DECRETO-LEGGE 25 gennaio 2012, n. 2

Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale. (12G0008)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/01/2012.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 24 marzo 2012, n. 28 (in G.U. 24/03/2012, n. 71).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/07/2021)
Testo in vigore dal: 31-7-2021
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 3 
 
(Interpretazione autentica dell'articolo 185 del decreto  legislativo
n.152 del 2006, disposizioni  in  materia  di  matrici  materiali  di
       riporto e ulteriori disposizioni in materia di rifiuti) 
 
  1. Ferma restando la disciplina in materia di  bonifica  dei  suoli
contaminati, i riferimenti al  "suolo"  contenuti  all'articolo  185,
commi 1, lettere b) e c), e 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152, si interpretano come riferiti anche alle matrici materiali di
riporto di cui all'allegato 2 alla  parte  IV  del  medesimo  decreto
legislativo, costituite da una miscela  eterogenea  di  materiale  di
origine antropica, quali residui e scarti di produzione e di consumo,
e di  terreno,  che  compone  un  orizzonte  stratigrafico  specifico
rispetto alle caratteristiche geologiche  e  stratigrafiche  naturali
del  terreno  in  un  determinato  sito  ,  e   utilizzate   per   la
realizzazione di riempimenti, di rilevati e di reinterri. 
  2.  Fatti  salvi  gli  accordi  di  programma   per   la   bonifica
sottoscritti prima della data di entrata  in  vigore  della  presente
disposizione che rispettano le norme in materia di  bonifica  vigenti
al   tempo   della   sottoscrizione,   Ai   fini    dell'applicazione
dell'articolo 185, comma 1, lettere b) e c), del decreto  legislativo
n. 152 del 2006,  le  matrici  materiali  di  riporto  devono  essere
sottoposte a test di cessione effettuato sui materiali  granulari  ai
sensi dell'articolo  9  del  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  5
febbraio 1998, pubblicato nel  supplemento  ordinario  alla  Gazzetta
Ufficiale 16 aprile 1998, n. 88, ((ai  fini  delle  metodiche  e  dei
limiti da utilizzare per escludere  rischi  di  contaminazione  delle
acque sotterranee e devono inoltre rispettare quanto  previsto  dalla
legislazione vigente in materia di bonifica dei siti contaminati)). 
  ((3. Le matrici  materiali  di  riporto  che  non  siano  risultate
conformi ai limiti del test di cessione sono gestite nell'ambito  dei
procedimenti di bonifica, al pari dei suoli, utilizzando le  migliori
tecniche  disponibili  e  a  costi  sostenibili  che  consentano   di
utilizzare l'area secondo la destinazione  urbanistica  senza  rischi
per la salute e per l'ambiente)). 
  3-bis. Gli oneri derivanti dai commi 2 e 3 sono posti integralmente
a carico dei soggetti richiedenti le verifiche ivi previste. 
  4. All'articolo 240, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 3
aprile 2006, n.  152,  dopo  la  parola:  "suolo"  sono  inserite  le
seguenti: ", materiali di riporto". 
  5. All'articolo 264 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.  152,
dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente: 
    "2-bis. Le integrazioni e le modifiche degli allegati alle  norme
in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei  siti  inquinati
del  presente  decreto  sono  adottate  con  decreto   del   Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  di  concerto
con il Ministro  della  salute  e  con  il  Ministro  dello  sviluppo
economico, previo parere dell'ISPRA, sentita la Conferenza  unificata
di cui all'articolo 8 del decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.
281". 
  6. All'allegato D alla parte IV del decreto legislativo n. 152  del
2006, il punto 5 e' sostituito dal seguente: 
    "5. Se  un  rifiuto  e'  identificato  come  pericoloso  mediante
riferimento specifico o  generico  a  sostanze  pericolose,  esso  e'
classificato  come  pericoloso  solo  se  le   sostanze   raggiungono
determinate concentrazioni (ad esempio, percentuale in peso), tali da
conferire al rifiuto in questione una o piu' delle proprieta' di  cui
all'allegato I. Per le caratteristiche da H3 a H8, H10 e H11, di  cui
all'allegato I, si applica quanto previsto al punto 3.4 del  presente
allegato. Per le caratteristiche H1, H2, H9, H12, H13 e H14,  di  cui
all'allegato I, la  decisione  2000/532/CE  non  prevede  al  momento
alcuna specifica. Nelle more dell'adozione, da  parte  del  Ministero
dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del  mare,  di  uno
specifico  decreto  che   stabilisca   la   procedura   tecnica   per
l'attribuzione  della   caratteristica   H14,   sentito   il   parere
dell'ISPRA, tale caratteristica viene attribuita ai  rifiuti  secondo
le modalita' dell'accordo ADR per la classe 9 - M6 e M7".