DECRETO-LEGGE 23 febbraio 1995, n. 41

Misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica e per l'occupazione nelle aree depresse.

note: Entrata in vigore del decreto: 24-2-1995.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 22 marzo 1995, n. 85 (in G.U. 23/03/1995, n.69).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 15/06/2021)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 29-4-2012
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 36. 
                           Base imponibile 
  1. Per il commercio di beni mobili usati, suscettibili di reimpiego
nello stato originario o previa riparazione,  nonche'  degli  oggetti
d'arte, degli oggetti d'antiquariato e da collezione, indicati  nella
tabella allegata al presente decreto, acquistati presso  privati  nel
territorio dello Stato o in quello di altro Stato membro  dell'Unione
europea,  l'imposta  relativa  alla  rivendita  e'  commisurata  alla
differenza tra il prezzo dovuto dal cessionario  del  bene  e  quello
relativo all'acquisto, aumentato delle  spese  di  riparazione  e  di
quelle accessorie. Si considerano acquistati da privati anche i  beni
per i quali il cedente non ha  potuto  detrarre  l'imposta  afferente
l'acquisto o  l'importazione,  nonche'  i  beni  ceduti  da  soggetto
passivo d'imposta comunitario in regime  di  franchigia  nel  proprio
Stato membro e i beni ceduti da soggetto passivo d'imposta che  abbia
assoggettato l'operazione al regime del presente comma. 
  2. I soggetti che esercitano il  commercio  a  norma  del  comma  1
possono optare per l'applicazione del regime ivi previsto  anche  per
le  cessioni  di  oggetti  d'arte,  d'antiquariato  o  da  collezione
importati e per  la  rivendita  di  oggetti  d'arte  ad  essi  ceduti
dall'autore o dai suoi eredi o legatari. 
  3. I soggetti che applicano il regime speciale di cui ai precedenti
commi possono, per ciascuna cessione, applicare  l'imposta  nei  modi
ordinari a norma dei titoli I e II del decreto del  Presidente  della
Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  633,  dandone  comunicazione   al
competente ufficio dell'imposta sul valore  aggiunto  nella  relativa
dichiarazione annuale. 
  4. I soggetti che applicano l'imposta secondo le  disposizioni  del
comma 1 non possono detrarre l'imposta  afferente  l'acquisto,  anche
intracomunitario, o l'importazione  dei  beni  usati,  degli  oggetti
d'arte e di quelli d'antiquariato o da  collezione,  compresa  quella
afferente le  prestazioni  di  riparazione  o  accessorie;  se  hanno
esercitato l'opzione di cui al comma 3 la detrazione spetta,  ma  con
riferimento al momento di effettuazione dell'operazione  assoggettata
a  regime  ordinario,  previa  annotazione,  nel  registro   di   cui
all'articolo 25  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 1972, n. 633, della fattura o bolletta doganale  relativa  al
bene acquistato o importato, ed e' esercitata nella  liquidazione  in
cui tale operazione e' computata. 
  5. La differenza di cui al comma 1 e' stabilita in misura pari: 
    a) al 60 per cento del prezzo di  vendita,  per  le  cessioni  di
oggetti d'arte dei quali il prezzo di acquisto manca o  e'  privo  di
rilevanza, ovvero non e' determinabile; 
    b) al 50 per cento del prezzo di  vendita,  per  i  soggetti  che
esercitano attivita' di  commercio  al  dettaglio  esclusivamente  in
forma ambulante; la percentuale e' ridotta in ogni  caso  al  25  per
cento se trattasi di prodotti editoriali di antiquariato. 
    b-bis al 25 per cento del prezzo di vendita per  le  cessioni  di
prodotti editoriali diversi da quelli di antiquariato; 
    b-ter al 50 per cento del prezzo di vendita per  le  cessioni  di
prodotti editoriali di antiquariato, francobolli da collezione  e  di
collezioni di francobolli nonche'  di  parti,  pezzi  di  ricambio  o
componenti derivanti dalla demolizione di mezzi  di  trasporto  o  di
apparecchiature elettromeccaniche". 
  6. Salva l'opzione per la determinazione del margine ai  sensi  del
comma 1 da comunicare con  le  modalita'  indicate  al  comma  8,  il
margine  e'  determinato  globalmente,  in  relazione   all'ammontare
complessivo degli acquisti e delle cessioni  effettuate  nel  periodo
mensile o trimestrale di riferimento, per le attivita'  di  commercio
diverse da quelle indicate nel comma 5, lettere b), b-bis) e b-ter) ,
di veicoli usati, monete e altri oggetti da collezione,  nonche'  per
le cessioni, di confezioni di materie tessili e comunque di  prodotti
di abbigliamento, compresi quelli accessori, di beni, anche di generi
diversi, acquistati per masse come compendio unitario  e  con  prezzo
indistinto,  ...  nonche'  di  qualsiasi  altro  bene,  se  di  costo
inferiore ad un milione di lire. In caso di cessione all'esportazione
o di cessione a questa assimilata, il costo del  bene  esportato  non
concorre alla determinazione del margine globale e  la  rettifica  in
diminuzione degli acquisti deve essere eseguita  con  riferimento  al
periodo  nel  corso  del  quale  l'esportazione  e'  effettuata.   Se
l'ammontare degli acquisti supera quello delle  vendite,  l'eccedenza
puo'  essere  computata  nella  liquidazione  relativa   al   periodo
successivo.  Non  e'  consentita  l'opzione  di  cui   al   comma   3
nell'ipotesi di applicazione del margine globale. 
  7.  Con  uno  o  piu'  decreti  del  Ministro  delle   finanze   la
disposizione di cui al comma 5, lettera b), puo' essere  estesa,  per
esigenze  di  accertamento,  ad  altri  settori  di  attivita'  e  la
disposizione di cui al comma 6 puo' essere estesa ad altre  attivita'
o operazioni per le quali l'applicazione  del  regime  ordinario  del
margine rende difficoltosa la determinazione dell'imposta dovuta. 
  8. L'opzione di cui al comma 2 deve essere  comunicata  all'ufficio
nella  dichiarazione  relativa  all'anno  precedente,  ovvero   nella
dichiarazione di inizio dell'attivita'. Essa ha effetto dal 1 gennaio
dell'anno  in  corso,  se  esercitata  nella  dichiarazione  relativa
all'anno precedente, ovvero dal momento in cui e' esercitata, fino  a
quando non sia revocata e, comunque, fino al compimento  del  biennio
successivo all'anno nel corso del quale e' esercitata. La revoca deve
essere comunicata  all'ufficio  nella  dichiarazione  annuale  ed  ha
effetto dall'anno in corso. 
  9. Le cessioni dei beni indicati nel comma  1  sono  soggette  alla
disciplina stabilita nel presente articolo, con esclusione di  quella
di cui al comma 6, anche se effettuate da soggetti che non esercitano
attivita' di commercio degli stessi. 
  10. Negli scambi intracomunitari tra soggetti  passivi  di  imposta
che  applicano  il  regime  del  margine   i   mezzi   di   trasporto
costituiscono beni usati se considerati tali  a  norma  dell'articolo
38, comma 4, del decreto-legge 30 agosto 1993,  n.  331,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427.  Le  cessioni
di mezzi di trasporto da chiunque usati effettuate nei confronti  dei
contribuenti che ne fanno commercio, non sono soggette  al  pagamento
dell'imposta erariale di trascrizione di cui alla legge  23  dicembre
1977, n. 952, ovvero dell'imposta di registro, ne' della  addizionale
regionale di cui al decreto legislativo 21 dicembre 1990, n. 398. Gli
emolumenti di cui al decreto del Ministro delle finanze  1  settembre
1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  216  del  15  settembre
1994, sono dovuti nella  misura  stabilita  per  le  annotazioni  non
conseguenti a trasferimenti di proprieta'. 
  ((10-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano  anche
alle cessioni di contratti di locazione finanziaria acquistati presso
privati o dai soggetti di cui al comma 1, secondo periodo)).