DECRETO-LEGGE 25 giugno 2008, n. 112

Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria.

note: Entrata in vigore del decreto: 25-6-2008.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 6 agosto 2008, n. 133 (in SO n.196, relativo alla G.U. 21/08/2008, n.195).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/10/2022)
Testo in vigore dal: 1-1-2018
aggiornamenti all'articolo
                             Art. 77-bis 
          (Patto di stabilita' interno per gli enti locali) 
 
  1. Ai fini della tutela dell'unita' economica della Repubblica,  le
province e i  comuni  con  popolazione  superiore  a  5.000  abitanti
concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per
il triennio 2009-2011 con il rispetto delle disposizioni  di  cui  ai
commi  da  2  a  31,  che  costituiscono  principi  fondamentali   di
coordinamento della finanza pubblica ai  sensi  degli  articoli  117,
terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione. 
  2. La manovra finanziaria e' fissata in termini  di  riduzione  del
saldo tendenziale di comparto per ciascuno degli anni  2009,  2010  e
2011. 
  3. Ai fini della determinazione dello specifico obiettivo di  saldo
finanziario, le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000
abitanti applicano al saldo dell'anno 2007, calcolato in  termini  di
competenza mista ai sensi del comma 5, le seguenti percentuali: 
    a) se l'ente ha rispettato il patto di stabilita' per l'anno 2007
e presenta un saldo per lo stesso anno 2007, in termini di competenza
mista, negativo, le percentuali sono: 
      1) per le province: 17 per cento per l'anno 2009, 62 per  cento
per l'anno 2010 e 125 per cento per l'anno 2011; 
      2) per i comuni: 48 per cento per l'anno 2009, 1997  per  cento
per l'anno 2010 e 165 per cento per l'anno 2011; 
    b) se l'ente ha rispettato il patto di stabilita' per l'anno 2007
e presenta un saldo per lo stesso anno 2007, in termini di competenza
mista, positivo, le percentuali sono: 
      1) per le province: 10 per cento per l'anno 2009, 10 per  cento
per l'anno 2010 e 0 per cento per l'anno 2011; 
      2) per i comuni: 10 per cento per l'anno 2009, 10 per cento per
l'anno 2010 e 0 per cento per l'anno 2011; 
    c) se l'ente non ha rispettato il patto di stabilita' per  l'anno
2007 e presenta un saldo per lo  stesso  anno  2007,  in  termini  di
competenza mista, positivo, le percentuali sono: 
      1) per le province: 0 per cento per l'anno 2009,  0  per  cento
per l'anno 2010 e 0 per cento per l'anno 2011; 
      2) per i comuni: 0 per cento per l'anno 2009, 0 per  cento  per
l'anno 2010 e 0 per cento per l'anno 2011; 
    d) se l'ente non ha rispettato il patto di stabilita' per  l'anno
2007 e presenta un saldo per lo  stesso  anno  2007,  in  termini  di
competenza mista, negativo, le percentuali sono: 
      1) per le province: 22 per cento per l'anno 2009, 80 per  cento
per l'anno 2010 e 150 per cento per l'anno 2011; 
      2) per i comuni: 70 per cento per l'anno 2009,  110  per  cento
per l'anno 2010 e 180 per cento per l'anno 2011. 
  4. Per gli enti  per  i  quali  negli  anni  2004-2005,  anche  per
frazione di anno, l'organo  consiliare  era  stato  commissariato  ai
sensi dell'articolo 141 del testo unico delle leggi  sull'ordinamento
degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto  2000,  n.
267, e successive modificazioni, si applicano ai fini  del  patto  di
stabilita' interno le stesse regole degli enti di  cui  al  comma  3,
lettera b) del presente articolo. 
  4-bis. Per gli enti per i quali negli  anni  2007-2009,  anche  per
frazione di anno, l'organo  consiliare  era  stato  commissariato  ai
sensi dell'articolo 143 del testo unico delle leggi  sull'ordinamento
degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto  2000,  n.
267, e successive modificazioni, si applicano ai fini  del  patto  di
stabilita' interno le stesse regole degli enti di  cui  al  comma  3,
lettera b), del presente articolo, prendendo come base di riferimento
le  risultanze  contabili  dell'esercizio  finanziario  precedente  a
quello  di  assoggettamento  alle  regole  del  patto  di  stabilita'
interno. 
  5. Il saldo finanziario tra entrate finali e spese finali calcolato
in termini di competenza mista e' costituito  dalla  somma  algebrica
degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti e impegni,
per la parte corrente, e dalla differenza tra  incassi  e  pagamenti,
per la parte in conto capitale,  al  netto  delle  entrate  derivanti
dalla  riscossione  di  crediti  e  delle   spese   derivanti   dalla
concessione di crediti. 
  6. Gli enti di cui al comma 3, lettere a) e d)  devono  conseguire,
per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, un  saldo  finanziario  in
termini di competenza  mista  almeno  pari  al  corrispondente  saldo
finanziario dell'anno  2007,  quale  risulta  dai  conti  consuntivi,
migliorato   dell'importo    risultante    dall'applicazione    delle
percentuali indicate nelle stesse lettere a) e d). 
  7. Gli enti di cui al comma 3, lettere b) e c)  devono  conseguire,
per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, un  saldo  finanziario  in
termini di competenza  mista  almeno  pari  al  corrispondente  saldo
finanziario dell'anno  2007,  quale  risulta  dai  conti  consuntivi,
peggiorato   dell'importo    risultante    dall'applicazione    delle
percentuali indicate nelle stesse lettere b) e c). 
  7-bis. Nel saldo finanziario di cui al comma 5 non sono considerate
le risorse provenienti dallo Stato  e  le  relative  spese  di  parte
corrente e in conto capitale sostenute dalle province  e  dai  comuni
per l'attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio
dei ministri a seguito di dichiarazione  dello  stato  di  emergenza.
L'esclusione delle spese opera anche se esse sono effettuate in  piu'
anni, purche' nei limiti complessivi delle medesime risorse. 
  7-ter. Le province e i comuni che  beneficiano  dell'esclusione  di
cui al comma 7-bis sono  tenuti  a  presentare  alla  Presidenza  del
Consiglio dei ministri - Dipartimento della protezione civile,  entro
il mese di gennaio dell'anno successivo, l'elenco delle spese escluse
dal patto di stabilita' interno, ripartite  nella  parte  corrente  e
nella parte in conto capitale. 
  7-quater. Nel  saldo  finanziario  di  cui  al  comma  5  non  sono
considerate le  risorse  provenienti  direttamente  o  indirettamente
dall'Unione europea ne' le relative spese  di  parte  corrente  e  in
conto capitale sostenute dalle province e  dai  comuni.  L'esclusione
delle spese opera anche se  effettuate  in  piu'  anni,  purche'  nei
limiti complessivi delle medesime risorse. 
  7-quinquies. Nei casi in cui  l'Unione  europea  riconosca  importi
inferiori a quelli considerati ai fini  dell'applicazione  di  quanto
previsto dal comma 7-quater, l'importo corrispondente alle spese  non
riconosciute e' incluso tra le spese del patto di stabilita'  interno
relativo all'anno in cui e' comunicato il mancato riconoscimento. Ove
la comunicazione sia effettuata nell'ultimo quadrimestre, il recupero
puo' essere conseguito anche nell'anno successivo. 
  7-sexies. Nel  saldo  finanziario  di  cui  al  comma  5  non  sono
considerate le risorse provenienti dai trasferimenti di cui ai  commi
704 e 707 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  ne'
le  relative  spese  in  conto   capitale   sostenute   dai   comuni.
L'esclusione delle spese opera anche  se  effettuate  in  piu'  anni,
purche' nei limiti complessivi delle medesime risorse. 
  8. COMMA ABROGATO DAL D.L. 10 FEBBRAIO 2009, N. 5,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 9 APRILE 2009, N. 33. 
  9. Per  l'anno  2009,  nel  caso  in  cui  l'incidenza  percentuale
dell'importo di cui al comma 3, lettere a) e d),  sull'importo  delle
spese finali dell'anno 2007, al netto delle concessioni  di  crediti,
risulti per i comuni superiore  al  20  per  cento,  il  comune  deve
considerare come obiettivo del patto di stabilita' interno  l'importo
corrispondente al 20 per cento della spesa finale. 
  9-bis. A decorrere dall'anno 2009, per gli enti di cui al comma  3,
lettera b), che nell'anno 2007 hanno percepito dividendi  determinati
da operazioni straordinarie poste in essere da  societa'  quotate  in
mercati regolamentati  operanti  nel  settore  dei  servizi  pubblici
locali, le percentuali indicate nel  medesimo  comma  sono  applicate
alla media dei saldi del quinquennio 2003-2007, calcolati in  termini
di competenza mista ai sensi del comma 5. 
  10. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2017, N. 205)). 
  11. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2017, N. 205)). 
  12. Il bilancio  di  previsione  degli  enti  locali  ai  quali  si
applicano le disposizioni del patto di stabilita' interno deve essere
approvato iscrivendo le  previsioni  di  entrata  e  spesa  di  parte
corrente in misura tale che, unitamente alle previsioni dei flussi di
cassa  di  entrata  e  spesa  in  conto  capitale,  al  netto   delle
riscossioni e delle concessioni di crediti, sia garantito il rispetto
delle regole che disciplinano il patto medesimo. A tal fine, gli enti
locali sono tenuti ad allegare al bilancio di previsione un  apposito
prospetto contenente le previsioni di competenza  e  di  cassa  degli
aggregati rilevanti ai fini del patto di stabilita' interno. 
  13. Al fine di assicurare il  raggiungimento  degli  obiettivi  del
patto di  stabilita'  interno,  il  rimborso  per  le  trasferte  dei
consiglieri comunali e provinciali e', per ogni chilometro, pari a un
quinto del costo di un litro di benzina. 
  14. Per il monitoraggio degli  adempimenti  relativi  al  patto  di
stabilita' interno e per acquisire elementi informativi utili per  la
finanza pubblica anche relativamente alla loro situazione  debitoria,
le province e i comuni con popolazione  superiore  a  5.000  abitanti
trasmettono semestralmente al Ministero dell'economia e delle finanze
Dipartimento della Ragioneria  generale  dello  Stato,  entro  trenta
giorni dalla fine del periodo di riferimento, utilizzando il  sistema
web appositamente previsto per il patto  di  stabilita'  interno  nel
sito   web   "www.pattostabilita.rgs.tesoro.it",   le    informazioni
riguardanti le risultanze in termini di competenza mista,  attraverso
un prospetto e con le modalita' definiti  con  decreto  del  predetto
Ministero, sentita la Conferenza Stato-citta'  ed  autonomie  locali.
Con  lo  stesso  decreto  e'  definito  il   prospetto   dimostrativo
dell'obiettivo determinato per ciascun ente ai sensi dei commi 6 e 7.
La mancata trasmissione del prospetto  dimostrativo  degli  obiettivi
programmatici  costituisce  inadempimento  al  patto  di   stabilita'
interno. La mancata comunicazione al sistema web della situazione  di
commissariamento ai sensi del comma 18, secondo le indicazioni di cui
al decreto previsto dal primo periodo del presente  comma,  determina
per l'ente inadempiente l'assoggettamento alle regole  del  patto  di
stabilita' interno. 
  15. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi  del  patto
di stabilita' interno, ciascuno degli enti  di  cui  al  comma  1  e'
tenuto a inviare, entro il termine perentorio del 31 marzo  dell'anno
successivo a quello di  riferimento,  al  Ministero  dell'economia  e
delle finanze Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato  una
certificazione del saldo finanziario in termini di  competenza  mista
conseguito, sottoscritta dal rappresentante legale e dal responsabile
del servizio finanziario, secondo un prospetto  e  con  le  modalita'
definiti dal decreto di cui al  comma  14.  La  mancata  trasmissione
della  certificazione  entro  il  termine  perentorio  del  31  marzo
costituisce inadempimento al patto di stabilita' interno. Nel caso in
cui la certificazione,  sebbene  trasmessa  in  ritardo,  attesti  il
rispetto del patto, non si applicano le disposizioni di cui al  comma
20, ma si applicano, fino alla data di  invio  della  certificazione,
solo quelle di cui al comma 4 dell'art. 76. 
  16. Qualora dai conti della tesoreria statale degli enti locali  si
registrino prelevamenti non coerenti con gli impegni  in  materia  di
obiettivi  di  debito  assunti  con  l'Unione  europea,  il  Ministro
dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-citta'  ed
autonomie  locali,  adotta  adeguate  misure  di   contenimento   dei
prelevamenti. 
  17. Gli enti istituiti negli anni 2007 e 2008  sono  soggetti  alle
regole del patto di stabilita' interno, rispettivamente,  dagli  anni
2010 e 2011 assumendo, quale base di  calcolo  su  cui  applicare  le
regole, le risultanze, rispettivamente, degli esercizi 2008 e 2009. 
  18. Gli enti locali commissariati ai sensi dell'art. 143 del  testo
unico delle leggi sull'ordinamento  degli  enti  locali,  di  cui  al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono soggetti alle regole
del patto di stabilita' interno dall'anno successivo a  quello  della
rielezione degli organi istituzionali. 
  19. Le informazioni previste  dai  commi  14  e  15  sono  messe  a
disposizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica,
nonche' dell'Unione delle province d'Italia (UPI) e dell'Associazione
nazionale  dei  comuni  italiani  (ANCI)  da  parte   del   Ministero
dell'economia  e  delle  finanze,  secondo  modalita'   e   contenuti
individuati tramite apposite convenzioni. 
  20. In caso di mancato rispetto del  patto  di  stabilita'  interno
relativo agli anni 2008-2011, alla provincia  o  comune  inadempiente
sono ridotti per un importo pari alla differenza, se positiva, tra il
saldo programmatico e il saldo reale, e comunque per un  importo  non
superiore al 5 per cento, i contributi ordinari dovuti dal  Ministero
dell'interno per l'anno successivo. Inoltre, l'ente inadempiente  non
puo', nell'anno successivo a quello dell'inadempienza: 
    a) impegnare  spese  correnti  in  misura  superiore  all'importo
annuale minimo  dei  corrispondenti  impegni  effettuati  nell'ultimo
triennio; 
    b) ricorrere all'indebitamento per gli investimenti. I mutui e  i
prestiti obbligazionari posti in essere con istituzioni creditizie  o
finanziarie per il finanziamento  degli  investimenti  devono  essere
corredati da apposita attestazione, da cui risulti  il  conseguimento
degli  obiettivi  del  patto  di  stabilita'   interno   per   l'anno
precedente. L'istituto finanziatore o l'intermediario finanziario non
puo' procedere al finanziamento o al  collocamento  del  prestito  in
assenza della predetta attestazione. (40) 
  21. Restano altresi' ferme, per gli enti inadempienti al  patto  di
stabilita' interno, le disposizioni recate dal comma 4 dell'art. 76. 
  21-bis. In caso di mancato rispetto del patto di stabilita' interno
per l'anno 2008 relativamente  ai  pagamenti  concernenti  spese  per
investimenti effettuati nei limiti delle disponibilita'  di  cassa  a
fronte di impegni regolarmente assunti ai sensi dell'articolo 183 del
testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al
decreto  legislativo  18  agosto   2000,   n.   267,   e   successive
modificazioni, entro la data di entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto, le disposizioni di cui ai commi  20
e 21 del presente articolo non si  applicano  agli  enti  locali  che
hanno  rispettato  il  patto  di  stabilita'  interno  nel   triennio
2005-2007 e che hanno registrato nell'anno  2008  impegni  per  spesa
corrente, al netto  delle  spese  per  adeguamenti  contrattuali  del
personale  dipendente,  compreso  il  segretario  comunale,  per   un
ammontare non superiore a quello medio  corrispondente  del  triennio
2005-2007. 
  22. Le misure di cui ai commi 20, lettera a) e 21 non concorrono al
perseguimento degli obiettivi assegnati per l'anno in cui  le  misure
vengono attuate. 
  23. Qualora venga conseguito l'obiettivo programmatico assegnato al
settore locale, le province e i comuni  virtuosi  possono,  nell'anno
successivo a quello di riferimento, escludere dal computo  del  saldo
di cui al comma 15 un importo pari al 70 per cento della  differenza,
registrata nell'anno di riferimento, tra il  saldo  conseguito  dagli
enti inadempienti  al  patto  di  stabilita'  interno  e  l'obiettivo
programmatico assegnato. La virtuosita'  degli  enti  e'  determinata
attraverso la valutazione della posizione di ciascun ente rispetto ai
due  indicatori   economico-strutturali   di   cui   al   comma   24.
L'assegnazione  a  ciascun  ente   dell'importo   da   escludere   e'
determinata mediante una funzione lineare della distanza  di  ciascun
ente virtuoso dal  valore  medio  degli  indicatori  individuato  per
classe demografica. Le classi demografiche considerate sono: 
    a) per le province: 
      1) province con popolazione fino a 400.000 abitanti; 
      2) province con popolazione superiore a 400.000 abitanti; 
    b) per i comuni: 
      1) comuni con popolazione superiore a 5.000  e  fino  a  50.000
abitanti; 
      2) comuni con popolazione superiore a 50.000 e fino  a  100.000
abitanti; 
      3) comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti. 
  24. Gli indicatori di cui al comma 23 sono finalizzati  a  misurare
il grado di rigidita' strutturale dei bilanci e il grado di autonomia
finanziaria degli enti. 
  25. Per le province l'indicatore per misurare il grado di autonomia
finanziaria  non  si  applica  sino  all'attuazione  del  federalismo
fiscale. 
  26. Con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  di
concerto con il Ministro dell'interno,  d'intesa  con  la  Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali,  sono  definiti  i  due  indicatori
economico-strutturali di cui al comma 24 e i valori  medi  per  fasce
demografiche sulla base dei dati annualmente acquisiti attraverso  la
certificazione relativa alla  verifica  del  rispetto  del  patto  di
stabilita' interno. Con lo stesso decreto sono definite le  modalita'
di riparto in base agli indicatori.  Gli  importi  da  escludere  dal
patto sono pubblicati nel sito web "www.pattostabilita.rgs.tesoro.it"
del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.  A  decorrere
dall'anno 2010, l'applicazione degli indicatori di cui ai commi 23  e
24 dovra' tenere conto, oltre che  delle  fasce  demografiche,  anche
delle aree geografiche da  individuare  con  il  decreto  di  cui  al
presente comma. 
  27. Resta ferma l'applicazione di  quanto  stabilito  dall'art.  1,
comma 685-bis, della legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  introdotto
dall'art. 1, comma 379, lettera i), della legge 24 dicembre 2007,  n.
244, in relazione all'attivazione di un nuovo sistema di acquisizione
dei dati di competenza finanziaria. 
  28. Le disposizioni recate dal presente  articolo  sono  aggiornate
anche sulla base dei nuovi criteri adottati in sede europea  ai  fini
della verifica del rispetto del patto di stabilita' e crescita. 
  29. Le disposizioni di cui ai commi 10 e 11 si applicano  anche  ai
comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti. 
  30. COMMA ABROGATO DAL D.L. 2 MARZO 2012, N.  16,  CONVERTITO,  CON
MODIFICAZIONI, DALLA L. 26 APRILE 2012, N. 44. (60) 
  31. Le disposizioni del presente  articolo  si  applicano,  per  il
periodo rispettivamente previsto, fino alla definizione dei contenuti
del nuovo patto di stabilita' interno nel rispetto dei saldi fissati. 
  32. Ai fini dell'attuazione dell'articolo 1, comma  4,  del  citato
decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93,  entro  il  30  aprile  2009,  i
comuni trasmettono al Ministero dell'interno  la  certificazione  del
mancato gettito accertato, secondo modalita'  stabilite  con  decreto
del medesimo Ministero. 
 
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AGGIORNAMENTO (40) 
  Il D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con  modificazioni  dalla
L. 30 luglio 2010, n. 122 ha disposto (con l'art. 14,  comma  5)  che
"Le disposizioni recate dai commi 3 e 4 modificano  quanto  stabilito
in  materia  di  riduzione  di  trasferimenti  statali  dall'articolo
77-bis,  comma  20,  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.   112,
convertito con modificazioni dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133  e
integrano le disposizioni recate dall'articolo 77-ter, commi 15 e 16,
dello stesso decreto-legge n. 112 del 2008". 
  Si riporta di seguito il testo dei suddetti commi 3 e 4: 
"3. In caso di mancato  rispetto  del  patto  di  stabilita'  interno
relativo agli anni 2010 e successivi i trasferimenti dovuti agli enti
locali  che  risultino  inadempienti  nei  confronti  del  patto   di
stabilita' interno sono ridotti, nell'anno successivo, in misura pari
alla  differenza  tra   il   risultato   registrato   e   l'obiettivo
programmatico predeterminato. La riduzione e' effettuata con  decreto
del Ministro  dell'interno,a  valere  sui  trasferimenti  corrisposti
dallo stesso Ministero, con esclusione di quelli destinati  all'onere
di ammortamento dei mutui. A  tal  fine  il  Ministero  dell'economia
comunica al Ministero dell'interno, entro i 60 giorni  successivi  al
termine  stabilito  per  la  certificazione  relativa  al  patto   di
stabilita' interno, l'importo della riduzione  da  operare  per  ogni
singolo ente  locale.  In  caso  di  mancata  trasmissione  da  parte
dell'ente locale della  predetta  certificazione,  entro  il  termine
perentorio   stabilito   dalla   normativa   vigente,   si    procede
all'azzeramento   automatico   dei   predetti    trasferimenti    con
l'esclusione  sopra  indicata.   In   caso   di   insufficienza   dei
trasferimenti, ovvero nel caso in cui fossero stati  in  parte  o  in
tutto gia' erogati,  la  riduzione  viene  effettuata  a  valere  sui
trasferimenti degli anni successivi. 
4. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano  che  non
rispettino il patto di stabilita' interno relativo agli anni  2010  e
successivi sono tenute a versare  all'entrata  del  bilancio  statale
entro 60 giorni dal termine stabilito per la certificazione  relativa
al rispetto del patto di stabilita',  l'importo  corrispondente  alla
differenza tra il risultato registrato  e  l'obiettivo  programmatico
predeterminato. Per gli enti per i quali il patto  di  stabilita'  e'
riferito al  livello  della  spesa  si  assume  quale  differenza  il
maggiore degli scostamenti  registrati  in  termini  di  cassa  o  di
competenza . In caso di mancato versamento si procede, nei 60  giorni
successivi, al recupero di detto scostamento a valere sulle  giacenze
depositate nei conti aperti presso la  tesoreria  statale.  Trascorso
inutilmente il termine perentorio stabilito dalla  normativa  vigente
per  la  trasmissione  della  certificazione   da   parte   dell'ente
territoriale si procede al blocco di  qualsiasi  prelievo  dai  conti
della tesoreria statale sino a quando  la  certificazione  non  viene
acquisita". 
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AGGIORNAMENTO (60) 
  Il D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con  modificazioni,  dalla
L. 26 aprile 2012, n. 44 ha disposto (con  l'art.  4,  comma  4)  che
"Sono fatti salvi  i  provvedimenti  normativi  delle  regioni  e  le
deliberazioni  delle  province  e  dei  comuni,   relativi   all'anno
d'imposta 2012, emanati prima della data di  entrata  in  vigore  del
presente decreto.".