DECRETO-LEGGE 28 dicembre 2013, n. 149

Abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticita' dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore. (13G00194)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 28/12/2013.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 21 febbraio 2014, n. 13 (in G.U. 26/02/2014, n. 47).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/12/2021)
Testo in vigore dal: 1-3-2015
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 11 
 
 
Detrazioni per le erogazioni liberali in denaro in favore di  partiti
                              politici 
 
  1. A decorrere dall'anno 2014, le  erogazioni  liberali  in  denaro
effettuate dalle persone  fisiche  in  favore  dei  partiti  politici
iscritti nella prima sezione del registro di cui all'articolo  4  del
presente decreto  sono  ammesse  a  detrazione  per  oneri,  ai  fini
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche disciplinata dal testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  22  dicembre
1986, n. 917, alle condizioni stabilite  dal  comma  2  del  presente
articolo. L'agevolazione di cui al presente articolo si applica anche
alle erogazioni in favore dei partiti o delle associazioni promotrici
di partiti effettuate prima  dell'iscrizione  al  registro  ai  sensi
dell'articolo 4 e dell'ammissione ai benefici ai sensi  dell'articolo
10, a condizione  che  entro  la  fine  dell'esercizio  tali  partiti
risultino iscritti al registro e ammessi ai benefici. 
  2. Dall'imposta lorda  sul  reddito  si  detrae  un  importo  delle
erogazioni liberali di cui al comma 1,  pari  al  26  per  cento  per
importi compresi tra 30 euro e 30.000 euro annui. 
  3. COMMA SOPPRESSO DALLA L. 21 FEBBRAIO 2014, N. 13. 
  4. COMMA SOPPRESSO DALLA L. 21 FEBBRAIO 2014, N. 13. 
  4-bis. A partire dall'anno di imposta 2007 le erogazioni in  denaro
effettuate a  favore  di  partiti  politici,  esclusivamente  tramite
bonifico  bancario  o  postale  e  tracciabili  secondo  la   vigente
normativa antiriciclaggio, devono comunque considerarsi detraibili ai
sensi dell'articolo 15, comma  1-bis,  del  testo  unico  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.  Le
medesime erogazioni continuano a considerarsi detraibili ai sensi del
citato articolo  15,  comma  1-bis,  ovvero  ai  sensi  del  presente
articolo, anche quando i relativi versamenti sono  effettuati,  anche
in forma di donazione, dai candidati  e  dagli  eletti  alle  cariche
pubbliche in conformita'  a  previsioni  regolamentari  o  statutarie
deliberate  dai  partiti  o  movimenti  politici  beneficiari   delle
erogazioni medesime. 
  5. COMMA SOPPRESSO DALLA L. 21 FEBBRAIO 2014, N. 13. 
  6. A decorrere dall'anno 2014, ai  fini  dell'imposta  sul  reddito
delle societa', disciplinata dal testo unico di cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, si detrae, fino
a concorrenza dell'ammontare dell'imposta lorda, un importo  pari  al
26  per  cento  dell'onere  per  le  erogazioni  liberali  in  denaro
effettuate in favore dei partiti politici  di  cui  al  comma  1  del
presente articolo per importi compresi tra  30  euro  e  30.000  euro
annui, limitatamente alle societa' e agli enti  di  cui  all'articolo
73, comma 1, lettere a) e b), del medesimo testo unico, diversi dagli
enti nei quali vi sia una partecipazione  pubblica  o  i  cui  titoli
siano negoziati in mercati regolamentati italiani o  esteri,  nonche'
dalle   societa'   ed   enti   che   controllano,   direttamente    o
indirettamente, tali soggetti, ovvero  ne  sono  controllati  o  sono
controllati dalla stessa societa' o ente  che  controlla  i  soggetti
medesimi , nonche' dalle societa' concessionarie  dello  Stato  o  di
enti pubblici, per la durata del rapporto di concessione. 
  7. Le detrazioni di cui al  presente  articolo  sono  consentite  a
condizione che il versamento delle  erogazioni  liberali  di  cui  ai
commi 1 e 6 sia eseguito  tramite  banca  o  ufficio  postale  ovvero
mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del
decreto legislativo 9  luglio  1997,  n.  241,  o  secondo  ulteriori
modalita' idonee a  garantire  la  tracciabilita'  dell'operazione  e
l'esatta   identificazione   del   suo   autore   e   a    consentire
all'amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli,
che possono essere stabilite con regolamento da emanare  con  decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze ai sensi dell'articolo 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. 
  8. COMMA SOPPRESSO DALLA L. 21 FEBBRAIO 2014, N. 13. 
  9. Alle minori entrate derivanti dall'attuazione delle disposizioni
di cui ai commi da 1 a 7, valutate in 27,4 milioni di euro per l'anno
2015 e in 15,65 milioni  di  euro  a  decorrere  dall'anno  2016,  si
provvede mediante utilizzo di quota parte dei risparmi che si rendono
disponibili per effetto delle disposizioni recate  dall'articolo  14,
commi 1, lettera b), e 2, del presente decreto. 
  10. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della  legge  31  dicembre
2009, n. 196, l'Agenzia delle entrate provvede al monitoraggio  delle
minori entrate di cui al presente articolo e riferisce in  merito  al
Ministro  dell'economia  e  delle  finanze.  Nel  caso  in   cui   si
verifichino, o siano in procinto di verificarsi, scostamenti rispetto
alle previsioni, fatta salva  l'adozione  dei  provvedimenti  di  cui
all'articolo 11, comma 3, lettera l), della citata legge n.  196  del
2009, il Ministro dell'economia e delle finanze provvede, con proprio
decreto, alla  riduzione,  nella  misura  necessaria  alla  copertura
finanziaria  delle  minori  entrate  risultanti   dall'attivita'   di
monitoraggio, dell'importo delle  risorse  disponibili  iscritte  nel
fondo di cui all'articolo 12, comma 4, del presente decreto, mediante
corrispondente  rideterminazione  della  quota  del  due  per   mille
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche da destinare a  favore
dei partiti politici ai sensi  del  medesimo  comma  4.  Il  Ministro
dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con
apposita  relazione  in  merito  alle  cause  degli   scostamenti   e
all'adozione delle misure di cui  al  secondo  periodo  del  presente
comma. 
  11. Qualora dal monitoraggio di cui al comma 10  risulti  un  onere
inferiore  a  quello  indicato  al  comma  9,  le  risorse   di   cui
all'articolo 12, comma 4, sono integrate di un importo corrispondente
alla  differenza  tra  l'onere  indicato  al   comma   9   e   quello
effettivamente  sostenuto  per  le  finalita'  di  cui  al   presente
articolo, come accertato con decreto  del  Ministro  dell'economia  e
delle finanze. 
                                                                ((4)) 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.L. 31 dicembre 2014, n. 192 convertito con modificazioni dalla
L. 27  febbraio  2015,  n.  11  ha  disposto  (con  l'art.  1,  comma
12-quater) che "Il termine per la presentazione  delle  richieste  di
accesso, per l'anno 2015, ai benefici di cui agli articoli  11  e  12
del  decreto-legge  28  dicembre  2013,  n.  149,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 21 febbraio  2014,  n.  13,  e  successive
modificazioni, e' prorogato al 31 gennaio 2015".