DECRETO-LEGGE 11 marzo 1993, n. 58

Interventi urgenti in favore dell'economia.

note: Entrata in vigore del decreto: 11-3-1993.
Decreto-Legge decaduto per mancata conversione.
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 16/03/1993)
Testo in vigore dal: 11-3-1993
al: 10-5-1993
attiva riferimenti normativi
                               Art. 2. 
              Interventi per le medie e piccole imprese 
  1. All'articolo 2, primo comma, lettera a), della legge 28 novembre
1980, n. 782, al periodo: "I rientri per capitale e  interessi  delle
anticipazioni  sono  utilizzati   per   la   concessione   di   nuove
anticipazioni." sono aggiunte le parole: "salvo quanto  stabilito  al
secondo comma". 
  2. All'articolo 2 della legge 28 novembre 1980, n. 782, e' aggiunto
il seguente comma: "I  rientri  per  capitale  ed  interessi  vengono
accantonati nella misura di lire  100  miliardi  annui  per  ciascuno
degli esercizi 1992, 1993, 1994, 1995 e  1996  per  la  costituzione,
presso il Mediocredito centrale, di un Fondo  da  utilizzare  per  la
concessione  di   anticipazioni   a   societa'   finanziarie   e   di
partecipazioni o ad operatori, aventi sedi in Italia  ed  autorizzati
all'investimento nel capitale di rischio di piccole e medie  imprese,
da impiegare, in aggiunta alle risorse  proprie,  per  l'acquisizione
temporanea di partecipazioni di minoranza nel capitale di rischio  di
piccole e medie imprese organizzate come societa' di capitali o  come
societa' cooperative, con sede in Italia,  con  particolare  riguardo
per le imprese con sede nelle aree di cui all'articolo  1,  comma  1,
del decreto-legge 10 marzo 1993, n. 57. Con decreto del Ministro  del
tesoro, di concerto con il Ministro del  lavoro  e  della  previdenza
sociale   ed   il   Ministro   dell'industria,   del   commercio    e
dell'artigianato,  saranno  stabilite  la  durata,  le  garanzie,  le
modalita'  ed  ogni  altra  condizione  per  la   concessione   delle
anticipazioni a valere su detto  Fondo  in  linea  con  la  normativa
comunitaria per  gli  interventi  a  favore  delle  piccole  e  medie
imprese.  I  rientri  delle  anticipazioni  sono  utilizzati  per  la
concessione  di  nuove  anticipazioni.  Le  somme  accantonate  ed  i
relativi rientri sono  tenuti  dal  Mediocredito  centrale  in  conti
infruttiferi presso la Tesoreria centrale dello Stato.". 
  3. Il Fondo per il concorso nel  pagamento  degli  interessi  sulle
operazioni di credito a favore delle  imprese  artigiane,  costituito
presso la Cassa per  il  credito  alle  imprese  artigiane  ai  sensi
dell'articolo 37 della legge 29 luglio 1952, n. 949, come  sostituito
dall'articolo 1 della legge 7 agosto 1971, n.  685,  e'  incrementato
della somma di lire 100 miliardi per l'anno 1991.  Al  corrispondente
onere si provvede a carico dello stanziamento  iscritto  al  capitolo
7743 dello stato di previsione del Ministero del  tesoro  per  l'anno
1992. 
  4. Il Fondo di cui al comma 3 e' altresi' incrementato di lire  150
miliardi per ciascuno degli anni 1994 e 1995. Al  relativo  onere  si
provvede mediante corrispondente  utilizzo  delle  proiezioni  per  i
medesimi anni dello  stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio
triennale 1993-1995, al capitolo 9001 dello stato di  previsione  del
Ministero  del  tesoro  per  l'anno   1993,   all'uopo   parzialmente
utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del tesoro. 
  5. Il secondo comma dell'articolo 29 della legge 7 agosto 1982,  n.
526, e' sostituito dal seguente: "Il  tasso  di  interesse  agevolato
annuo minimo, comprensivo  di  ogni  onere  accessorio  o  spesa,  da
praticare sui finanziamenti a favore delle imprese artigiane  di  cui
alla legge 25 luglio 1952, n.  949,  e  successive  modificazioni  ed
integrazioni, e' stabilito come segue: 
    a) per le aree di cui  all'obiettivo  n.  1  del  regolamento  n.
2052/1988: 55 per cento del tasso di riferimento preso a base per  il
calcolo del contributo in conto  interessi  da  concedersi  da  parte
della Cassa artigiana e delle  regioni  sui  finanziamenti  a  favore
delle imprese artigiane; 
    b) per le aree di cui all'obiettivo n. 2 del regolamento  CEE  n.
2052/1988: 65 per cento del tasso di riferimento sopra precisato; 
    c) per le rimanenti zone: 75 per cento del tasso  di  riferimento
come sopra precisato.". 
  6. Dopo il comma 6 dell'articolo 1 della legge 5 ottobre  1991,  n.
317, e' aggiunto il seguente: 
  "6-bis. La  definizione  di  piccola  impresa,  l'intensita'  delle
agevolazioni  concedibili  ai  sensi  della  presente  legge  e   gli
investimenti  oggetto  delle  stesse  potranno  essere  adeguati,   a
decorrere dal 1› luglio 1993 con decreto del Ministro dell'industria,
del commercio e dell'artigianato e, per la parte di  competenza,  del
Ministro del tesoro,  alla  disciplina  comunitaria  degli  aiuti  di
Stato, tenuto conto delle intese raggiunte con la  Commissione  delle
Comunita' europee.". 
  7. La  dotazione  del  Fondo  contributi  di  cui  al  primo  comma
dell'articolo 3 della legge 28 maggio  1973,  n.  295,  e'  integrata
della somma di lire 100 miliardi per ciascuno degli anni 1994 e 1995. 
Al relativo onere si provvede mediante corrispondente utilizzo  delle
proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento iscritto,  ai  fini
del bilancio triennale 1993-1995, al capitolo  9001  dello  stato  di
previsione  del  Ministero  del  tesoro  per  l'anno  1993,  all'uopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al  Ministero  del
tesoro. 
  8.  Per  consentire   l'immediata   attuazione   delle   opere   di
urbanizzazione e delle infrastrutture necessarie per gli insediamenti
produttivi  compresi  nei  programmi  di   reindustrializzazione,   i
consorzi di sviluppo industriale, di cui al comma 5 dell'articolo  36
della  legge  5  ottobre  1991,  n.  317,  formulano   alla   regione
territorialmente competente, entro  sessanta  giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le
necessarie proposte di adeguamento ed aggiornamento dei  piani  degli
agglomerati industriali attrezzati. Le proposte si intendono accolte,
qualora, entro i trenta giorni successivi, la regione non  adotti  un
provvedimento negativo. 
  9. Ai consorzi di cui al comma 8 si applica la  normativa  generale
in materia di societa' per azioni. Il controllo regionale si  esplica
sui bilanci preventivi e sui conti consuntivi. 
  10. L'articolo 7 della legge 9 gennaio 1991, n. 19,  e'  sostituito
dal seguente: 
  "Art. 7. - 1. La regione Friuli-Venezia Giulia puo' istituire,  con
legge regionale,  un  Fondo  di  rotazione  speciale,  costituito  da
stanziamenti  ordinari  della  regione,   per   la   concessione   di
finanziamenti a medio termine, della durata massima di dieci anni,  a
favore delle aziende artigiane preferibilmente associate in consorzi. 
La misura del  tasso  di  interesse  a  carico  dei  beneficiari  dei
finanziamenti, nonche'  i  criteri  e  le  modalita'  relativi,  sono
determinati, nel rispetto dei principi del diritto  comunitario,  con
riferimento alle leggi statali vigenti in materia. 
   2. Per  la  realizzazione  del  piano  regionale  di  sviluppo  e'
attribuito alla regione Friuli-Venezia Giulia, ai sensi dell'articolo
50 dello statuto, approvato con legge costituzionale 31 gennaio 1963,
n. 1, un contributo speciale di lire  220  miliardi  per  il  periodo
1991-1997, di cui lire 15 miliardi per l'anno 1991 e lire 20 miliardi
per ciascuno degli anni 1992 e 1993.". 
  11. L'articolo 8 della legge 9 gennaio 1991, n. 19,  e'  sostituito
dal seguente: 
  "Art. 8. - 1. Allo scopo  di  garantire  alle  imprese  delle  zone
montane parita' di condizioni per concorrere alle  finalita'  di  cui
all'articolo 1 ed al fine di promuovere lo sviluppo  dell'occupazione
e delle attivita' produttive, e' assegnato  alla  regione  Veneto  un
contributo speciale di lire 8 miliardi per il  periodo  1991-1994  in
favore delle imprese delle zone montane della  provincia  di  Treviso
collocate ad est del fiume Piave, in ragione di lire 2  miliardi  per
ciascun anno.". 
  12. Ai fini dell'attuazione del  comma  10,  le  somme  di  lire  5
miliardi per l'anno 1991 e  di  lire  8  miliardi  per  l'anno  1992,
conferite  alla  gestione  separata  del  Fondo  di   rotazione   per
iniziative economiche nelle province di Trieste e Gorizia (FRIE),  di
cui all'articolo 2 della legge 30 aprile 1976, n. 198, devono  essere
attribuite alla regione Friuli-Venezia Giulia.