DECRETO-LEGGE 13 agosto 2011, n. 138

Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. (11G0185)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/08/2011.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 14 settembre 2011, n. 148 (in G.U. 16/09/2011, n. 216).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 24/12/2019)
Testo in vigore dal: 23-9-2016
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                             Art. 3-bis. 
(Ambiti territoriali e criteri di  organizzazione  dello  svolgimento
                    dei servizi pubblici locali). 
 
  1. A tutela della concorrenza e  dell'ambiente,  le  regioni  e  le
province autonome di Trento e di Bolzano organizzano  lo  svolgimento
dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza  economica  definendo
il perimetro degli ambiti o bacini territoriali ottimali  e  omogenei
tali da consentire economie di scala e di differenziazione  idonee  a
massimizzare l'efficienza del servizio e istituendo o designando  gli
enti di governo degli stessi, entro il termine del 30 giugno 2012. La
dimensione degli ambiti o bacini territoriali ottimali di norma  deve
essere non inferiore almeno a quella del territorio  provinciale.  Le
regioni  possono  individuare  specifici   bacini   territoriali   di
dimensione diversa da quella provinciale, motivando la scelta in base
a criteri di differenziazione territoriale  e  socio-economica  e  in
base  a  principi  di  proporzionalita',  adeguatezza  ed  efficienza
rispetto alle caratteristiche del servizio,  anche  su  proposta  dei
comuni presentata entro il 31 maggio 2012 previa lettera di  adesione
dei sindaci interessati o delibera di un organismo associato  e  gia'
costituito ai sensi dell'articolo  30  del  testo  unico  di  cui  al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Fermo restando il termine
di cui al primo periodo del presente comma che opera anche in  deroga
a  disposizioni  esistenti  in  ordine  ai  tempi  previsti  per   la
riorganizzazione   del   servizio   in   ambiti,   e'   fatta   salva
l'organizzazione di servizi pubblici locali di settore  in  ambiti  o
bacini  territoriali  ottimali  gia'  prevista   in   attuazione   di
specifiche direttive europee nonche' ai  sensi  delle  discipline  di
settore vigenti o, infine, delle disposizioni regionali  che  abbiano
gia' avviato la costituzione  di  ambiti  o  bacini  territoriali  in
coerenza con le  previsioni  indicate  nel  presente  comma.  Decorso
inutilmente il termine indicato, il Consiglio dei ministri, a  tutela
dell'unita' giuridica ed economica, esercita i poteri sostitutivi  di
cui all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, per organizzare
lo svolgimento  dei  servizi  pubblici  locali  in  ambiti  o  bacini
territoriali  ottimali  e  omogenei,  comunque  tali  da   consentire
economie  di  scala  e  di  differenziazione  idonee  a  massimizzare
l'efficienza del servizio. (23) 
  1-bis. Le funzioni di organizzazione dei servizi pubblici locali  a
rete di rilevanza economica, compresi quelli appartenenti al  settore
dei  rifiuti  urbani,  di  scelta  della  forma   di   gestione,   di
determinazione delle tariffe all'utenza per quanto di competenza,  di
affidamento della  gestione  e  relativo  controllo  sono  esercitate
unicamente dagli enti di governo degli ambiti o  bacini  territoriali
ottimali e omogenei istituiti o designati ai sensi del  comma  1  del
presente articolo cui gli enti locali partecipano  obbligatoriamente,
fermo restando quanto previsto dall'articolo 1, comma 90, della legge
7 aprile 2014, n. 56. Qualora  gli  enti  locali  non  aderiscano  ai
predetti enti di governo entro il 1º marzo 2015 oppure entro sessanta
giorni  dall'istituzione  o   designazione   dell'ente   di   governo
dell'ambito territoriale ottimale ai sensi del comma 2  dell'articolo
13 del decreto-legge  30  dicembre  2013,  n.  150,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2014,  n.  15,  il  Presidente
della regione esercita, previa diffida all'ente locale  ad  adempiere
entro il termine di trenta giorni, i poteri sostitutivi. Gli enti  di
governo di cui al comma 1 devono effettuare la  relazione  prescritta
dall'articolo 34, comma 20, del decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.
179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,  n.
221, e le loro deliberazioni sono validamente assunte nei  competenti
organi degli stessi  senza  necessita'  di  ulteriori  deliberazioni,
preventive o successive, da parte degli  organi  degli  enti  locali.
Nella menzionata relazione, gli enti di  governo  danno  conto  della
sussistenza dei requisiti previsti dall'ordinamento  europeo  per  la
forma  di  affidamento  prescelta  e  ne  motivano  le  ragioni   con
riferimento  agli  obiettivi  di  universalita'  e   socialita',   di
efficienza, di economicita' e di qualita' del servizio.  Al  fine  di
assicurare  la  realizzazione   degli   interventi   infrastrutturali
necessari da  parte  del  soggetto  affidatario,  la  relazione  deve
comprendere  un  piano  economico-finanziario  che,  fatte  salve  le
disposizioni di settore, contenga anche la proiezione, per il periodo
di  durata  dell'affidamento,  dei  costi   e   dei   ricavi,   degli
investimenti e dei relativi  finanziamenti,  con  la  specificazione,
nell'ipotesi    di     affidamento     in     house,     dell'assetto
economico-patrimoniale della societa', del capitale proprio investito
e dell'ammontare dell'indebitamento da aggiornare ogni  triennio.  Il
piano economico-finanziario deve essere asseverato da un istituto  di
credito o da societa' di servizi costituite dall'istituto di  credito
stesso e iscritte nell'albo degli intermediari finanziari,  ai  sensi
dell'articolo 106 del testo unico di cui al  decreto  legislativo  1º
settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, o da una societa'
di revisione ai sensi dell'articolo 1 della legge 23  novembre  1939,
n.  1966.  Nel  caso  di  affidamento  in  house,  gli  enti   locali
proprietari   procedono,    contestualmente    all'affidamento,    ad
accantonare pro quota nel primo  bilancio  utile,  e  successivamente
ogni triennio, una somma pari all'impegno finanziario  corrispondente
al capitale proprio previsto per il triennio nonche'  a  redigere  il
bilancio consolidato con il soggetto affidatario in house. 
  2. In sede  di  affidamento  del  servizio  mediante  procedura  ad
evidenza pubblica, l'adozione di strumenti di tutela dell'occupazione
costituisce elemento di valutazione dell'offerta. 
  2-bis. L'operatore economico succeduto al concessionario  iniziale,
in via universale o parziale,  a  seguito  di  operazioni  societarie
effettuate   con   procedure   trasparenti,   comprese   fusioni    o
acquisizioni, fermo restando  il  rispetto  dei  criteri  qualitativi
stabiliti inizialmente, prosegue nella gestione dei servizi fino alle
scadenze previste. In tale ipotesi, anche  su  istanza  motivata  del
gestore, il soggetto competente accerta la  persistenza  dei  criteri
qualitativi  e  la  permanenza   delle   condizioni   di   equilibrio
economico-finanziario al fine di procedere, ove necessario, alla loro
rideterminazione,  anche  tramite  l'aggiornamento  del  termine   di
scadenza di tutte o di alcune delle  concessioni  in  essere,  previa
verifica ai sensi dell'articolo 143, comma 8, del codice  di  cui  al
decreto  legislativo  12  aprile   2006,   n.   163,   e   successive
modificazioni, effettuata dall'Autorita' di  regolazione  competente,
ove istituita, da effettuare anche con riferimento al programma degli
interventi definito a livello di ambito territoriale  ottimale  sulla
base della normativa e della regolazione di settore. 
  3. A decorrere dal 2013, l'applicazione di procedura di affidamento
dei servizi a evidenza pubblica  da  parte  di  regioni,  province  e
comuni o degli enti  di  governo  locali  dell'ambito  o  del  bacino
costituisce elemento di valutazione della virtuosita' degli stessi ai
sensi dell'articolo 20, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2011,  n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge  15  luglio  2011,  n.
111.  A  tal  fine,  la  Presidenza  del  Consiglio   dei   ministri,
nell'ambito dei compiti di  tutela  e  promozione  della  concorrenza
nelle regioni  e  negli  enti  locali,  comunica,  entro  il  termine
perentorio del 31 gennaio di ciascun anno, al Ministero dell'economia
e delle finanze gli enti che hanno provveduto all'applicazione  delle
procedure  previste  dal  presente  articolo.  In  caso  di   mancata
comunicazione entro il termine  di  cui  al  periodo  precedente,  si
prescinde dal predetto elemento di valutazione della virtuosita'. 
  4. Fatti salvi i finanziamenti gia'  assegnati  anche  con  risorse
derivanti da  fondi  europei,  i  finanziamenti  a  qualsiasi  titolo
concessi a valere su risorse pubbliche statali ai sensi dell'articolo
119, quinto comma, della Costituzione relativi  ai  servizi  pubblici
locali a rete di rilevanza economica sono  attribuiti  agli  enti  di
governo degli ambiti o dei bacini  territoriali  ottimali  ovvero  ai
relativi gestori del servizio a condizione che  dette  risorse  siano
aggiuntive o garanzia a sostegno dei piani di investimento  approvati
dai  menzionati  enti  di   governo.   Le   relative   risorse   sono
prioritariamente assegnate ai gestori selezionati  tramite  procedura
di gara ad  evidenza  pubblica  o  di  cui  comunque  l'Autorita'  di
regolazione competente, o l'ente di governo dell'ambito  nei  settori
in cui l'Autorita' di regolazione non sia  stata  istituita,  attesti
l'efficienza gestionale e la qualita' del servizio  reso  sulla  base
dei parametri stabiliti dall'Autorita' stessa o dall'ente di  governo
dell'ambito, ovvero che abbiano deliberato operazioni di aggregazione
societaria. 
  4-bis. Le spese in conto capitale, ad  eccezione  delle  spese  per
acquisto di  partecipazioni,  effettuate  dagli  enti  locali  con  i
proventi derivanti dalla  dismissione  totale  o  parziale,  anche  a
seguito di quotazione, di partecipazioni in societa', individuati nei
codici del Sistema informativo delle operazioni degli  enti  pubblici
(SIOPE) E4121 e E4122, e i medesimi proventi sono esclusi dai vincoli
del patto di stabilita' interno. 
  5. COMMA ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2013, N. 147. (22) 
  6.((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2016, N. 175)). 
  6-bis.  Le  disposizioni  del  presente   articolo   e   le   altre
disposizioni, comprese quelle di carattere speciale,  in  materia  di
servizi pubblici locali a rete di rilevanza  economica  si  intendono
riferite, salvo deroghe espresse, anche al settore dei rifiuti urbani
e ai settori sottoposti alla regolazione  ad  opera  di  un'autorita'
indipendente. 
 
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AGGIORNAMENTO (22) 
La L. 27 dicembre 2013, n. 147 ha disposto (con l'art. 1, comma  550)
che le presenti modifiche si applicano alle  aziende  speciali,  alle
istituzioni   e   alle   societa'   partecipate    dalle    pubbliche
amministrazioni locali indicate nell'elenco di  cui  all'articolo  1,
comma 3, della legge 31 dicembre  2009,  n.  196.  Sono  esclusi  gli
intermediari finanziari di cui all'articolo 106 del  testo  unico  di
cui al decreto legislativo 1º settembre  1993,  n.  385,  nonche'  le
societa'  emittenti  strumenti   finanziari   quotati   nei   mercati
regolamentati e le loro controllate. 
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AGGIORNAMENTO (23) 
  Il D.L. 30 dicembre 2013, n. 150 convertito con modificazioni dalla
L. 27 febbraio 2014, n. 15 ha disposto (con l'art. 13, comma  2)  che
"La  mancata  istituzione  o  designazione   dell'ente   di   governo
dell'ambito territoriale ottimale ai sensi del comma 1  dell'articolo
3-bis del decreto-legge del 13 agosto 2011, n. 138,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 14  settembre  2011,  n.  148,  ovvero  la
mancata deliberazione dell'affidamento entro il termine del 30 giugno
2014, comportano l'esercizio dei  poteri  sostitutivi  da  parte  del
Prefetto competente per  territorio,  le  cui  spese  sono  a  carico
dell'ente inadempiente, che provvede agli  adempimenti  necessari  al
completamento della procedura di affidamento  entro  il  31  dicembre
2014". 
  Ha inoltre disposto (con  l'art.  13,  comma  3)  che  "Il  mancato
rispetto dei termini di cui ai commi 1 e  2  comporta  la  cessazione
degli affidamenti non conformi ai requisiti previsti dalla  normativa
europea alla data del 31 dicembre 2014".