DECRETO-LEGGE 25 giugno 2008, n. 112

Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria.

note: Entrata in vigore del decreto: 25-6-2008.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 6 agosto 2008, n. 133 (in SO n.196, relativo alla G.U. 21/08/2008, n.195).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 24/07/2021)
Testo in vigore dal: 29-4-2012
aggiornamenti all'articolo
                             Art. 77-ter 
(Patto di stabilita' interno delle regioni e delle province autonome) 
  
  1. Ai fini della tutela dell'unita' economica della Repubblica,  le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano concorrono alla
realizzazione degli obiettivi di finanza  pubblica  per  il  triennio
2009-2011 con il rispetto delle disposizioni di cui ai commi da  2  a
19, che costituiscono principi fondamentali del  coordinamento  della
finanza pubblica ai sensi degli articoli 117,  terzo  comma,  e  119,
secondo comma, della Costituzione. 
  2. Continua ad applicarsi  la  sperimentazione  sui  saldi  di  cui
all'articolo 1, comma 656, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
  3. In attesa dei risultati della sperimentazione di cui al comma 2,
per gli anni 2009-2011, il complesso delle spese finali  di  ciascuna
regione a statuto ordinario, determinato ai sensi del  comma  4,  non
puo' essere superiore, per l'anno 2009, al  corrispondente  complesso
di spese finali determinate sulla base  dell'obiettivo  programmatico
per l'anno 2008 diminuito dello 0,6 per cento, e per gli anni 2010  e
2011, non puo' essere rispettivamente superiore  al  complesso  delle
corrispondenti spese finali dell'anno precedente, calcolato assumendo
il pieno rispetto del patto di stabilita' interno, aumentato dell'1,0
per cento per l'anno 2010 e diminuito dello 0,9 per cento per  l'anno
2011. L'obiettivo programmatico per l'anno 2008 e' quello  risultante
dall'applicazione dell'articolo 1, comma 657, della legge 27 dicembre
2006, n. 296. 
  4. Il complesso delle spese finali e' determinato dalla somma delle
spese correnti ed in conto capitale, al netto delle: 
    a) spese per la sanita', cui si applica la  specifica  disciplina
di settore; 
    b) spese per la concessione di crediti. 
  5. Le spese finali sono determinate sia in  termini  di  competenza
sia in termini di cassa. 
  5-bis. A decorrere dall'anno 2008, le spese in conto  capitale  per
interventi  cofinanziati  correlati  ai   finanziamenti   dell'Unione
europea, con  esclusione  delle  quote  di  finanziamento  statale  e
regionale, non sono computate nella base di calcolo e  nei  risultati
del patto di  stabilita'  interno  delle  regioni  e  delle  province
autonome. 
  5-ter. Nei casi in cui l'Unione europea riconosca importi inferiori
a quelli considerati ai fini dell'applicazione di quanto previsto dal
comma 5-bis, l'importo corrispondente alle spese non riconosciute  e'
incluso tra  le  spese  del  batto  di  stabilita'  interno  relativo
all'anno in cui e'  comunicato  il  mancato  riconoscimento.  Ove  la
comunicazione sia effettuata nell'ultimo  quadrimestre,  il  recupero
puo' essere conseguito anche nell'anno successivo. 
  5-quater. Le regioni, cui si applicano limiti alla  spesa,  possono
ridefinire   il   proprio   obiettivo   di   cassa   attraverso   una
corrispondente  riduzione  dell'obiettivo  degli  impegni  di   parte
corrente relativi agli interessi passivi e oneri finanziari  diversi,
alla spesa di personale, alla produzione di  servizi  in  economia  e
all'acquisizione di servizi e forniture,  calcolata  con  riferimento
agli impegni correnti dell'ultimo esercizio  in  cui  la  regione  ha
rispettato il patto. Entro il 30  giugno  le  regioni  comunicano  al
Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -   Dipartimento   della
Ragioneria generale dello Stato l'obiettivo  programmatico  di  cassa
rideterminato, l'obiettivo programmatico di competenza relativo  alle
spese compensate e l'obiettivo programmatico di  competenza  relativo
alle spese  non  compensate,  unitamente  agli  elementi  informativi
necessari a verificare le modalita' di calcolo degli  obiettivi.  Con
decreto del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sentita  la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le
province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le  modalita'
per il monitoraggio e la certificazione di cui ai commi 12 e 13. 
  6. Per gli esercizi  2009,  2010  e  2011,  le  regioni  a  statuto
speciale e le province autonome di Trento e  di  Bolzano  concordano,
entro il 31 dicembre di ciascun  anno  precedente,  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze  il  livello  complessivo  delle  spese
correnti e in conto capitale,  nonche'  dei  relativi  pagamenti,  in
coerenza con  gli  obiettivi  di  finanza  pubblica  per  il  periodo
2009-2011;  a  tale  fine,  entro  il  31  ottobre  di  ciascun  anno
precedente, il presidente dell'ente trasmette la proposta di  accordo
al Ministro dell'economia e delle finanze. In caso di mancato accordo
si applicano le disposizioni  stabilite  per  le  regioni  a  statuto
ordinario. Per gli enti locali dei  rispettivi  territori  provvedono
alle finalita' correlate al patto di stabilita' interno le regioni  a
statuto speciale e le province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,
esercitando le  competenze  alle  stesse  attribuite  dai  rispettivi
statuti di autonomia e dalle relative norme di attuazione. Qualora le
predette regioni e province  autonome  non  provvedano  entro  il  31
dicembre di ciascun anno  precedente,  si  applicano,  per  gli  enti
locali dei rispettivi territori, le  disposizioni  previste  per  gli
altri enti locali in materia di patto di stabilita' interno. 
  7. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e
di Bolzano concorrono al riequilibrio della finanza  pubblica,  oltre
che nei modi stabiliti dal comma 6, anche con  misure  finalizzate  a
produrre  un  risparmio  per  il  bilancio  dello   Stato,   mediante
l'assunzione   dell'esercizio   di   funzioni   statali,   attraverso
l'emanazione, con le modalita' stabilite dai rispettivi  statuti,  di
specifiche norme di attuazione statutaria; tali norme  di  attuazione
precisano le modalita' e l'entita' dei risparmi per il bilancio dello
Stato da ottenere  in  modo  permanente  o  comunque  per  annualita'
definite. 
  8. Sulla base degli esiti della sperimentazione di cui al comma  2,
le norme di attuazione devono altresi' prevedere le disposizioni  per
assicurare in via  permanente  il  coordinamento  tra  le  misure  di
finanza  pubblica  previste  dalle  leggi  costituenti   la   manovra
finanziaria dello  Stato  e  l'ordinamento  della  finanza  regionale
previsto da ciascuno statuto  speciale  e  dalle  relative  norme  di
attuazione. 
  9. Sulla base degli esiti della sperimentazione di cui al  comma  2
si procede, anche nei  confronti  di  una  sola  o  piu'  regioni,  a
ridefinire con legge le regole del  patto  di  stabilita'  interno  e
l'anno di prima applicazione delle regole.  Le  nuove  regole  devono
comunque tenere conto  del  saldo  in  termini  di  competenza  mista
calcolato  quale  somma  algebrica  degli  importi  risultanti  dalla
differenza tra accertamenti e impegni, per la parte corrente, e dalla
differenza tra incassi e pagamenti, per la parte in  conto  capitale.
Per le regioni a statuto speciale  e  per  le  province  autonome  di
Trento e di Bolzano puo' essere assunto a riferimento, con  l'accordo
di cui al comma 6, il saldo finanziario anche prima della conclusione
del   procedimento   e   dell'approvazione   del   decreto   previsto
dall'articolo 1, comma 656, della legge n. 296 del 2006, a condizione
che la sperimentazione effettuata secondo  le  regole  stabilite  dal
presente comma abbia conseguito esiti positivi per il  raggiungimento
degli obiettivi di finanza pubblica. 
  10. Resta ferma la facolta' delle regioni e delle province autonome
di Trento e di Bolzano di estendere le regole del patto di stabilita'
interno nei confronti dei loro enti ed organismi strumentali, nonche'
degli enti ad ordinamento regionale o provinciale. 
  11.  Al  fine  di  assicurare  il  raggiungimento  degli  obiettivi
riferiti ai saldi di finanza pubblica,  la  regione,  sulla  base  di
criteri stabiliti in sede di consiglio delle autonomie  locali,  puo'
adattare per gli enti locali del proprio territorio  le  regole  e  i
vincoli posti dal legislatore nazionale, in relazione alla diversita'
delle situazioni finanziarie esistenti nelle  regioni  stesse,  fermo
restando l'obiettivo  complessivamente  determinato  in  applicazione
dell'articolo 77-bis per gli enti della regione  e  risultante  dalla
comunicazione effettuata dal Ministero dell'economia e delle  finanze
- Dipartimento della Ragioneria generale  dello  Stato  alla  regione
interessata. 
  12. Per il monitoraggio degli  adempimenti  relativi  al  patto  di
stabilita' interno e per acquisire elementi informativi utili per  la
finanza  pubblica  anche  relativamente   alla   propria   situazione
debitoria, le regioni e le province autonome di Trento e  di  Bolzano
trasmettono  trimestralmente  al  Ministero  dell'economia  e   delle
finanze, Dipartimento della Ragioneria generale  dello  Stato,  entro
trenta giorni dalla fine del periodo di riferimento,  utilizzando  il
sistema web appositamente previsto per il patto di stabilita' interno
nel   sito   "www.pattostabilita.rgs.tesoro.it"    le    informazioni
riguardanti sia la  gestione  di  competenza  sia  quella  di  cassa,
attraverso un prospetto e con le modalita' definiti con  decreto  del
predetto Ministero, sentita la Conferenza permanente per  i  rapporti
tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano. 
  13. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi  del  patto
di stabilita' interno,  ciascuna  regione  e  provincia  autonoma  e'
tenuta ad inviare, entro il termine perentorio del 31 marzo dell'anno
successivo a quello di  riferimento,  al  Ministero  dell'economia  e
delle finanze, Dipartimento della Ragioneria  generale  dello  Stato,
una certificazione, sottoscritta dal rappresentante legale  dell'ente
e dal responsabile del servizio finanziario secondo  un  prospetto  e
con le modalita' definite dal decreto di cui al comma 12. La  mancata
trasmissione della certificazione entro il termine perentorio del  31
marzo costituisce inadempimento al patto di stabilita'  interno.  Nel
caso in cui la certificazione, sebbene trasmessa in ritardo,  attesti
il rispetto del patto, non si applicano le  disposizioni  di  cui  al
comma 15 del presente articolo, ma si applicano solo quelle di cui al
comma 4 dell'articolo 76. 
  14. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi  del  patto
di  stabilita'  interno,  ciascuna  regione  a  statuto  speciale   e
provincia autonoma e' tenuta ad osservare quanto previsto dalle norme
di attuazione statutaria emanate ai sensi  del  comma  8.  Fino  alla
emanazione delle predette norme di attuazione statutaria si  provvede
secondo quanto disposto dall'accordo concluso ai sensi del comma 6. 
  15. In caso di mancato rispetto del  patto  di  stabilita'  interno
relativo agli anni 2008-2011  la  regione  o  la  provincia  autonoma
inadempiente    non    puo'    nell'anno    successivo    a    quello
dell'inadempienza: 
    a) impegnare spese correnti, al netto delle spese per la sanita',
in misura superiore all'importo  annuale  minimo  dei  corrispondenti
impegni effettuati nell'ultimo triennio; 
    b) ricorrere all'indebitamento per gli investimenti. I mutui e  i
prestiti obbligazionari posti in essere con istituzioni creditizie  e
finanziarie per il finanziamento  degli  investimenti  devono  essere
corredati da apposita attestazione da cui  risulti  il  conseguimento
degli  obiettivi  del  patto  di  stabilita'   interno   per   l'anno
precedente. L'istituto finanziatore o l'intermediario finanziario non
puo' procedere al finanziamento o al  collocamento  del  prestito  in
assenza della predetta attestazione. (40) 
  16. Restano altresi' ferme per gli enti inadempienti  al  patto  di
stabilita' interno le disposizioni recate dal comma  4  dell'articolo
76. (40) 
  17. Continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 1,
comma 664, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,  e  all'articolo  6,
comma 1-bis,  del  decreto  legislativo  18  febbraio  2000,  n.  56,
introdotto dall'articolo 1, comma 675, della legge n. 296 del 2006. 
  18. Le disposizioni recate dal presente  articolo  sono  aggiornate
anche sulla base dei nuovi  criteri  che  vengono  adottati  in  sede
europea ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilita' e
crescita. 
  19. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 2 MARZO 2012, N. 16, CONVERTITO,  CON
MODIFICAZIONI, DALLA L. 26 APRILE 2012, N. 44)). ((60)) 
  20. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano per il
periodo rispettivamente previsto fino alla definizione dei  contenuti
del nuovo patto di stabilita' interno nel rispetto dei saldi fissati. 
  
------------- 
AGGIORNAMENTO (40) 
  Il D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con  modificazioni  dalla
L. 30 luglio 2010, n. 122 ha disposto (con l'art. 14,  comma  5)  che
"Le disposizioni recate dai commi 3 e 4 modificano  quanto  stabilito
in  materia  di  riduzione  di  trasferimenti  statali  dall'articolo
77-bis,  comma  20,  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.   112,
convertito con modificazioni dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133  e
integrano le disposizioni recate dall'articolo 77-ter, commi 15 e 16,
dello stesso decreto-legge n. 112 del 2008". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (60) 
  Il D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con  modificazioni,  dalla
L. 26 aprile 2012, n. 44 ha disposto (con  l'art.  4,  comma  4)  che
"Sono fatti salvi  i  provvedimenti  normativi  delle  regioni  e  le
deliberazioni  delle  province  e  dei  comuni,   relativi   all'anno
d'imposta 2012, emanati prima della data di  entrata  in  vigore  del
presente decreto."