DECRETO-LEGGE 12 ottobre 2000, n. 279

((Interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, nonche' a favore di zone colpite da calamita' naturali)).

note: Entrata in vigore del decreto-legge: 13-10-2000.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 11 dicembre 2000, n. 365 (in G.U. 11/12/2000, n.288).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 22/01/2018)
Testo in vigore dal: 6-2-2018
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 2 
(Attivita' straordinaria di polizia  idraulica  e  di  controllo  sul
                             teritorio). 
 
  1. Entro centoventi giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
legge di conversione del presente decreto, i soggetti di cui al comma
4 provvedono ad effettuare, nell'ambito degli  ordinari  stanziamenti
di  bilancio,  una  attivita'   straordinaria   di   sorveglianza   e
ricognizione lungo i corsi d'acqua e le relative pertinenze,  nonche'
nelle aree demaniali, attraverso sopralluoghi finalizzati a  rilevare
le situazioni che possono determinare maggiore pericolo, incombente e
potenziale, per le persone e le cose ed a identificare gli interventi
di manutenzione piu' urgenti. 
  2. Le attivita' di cui al comma 1 ricomprendono quelle gia'  svolte
negli ultimi tre anni in base ad ordinanze ai sensi  dell'articolo  5
della legge 24 febbraio 1992,  n.  225,  e  sono  effettuate  ponendo
particolare attenzione su: 
a) le opere e gli insediamenti presenti in  alveo  e  nelle  relative
   pertinenze; 
b) gli invasi artificiali, in  base  ai  dati  resi  disponibili  dal
   servizio dighe; 
c) i  restringimenti  nelle  sezioni  di  deflusso   prodotti   dagli
   attraversamenti o da altre opere esistenti; 
d) le situazioni d'impedimento al regolare deflusso delle acque,  con
   particolare riferimento all'accumulo di inerti e relative opere di
   dragaggio, anche lungo lotti diversi; 
e) l'apertura di cave ed il prelievo di materiale litoide; 
f) le situazioni di dissesto, in atto o potenziale,  delle  sponde  e
   degli argini; 
g) l'efficienza e la funzionalita' delle opere idrauliche  esistenti,
   il loro stato di conservazione; 
h) qualsiasi altro elemento che  possa  dar  luogo  a  situazione  di
   allarme.((6)) 
  3. I soggetti di cui al comma 4 provvedono ad effettuare, entro  la
data di cui al comma 1, nell'ambito degli  ordinari  stanziamenti  di
bilancio, una ricognizione sullo stato di conservazione  delle  opere
eseguite per la sistemazione dei versanti, indicando le  esigenze  di
carattere manutentorio finalizzate a costruire un difusso sistema  di
protezione idrogeologica, con conseguente miglioramento generalizzato
delle condizioni di rischio soprattutto a beneficio dei territori  di
pianura. 
  4. Alle attivita' di cui ai commi 1  e  2  provvedono  le  regioni,
d'intesa con le province, con  la  collaborazione  degli  uffici  dei
provveditorati alle opere pubbliche, del Corpo forestale dello Stato,
dei  comuni,  degli  uffici  tecnici  erariali,  degli  altri  uffici
regionali  aventi  competenza  nel   settore   idrogeologico,   delle
comunita' montane, dei consorzi di bonifica e di  irrigazione,  delle
strutture  dei  commissari  straordinari  per   gli   interventi   di
sistemazione idrogeologica e perl'emergenza rifiuti. Il coordinamento
delle attivita' e' svolto dall'Autorita' di  bacino  competente,  che
assicura anche il necessario raccordo con le iniziative  in  corso  e
con quelle previste  dagli  strumenti  di  pianificazione  vigenti  o
adottati, provvede a definire i compiti e  i  settori  di  intervento
delle singole strutture coinvolte, stabilisce la  suddivisione  delle
risorse di cui al comma 8. 
  5. Sulla base della documentazione acquisita le Autorita' di bacino
verificano, entro i trenta giorni successivi alla scadenza di cui  al
comma 1, che i piani stralcio  adottati  o  approvati  contengano  le
misure idonee per prevenire e contrastare le situazioni di rischio di
cui al comma 2 e provvedono, se necessario, a realizzare le opportune
correzioni e integrazioni, informando di tale decisione  il  Comitato
dei Ministri di cui all'articolo 4 della legge  18  maggio  1989,  n.
183. 
  6. Sulla base della documentazione  di  cui  al  comma  5  e  delle
conoscenze  comunque  disponibili,  le  Autorita'  di  bacino,  entro
novanta giorni dalla scadenza di cui al comma  1,  per  ciascuno  dei
comuni  compresi  nel  territorio  di  competenza,  predispongono   e
trasmettono al  sindaco  interessato  un  documento  di  sintesi  che
descriva la situazione del rischio idrogeologico che caratterizza  il
territorio comunale. 
  7. Le attivita' di cui ai commi 1 e 2 sono  realizzate  nelle  zone
interessate, nei limiti delle dotazioni di bilancio, ogni qual  volta
si verifichino eventi alluvionali  e  dissesti  idrogeologici  per  i
quali sia dichiarato lo stato di emergenza ai sensi  della  normativa
vigente, al fine di predisporre un piano di  interventi  straordinari
per il ripristino in condizioni  di  sicurezza  delle  infrastrutture
pubbliche  danneggiate,  per  la  sistemazione  e   la   manutenzione
straordinaria degli alvei dei corsi d'acqua e per la  stabilizzazione
dei versanti. 
  8. Nelle situazioni di carenza accertata di personale  tecnico,  le
regioni possono ricorrere a forme di consulenza libero-professionale,
da retribuire a vacazione ai sensi dell'articolo  32  della  legge  2
marzo 1949, n.  144,  e  successive  modificazioni.  A  tal  fine  e'
autorizzata la spesa di  lire  3.000  milioni  per  l'anno  2000,  da
iscrivere all'unita' previsionale di  base  4.1.1.0  dello  stato  di
previsione del Ministero dei lavori pubblici, che provvede al riparto
fra le regioni. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente
riduzione  dello  stanziamento   iscritto   nell'ambito   dell'unita'
previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale"  dello  stato
di  previsione  del  Ministero  del  tesoro,  del  bilancio  e  della
programmazione economica per l'anno  2000,  allo  scopo  parzialmente
utlizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'ambiente. 
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AGGIORNAMENTO (6) 
  Il D.Lgs. 2 gennaio 2018, n. 1 ha disposto (con l'art. 47, comma 1,
lettera r)) che "Tutti i riferimenti alla legge 24 febbraio 1992,  n.
225 e ai relativi  articoli,  contenuti  in  altre  disposizioni,  si
intendono riferiti al presente decreto e ai corrispondenti  articoli.
In particolare: 
  [...] 
  r) l'articolo 5 della legge n. 225 del 1992,  citato  nell'articolo
1, comma 1, e nell'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 12  ottobre
2000, n. 279, convertito, con modificazioni, dalla legge 11  dicembre
2000, n. 365, deve intendersi riferito agli articoli 24, 25 e 26  del
presente decreto".