DECRETO-LEGGE 5 dicembre 2005, n. 250

((Misure urgenti in materia di scuola, universita', beni culturali ed in favore di soggetti affetti da gravi patologie, nonche' in tema di rinegoziazione di mutui, di professioni e di sanita')).

note: Entrata in vigore del decreto: 6-12-2005.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 3 febbraio 2006, n. 27 (in G.U. 04/02/2006, n.29).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/02/2022)
Testo in vigore dal: 5-2-2006
aggiornamenti all'articolo
                             Art. 1-bis
           (( (Norme in materia di scuole non statali) ))

  ((1.  Le scuole non statali di cui alla parte II, titolo VIII, capi
I,  II e III, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile
1994,  n. 297, sono ricondotte alle due tipologie di scuole paritarie
riconosciute  ai  sensi della legge 10 marzo 2000, n. 62, e di scuole
non paritarie.
  2. La frequenza delle scuole paritarie costituisce assolvimento del
diritto-dovere  all'istruzione  e  alla formazione, di cui al decreto
legislativo  15  aprile  2005,  n. 76. La parita' e' riconosciuta con
provvedimento  adottato dal dirigente preposto all'ufficio scolastico
regionale   competente  per  territorio,  previo  accertamento  della
sussistenza dei requisiti di cui all'articolo 1 della citata legge n.
62  del  2000.  Il  riconoscimento  ha  effetto dall'inizio dell'anno
scolastico successivo a quello in cui e' stata presentata la relativa
domanda.  Nei  casi  di istituzione di nuovi corsi, ad iniziare dalla
prima  classe  ai  sensi  dell'articolo 1, comma 4, lettera f), della
citata   legge  n.  62  del  2000,  fatta  eccezione  per  le  scuole
dell'infanzia,   il  riconoscimento  e'  sottoposto  alla  condizione
risolutiva  del  completamento  del corso di studi, restando comunque
salvi   gli   effetti  conseguenti  al  riconoscimento  adottato.  Le
modalita'   procedimentali   per   il  riconoscimento  della  parita'
scolastica  e  per  il suo mantenimento sono definite con regolamento
adottato  ai  sensi  dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400.
  3.  Le scuole paritarie non possono svolgere esami di idoneita' per
alunni  che  abbiano  frequentato  scuole non paritarie che dipendano
dallo  stesso  gestore  o  da altro con cui il gestore abbia comunque
comunanza  d'interessi.  Il  gestore o il legale rappresentante ed il
coordinatore  delle  attivita'  educative  e  didattiche della scuola
paritaria  devono  dichiarare  l'inesistenza  di  tale situazione per
ciascun candidato ai predetti esami. La dichiarazione e' inserita nel
fascicolo  personale  del  candidato  stesso.  La mancanza o falsita'
delle   predette  dichiarazioni  comporta  la  nullita'  degli  esami
sostenuti  e  dei  titoli  rilasciati,  fatte  salve  le  conseguenti
responsabilita' civili e penali.
  4.  Sono  scuole  non  paritarie  quelle  che svolgono un'attivita'
organizzata  di  insegnamento e che presentano le seguenti condizioni
di funzionamento:
    a)  un  progetto educativo e relativa offerta formativa, conformi
ai principi della Costituzione e all'ordinamento scolastico italiano,
finalizzati  agli  obiettivi  generali  e  specifici di apprendimento
correlati al conseguimento di titoli di studio;
    b)  la  disponibilita'  di locali, arredi e attrezzature conformi
alle  norme  vigenti  in  materia  di  igiene  e sicurezza dei locali
scolastici,  e  adeguati  alla funzione, in relazione al numero degli
studenti;
    c)  l'impiego  di  personale  docente  e di un coordinatore delle
attivita'  educative  e  didattiche  forniti  di titoli professionali
coerenti  con  gli  insegnamenti  impartiti e con l'offerta formativa
della scuola, nonche' di idoneo personale tecnico e amministrativo;
    d)  alunni  frequentanti, in eta' non inferiore a quella prevista
dai  vigenti ordinamenti scolastici, in relazione al titolo di studio
da conseguire, per gli alunni delle scuole statali o paritarie.
  5.  Le  scuole non paritarie che presentino le condizioni di cui al
comma   4  sono  incluse  in  un  apposito  elenco  affisso  all'albo
dell'ufficio  scolastico  regionale.  Lo  stesso ufficio vigila sulla
sussistenza  e  sulla  permanenza  delle  predette condizioni, il cui
venir  meno  comporta  la  cancellazione  dall'elenco.  Le  modalita'
procedimentali per l'inclusione nell'elenco e per il suo mantenimento
sono  definite  con  regolamento  adottato ai sensi dell'articolo 17,
comma  3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Le scuole non paritarie
non  possono  rilasciare  titoli  di studio aventi valore legale, ne'
intermedi,  ne'  finali.  Esse  non  possono  assumere  denominazioni
identiche    o    comunque    corrispondenti    a   quelle   previste
dall'ordinamento  vigente  per  le  istituzioni scolastiche statali o
paritarie e devono indicare nella propria denominazione la condizione
di  scuola  non  paritaria. Le sedi e le attivita' d'insegnamento che
non  presentino  le condizioni di cui al comma 4 non possono assumere
la  denominazione  di  "scuola" e non possono comunque essere sedi di
assolvimento del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione. Per
le  scuole  dell'infanzia  non paritarie si prescinde dalla finalita'
correlata  al  conseguimento  di  un  titolo  di  studio, di cui alla
lettera a) del comma 4.
  6.  Dalla  data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente  decreto non possono essere rilasciati nuove autorizzazioni,
riconoscimenti legali o pareggiamenti, secondo le disposizioni di cui
alla  parte  II,  titolo  VIII,  del  testo  unico  di cui al decreto
legislativo  16  aprile  1994,  n.  297.  Nelle  scuole che non hanno
chiesto  ovvero  ottenuto il riconoscimento della parita' di cui alla
citata  legge  n.  62 del 2000, i corsi di studio gia' attivati, alla
data  di  entrata  in  vigore della legge di conversione del presente
decreto, sulla base di provvedimenti di parificazione, riconoscimento
legale e pareggiamento adottati ai sensi degli articoli 344, 355, 356
e 357 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del
1994,   continuano  a  funzionare  fino  al  loro  completamento.  Le
convenzioni  in  corso  con le scuole parificate non paritarie di cui
all'articolo  344  del  medesimo  testo unico si intendono risolte di
diritto  al termine dell'anno scolastico in cui si completano i corsi
funzionanti  in base alle convenzioni; conseguentemente, i contributi
statali  previsti  dalle  predette  convenzioni sono progressivamente
ridotti   in   ragione  delle  classi  funzionanti  in  ciascun  anno
scolastico  e  degli  alunni  frequentanti, fino al completamento dei
corsi.  Le  disposizioni  di  cui  agli articoli 339, 340, 341 e 342,
quelle  di  cui  all'articolo  345 e quelle di cui agli articoli 352,
comma  6,  353, 358, comma 5, 362 e 363 del citato testo unico di cui
al  decreto  legislativo n. 297 del 1994 continuano ad applicarsi nei
confronti,  rispettivamente, delle scuole dell'infanzia, delle scuole
primarie  e  delle  scuole secondarie riconosciute paritarie ai sensi
della  citata  legge n. 62 del 2000. Le condizioni e le modalita' per
la  stipula  delle nuove convenzioni con le scuole primarie paritarie
che   ne   facciano   richiesta,  i  criteri  per  la  determinazione
dell'importo del contributo ed i requisiti prescritti per i gestori e
per  i  docenti  sono  stabiliti  con le norme regolamentari previste
dall'articolo   345   del  citato  testo  unico  di  cui  al  decreto
legislativo  n.  297 del 1994. Le nuove convenzioni assicurano in via
prioritaria  alle  scuole  primarie gia' parificate, nel rispetto dei
criteri  definiti  con le medesime norme regolamentari, un contributo
non  inferiore  a  quello corrisposto sulla base della convenzione di
parifica  in  corso  alla  data  di  entrata in vigore della legge di
conversione   del   presente  decreto.  Le  convenzioni  di  parifica
attualmente in corso con le scuole primarie paritarie si risolvono di
diritto al termine dell'anno scolastico in corso alla data di entrata
in  vigore  delle  norme regolamentari previste dall'articolo 345 del
citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994.
  7.  A  decorrere  dalla  data  di  entrata in vigore della legge di
conversione  del  presente  decreto  sono  abrogate  le  disposizioni
contenute  nella  parte  II, titolo VIII, capi I, II e III, del testo
unico  di  cui  al  decreto  legislativo n. 297 del 1994, fatto salvo
quanto  previsto  dal  comma 6, secondo e terzo periodo, del presente
articolo  e  fatta  eccezione per le disposizioni degli articoli 336,
339, 340, 341, 342, 345, 352, comma 6, degli articoli 353, 358, comma
5,  e degli articoli 362 e 363, che si applicano con riferimento alle
scuole  paritarie,  nonche'  per  le  disposizioni dell'articolo 366,
riguardanti le scuole e le istituzioni culturali straniere in Italia.
E'  fatto  altresi'  salvo  il  comma  6  dell'articolo  360,  le cui
disposizioni  continuano  ad  applicarsi  nei confronti del personale
dirigente  e  docente  gia'  di ruolo nelle scuole pareggiate che sia
assunto  con  rapporto  a tempo indeterminato nelle scuole statali in
applicazione  delle  disposizioni  vigenti. L'articolo 334 del citato
testo unico si applica limitatamente agli effetti di cui all'articolo
1,  comma  4-bis,  secondo periodo, della legge 10 marzo 2000, n. 62.
L'articolo  353  si  applica  anche  alle  scuole non paritarie. Sono
abrogati  altresi',  dalla  data  di entrata in vigore della legge di
conversione  del  presente decreto, gli articoli 156, 157, 158, 159 e
161  del regolamento di cui al regio decreto 26 aprile 1928, n. 1297.
L'articolo  160 del predetto regio decreto continua ad applicarsi nei
confronti  delle  scuole primarie paritarie. All'articolo 1, comma 7,
della legge 10 marzo 2000, n. 62, il secondo periodo e' soppresso.
  8.  Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.))