DECRETO-LEGGE 22 giugno 2012, n. 83

Misure urgenti per la crescita del Paese. (12G0109)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 26/06/2012.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134 (in SO n. 171, relativo alla G.U. 11/08/2012, n. 187).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 20/05/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 12-8-2012
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 55 
 
              Modifiche alla legge 24 marzo 2001, n. 89 
 
  1. Alla legge 24 marzo 2001, n.  89,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
    a) all'articolo 2: 
      1) il comma 2 e' sostituito dal  seguente:  «Nell'accertare  la
violazione il giudice valuta la complessita' del caso, l'oggetto  del
procedimento, il comportamento delle parti e del giudice  durante  il
procedimento, nonche'  quello  di  ogni  altro  soggetto  chiamato  a
concorrervi o a contribuire alla sua definizione»; 
      2) dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti: 
      «2-bis. Si considera rispettato il termine ragionevole  di  cui
al comma 1 se il processo non eccede la durata di tre anni  in  primo
grado, di due anni in secondo grado,  di  un  anno  nel  giudizio  di
legittimita'. Ai  fini  del  computo  della  durata  il  processo  si
considera iniziato con  il  deposito  del  ricorso  introduttivo  del
giudizio ovvero con  la  notificazione  dell'atto  di  citazione.  Si
considera rispettato il termine ragionevole  se  il  procedimento  di
esecuzione forzata si e' concluso in tre  anni,  e  se  la  procedura
concorsuale si e'  conclusa  in  sei  anni.  Il  processo  penale  si
considera iniziato con l'assunzione della qualita'  di  imputato,  di
parte civile o di responsabile civile, ovvero  quando  l'indagato  ha
avuto legale conoscenza della chiusura delle indagini preliminari. 
       2-ter. Si considera comunque rispettato il termine ragionevole
se il giudizio viene definito in modo irrevocabile in  un  tempo  non
superiore a sei anni. 
       2-quater. Ai fini del computo non si tiene conto del tempo  in
cui il processo e' sospeso e di quello intercorso tra  il  giorno  in
cui inizia a decorrere il termine per proporre  l'impugnazione  e  la
proposizione della stessa. 
       2-quinquies. Non e' riconosciuto alcun indennizzo: 
         a) in favore della  parte  soccombente  condannata  a  norma
dell'articolo 96 del codice di procedura civile; 
         b) nel caso di cui all'articolo  91,  primo  comma,  secondo
periodo, del codice di procedura civile; 
         c) nel caso di  cui  all'articolo  13,  primo  comma,  primo
periodo, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28; 
         d)  nel  caso  di  estinzione  del  reato  per   intervenuta
prescrizione connessa a condotte dilatorie della parte; 
         e)  quando  l'imputato  non   ha   depositato   istanza   di
accelerazione del processo penale nei  trenta  giorni  successivi  al
superamento dei termini cui all'articolo 2-bis. 
         f) in ogni altro caso di abuso dei  poteri  processuali  che
abbia  determinato  una  ingiustificata  dilazione  dei   tempi   del
procedimento; 
      3) il comma 3 e' abrogato; 
    b) dopo l'articolo 2 e' aggiunto il seguente: 
    «Art. 2-bis (Misura dell'indennizzo). - 1. Il giudice  liquida  a
titolo di equa riparazione una somma di denaro, non inferiore  a  500
euro e non superiore a 1.500 euro, per ciascun anno,  o  frazione  di
anno superiore a sei mesi,  che  eccede  il  termine  ragionevole  di
durata del processo. 
     2. L'indennizzo e' determinato a norma  dell'articolo  2056  del
codice civile, tenendo conto: 
       a) dell'esito del processo  nel  quale  si  e'  verificata  la
violazione di cui al comma 1 dell'articolo 2; 
       b) del comportamento del giudice e delle parti; 
       c) della natura degli interessi coinvolti; 
       d) del valore e della rilevanza della causa, valutati anche in
relazione alle condizioni personali della parte. 
     3. La misura dell'indennizzo, anche in deroga al  comma  1,  non
puo' in ogni caso essere  superiore  al  valore  della  causa  o,  se
inferiore, a quello del diritto accertato dal giudice.»; 
    c) l'articolo 3 e' sostituito dal seguente: 
    «Art. 3 (Procedimento). - 1. La domanda di  equa  riparazione  si
propone con ricorso al presidente della corte d'appello del distretto
in cui ha sede il giudice competente ai sensi  dell'articolo  11  del
codice di procedura penale a giudicare nei procedimenti riguardanti i
magistrati nel cui distretto e' concluso o estinto  relativamente  ai
gradi di merito il procedimento  nel  cui  ambito  la  violazione  si
assume verificata. Si applica l'articolo 125 del codice di  procedura
civile. 
     2. Il ricorso e'  proposto  nei  confronti  del  Ministro  della
giustizia quando si tratta di procedimenti del giudice ordinario, del
Ministro della difesa quando si tratta di  procedimenti  del  giudice
militare. Negli altri casi e' proposto  nei  confronti  del  Ministro
dell'economia e delle finanze. 
     3. Unitamente al ricorso deve essere depositata copia  autentica
dei seguenti atti: 
       a) l'atto di citazione, il ricorso, le comparse e  le  memorie
relativi al procedimento nel  cui  ambito  la  violazione  si  assume
verificata; 
       b) i verbali di causa e i provvedimenti del giudice; 
       c) il provvedimento che ha definito il giudizio, ove questo si
sia concluso con sentenza od ordinanza irrevocabili. 
     4. Il presidente della corte d'appello, o  un  magistrato  della
corte  a  tal  fine  designato,  provvede  sulla  domanda   di   equa
riparazione con decreto motivato da emettere entro trenta giorni  dal
deposito del ricorso. Si applicano i primi  due  commi  dell'articolo
640 del codice di procedura civile. 
     5.   Se   accoglie   il    ricorso,    il    giudice    ingiunge
all'amministrazione contro cui e' stata proposta la domanda di pagare
senza dilazione la somma liquidata  a  titolo  di  equa  riparazione,
autorizzando in mancanza la provvisoria esecuzione.  Nel  decreto  il
giudice liquida le spese del procedimento e ne ingiunge il pagamento. 
     6. Se il ricorso e' in tutto o in parte respinto la domanda  non
puo' essere riproposta, ma la parte puo'  fare  opposizione  a  norma
dell'articolo 5-ter. 
     7. L'erogazione degli indennizzi agli aventi diritto avviene nei
limiti delle risorse disponibili.»; 
    d) l'articolo 4 e' sostituito dal seguente: 
    «((Art. 4. - (Termine di proponibilita'). - 1.))  La  domanda  di
riparazione puo' essere proposta, a pena di decadenza, entro sei mesi
dal momento in cui la  decisione  che  conclude  il  procedimento  e'
divenuta definitiva.»; 
    e) l'articolo 5 e' sostituito dal seguente: 
    «Art.  5  (Notificazioni  e  comunicazioni).  -  1.  Il  ricorso,
unitamente al decreto che accoglie la domanda di equa riparazione, e'
notificato per copia autentica  al  soggetto  nei  cui  confronti  la
domanda e' proposta. 
     2. Il decreto diventa inefficace qualora  la  notificazione  non
sia eseguita nel termine di trenta giorni dal deposito in cancelleria
del provvedimento e la domanda di equa riparazione  non  puo'  essere
piu' proposta. 
     3. La notificazione ai sensi del  comma  1  rende  improponibile
l'opposizione  e  comporta  acquiescenza  al  decreto  da  parte  del
ricorrente. 
     4. Il decreto che accoglie la domanda e' altresi' comunicato  al
procuratore generale della Corte dei conti,  ai  fini  dell'eventuale
avvio  del  procedimento  di  responsabilita',  nonche'  ai  titolari
dell'azione disciplinare dei dipendenti pubblici comunque interessati
dal procedimento.»; 
    f) dopo l'articolo 5-bis sono inseriti i seguenti: 
    «Art. 5-ter (Opposizione). - 1. Contro il decreto che  ha  deciso
sulla domanda di equa riparazione puo'  essere  proposta  opposizione
nel termine perentorio  di  trenta  giorni  dalla  comunicazione  del
provvedimento ovvero dalla sua notificazione. 
     2. L'opposizione si  propone  con  ricorso  davanti  all'ufficio
giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il  decreto.
Si applica l'articolo 125 del codice di procedura civile. 
     3. La corte d'appello provvede ai sensi  degli  articoli  737  e
seguenti del codice di procedura civile. Del collegio  non  puo'  far
parte il giudice che ha emanato il provvedimento impugnato. 
     4. L'opposizione non sospende l'esecuzione del provvedimento. Il
collegio,  tuttavia,  quando  ricorrono  gravi  motivi,   puo',   con
ordinanza  non  impugnabile,  sospendere  l'efficacia  esecutiva  del
decreto opposto. 
     5. La corte pronuncia,  entro  quattro  mesi  dal  deposito  del
ricorso,  decreto  impugnabile  per   cassazione.   Il   decreto   e'
immediatamente esecutivo. 
    Art. 5-quater (Sanzioni processuali). - 1. Con il decreto di  cui
all'articolo 3, comma 4, ovvero con il provvedimento che definisce il
giudizio di opposizione, il  giudice,  quando  la  domanda  per  equa
riparazione  e'  dichiarata   inammissibile   ovvero   manifestamente
infondata, puo' condannare il ricorrente al pagamento in favore della
cassa delle ammende di una somma di  denaro  non  inferiore  ad  euro
1.000 e non superiore ad euro10.000.». 
  2. Le disposizioni di cui  al  comma  1  si  applicano  ai  ricorsi
depositati a decorrere dal trentesimo giorno successivo a  quello  di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. 
  ((2-bis. L'articolo 1, comma 1225, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, si interpreta nel senso che il Ministero dell'economia  e  delle
finanze procede comunque ai pagamenti degli  indennizzi  in  caso  di
pronunce emesse nei suoi confronti e nei confronti  della  Presidenza
del Consiglio dei Ministri)).