DECRETO-LEGGE 1 dicembre 2001, n. 421

Disposizioni urgenti per la partecipazione di personale militare all'operazione multinazionale denominata "Enduring Freedom".

note: Entrata in vigore del decreto: 5-12-2001.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 31 gennaio 2002, n. 6 (in G.U. 02/02/2002, n.28).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 08/05/2010)
Testo in vigore dal: 5-12-2001
                               Art. 9.
                      Disposizioni processuali

  1.  Non  si  applicano  le  disposizioni contenute nel Libro IV del
codice  penale  militare di guerra sulla procedura penale militare di
guerra, approvato con regio decreto 20 febbraio 1941, n. 303.
  2.  Non  si  applicano  le  disposizioni  concernenti l'ordinamento
giudiziario   militare   di   guerra,   contenute   nella   Parte  II
dell'Ordinamento  giudiziario militare, approvato con regio decreto 9
settembre 1941, n. 1022, e successive modificazioni.
  3. La competenza territoriale e' del tribunale militare di Roma.
  4. Oltre che nei casi previsti dall'articolo 380, comma 1, del
codice  di  procedura  penale  gli  ufficiali  di polizia giudiziaria
militare  procedono  all'arresto di chiunque e' colto in flagranza di
uno dei seguenti reati militari:
    a)  disobbedienza  aggravata  previsto dall'articolo 173, secondo
comma, del codice penale militare di pace;
    b) rivolta, previsto dall'articolo 174 del codice penale militare
di pace;
    c)  ammutinamento,  previsto  dall'articolo 175 del codice penale
militare di pace;
    d)  insubordinazione con violenza, previsto dall'articolo 186 del
codice  penale  militare  di  pace,  e  violenza  contro un inferiore
aggravata,  previsto  dall'articolo  195, secondo comma, del medesimo
codice;
    e)  abbandono di posto o violata consegna da parte di militari di
sentinella,  vedetta  o scolta, previsto dall'articolo 124 del codice
penale militare di guerra;
    f)  forzata consegna aggravata, previsto dall'articolo 138, commi
secondo e terzo, del codice penale militare di guerra.
  5.  Nei  casi  di arresto in flagranza o fermo, qualora le esigenze
belliche  od  operative  non  consentano  che  l'arrestato  sia posto
tempestivamente  a  disposizione dell'autorita' giudiziaria militare,
l'arresto  mantiene  comunque  la  sua  efficacia purche' il relativo
verbale  pervenga,  anche con mezzi telematici, entro quarantotto ore
al  pubblico  ministero  e  l'udienza  di convalida si svolga, con la
partecipazione necessaria del difensore, nelle successive quarantotto
ore.  In  tale  caso  gli  avvisi  al  difensore dell'arrestato o del
fermato  sono  effettuati  da  parte  del pubblico ministero. In tale
ipotesi  e  fatto  salvo  il  caso  in  cui  le oggettive circostanze
belliche    od    operative    non    lo   consentano,   si   procede
all'interrogatorio   da   parte  del  pubblico  ministero,  ai  sensi
dell'articolo  388  del  codice di procedura penale, e all'udienza di
convalida  davanti  al  giudice per le indagini preliminari, ai sensi
dell'articolo 391 del codice di procedura penale, a distanza mediante
un  collegamento  videotelematico  od audiovisivo, realizzabile anche
con  postazioni  provvisorie,  tra  l'ufficio  del pubblico ministero
ovvero  l'aula  ove si svolge l'udienza di convalida e il luogo della
temporanea custodia, con modalita' tali da assicurare la contestuale,
effettiva  e reciproca visibilita' delle persone presenti in entrambi
i  luoghi  e  la  possibilita'  di  udire  quanto viene detto e senza
aggravio di spese processuali per la copia degli atti. Il difensore o
il suo sostituto e l'imputato possono consultarsi riservatamente, per
mezzo   di   strumenti   tecnici  idonei.  Un  ufficiale  di  polizia
giudiziaria  e'  presente  nel  luogo  in  cui  si  trova  la persona
arrestata  o  fermata, ne attesta l'identita' dando atto che non sono
posti  impedimenti  o  limitazioni  all'esercizio dei diritti e delle
facolta'  a  lui  spettanti e redige verbale delle operazioni svolte.
Senza   pregiudizio   per   la   tempestivita'   dell'interrogatorio,
l'imputato ha altresi' diritto di essere assistito, nel luogo dove si
trova,  da  un  altro  difensore  di  fiducia  ovvero da un ufficiale
presente nel luogo. Senza pregiudizio per i provvedimenti conseguenti
all'interrogatorio   medesimo,   dopo   il   rientro  nel  territorio
nazionale,  l'imputato ha diritto ad essere ulteriormente interrogato
nelle forme ordinarie.
  6.   Con  le  stesse  modalita'  di  cui  al  comma  5  si  procede
all'interrogatorio  della  persona  sottoposta alla misura coercitiva
della  custodia  cautelare in carcere, quando questa non possa essere
condotta,  nei  termini  previsti  dall'articolo  294  del  codice di
procedura  penale, in un carcere giudiziario militare per rimanervi a
disposizione dell'autorita' giudiziaria militare.