DECRETO-LEGGE 18 ottobre 2012, n. 179

Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese. (12G0201)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 20/10/2012.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221 (in S.O. n. 208, relativo alla G.U. 18/12/2012, n. 294).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 14/09/2020)
vigente al 28/09/2020
  • Allegati
Testo in vigore dal: 15-9-2020
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                               Art. 5 
Posta elettronica certificata  -  indice  nazionale  degli  indirizzi
                 delle imprese e dei professionisti 
 
  1. L'obbligo di cui all'articolo 16, comma 6, del decreto-legge  29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28
gennaio  2009,  n.  2,   come   modificato   dall'articolo   37   del
decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, e' esteso alle imprese  individuali
che presentano domanda di prima iscrizione al registro delle  imprese
o all'albo delle  imprese  artigiane  successivamente  alla  data  di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. 
  2. L'ufficio del registro delle imprese che riceve una  domanda  di
iscrizione da parte di un'impresa individuale che non ha indicato  il
proprio domicilio digitale, in luogo dell'irrogazione della  sanzione
prevista dall'articolo 2630 del codice civile, sospende la domanda in
attesa che la stessa sia integrata  con  il  domicilio  digitale.  Le
imprese individuali attive e non soggette a procedura concorsuale che
non hanno gia'  indicato,  all'ufficio  del  registro  delle  imprese
competente, il proprio domicilio digitale sono tenute a  farlo  entro
il 1° ottobre 2020. Fatto salvo quanto  previsto  dal  primo  periodo
relativamente all'ipotesi della prima iscrizione  al  registro  delle
imprese o all'albo delle imprese artigiane,  le  imprese  individuali
attive e non soggette a procedura concorsuale che non hanno  indicato
il proprio domicilio digitale entro il 1°  ottobre  2020,  o  il  cui
domicilio digitale e'  stato  cancellato  dall'ufficio  del  registro
delle imprese, sono sottoposte alla sanzione  prevista  dall'articolo
2194 del  codice  civile,  in  misura  triplicata  previa  diffida  a
regolarizzare l'iscrizione del proprio domicilio  digitale  entro  il
termine di trenta giorni da parte del Conservatore del registro delle
imprese. Il Conservatore dell'ufficio del registro delle imprese  che
rileva, anche  a  seguito  di  segnalazione,  un  domicilio  digitale
inattivo, chiede all'imprenditore di provvedere all'indicazione di un
nuovo domicilio digitale entro il termine di trenta  giorni.  Decorsi
trenta giorni da tale richiesta senza che vi sia opposizione da parte
dello  stesso  imprenditore,  procede  con  propria  determina   alla
cancellazione dell'indirizzo dal registro delle  imprese.  Contro  il
provvedimento del Conservatore e'  ammesso  reclamo  al  giudice  del
registro di cui all'articolo 2189 del codice civile. ((L'ufficio  del
registro  delle  imprese,   contestualmente   all'irrogazione   della
sanzione, assegna d'ufficio un nuovo  e  diverso  domicilio  digitale
presso il cassetto digitale dell'imprenditore  disponibile  per  ogni
impresa all'indirizzo  impresa.italia.it,  valido  solamente  per  il
ricevimento  di  comunicazioni  e  notifiche,   accessibile   tramite
identita' digitale,  erogato  dal  gestore  del  sistema  informativo
nazionale delle Camere di commercio ai sensi dell'articolo  8,  comma
6, della legge 29 dicembre 1993, n. 580)). L'iscrizione del domicilio
digitale nel registro delle imprese e  le  sue  successive  eventuali
variazioni sono  esenti  dall'imposta  di  bollo  e  dai  diritti  di
segreteria. 
  3. Al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dopo  l'articolo  6,
e' inserito il seguente: 
  «Art. 6-bis (Indice nazionale degli indirizzi PEC delle  imprese  e
dei professionisti). - 1. Al fine di  favorire  la  presentazione  di
istanze, dichiarazioni e dati, nonche' lo scambio di  informazioni  e
documenti  tra  la  pubblica  amministrazione  e  le  imprese   e   i
professionisti in modalita' telematica, e' istituito, entro sei  mesi
dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e con  le
risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili  a  legislazione
vigente,  il  pubblico  elenco  denominato  Indice  nazionale   degli
indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC) delle imprese  e
dei professionisti, presso il Ministero per lo sviluppo economico. 
  2. L'Indice nazionale di cui al comma 1  e'  realizzato  a  partire
dagli elenchi di indirizzi PEC costituiti presso  il  registro  delle
imprese e gli ordini o collegi professionali, in attuazione di quanto
previsto dall'articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. 
  3.   L'accesso   all'INI-PEC   e'   consentito    alle    pubbliche
amministrazioni,  ai  professionisti,  alle  imprese,  ai  gestori  o
esercenti di pubblici servizi ed a tutti i cittadini tramite sito web
e senza necessita'  di  autenticazione.  L'indice  e'  realizzato  in
formato aperto, secondo la definizione di cui all'articolo 68,  comma
3. 
  4. Il Ministero per lo sviluppo economico, al fine del contenimento
dei costi e dell'utilizzo razionale delle risorse, sentita  l'Agenzia
per l'Italia digitale, si avvale  per  la  realizzazione  e  gestione
operativa dell'Indice nazionale di cui al  comma  1  delle  strutture
informatiche delle Camere di commercio  deputate  alla  gestione  del
registro imprese e ne definisce con proprio decreto, da emanare entro
60  giorni  dalla  data  di  entrata   in   vigore   della   presente
disposizione, le modalita' di accesso e di aggiornamento. 
  5. Nel decreto di cui al comma 4 sono anche definite le modalita' e
le forme con cui gli ordini  e  i  collegi  professionali  comunicano
all'Indice nazionale di cui  al  comma  1  tutti  gli  indirizzi  PEC
relativi ai professionisti di propria competenza e sono previsti  gli
strumenti telematici resi disponibili dalle Camere di  commercio  per
il  tramite  delle  proprie  strutture  informatiche   al   fine   di
ottimizzare la raccolta e aggiornamento dei medesimi indirizzi. 
  6. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al  presente  articolo
non devono derivare nuovi o maggiori oneri  a  carico  della  finanza
pubblica.».