DECRETO-LEGGE 20 maggio 1993, n. 149

Interventi urgenti in favore dell'economia.

note: Entrata in vigore del decreto: 20/5/93.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 19 luglio 1993, n. 237 (in G.U. 19/07/1993, n.167).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/1998)
Testo in vigore dal: 20-7-1993
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 7. 
              Piano per la realizzazione di interventi 
                   nel settore dei beni culturali 
  1. Il Ministro per i beni culturali e ambientali, sulla base  delle
proposte  degli  organi  centrali  e   periferici,   coordinate   dai
competenti uffici centrali, sentito il Consiglio nazionale per i beni
culturali e ambientali, approva, entro il mese  di  agosto  dell'anno
che  precede  quello  di  riferimento,  il  piano  annuale   per   la
realizzazione  degli   interventi   e   delle   spese   ordinarie   e
straordinarie  da  effettuare  da  parte  degli  organi  centrali   e
periferici.  Ai  fini  della  formazione  del  piano  possono  essere
presentati progetti ai sensi  dell'articolo  1,  ((comma  5)),  della
legge 10 febbraio 1992, n. 145. Il parere del Consiglio nazionale per
i beni culturali e ambientali sostituisce quelli previsti dalla legge
21 dicembre 1961, n. 1552, ed ogni altro prescritto parere di  organi
consultivi dello Stato. Il piano puo' essere aggiornato,  nell'ambito
delle assegnazioni di fondi di ciascun ufficio, sentito il competente
comitato di settore del Consiglio nazionale per i  beni  culturali  e
ambientali, in caso di necessita', con decreto motivato del Ministro.
Per l'esercizio 1993 valgono le proposte gia' avanzate  e  coordinate
dagli uffici centrali  ed  il  parere  gia'  espresso  dal  Consiglio
nazionale per i beni culturali e ambientali. 
  2. I fondi necessari per effettuare le spese previste nel piano, da
parte degli organi periferici e degli istituti centrali, sono messi a
disposizione   dei   funzionari   delegati,   mediante   ordini    di
accreditamento emessi soltanto sulla base del piano e  in  deroga  al
limite di cui all'articolo 56 del regio decreto 18 novembre 1923,  n.
2440, e successive modificazioni. I predetti funzionari  assumono,  a
valere sui fondi messi a  loro  disposizione,  in  deroga  ai  limiti
previsti  dalla  legislazione  vigente,  le   relative   obbligazioni
giuridiche che sono sottoposte al controllo  successivo  in  sede  di
rendiconto. 
  3. I progetti  per  la  realizzazione  degli  interventi  sui  beni
statali e sui beni non  statali  per  i  quali  lo  Stato  interviene
direttamente,  sono  predisposti,  con  l'indicazione  dei  tempi  di
esecuzione, dagli  organi  del  Ministero  per  i  beni  culturali  e
ambientali. In caso di motivata impossibilita' la predisposizione dei
progetti puo' essere affidata, con apposita convenzione, ad  istituti
universitari o di alta cultura o a professionisti esterni. I compensi
per gli incarichi affidati gravano sugli  stanziamenti  iscritti  nel
piano di spesa. I progetti degli  interventi  e  i  preventivi  delle
spese di cui al comma 1, nonche' quelli gravanti sui  fondi  relativi
ad esercizi precedenti il 1993 sono approvati dai  competenti  organi
periferici del Ministero per i beni culturali e ambientali fino ad un
importo complessivo di lire 1.000 milioni e  dal  direttore  generale
del competente Ufficio centrale per importi superiori, in  deroga  ai
limiti di spesa previsti dalle vigenti norme. Il predetto limite puo'
essere modificato con decreto del Ministro per  i  beni  culturali  e
ambientali. I provvedimenti di approvazione  dei  progetti,  adottati
dagli organi periferici e dai direttori generali  relativamente  agli
interventi eseguiti dai funzionari delegati, sono sottoposti al  solo
controllo successivo in sede di rendiconto. 
  4. I responsabili degli organi periferici del Ministero per i  beni
culturali e ambientali  informano  il  competente  ufficio  centrale,
facendo pervenire, entro trenta  giorni  dalla  data  di  formazione,
copia degli atti adottati per la  realizzazione  degli  interventi  e
ogni sei mesi dall'inizio dei lavori, nonche' non oltre un mese dalla
data di  ultimazione  dei  lavori,  una  relazione  tecnica  inerente
l'esecuzione  del  progetto.  L'omesso  invio  degli  atti  e   delle
relazioni,     accertato,     previa     controdeduzione      scritta
dell'interessato,  dal  competente  dirigente  generale,  costituisce
inosservanza delle direttive  generali  ai  sensi  dell'articolo  20,
comma 4, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29. 
  5. Le procedure previste dal regolamento approvato con decreto  del
Presidente della Repubblica 17 maggio  1978,  n.  509,  si  applicano
anche agli interventi e alle spese non inserite nel piano di  cui  al
presente articolo. E' abrogato il comma 1 dell'articolo 5 della legge
10 febbraio 1992, n. 145.