DECRETO-LEGGE 25 marzo 2010, n. 40

Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l'altro, nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere», di potenziamento e razionalizzazione della riscossione tributaria anche in adeguamento alla normativa comunitaria, di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in particolari settori. (10G0062)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 26/03/2010.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 22 maggio 2010, n. 73 (in G.U. 25/05/2010, n.120).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/12/2019)
Testo in vigore dal: 1-3-2014
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                               Art. 3 
 
 
  Deflazione del contenzioso e razionalizzazione della riscossione 
 
  1. Al fine di potenziare il contrasto all'evasione  concentrando  e
razionalizzando  le  risorse  dell'Amministrazione  finanziaria,   si
dispone quanto segue per deflazionare e semplificare il contenzioso 
tributario in essere e accelerarne la riscossione: 
    a) all'articolo 38, comma 2, del decreto legislativo 31  dicembre
1992, n. 546, le parole: "a norma degli articoli 137 e  seguenti  del
codice di procedura civile" sono sostituite dalle seguenti: "a  norma
dell'articolo 16" e, dopo le  parole:  "dell'originale  notificato,",
sono inserite le seguenti: "ovvero  copia  autentica  della  sentenza
consegnata o spedita per  posta,  con  fotocopia  della  ricevuta  di
deposito o della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio 
postale unitamente all'avviso di ricevimento"; 
    b) all'articolo 48, comma 3, del  predetto  decreto  legislativo,
dopo le parole: "previa prestazione" sono inserite le seguenti: ", se
l'importo delle rate successive alla  prima  e'  superiore  a  50.000
euro,"  e,  coerentemente,  all'articolo  8,  comma  2,  del  decreto
legislativo 19 giugno 1997,  n.  218,  dopo  le  parole:  "e  per  il
versamento di tali somme" sono inserite le seguenti: ", se superiori 
a 50.000 euro,"; 
    c) il comma 2 dell'articolo 52 del predetto decreto legislativo 
e' abrogato. 
  2. Le disposizioni di cui all'articolo 68 del  decreto  legislativo
31 dicembre 1992, n. 546, relative alle  sentenze  delle  commissioni
tributarie regionali, si intendono applicabili alle decisioni della 
Commissione tributaria centrale. 
  2-bis. Al fine di contenere la durata dei  processi  tributari  nei
termini di durata ragionevole dei processi, previsti ai  sensi  della
Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle
liberta' fondamentali, ratificata ai sensi della legge 4 agosto 1955,
n. 848, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole
di cui all'articolo 6, paragrafo 1, della  predetta  Convenzione,  le
controversie tributarie pendenti che originano da ricorsi iscritti  a
ruolo nel primo grado, alla data di entrata in vigore della legge  di
conversione del presente decreto, da oltre dieci anni, per  le  quali
risulti soccombente l'Amministrazione  finanziaria  dello  Stato  nei
primi due gradi di giudizio, sono definite con le seguenti modalita': 
    a) le controversie tributarie pendenti innanzi  alla  Commissione
tributaria centrale, con  esclusione  di  quelle  aventi  ad  oggetto
istanze  di  rimborso,  sono  automaticamente  definite  con  decreto
assunto dal presidente del collegio o da altro  componente  delegato.
Il compenso in misura  variabile  previsto  per  i  componenti  della
Commissione tributaria centrale e' riconosciuto  solo  nei  confronti
dell'estensore del provvedimento  di  definizione.  Il  Consiglio  di
presidenza della giustizia tributaria stabilisce i carichi di  lavoro
minimi  per  garantire  che  l'attivita'   delle   sezioni   di   cui
all'articolo 1, comma 351, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,  sia
esaurita ((entro il 31  dicembre  2014));  il  mancato  rispetto  dei
predetti carichi e' motivo di decadenza dall'incarico.  Entro  il  30
settembre  2010  il  predetto  Consiglio  provvede   alle   eventuali
applicazioni  alle  citate  sezioni,  su  domanda  da  presentare  al
medesimo Consiglio entro il 31 luglio 2010, anche dei  presidenti  di
sezione, dei vice  presidenti  di  sezione  e  dei  componenti  delle
commissioni tributarie provinciali istituite nelle sedi delle sezioni
stesse;(12) 
    b) le controversie tributarie  pendenti  innanzi  alla  Corte  di
cassazione possono essere estinte con il pagamento di un importo pari
al 5 per cento del valore della  controversia  determinato  ai  sensi
dell'articolo 16, comma 3, della legge 27 dicembre 2002,  n.  289,  e
successive modificazioni, e contestuale rinuncia  ad  ogni  eventuale
pretesa di equa riparazione ai sensi della legge 24  marzo  2001,  n.
89. A tal fine, il contribuente puo' presentare apposita istanza alla
competente segreteria o cancelleria entro novanta giorni  dalla  data
di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
con attestazione del relativo pagamento. I procedimenti di  cui  alla
presente lettera restano sospesi fino alla scadenza  del  termine  di
cui al secondo periodo e sono definiti  con  compensazione  integrale
delle spese del processo. In ogni caso non si fa luogo a rimborso. Le
maggiori entrate derivanti dal presente comma, accertate  annualmente
con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze,  affluiscono
al fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1, del  decreto-legge
10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge  9
aprile  2009,  n.  33,  per  essere  destinate   alle   esigenze   di
finanziamento  delle  missioni  internazionali  di  pace.  L'avvenuto
pagamento estingue il giudizio a seguito di attestazione degli uffici
dell'amministrazione finanziaria  comprovanti  la  regolarita'  della
istanza ed il pagamento integrale  di  quanto  dovuto  ai  sensi  del
presente decreto. (9) 
  2-ter. A decorrere dalla data di entrata in vigore della  legge  di
conversione del presente decreto, l'agente della riscossione non puo'
iscrivere l'ipoteca di cui all'articolo 77 del decreto del Presidente
della  Repubblica  29  settembre   1973,   n.   602,   e   successive
modificazioni, se l'importo complessivo del credito per  cui  procede
e' inferiore complessivamente ad 8.000 euro. 
  3. In caso di crisi di societa' di riscossione delle entrate  degli
enti locali, le societa' che, singolarmente ovvero appartenendo ad un
medesimo gruppo di imprese,  hanno  esercitato  le  funzioni  di  cui
all'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.  446,  e
successive modificazioni, per conto di non  meno  di  cinquanta  enti
locali e che siano cancellate, con deliberazione ancorche' non dotata
di definitivita', dall'albo  di  cui  all'articolo  53  del  predetto
decreto legislativo n. 446 del 1997 ai  sensi  dell'articolo  11  del
decreto del Ministro delle finanze 11 settembre 2000,  n.  289,  sono
ammesse di diritto, su domanda della societa' ovvero  della  societa'
capogruppo, alle procedure di cui al decreto-legge 23 dicembre  2003,
n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio  2004,
n. 39. Sono altresi' ammesse di diritto a tali  procedure,  anche  in
assenza  di  domanda,  le  predette  societa'  per  le  quali   venga
dichiarato dal tribunale lo stato di  insolvenza.  In  tali  casi  il
commissario e' nominato dal Ministro  dello  sviluppo  economico,  su
proposta del Ministro dell'economia  e  delle  finanze.  L'ammissione
alle  procedure,  fino  all'esaurimento  delle  stesse,  comporta  la
persistenza nei riguardi delle predette  societa'  delle  convenzioni
vigenti con gli  enti  locali  immediatamente  prima  della  data  di
cancellazione dall'albo di cui al  citato  articolo  53  del  decreto
legislativo n. 446 del 1997, ferme in ogni caso  le  riaggiudicazioni
eventualmente effettuate nel frattempo con gara, nonche' dei  poteri,
anche  di  riscossione,  di  cui  le  predette  societa'  disponevano
anteriormente alla medesima  data  di  cancellazione.  Sono  comunque
fatte  salve  le  disdette,  le  revoche  o  le   risoluzioni   degli
affidamenti o delle convenzioni gia' intervenute, o che interverranno
nel corso della procedura,  per  cause  diverse  dalla  cancellazione
delle medesime societa' dall'albo di cui al citato  articolo  53  del
decreto legislativo n. 446 del 1997. Su istanza  degli  enti  locali,
creditori di somme dovute in adempimento delle predette  convenzioni,
il commissario puo'  certificare,  secondo  modalita'  e  termini  di
attuazione stabiliti con decreto del Ministro dell'economia  e  delle
finanze, se il relativo credito  sia  certo,  liquido  ed  esigibile,
anche al fine di consentire all'ente locale la cessione pro soluto  a
favore  di  banche  o  intermediari  finanziari  riconosciuti   dalla
legislazione vigente. Con decreto del Ministero dell'economia e delle
finanze, di concerto con il Ministero  dell'interno,  possono  essere
corrispondentemente ridefiniti i termini di approvazione dei  bilanci
annuali e pluriennali e relative variazioni, nonche' del  rendiconto.
I regolamenti emanati in attuazione dell'articolo 53,  comma  3,  del
decreto legislativo n. 446 del 1997 sono  aggiornati  entro  sessanta
giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente   decreto
prevedendo, fra l'altro, i requisiti per l'iscrizione all'albo di cui
al medesimo articolo, in particolare  quelli  tecnico-finanziari,  di
onorabilita',   professionalita'   e   di   assenza   di   cause   di
incompatibilita', che sono disciplinati graduandoli in funzione delle
dimensioni e della natura,  pubblica  o  privata,  del  soggetto  che
chiede l'iscrizione, del numero degli enti locali per conto dei quali
il medesimo soggetto, singolarmente  ovvero  in  gruppo  di  imprese,
svolge le funzioni  di  cui  all'articolo  52  del  medesimo  decreto
legislativo n. 446  del  1997,  nonche'  dell'eventuale  sospensione,
cancellazione  o  decadenza  dall'albo  in  precedenza  disposta  nei
riguardi di tale soggetto. Gli amministratori delle societa' ammesse,
secondo le disposizioni di cui al presente comma, alle  procedure  di
cui al decreto-legge  23  dicembre  2003,  n.  347,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 18  febbraio  2004,  n.  39,  non  possono
esercitare le funzioni di amministratore e di revisore di societa' di 
riscossione di tributi per un periodo di dieci anni. 
  3-bis. All'articolo 49 del decreto del Presidente della  Repubblica
29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, sono apportate 
le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 1, dopo le  parole:  "costituisce  titolo  esecutivo"
sono inserite le seguenti: ", fatto salvo il diritto del debitore  di
dimostrare, con apposita documentazione rilasciata ai sensi del comma
1-bis, l'avvenuto pagamento delle somme dovute ovvero lo sgravio 
totale riconosciuto dall'ente creditore"; 
    b) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: 
"1-bis. I pagamenti delle somme dovute all'ente creditore  ovvero  il
riconoscimento dello sgravio da parte dell'ente creditore, effettuati
in una data successiva a quella di iscrizione a ruolo, devono  essere
tempestivamente  comunicati  dall'ente  creditore  al  concessionario
della riscossione. L'ente creditore rilascia al debitore, in triplice
copia, una dichiarazione attestante l'avvenuto  pagamento  ovvero  lo
sgravio totale riconosciuto; la dichiarazione e' opponibile al 
concessionario. 
1-ter. Con decreto del Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  da
emanare entro trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della
presente disposizione, sono  stabilite  le  modalita'  di  attuazione
delle disposizioni di cui al comma 1-bis ed e' approvato  il  modello
di dichiarazione attestante l'avvenuto pagamento o lo sgravio totale. 
La dichiarazione deve essere rilasciata dall'ente creditore in 
triplice copia. 
1-quater. Nei casi di opposizione all'attivita' di riscossione di cui
al comma 1-bis, il concessionario ha diritto al rimborso delle  spese
sostenute per l'attivita' di riscossione qualora l'ente creditore non
abbia inviato la comunicazione dell'avvenuto pagamento o dello 
sgravio totale riconosciuto al debitore". 
 
 
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AGGIORNAMENTO (9) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 18 - 21 aprile 2011,  n.  152
(in G.U. 1a s.s. 27/4/2011, n. 18)  ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 3, comma 2-bis, del d.l.  n.  40  del  2010,
nella parte in cui stabilisce che "le maggiori entrate derivanti  dal
presente  comma"  "affluiscono   al   fondo   di   cui   all'articolo
7-quinquies, comma 1, del  decreto-legge  10  febbraio  2009,  n.  5,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33,  per
essere  destinate  alle  esigenze  di  finanziamento  delle  missioni
internazionali di pace" anche con riferimento a controversie inerenti
a  tributi  erariali  che  avrebbero  dovuto  essere   riscossi   nel
territorio della Regione siciliana". 
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AGGIORNAMENTO (12) 
  Il D.L. 29 dicembre 2011, n. 216 convertito con modificazioni dalla
L. 24 febbraio  2012,  n.  14  ha  disposto  (con  l'art.  29,  comma
16-decies)  che  "il  termine   del   31   dicembre   2012   previsto
dall'articolo 3, comma 2-bis, lettera a), del decreto-legge 25  marzo
2010, n. 40, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  22  maggio
2010, n.  73,  per  l'esaurimento  dell'attivita'  della  Commissione
tributaria centrale e' differito al 31 dicembre 2013; per  i  giudizi
pendenti dinanzi alla predetta Commissione, la predetta  disposizione
si interpreta nel senso che, con riferimento alle  sole  controversie
indicate nel predetto comma ed in presenza delle condizioni  previste
dalla predetta disposizione, nel caso di soccombenza, anche parziale,
dell'amministrazione finanziaria nel  primo  grado  di  giudizio,  la
mancata riforma della decisione di primo grado nei  successivi  gradi
di  giudizio  determina  l'estinzione  della   controversia   ed   il
conseguente passaggio in giudicato della predetta decisione."