DECRETO-LEGGE 15 gennaio 1991, n. 8

((Nuove norme in materia di sequestri di persona a scopo di estorsione e per la protezione dei testimoni di giustizia, nonche' per la protezione e il trattamento sanzionatorio di coloro che collaborano con la giustizia)).

note: Entrata in vigore della legge: 16-1-1991.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 15 marzo 1991, n. 82 (in G.U. 16/03/1991, n.64).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 04/10/2018)
Testo in vigore dal: 25-3-2001
aggiornamenti all'articolo
                           Art. 16-septies 
      (( (Restituzione nel termine e revisione delle sentenze). 
  1. Il procuratore  generale  presso  la  corte  d'appello  nel  cui
distretto  la  sentenza  e'  stata  pronunciata  deve  richiedere  la
revisione della sentenza quando  le  circostanze  attenuanti  che  il
codice penale o le disposizioni  speciali  prevedono  in  materia  di
collaborazione relativa ai delitti di cui all'articolo  9,  comma  2,
sono state applicate per effetto di dichiarazioni false o  reticenti,
ovvero  quando  chi  ha  beneficiato  delle  circostanze   attenuanti
predette commette, entro dieci anni dal passaggio in giudicato  della
sentenza,  un  delitto  per  il  quale  l'arresto  in  flagranza   e'
obbligatorio. 
  2. La revisione e' ammessa quando ricorrono i presupposti di cui al
comma 1 e se il delitto ivi previsto e' indicativo  della  permanenza
del soggetto nel circuito criminale. 
  3. Quando chi ha beneficiato delle circostanze attenuanti di cui al
comma 1 ha ottenuto anche taluno dei benefici  penitenziari  previsti
dall'articolo 16-nonies, il  procuratore  generale  che  richiede  la
revisione della sentenza informa  della  richiesta  il  tribunale  di
sorveglianza ed il magistrato di sorveglianza competenti ai fini  dei
provvedimenti previsti dal comma 7 del medesimo articolo 16-nonies. 
  4. Nel giudizio di revisione si osservano, in  quanto  applicabili,
le disposizioni del titolo IV del libro IX del  codice  di  procedura
penale. In caso di accoglimento  della  richiesta  di  revisione,  il
giudice riforma la sentenza di condanna e determina la  nuova  misura
della pena. 
  5. Nel corso del giudizio di revisione il giudice, su richiesta del
pubblico  ministero,  puo'  disporre  l'applicazione   delle   misure
cautelari previste dalla legge. 
  6. Quando le situazioni indicate nel comma 1 emergono prima che  la
sentenza sia divenuta irrevocabile, gli  atti  da  cui  risultano  le
predette situazioni sono trasmessi al pubblico  ministero  presso  il
giudice che ha pronunciato  la  sentenza  ovvero,  se  gli  atti  del
procedimento sono gia' stati trasmessi al giudice  dell'impugnazione,
al  pubblico  ministero  presso  il   giudice   che   deve   decidere
sull'impugnazione. Se si tratta di sentenza pronunciata in  grado  di
appello, gli atti sono in ogni caso trasmessi al  pubblico  ministero
presso la corte d'appello che ha pronunciato la sentenza. Il pubblico
ministero, entro trenta  giorni  dal  ricevimento  degli  atti,  puo'
chiedere, a norma dell'articolo 175 del codice di  procedura  penale,
la restituzione nel termine per proporre  impugnazione  limitatamente
al punto della decisione relativo alla applicazione delle circostanze
attenuanti indicate nel comma 1. 
  7. Le pene previste per il reato di calunnia sono aumentate  da  un
terzo alla meta' quando risulta che il colpevole ha commesso il fatto
allo scopo di usufruire delle circostanze attenuanti di cui al  comma
1 o dei benefici penitenziari o delle misure di tutela o speciali  di
protezione previsti dall'articolo 16-nonies e dal Capo II.  L'aumento
e'  dalla  meta'  ai  due  terzi  se  uno  dei  benefici   e'   stato
conseguito.))