DECRETO-LEGGE 5 febbraio 1990, n. 16

Misure urgenti per il miglioramento qualitativo e per la prevenzione dell'inquinamento delle acque.

note: Entrata in vigore del decreto: 6-2-1990.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 05 aprile 1990, n. 71 (in G.U. 07/04/1990, n.82).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 14/04/2006)
Testo in vigore dal: 28-12-2004
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 10. 
                         Venezia e Chioggia 
  1. I comuni di Venezia e Chioggia , elaborano, entro il  30  giugno
1995, progetti di massima per la realizzazione di fognature e per  la
depurazione delle acque usate provenienti dai centri  storici,  dalle
isole e dai litorali del Lido e di  Pellestrina  e  dal  litorale  di
Cavallino  Treporti,  secondo  criteri  e   tecnologie   adeguati   a
realizzare nell'intera area lagunare gli obiettivi previsti dal piano
regionale di risanamento delle  acque,  approvato  con  delibera  del
consiglio regionale del Veneto n. 962  del  1  settembre  1989  .  Il
comune di Venezia provvede alla suddetta elaborazione nell'ambito del
progetto integrato definito dall'accordo di programma  del  3  agosto
1993 ai sensi dell'articolo 5 della legge 5 febbraio 1992, n. 139. 
  2. I progetti di massima di cui al comma  1  sono  approvati  dalla
regione Veneto previo parere della commissione per la salvaguardia di
Venezia di cui all'articolo 5 della legge 16  aprile  1973,  n.  171,
come integrata dall'articolo 4 della legge 8  novembre  1991,n.  360.
L'approvazione costituisce integrazione del "Piano per la prevenzione
dell'inquinamento  ed  il  risanamento   delle   acque   del   bacino
idrografico  immediatamente  sversante  nella  laguna  di   Venezia",
nonche' variante agli strumenti urbanistici generali . 
  3. Negli ambiti indicati nel  comma  1,  non  dotati  di  fognature
dinamiche, e' consentito lo scarico delle  acque  reflue  provenienti
dagli insediamenti civili di cui ai commi  undicesimo,  dodicesimo  e
tredicesimo  dell'articolo  3  del  decreto  del   Presidente   della
Repubblica  20  settembre  1973,  n.  962,  dalle  aziende  artigiane
produttive,  ancorche'  non  rientranti  nella   tipologia   di   cui
all'articolo 17 del  piano  regionale  di  risanamento  delle  acque,
approvato con delibera del consiglio regionale del Veneto n. 962  del
1  settembre  1989,  dagli  stabilimenti  ospedalieri,   dagli   enti
assistenziali  e  dalle  aziende   turistiche   ricettive   e   della
ristorazione, purche' sottoposte a trattamenti individuali secondo  i
progetti approvati dai comuni. I privati e  gli  altri  soggetti  non
compresi nel precedente periodo, e piu' in generale tutti coloro  che
utilizzano scarichi di natura civile, provvedono a dotarsi di sistemi
di trattamento in esecuzione dei progetti di massima di cui al  comma
1 del presente articolo e con le modalita' e  i  tempi  indicati  dai
sindaci dei comuni di Venezia e di Chioggia  .  I  trattamenti  degli
scarichi  di  cui  al  presente  comma  superiori  a  cento  abitanti
equivalenti  devono  essere  basati   sull'impiego   delle   migliori
tecnologie applicabili e gestibili, a  costi  sostenibili  e  tenendo
conto  della  situazione  urbanistica  ed  edilizia   specifica.   Le
tipologie  degli  impianti  individuali  o  le  relative  prestazioni
depurative sono  identificate  dalla  regione  Veneto  con  il  piano
regionale  di   risanamento   delle   acque,   approvato   ai   sensi
dell'articolo 8 della legge 10 maggio  1976,  n.  319,  e  successive
modificazioni, che sara' a tal fine  integrato,  per  il  trattamento
degli scarichi superiori a cento abitanti equivalenti,  entro  il  31
dicembre 1994. I caratteri di qualita' delle  acque  degli  effluenti
degli impianti individuali di cui al presente comma possono  eccedere
i limiti stabiliti dalla tabella allegata al decreto  del  Presidente
della Repubblica 20 settembre 1973, n. 962 ,fatte salve specifiche  e
motivate prescrizioni integrative da parte delle autorita'  sanitarie
competenti . 
  4. Il sindaco del comune di Venezia e  il  sindaco  del  comune  di
Chioggia possono concedere contributi  ai  privati  per  l'esecuzione
delle opere di risanamento degli impianti igienico-sanitari di  tutte
le  unita'  edilizie  interessate   dai   progetti   di   intervento,
utilizzando le quote vincolate ai sensi  dell'articolo  2,  comma  3,
della legge 5 febbraio 1992, n. 139. 
  4-bis. Per le autorizzazioni degli  scarichi  civili  e  di  quelli
relativi alle aziende artigiane produttive, agli  enti  assistenziali
ed alle aziende turistiche ricettive e della ristorazione di  cui  al
comma 5, rilasciate dal  Magistrato  alle  acque  di  Venezia  previa
approvazione dei progetti  da  parte  dei  comuni  di  Venezia  e  di
Chioggia, secondo le rispettive pertinenze territoriali, i canoni,  a
decorrere dal 1 gennaio 1995, sono versati direttamente ai comuni  di
Venezia e di Chioggia, per i fini di  cui  al  presente  articolo.  I
canoni di cui sopra saranno rideterminati in base al  consumo  idrico
ed ai criteri che saranno stati definiti dal Magistrato alle acque di
Venezia e dai comuni di Venezia e di Chioggia con le modalita' di cui
all'articolo 5 della legge 5 febbraio 1992, n. 139. 
  (( 5. Le aziende artigiane  produttive,  di  cui  al  comma  3,  le
piccole e medie imprese e le aziende industriali situate  nel  centro
storico di Venezia  e  nelle  isole  della  laguna  di  Venezia,  gli
stabilimenti  ospedalieri,  gli  enti   assistenziali,   le   aziende
turistiche, ricettive e della ristorazione, i mercati all'ingrosso  e
al minuto, gli impianti sportivi, non serviti da pubblica  fognatura,
che hanno presentato ai comuni, entro i1 30 giugno 2004, un piano  di
adeguamento degli scarichi, possono completare le opere entro  il  31
dicembre 2005. Le disposizioni di cui al presente comma e al comma  4
si applicano ai soggetti di cui al primo periodo del presente  comma,
esistenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione,
che abbiano presentato  ai  comuni,  entro  il  30  giugno  2004,  il
suddetto piano di adeguamento degli scarichi)). 
  6. In attesa della definizione dei procedimenti  amministrativi  di
cui al comma 5, sono sospesi i procedimenti penali  per  i  reati  di
scarico  senza  autorizzazione  e  di  superamento  dei   limiti   di
accettabilita' di cui al decreto del Presidente della  Repubblica  20
settembre 1973, n. 962,  previsti  dall'articolo  9  della  legge  16
aprile 1973, n. 171, e successive modificazioni ed  integrazioni.  Il
rilascio in sanatoria delle autorizzazioni entro i  termini  previsti
dal comma 5 estingue i reati stessi 
    
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AGGIORNAMENTO (3) 
  La L. 30 aprile 1999, n. 136 ha disposto (con l'art. 29,  comma  1)
che "Il termine del 30 giugno 1996, previsto dall'articolo 10,  comma
5,  del  decreto-legge  5  febbraio  1990,  n.  16,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 5 aprile  1990,  n.  71,  come  sostituito
dall'articolo 1 del decreto-legge 29 marzo 1995, n.  96,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 31 maggio 1995, n. 206,  e'  prorogato
al 31 dicembre 1999."