DECRETO-LEGGE 21 giugno 2013, n. 69

Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia. (13G00116)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 22/6/2013.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2013, n. 98 (in S.O. n. 63, relativo alla G.U. 20/08/2013, n. 194).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 06/11/2021)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 21-8-2013
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                               Art.28 
 
     (Indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento) 
 
  1.  La  pubblica  amministrazione  procedente  o  ((,  in  caso  di
procedimenti  in  cui  intervengono  piu'  amministrazioni,))  quella
responsabile del ritardo e i soggetti di cui all'art. 1, comma 1-ter,
della legge 7 agosto 1990,  n.  241,  in  caso  di  inosservanza  del
termine di conclusione del procedimento  amministrativo  iniziato  ad
istanza di parte, per il quale sussiste  l'obbligo  di  pronunziarsi,
con esclusione delle ipotesi di silenzio qualificato e  dei  concorsi
pubblici, corrispondono all'interessato, a titolo di  indennizzo  per
il mero ritardo, una somma pari a 30 euro per ogni giorno di  ritardo
con decorrenza dalla data di scadenza del termine  del  procedimento,
comunque complessivamente non superiore a 2.000 euro. 
  2. Al  fine  di  ottenere  l'indennizzo,  l'istante  e'  tenuto  ad
azionare il potere sostitutivo previsto  dall'art.  2,  comma  9-bis,
della legge n. 241 del 1990 nel  termine  ((perentorio))  di  ((venti
giorni)) dalla scadenza del termine di conclusione del  procedimento.
((Nel caso di procedimenti in cui intervengono piu'  amministrazioni,
l'interessato presenta istanza all'amministrazione procedente, che la
trasmette  tempestivamente  al  titolare   del   potere   sostitutivo
dell'amministrazione responsabile del ritardo)). I  soggetti  di  cui
all'articolo 1, comma 1-ter, della medesima legge individuano  a  tal
fine il responsabile del potere sostitutivo. 
  3. Nel caso in cui anche il titolare  del  potere  sostitutivo  non
emani il provvedimento nel termine ((di  cui  all'articolo  2,  comma
9-ter,  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,))  o   non   liquidi
l'indennizzo maturato ((fino alla data della medesima liquidazione)),
l'istante puo' proporre ricorso ai sensi dell'articolo 117 del codice
del  processo  amministrativo  di  cui  all'Allegato  1  al   decreto
legislativo 2  luglio  2010,  n.  104,  e  successive  modificazioni,
oppure,  ricorrendone  i  presupposti,  dell'articolo  118  ((dello))
stesso codice. 
  4. Nel giudizio  di  cui  all'articolo  117  ((del  codice  di  cui
all'Allegato 1 al decreto  legislativo  2  luglio  2010,  n.  104,  e
successive modificazioni,)), puo' proporsi, congiuntamente al ricorso
avverso il silenzio, domanda per ottenere l'indennizzo. In tal  caso,
anche tale domanda  e'  trattata  con  rito  camerale  e  decisa  con
sentenza in forma semplificata. 
  5. Nei ricorsi  di  cui  al  comma  3,  ((nonche'  nei  giudizi  di
opposizione e in  quelli  di  appello  conseguenti,))  il  contributo
unificato e' ridotto alla meta' e  confluisce  nel  capitolo  di  cui
all'articolo 37, comma 10, ((secondo  periodo,  del  decreto-legge  6
luglio 2011, n. 98, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  15
luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni)). 
  6. Se il ricorso e'  dichiarato  inammissibile  o  e'  respinto  in
relazione  all'inammissibilita'   o   alla   manifesta   infondatezza
dell'istanza che ha dato  avvio  al  procedimento,  il  giudice,  con
pronuncia immediatamente esecutiva, condanna il ricorrente  a  pagare
in favore del resistente una somma da due volte a  quattro  volte  il
contributo unificato. 
  7. La  pronuncia  di  condanna  a  carico  dell'amministrazione  e'
comunicata, a cura della Segreteria del giudice che l'ha pronunciata,
alla Corte dei conti al fine del controllo di gestione sulla pubblica
amministrazione, al Procuratore regionale della Corte dei  Conti  per
le  valutazioni  di  competenza,  nonche'  al  titolare   dell'azione
disciplinare verso i dipendenti pubblici interessati dal procedimento
amministrativo. 
  8.  Nella  comunicazione  di  avvio  del   procedimento   e   nelle
informazioni sul procedimento pubblicate ai  sensi  dell'articolo  35
del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, e' fatta  menzione  del
diritto all'indennizzo, nonche' delle modalita'  e  dei  termini  per
conseguirlo ((,  e  sono  altresi'  indicati))  il  soggetto  cui  e'
attribuito il potere sostitutivo e i termini a questo  assegnati  per
la conclusione del procedimento. 
  9. All'articolo 2-bis della  ((legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e
successive modificazioni, dopo il comma 1 e'  inserito  il  seguente:
"1-bis.)) Fatto salvo quanto previsto dal comma  1  e  ad  esclusione
delle ipotesi di silenzio qualificato e  dei  concorsi  pubblici,  in
caso di inosservanza del termine di conclusione del  procedimento  ad
istanza di parte, per il quale sussiste  l'obbligo  di  pronunziarsi,
l'istante ha diritto di ottenere un indennizzo per  il  mero  ritardo
alle condizioni e con le modalita' stabilite  dalla  legge  o,  sulla
base della legge, da un regolamento emanato  ai  sensi  dell'articolo
17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400. In tal caso le somme
corrisposte o da corrispondere a titolo di indennizzo  sono  detratte
dal risarcimento". 
  10. Le disposizioni del presente  articolo  si  applicano,  in  via
sperimentale e dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione del  presente  decreto,  ai  procedimenti  amministrativi
relativi all'avvio e all'esercizio dell'attivita' di impresa iniziati
successivamente ((alla medesima)) data di entrata in vigore. 
  11. Gli oneri derivanti  dall'applicazione  del  presente  articolo
restano a carico degli stanziamenti ordinari di bilancio di  ciascuna
amministrazione interessata. 
  12. Decorsi diciotto mesi dall'entrata in  vigore  della  legge  di
conversione del  presente  decreto  e  sulla  base  del  monitoraggio
relativo alla sua applicazione,  con  regolamento  emanato  ai  sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  su
proposta  del  Ministro  per  la  pubblica   amministrazione   e   la
semplificazione, di concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, sentita la ((Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del
decreto  legislativo  28  agosto   1997,   n.   281,   e   successive
modificazioni, sono stabiliti)) la conferma, la rimodulazione,  anche
con riguardo ai procedimenti amministrativi esclusi, o la  cessazione
delle disposizioni del presente articolo,  nonche'  eventualmente  il
termine a decorrere dal quale  le  disposizioni  ivi  contenute  sono
applicate, anche gradualmente, ai procedimenti amministrativi diversi
da quelli individuati al comma 10 ((del presente articolo)).