DECRETO-LEGGE 8 febbraio 1995, n. 32

Disposizioni urgenti per accelerare la concessione delle agevolazioni alle attivita' gestite dalla soppressa Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno, per la sistemazione del relativo personale, nonche' per l'avvio dell'intervento ordinario nelle aree depresse del territorio nazionale.

note: Entrata in vigore del decreto: 9-2-1995.
Decreto-Legge convertito dalla L. 7 aprile 1995, n. 104 (in G.U. 10/04/1995, n.84).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 06/05/2015)
Testo in vigore dal: 9-2-1995
                               Art. 4.
               Disposizioni in materia di agevolazioni
                      alle attivita' produttive

  1.  Ad eccezione delle agevolazioni di cui all'articolo 1, comma 3,
lettera  a),  del  decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito,
con  modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, che restano
attribuite   alle  competenze  del  Ministro  del  bilancio  e  della
programmazione   economica  per  la  concessione  delle  agevolazioni
previste dal comma 3, lettere b), c) ed e), dello stesso articolo che
non  sono  state  deliberate  dall'Agenzia  per  la  promozione dello
sviluppo  del  Mezzogiorno alla data del 15 aprile 1993, gli istituti
di  credito  e  le  societa'  di  locazione finanziaria convenzionati
provvedono  a  comunicare,  entro  il  28 febbraio 1994, al Ministero
dell'industria,  del  commercio  e  dell'artigianato  i  propri esiti
istruttori, ovvero a confermare quelli gia' trasmessi all'Agenzia per
la  promozione  dello  sviluppo del Mezzogiorno. A tale comunicazione
dovra'  essere  allegata  una dichiarazione del legale rappresentante
dell'impresa  richiedente  l'agevolazione,  sottoscritta in calce dal
presidente  del  collegio  sindacale qualora esistente, attestante la
sussistenza  delle  condizioni  per  l'accesso alle agevolazioni, ivi
comprese  quelle  relative al rispetto delle norme sul lavoro e sulla
prevenzione  degli  infortuni,  lo  stato di esecuzione del progetto,
l'ammontare  delle  spese  sostenute  alla data della dichiarazione e
comunque   non  oltre  il  31  dicembre  1993,  rapportato  al  costo
complessivo  del  progetto,  nonche' la certificazione prevista dalla
vigente  normativa sulla lotta alla criminalita' organizzata e quella
attestante  la  vigenza  dell'impresa richiedente i benefici. Ai fini
dell'ammissibilita'  alle  agevolazioni  di  cui  al  presente comma,
qualora  l'istante,  nel  corso  della  istruttoria  della domanda di
agevolazione,  si  rivolga,  per  la  medesima  iniziativa,  ad altro
istituto  di  credito  abilitato  o  ad altra societa' convenzionata,
resta valida la data di presentazione della domanda originaria.
  2. Entro novanta giorni dal termine di cui al comma 1, il Ministero
dell'industria,  del  commercio  e dell'artigianato, sulla base delle
comunicazioni  e  delle dichiarazioni pervenute ai sensi del comma 1,
forma  un  elenco  delle  domande  di agevolazione, l'inserimento nel
quale  e' determinato sulla base dei criteri indicati all'articolo 1,
comma  3,  del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con
modificazioni,  dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, e il cui ordine
e'  determinato sulla base dell'ammontare delle spese gia' sostenute,
rapportate  al  costo  complessivo  del  progetto come indicato nelle
comunicazioni  e  dichiarazioni  medesime  e,  a parita' di rapporto,
della  data  di  presentazione  della  domanda  di  agevolazione.  Il
Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato dispone la
concessione  delle  agevolazioni  sulla base dell'elenco previsto dal
presente comma, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.
  3.  Il  Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
su  richiesta  delle  imprese,  dispone  l'erogazione di un anticipo,
nella  misura massima del 50 per cento dell'importo del contributo in
conto  capitale  spettante  ai sensi della legge 1 marzo 1986, n. 64,
nei  limiti  delle  risorse  finanziarie  disponibili;  il  pagamento
dell'anticipo   e'   effettuato   previa   presentazione   da   parte
dell'impresa,   nei   trenta   giorni   successivi  alla  concessione
dell'anticipo   medesimo,  di  fidejussione  bancaria  o  di  polizza
assicurativa.  Per  i progetti di investimento di importo inferiore a
tre  miliardi di lire, l'accertamento, a seguito dell'ultimazione del
progetto,  sulla realizzazione degli investimenti e sulla sussistenza
delle  condizioni  per  la fruizione dei benefici consiste nell'esame
delle  risultanze istruttorie e della relazione finale degli istituti
di credito e societa' di locazione finanziaria convenzionati, nonche'
nel  riscontro  della  sussistenza  delle  dichiarazioni, rese con le
modalita'  di  cui  al  comma  1,  attestanti gli specifici requisiti
individuati  con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato.   Per   i   progetti  di  investimento  di  importo
superiore,    il    Ministero   dell'industria,   del   commercio   e
dell'artigianato  provvede,  ai sensi del comma settimo dell'articolo
18  della  legge  26  aprile  1983,  n.  130, alla nomina di apposite
commissioni,  i cui oneri sono posti a carico delle risorse di cui al
comma  6.  Rimangono ferme le vigenti disposizioni sugli accertamenti
per  le  operazioni  gia'  regolate dalle convenzioni sulla locazione
finanziaria  dei  macchinari. Gli accertamenti finali sui progetti di
investimento  gia'  ammessi  ai benefici della legge 1 marzo 1986, n.
64,  di  competenza  del  Ministero  dell'industria,  del commercio e
dell'artigianato,  sono  parimenti effettuati con le modalita' di cui
al  presente  comma,  qualora  alla  data  di  entrata  in vigore del
presente  decreto  non  risultino  gia'  affidati  gli  incarichi  di
accertamento sulla realizzazione degli investimenti.
  4.   Ai  fini  dell'emanazione  del  provvedimento  di  concessione
definitiva,   l'ammontare   degli   investimenti   ammissibili   alle
agevolazioni,  di  cui  al  comma  3, fatto salvo quanto previsto dal
decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni,
dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, e' determinato dalle risultanze
delle  relazioni finali di spesa, trasmesse dagli istituti di credito
e dalle societa' di leasing convenzionati, e dagli accertamenti sulla
realizzazione  degli  investimenti.  Per  le  medesime  finalita'  le
certificazioni  occorrenti  ai fini dell'accertamento dei requisiti e
delle  condizioni  per  la  fruizione  dei  benefici  possono  essere
acquisite  dall'amministrazione,  anche  per le iniziative di importo
superiore  a  3  miliardi,  nella forma delle dichiarazioni di cui al
comma 3.
  5. Qualora le agevolazioni, disposte sulla base delle comunicazioni
e  delle  dichiarazioni  di  cui  al  comma  1,  siano  revocate  per
insussistenza  delle condizioni previste dalla legge 1 marzo 1986, n.
64, cosi' come integrata dal presente decreto, si applica la sanzione
amministrativa  pecuniaria da 2 a 4 volte l'importo dell'agevolazione
indebitamente fruita. Chi rilascia o sottoscrive dichiarazioni di cui
al  comma  2,  attestanti fatti materiali non rispondenti al vero, e'
punito  con le pene previste dall'articolo 13, comma 3, della legge 5
ottobre 1991, n. 317.
  6.  La  quota  del  Fondo  di  cui  al comma 5 dell'articolo 19 del
decreto   legislativo   3   aprile   1993,  n.  96,  come  sostituito
dall'articolo  3,  da  assegnare  al  Ministero  dell'industria,  del
commercio e dell'artigianato per l'attuazione degli interventi di cui
al  comma 2 dell'articolo 5 del medesimo decreto legislativo, nonche'
le  eventuali ulteriori risorse da attribuire per le finalita' di cui
al  comma  1  dello  stesso  articolo  5,  affluiscono ad un'apposita
sezione  del  Fondo  di  cui  all'articolo 14 della legge 17 febbraio
1982,  n.  46.  Sono  a carico della medesima sezione gli oneri per i
compensi,  da  definire  con  decreto  del  Ministro  del  tesoro, di
concerto   con   il   Ministro   dell'industria,   del   commercio  e
dell'artigianato,  per non piu' di cinque consulenti giuridici di cui
tre  avvocati  dello  Stato  da  utilizzare  per  la  definizione del
contenzioso  in  relazione  agli  interventi  agevolativi,  nonche' a
quelli  di  cui  all'articolo  39 del testo unico delle leggi per gli
interventi   nei  territori  della  Campania,  Basilicata,  Puglia  e
Calabria colpiti dagli eventi sismici del novembre 1980, del febbraio
1981  e  del  marzo  1982, approvato con decreto legislativo 30 marzo
1990, n. 76.
  7.  Le  somme  derivanti  per  effetto  delle  revoche disposte dal
Ministero   dell'industria,   del  commercio  e  dell'artigianato  in
relazione  ad  agevolazioni  in  favore  delle  attivita'  produttive
concesse   ai  sensi  del  testo  unico  approvato  con  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  6  marzo  1978,  n.  218, e successive
modificazioni  ed  integrazioni,  nonche'  ai  sensi dell'articolo 5,
comma  1,  del decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96, sono versate
all'entrata  del  bilancio  dello  Stato  per  essere rispettivamente
riassegnate,  con  decreti  del  Ministro  del  tesoro, agli appositi
capitoli  dello stato di previsione del Ministero dell'industria, del
commercio  e  dell'artigianato  concernenti le assegnazioni in favore
della sezione del Fondo di cui al comma 6.
  8.  Le  disponibilita'  esistenti  sul  conto  di tesoreria e sulla
contabilita'   speciale   da   utilizzare   per   l'attuazione  degli
interventi, di competenza del Ministero dell'industria, del commercio
e  dell'artigianato,  di  cui  al  testo  unico  delle  leggi per gli
interventi   nei  territori  della  Campania,  Basilicata,  Puglia  e
Calabria colpiti dagli eventi sismici del novembre 1980, del febbraio
1981  e  del  marzo  1982, approvato con decreto legislativo 30 marzo
1990,  n.  76,  sono  versate ad un'apposita sezione del Fondo di cui
all'articolo  14 della legge 17 febbraio 1982, n. 46, che provvede ai
pagamenti  relativi agli interventi stessi. Le somme esistenti presso
conti  correnti  bancari gia' intestati alla soppressa Agenzia per la
promozione  dello  sviluppo del Mezzogiorno che, alla data di entrata
in  vigore  del  presente decreto, non risultino versate sul conto di
tesoreria  e  sulla  contabilita'  speciale citati e quelle derivanti
dalla  revoca  delle  agevolazioni,  o comunque dalla restituzione di
somme  erogate  nel  settore  delle attivita' produttive ai sensi del
predetto  testo  unico,  approvato  con  decreto legislativo 30 marzo
1990,  n.  76,  sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per
essere  riassegnate, con decreto del Ministro del tesoro, ad apposito
capitolo  dello stato di previsione del Ministero dell'industria, del
commercio  e  dell'artigianato  per  il  successivo  versamento  alla
sezione  del  Fondo  di  cui al presente comma. Sul medesimo capitolo
sono  iscritte  le  ulteriori somme da assegnare per l'attuazione dei
citati interventi.
  9.  Al  comma  2 dell'articolo 74 del citato testo unico, approvato
con  decreto  legislativo  30  marzo  1990,  n.  76,  dopo le parole:
"comprese  quelle  di infrastrutturazione" sono inserite le seguenti:
"e  di  gestione  delle  aree industriali ed opere connesse fino alla
consegna definitiva agli enti destinatari".
  10.  Resta  fermo quanto previsto dall'articolo 2 del decreto-legge
31 gennaio 1995, n. 26.
  11.  I  mutui  di cui all'articolo 1, comma 8, del decreto-legge 22
ottobre  1992,  n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
dicembre  1992,  n.  488,  possono  essere  utilizzati  anche  per la
concessione  delle  agevolazioni  di  cui  al  comma  3  del medesimo
articolo.