DECRETO-LEGGE 27 ottobre 1995, n. 444

Disposizioni urgenti in materia di finanza locale.

note: Entrata in vigore del decreto: 29-10-1995.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 20 dicembre 1995, n. 539 (in G.U. 27/12/1995, n.300).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/12/2002)
Testo in vigore dal: 26-1-1997
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 3.
               Trasferimenti erariali agli enti locali
  1.  La  determinazione  dei trasferimenti erariali ordinari, di cui
all'articolo  35  del  decreto  legislativo 30 dicembre 1992, n. 504,
come  modificato  dal  decreto  legislativo  1 dicembre 1993, n. 528,
valida  per  l'anno 1994 resta definitivamente fissata sulla base dei
gettiti  dell'ICI e dell'INVIM comunicati dal Ministero delle finanze
al Ministero dell'interno in data 13 luglio 1994.
  2.  I trasferimenti erariali ordinari per l'anno 1995 e successivi,
determinati  nei  modi  indicati  al  comma  1, costituiscono base di
riferimento per l'applicazione della procedura di riduzione stabilita
dall'articolo   3   del   decreto-legge  23  febbraio  1995,  n.  41,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85.
  3.  Ulteriori  determinazioni  dei trasferimenti erariali di cui ai
commi  1  e  2,  valide  per  gli  anni 1994 e successivi, riguardano
solamente gli enti interessati ai seguenti cambiamenti:
    a)  rideterminazione  del  riparto  del gettito dell'ICI relativa
all'anno  1993  o  della  media  delle riscossioni INVIM nel triennio
1990-1992, risultante dalla comunicazione del Ministero delle finanze
in data 18 luglio 1995;
    b)  assegnazione  del  contributo  integrativo  per la variazione
degli  estimi  catastali  ai  sensi  del  comma 9, che rimane fissato
nell'ammontare  comunicato in data 3 agosto 1995. Per gli anni 1996 e
seguenti  il  contributo  e'  ricalcolato  sulla  base della predetta
comunicazione  del  3  agosto  1995,  con  esclusione  del contributo
attribuito ad esaurimento degli stanziamenti autorizzati per gli anni
1994-1995,  ed  e'  reso  noto  dal  Ministero  dell'interno  per via
telematica;
    c) modifiche derivanti da eventuali errori.
  4.  Restano  comunque  fermi  i  contributi  minimi  garantiti e le
detrazioni  gia' compiute, ai sensi dei commi 3 e 4, dell'articolo 3,
del  decreto-legge  n. 41 del 1995, con le correzioni di cui al comma
9.
  5.  Le  variazioni di cui al comma 3 relative agli anni 1994 e 1995
sono effettuate sui trasferimenti erariali del 1996.
  6.  Le  somme  riscosse dai concessionari per ICI relativa all'anno
1993  e dagli stessi versate alle apposite contabilita' speciali, per
le  quali  non  e' possibile effettuare il riparto tra Stato e comuni
per   mancanza   dei   dati  necessari,  sono,  su  segnalazione  dei
concessionari  medesimi,  interamente  devolute  allo Stato, al netto
delle  commissioni  spettanti  ai concessionari, secondo le modalita'
indicate, al comma 2, dell'articolo 4, del decreto del Ministro delle
finanze 5 luglio 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 162 del
successivo   13   luglio.   Il   20   per  cento  di  tali  somme  e'
successivamente   attribuito   ai  comuni,  con  la  metodologia  dei
parametri   obiettivi,   ai   sensi   dell'articolo  37  del  decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.
  7.  Gli  interessi maturati sui conti correnti postali intestati ai
concessionari,  relativi  all'ICI  dovuta  per  l'anno  1993,  e  dai
concessionari  medesimi  versati alle apposite contabilita' speciali,
sono interamente devoluti allo Stato secondo le modalita' indicate al
comma  2,  dell'articolo  4,  del decreto interministeriale di cui al
comma  6. Il 20 per cento di tali somme e' successivamente attribuito
ai  comuni,  con  la  metodologia  dei  parametri obiettivi, ai sensi
dell'articolo 37 del decreto legislativo n. 504 del 1992.
  8. Le somme affluite, a titolo di ICI relativa all'anno 1993 dovuta
da  soggetti  non  residenti  nel  territorio  dello Stato, sul conto
corrente   postale   o  bancario  intestato  al  Consorzio  nazionale
obbligatorio  tra i concessionari del servizio riscossione, nonche' i
relativi  interessi  maturati  sui  conti  medesimi, sono interamente
devolute  allo  Stato qualora non sia possibile individuare il comune
destinatario.  Il  20  per  cento  di  tali  somme e' successivamente
attribuito  ai comuni, con la metodologia dei parametri obiettivi, ai
sensi dell'articolo 37 del decreto legislativo n. 504 del 1992.
  9.  In  ogni  caso, ai comuni che hanno avuto riduzioni nel gettito
dell'ICI  per  effetto  della  revisione  degli  estimi  catastali il
Ministero   dell'interno   provvede   ad  erogare  il  corrispondente
contributo   dello   Stato,   nonche'   un  ulteriore  contributo  ad
esaurimento  degli  stanziamenti gia' autorizzati al riguardo e per i
soli  anni  1994  e 1995 fino all'importo delle stime gia' comunicate
dal Ministero dell'interno per via telematica. Inoltre, alle province
ed  ai comuni che per effetto dell'articolo 3 del decreto-legge n. 41
del  1995,  hanno avuto una detrazione superiore al 3 per cento della
spesa corrente del 1995, determinata dal Ministero dell'interno sulla
base  dei dati consuntivi disponibili mediante rivalutazione ai tassi
inflattivi   programmati,  e'  concesso  dallo  stesso  Ministero  un
contributo  di  pari  importo  nell'anno 1995 entro il limite massimo
complessivo  di lire 105.000 milioni. Gli enti locali che hanno avuto
riduzione  di  trasferimenti  erariali  nel  1995 sono autorizzati ad
aumentare  per  lo stesso anno l'aliquota dell'imposta comunale sugli
immobili  (ICI)  fino  al  sette  per  mille entro il 31 luglio 1995,
nonche' ad utilizzare l'avanzo di amministrazione al 31 dicembre 1994
per il finanziamento delle spese correnti del 1995.
  10.  All'onere derivante dall'applicazione del comma 9, valutato in
lire  105.000  milioni,  si provvede con corrispondente riduzione del
capitolo  6856  dello  stato  di previsione del Ministero del tesoro,
mediante  utilizzo,  per  lire  28.000  milioni,  dell'accantonamento
relativo   al   medesimo   Ministero,   per   lire   26.000  milioni,
dell'accantonamento   relativo   al   Ministero  dell'industria,  del
commercio    e    dell'artigianato,    per   lire   26.000   milioni,
dell'accantonamento  relativo  al  Ministero di grazia e giustizia e,
per  lire  25.000  milioni, dell'accantonamento relativo al Ministero
della pubblica istruzione.
  11.  Restano  altresi'  definitivamente fissate le somme comunicate
agli enti locali entro il 31 dicembre 1993 a titolo di contributo per
la perequazione degli squilibri della fiscalita' locale, per gli anni
1994 e 1995, ai sensi dell'articolo 40 del decreto legislativo n. 504
del 1992.
  12.  Al comma 1 dell'articolo 3 del decreto-legge n. 41 del 1995 le
parole: "e' fissato in sette anni ed" sono soppresse.
  13.  Il primo periodo del comma 4 dell'articolo 3 del decreto-legge
n. 41 del 1995, e' sostituito dal seguente:
  "Ferma  restando  anche  per  gli anni 1996 e seguenti la riduzione
operata  ai  sensi  del comma 3, a decorrere dal 1996, e per gli enti
dissestati   dal   termine   del  periodo  di  risanamento,  prosegue
l'operazione  di riallineamento del complesso dei contributi ordinari
e   consolidati   in   dodici   anni,   per  tutti  gli  enti  locali
interessati.".
  14.  La  lettera  b)  del  comma  3  dell'articolo  37  del decreto
legislativo   n.   504   del   1992,  come  sostituita  dal  comma  2
dell'articolo  1  del decreto legislativo 1 dicembre 1993, n. 528, e'
sostituita dalla seguente:
   "  b)  i  comuni  ripartiti  nelle  seguenti dodici classi, in cui
ciascuna  classe  e' suddivisa in comuni interamente montani e altri,
secondo i dati forniti dall'UNCEM:
    comuni con meno di 500 abitanti;
    comuni da 500 a 999 abitanti;
    comuni da 1.000 a 1.999 abitanti;
    comuni da 2.000 a 2.999 abitanti;
    comuni da 3.000 a 4.999 abitanti;
    comuni da 5.000 a 9.999 abitanti;
    comuni da 10.000 a 19.999 abitanti;
    comuni da 20.000 a 59.999 abitanti;
    comuni da 60.000 a 99.999 abitanti;
    comuni da 100.000 a 249.999 abitanti;
    comuni da 250.000 a 499.999 abitanti;
    comuni da 500.000 abitanti e oltre;".
  15. Dopo la lettera h-bis) del comma 3 dell'articolo 37 del decreto
legislativo  n.  504  del 1992, aggiunta dal comma 5 dell'articolo 1,
del  decreto  legislativo  1  dicembre  1993, n. 528, e' aggiunta, in
fine, la seguente lettera:
     h-ter)  i  parametri monetari dei servizi, per i quali parte del
costo e' da coprire obbligatoriamente per tutti gli enti locali, sono
diminuiti della percentuale di copertura prevista dalla legge.".
  16. Ai fini della determinazione dei trasferimenti erariali per gli
anni  1996  e seguenti il fabbisogno standardizzato delle province e'
raffrontato   alle   risorse  generali  costituite  da  trasferimenti
ordinari  e  consolidati,  nonche' da un importo pari alla detrazione
operata  sui  trasferimenti  erariali per effetto dell'istituzione di
tributi a favore delle province.
  17.  Nel  caso di istituzione di nuovi enti locali, eccezione fatta
per  la  fusione,  l'attribuzione  dei fondi spettanti avviene con le
seguenti modalita':
    a)  il  fondo  ordinario, il fondo perequativo degli squilibri di
fiscalita' locale e il fondo nazionale ordinario per gli investimenti
previsti dal comma 1, lettere a) e c), e dal comma 3 dell'articolo 34
del decreto legislativo n. 504 del 1992, vengono ripartiti secondo le
modalita'  stabilite  ai  sensi  degli  articoli  36, 37, 40 e 41 del
citato   decreto   legislativo  all'inizio  del  triennio  successivo
all'acquisizione dei dati dagli organi competenti;
    b)  i  trasferimenti  erariali  relativi al fondo per lo sviluppo
degli  investimenti,  di cui al comma 1, lettera c), dell'articolo 28
del   decreto   legislativo  n.  504  del  1992,  vengono  attribuiti
provvisoriamente   all'ente  originario  in  attesa  delle  novazioni
soggettive sui mutui ammessi a fruire dell'intervento erariale;
    c)   il  fondo  consolidato  di  cui  al  comma  1,  lettera  b),
dell'articolo  34  del  decreto  legislativo  n.  504  del  1992,  il
contributo  di  allineamento  alla  media nazionale dei trasferimenti
erariali  spettante agli enti locali dissestati, ai sensi del comma 4
dell'articolo 91 del decreto legislativo del 25 febbraio 1995, n. 77,
e  il  contributo per la mobilita' volontaria e per quella degli enti
dissestati  sono  disposti,  all'inizio  del  triennio successivo, in
proporzione  alla popolazione residente ai sensi dell'articolo 47 del
decreto  legislativo  n.  504 del 1992. In attesa della comunicazione
dell'ISTAT il riparto e' effettuato in base alla popolazione indicata
dalla prefettura competente per territorio.
  18.  In  attesa  delle comunicazioni dei dati da parte degli organi
competenti  la ripartizione dei fondi di cui al comma 17, lettera a),
e'  disposta per il 90 per cento in base alla popolazione residente e
per  il 10 per cento in base al territorio, secondo i dati risultanti
alla  data  dell'istituzione  e attestati dalla prefettura competente
per territorio.
18-bis.  ((  COMMA  SOPPRESSO  DAL  D.L.  25  NOVEMBRE  1996, N. 599,
CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI DALLA L. 24 GENNAIO 1997, N. 5 )).