DECRETO-LEGGE 31 maggio 2014, n. 83

Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo. (14G00095)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 1/6/2014.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 29 luglio 2014, n. 106 (in G.U. 30/7/2014, n. 175).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 06/11/2021)
Testo in vigore dal: 16-7-2015
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 4 
 
 
  Disposizioni urgenti per la tutela del decoro dei siti culturali 
 
  1. Il comma 1-bis dell'articolo 52 del Codice dei beni culturali  e
del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.  42,
aggiunto dall'articolo 4-bis del decreto-legge 8 agosto 2013, n.  91,
convertito, con modificazioni, dalla legge di conversione  7  ottobre
2013, n. 112, e' rinominato a partire dalla data di entrata in vigore
del presente decreto «1-ter». Al fine  di  rafforzare  le  misure  di
tutela del decoro dei complessi monumentali e  degli  altri  immobili
del demanio culturale interessati da flussi turistici particolarmente
rilevanti e anche in  relazione  al  comma  5  dell'articolo  70  del
decreto legislativo  26  marzo  2010,  n.  59,  di  attuazione  della
direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio  del  12
dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno, al comma 1-ter
dell'articolo 52 del Codice dei beni culturali e  del  paesaggio,  di
cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.  42,  come  rinominato
dal presente articolo, al primo periodo, le parole:  "di  contrastare
l'esercizio,  nelle  aree   pubbliche   aventi   particolare   valore
archeologico,  storico,  artistico  e  paesaggistico,  di   attivita'
commerciali e artigianali in forma ambulante o su posteggio,  nonche'
di qualsiasi altra attivita'  non  compatibile  con  le  esigenze  di
tutela del patrimonio culturale,  con  particolare  riferimento  alla
necessita'" sono soppresse e le parole: "le Direzioni regionali per i
beni culturali e paesaggistici e le soprintendenze, sentiti gli  enti
locali"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "i   competenti   uffici
territoriali del Ministero, d'intesa con i Comuni", ed  e'  aggiunto,
in fine, il seguente periodo: «In particolare,  i  competenti  uffici
territoriali del Ministero e i Comuni avviano, d'intesa, procedimenti
di riesame, ai sensi dell'articolo 21-quinquies della legge 7  agosto
1990, n. 241, delle  autorizzazioni  e  delle  concessioni  di  suolo
pubblico, anche a rotazione, che risultino non piu'  compatibili  con
le esigenze di cui al presente comma, anche  in  deroga  a  eventuali
disposizioni regionali adottate in base all'articolo 28, commi 12, 13
e 14, del decreto legislativo 31 marzo 1998,  n.  114,  e  successive
modificazioni, nonche' in deroga ai criteri  per  il  rilascio  e  il
rinnovo della concessione dei posteggi per l'esercizio del  commercio
su  aree  pubbliche  e  alle   disposizioni   transitorie   stabilite
nell'intesa in sede di Conferenza unificata, ai  sensi  dell'articolo
8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, prevista dall'articolo
70, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo  2010,  n.  59  recante
attuazione della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo  e  del
Consiglio del 12  dicembre  2006  relativa  ai  servizi  nel  mercato
interno. In caso di revoca del titolo, ove non risulti  possibile  il
trasferimento  dell'attivita'   commerciale   in   una   collocazione
alternativa potenzialmente equivalente, al titolare e' corrisposto da
parte   dell'amministrazione   procedente   l'indennizzo    di    cui
all'articolo 21-quinquies, comma 1,  terzo  periodo,  della  legge  7
agosto 1990, n. 241, nel limite massimo della media dei ricavi  annui
dichiarati negli ultimi cinque anni di attivita', aumentabile del  50
per cento in caso di comprovati investimenti effettuati nello  stesso
periodo per adeguarsi alle  nuove  prescrizioni  in  materia  emanate
dagli enti locali». ((4)) 
  2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 9 giugno - 9 luglio 2015,  n.
140  (in  G.U.   1ª   s.s.   15/7/2015,   n.   28),   ha   dichiarato
l'illegittimita' costituzionale del comma 1  del  presente  articolo,
come convertito dalla legge n. 106 del 2014, nella parte in  cui  non
prevede alcuno strumento idoneo a garantire una leale  collaborazione
fra Stato e Regioni.