anni
dall'inizio dei lavori. Decorsi tali termini il  permesso  decade  di
diritto per la parte non eseguita,  tranne  che,  anteriormente  alla
scadenza,  venga  richiesta  una  proroga.  La  proroga  puo'  essere
accordata,  con  provvedimento  motivato,  per  fatti   sopravvenuti,
estranei  alla  volonta'  del  titolare  del  permesso,   oppure   in
considerazione  della  mole  dell'opera  da  realizzare,  delle   sue
particolari caratteristiche  tecnico-costruttive,  o  di  difficolta'
tecnico-esecutive  emerse  successivamente  all'inizio  dei   lavori,
ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui  finanziamento  sia
previsto in piu' esercizi finanziari")); 
      2) dopo il comma 2, e' inserito il seguente: 
  "2-bis. La proroga dei termini per  l'inizio  e  l'ultimazione  dei
lavori e' comunque accordata qualora  i  lavori  non  possano  essere
iniziati   o   conclusi   per   iniziative   dell'amministrazione   o
dell'autorita' giudiziaria rivelatesi poi infondate."; 
    g) all'articolo 16 (L): 
      1) ((NUMERO SOPPRESSO DALLA L. 11 NOVEMBRE 2014, N. 164)); 
      2) ((NUMERO SOPPRESSO DALLA L. 11 NOVEMBRE 2014, N. 164)); 
      ((3) al comma 4, dopo la lettera d) sono aggiunte le seguenti: 
  "d-bis)  alla  differenziazione  tra  gli  interventi  al  fine  di
incentivare, in modo particolare nelle aree a maggiore  densita'  del
costruito, quelli di ristrutturazione edilizia di cui all'articolo 3,
comma 1, lettera d), anziche' quelli di nuova costruzione; 
  d-ter) alla valutazione del maggior valore generato  da  interventi
su aree o immobili in variante urbanistica, in deroga o con cambio di
destinazione    d'uso.     Tale     maggior     valore,     calcolato
dall'amministrazione comunale, e' suddiviso in misura  non  inferiore
al 50 per cento tra il comune e la parte privata  ed  e'  erogato  da
quest'ultima   al   comune   stesso   sotto   forma   di   contributo
straordinario,  che  attesta  l'interesse  pubblico,  in   versamento
finanziario,  vincolato  a  specifico  centro   di   costo   per   la
realizzazione di opere pubbliche e servizi da realizzare nel contesto
in cui ricade l'intervento, cessione di aree o immobili da  destinare
a servizi di pubblica  utilita',  edilizia  residenziale  sociale  od
opere pubbliche"; 
      3-bis) dopo il comma 4 e' inserito il seguente: 
  "4-bis. Con riferimento a quanto previsto dal secondo periodo della
lettera d-ter) del comma 4, sono fatte salve le diverse  disposizioni
delle legislazioni regionali e degli strumenti  urbanistici  generali
comunali")); 
      ((4) al comma 5 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:  ",
secondo i parametri di cui al comma 4, fermo restando quanto previsto
dal comma 4-bis")); 
      5) al comma 10, il secondo periodo e' sostituito dal  seguente:
"Al  fine  di  incentivare  il  recupero  del   patrimonio   edilizio
esistente, per gli interventi di  ristrutturazione  edilizia  di  cui
all'articolo 3, comma 1, lettera  d),  i  comuni  hanno  comunque  la
facolta' di deliberare che i costi di costruzione  ad  essi  relativi
siano inferiori ai valori determinati per le nuove costruzioni."; 
    h) all'articolo 17 (L): 
      1) al comma 4, dopo le parole:  "di  proprieta'  dello  Stato",
sono  inserite  le  seguenti:  ",  nonche'  per  gli  interventi   di
manutenzione straordinaria ((di cui all'articolo 6, comma 2,  lettera
a), qualora comportanti aumento del carico urbanistico,"  e  dopo  le
parole:  "delle  sole  opere  di  urbanizzazione"  sono  aggiunte  le
seguenti:  ",  purche'  ne  derivi  un   aumento   della   superficie
calpestabile")); 
      2) dopo il comma 4, e' aggiunto il seguente: "4-bis. Al fine di
agevolare  gli  interventi  di  densificazione   edilizia,   per   la
ristrutturazione, il recupero e il riuso degli immobili dismessi o in
via di dismissione, il contributo di costruzione e' ridotto in misura
non inferiore al venti per cento rispetto a quello  previsto  per  le
nuove  costruzioni   ((nei   casi   non   interessati   da   varianti
urbanistiche, deroghe  o  cambi  di  destinazione  d'uso  comportanti
maggior valore rispetto  alla  destinazione  originaria)).  I  comuni
definiscono,  entro  novanta  giorni  dall'entrata  in  vigore  della
presente disposizione, i  criteri  e  le  modalita'  applicative  per
l'applicazione della relativa riduzione."; 
    i) all'articolo 20 (R), il comma 7 e' sostituito dal seguente: 
  «7. I termini di cui ai commi 3 e 5 sono raddoppiati nei soli  casi
di progetti particolarmente complessi secondo la motivata risoluzione
del responsabile del procedimento.»; 
    l) al Capo III, Titolo II, Parte I la rubrica e' sostituita dalla
seguente: " SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA'  E  DENUNCIA
DI INIZIO ATTIVITA'"; 
    m) all'articolo 22 (L), sono apportate le seguenti modificazioni: 
      1) ai commi 1 e 2 le parole:  "denuncia  di  inizio  attivita'"
sono sostituite dalle seguenti: "segnalazione certificata  di  inizio
attivita'" e le parole "denunce di inizio attivita'" sono  sostituite
dalle seguenti: "segnalazioni certificate di inizio attivita'"; 
      2) dopo il comma 2, e' inserito il seguente: 
  "2-bis.  Sono  realizzabili   mediante   segnalazione   certificata
d'inizio attivita' e comunicate a fine lavori  con  attestazione  del
professionista,  le  varianti  a  permessi  di  costruire   che   non
configurano  una  variazione  essenziale,  a  condizione  che   siano
conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate  dopo
l'acquisizione degli  eventuali  atti  di  assenso  prescritti  dalla
normativa sui vincoli paesaggistici,  idrogeologici,  ambientali,  di
tutela del patrimonio storico,  artistico  ed  archeologico  e  dalle
altre normative di settore."; 
    n)((nel capo III del titolo II della parte I,))  dopo  l'articolo
23-bis, e' ((aggiunto)) il seguente: 
   «Art. 23-ter 
   (Mutamento d'uso urbanisticamente rilevante) 
   1. Salva  diversa  previsione  da  parte  delle  leggi  regionali,
costituisce mutamento rilevante della destinazione d'uso  ogni  forma
di utilizzo dell'immobile o della singola unita' immobiliare  diversa
da quella originaria, ancorche' non accompagnata  dall'esecuzione  di
opere   edilizie,   purche'   tale   da   comportare   l'assegnazione
dell'immobile o dell'unita' immobiliare considerati  ad  una  diversa
categoria funzionale tra quelle sotto elencate: 
     ((a) residenziale; 
     a-bis) turistico-ricettiva)); 
     b) produttiva e direzionale; 
     c) commerciale; 
     d) rurale. 
   2. La  destinazione  d'uso  di  un  fabbricato  o  di  una  unita'
immobiliare e' quella prevalente in termini di superficie utile. 
   3. ((Le regioni adeguano la propria legislazione  ai  principi  di
cui al presente articolo entro novanta giorni dalla  data  della  sua
entrata in vigore. Decorso tale termine, trovano applicazione diretta
le disposizioni del presente articolo)). Salva diversa previsione  da
parte delle leggi regionali e degli strumenti  urbanistici  comunali,
il  mutamento  della  destinazione  d'uso  all'interno  della  stessa
categoria funzionale e' sempre consentito.»; 
    o) all'articolo 24, comma 3, dopo le parole "il soggetto  che  ha
presentato" sono inserite le seguenti: "la  segnalazione  certificata
di inizio attivita' o"; 
    p) all'articolo 25 (R), comma 5-ter, le parole: "per l'attuazione
delle disposizioni di cui al comma 5-bis e" sono soppresse; 
    q) dopo l'articolo 28, e' inserito il seguente: 
  "Art. 28-bis 
  (Permesso di costruire convenzionato) 
  1. Qualora le esigenze di urbanizzazione possano essere soddisfatte
((...)) con una modalita' semplificata, e' possibile il  rilascio  di
un permesso di costruire convenzionato. 
  2.  La  convenzione  ((,  approvata  con  delibera  del   consiglio
comunale,  salva  diversa  previsione  regionale,))   specifica   gli
obblighi, funzionali al soddisfacimento di un interesse pubblico, che
il soggetto attuatore si  assume  ai  fini  di  poter  conseguire  il
rilascio del titolo edilizio, il quale resta la fonte di  regolamento
degli interessi. 
  3. Sono, in particolare, soggetti alla stipula di convenzione: 
     a) la cessione di aree anche al fine  dell'utilizzo  di  diritti
edificatori; 
     b) la realizzazione di opere di  urbanizzazione  fermo  restando
quanto previsto dall'articolo 32, comma 1, lettera  g),  del  decreto
legislativo 12 aprile 2006, n.163; 
     c) le caratteristiche morfologiche degli interventi; 
     d) la  realizzazione  di  interventi  di  edilizia  residenziale
sociale. 
   4. La convenzione  puo'  prevedere  modalita'  di  attuazione  per
stralci funzionali,  cui  si  collegano  gli  oneri  e  le  opere  di
urbanizzazione da eseguire e le relative garanzie. 
   5. Il termine di validita' del permesso di costruire convenzionato
puo' essere modulato in relazione agli  stralci  funzionali  previsti
dalla convenzione. 
   6.  Il  procedimento  di  formazione  del  permesso  di  costruire
convenzionato e' quello previsto dal Capo II del  Titolo  II  ((della
presente parte)). Alla convenzione si applica altresi' la  disciplina
dell'articolo 11 della legge 7 agosto 1990, n. 241."; 
    ((q-bis) all'articolo  31,  dopo  il  comma  4  sono  inseriti  i
seguenti: 
  "4-bis. L'autorita' competente, constatata l'inottemperanza, irroga
una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra  2.000
euro e 20.000 euro, salva l'applicazione di altre misure  e  sanzioni
previste da norme vigenti. La sanzione, in caso di  abusi  realizzati
sulle aree e sugli edifici di cui al comma 2  dell'articolo  27,  ivi
comprese le aree soggette a rischio  idrogeologico  elevato  o  molto
elevato, e' sempre  irrogata  nella  misura  massima.  La  mancata  o
tardiva emanazione del provvedimento sanzionatorio,  fatte  salve  le
responsabilita' penali, costituisce  elemento  di  valutazione  della
performance individuale nonche'  di  responsabilita'  disciplinare  e
amministrativo-contabile   del   dirigente    e    del    funzionario
inadempiente. 
  4-ter. I proventi delle sanzioni di cui al comma 4-bis spettano  al
comune e sono destinati esclusivamente alla demolizione e  rimessione
in pristino delle opere abusive e all'acquisizione e attrezzatura  di
aree destinate a verde pubblico. 
  4-quater. Ferme restando le  competenze  delle  regioni  a  statuto
speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, le regioni
a  statuto  ordinario  possono  aumentare  l'importo  delle  sanzioni
amministrative pecuniarie previste dal comma 4-bis  e  stabilire  che
siano periodicamente reiterabili  qualora  permanga  l'inottemperanza
all'ordine di demolizione")). 
  2. ((L'espressione)) «denuncia di inizio attivita'» ovunque ricorra
nel decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, ad
eccezione degli articoli 22, 23 e 24, comma 3,  e'  sostituita  dalla
seguente: «segnalazione certificata di inizio attivita'». 
  ((2-bis. Le regioni a statuto ordinario assicurano l'attuazione  di
quanto previsto al comma 1, lettera c),  numero  4),  entro  sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto. 
  2-ter. La disposizione di cui  al  comma  1,  lettera  i),  non  si
applica ai comuni obbligati all'esercizio in  forma  associata  della
funzione fondamentale della pianificazione urbanistica  ed  edilizia,
prima che sia decorso un anno dalla data di entrata in  vigore  della
legge di conversione del presente decreto)). 
  3. Le regioni, con  proprie  leggi,  assicurano  l'attivazione  del
potere sostitutivo allo scadere dei termini assegnati ai  comuni  per
l'adozione  da  parte  degli  stessi  dei  piani  attuativi  comunque
denominati in base alla normativa statale e regionale. 
  4. All'articolo 28 della legge 17 agosto 1942,  n.  1150,  dopo  il
sesto comma, e' inserito il seguente: 
  "L'attuazione degli interventi previsti nelle convenzioni di cui al
presente articolo ovvero degli accordi similari  comunque  denominati
dalla legislazione regionale, puo' avvenire per stralci funzionali  e
per fasi e tempi distinti. In tal caso per ogni  stralcio  funzionale
nella convenzione saranno quantificati gli oneri di urbanizzazione  o
le opere di urbanizzazione  da  realizzare  e  le  relative  garanzie
purche' l'attuazione parziale sia coerente con l'intera area  oggetto
d'intervento." 
  5. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica.