DECRETO-LEGGE 9 ottobre 1989, n. 338

Disposizioni urgenti in materia di evasione contributiva, di fiscalizzazione degli oneri sociali, di sgravi contributivi nel Mezzogiorno e di finanziamento dei patronati.

note: Entrata in vigore del decreto: 10/10/1989.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 07 dicembre 1989, n. 389 (in G.U. 09/12/1989, n.287).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/04/2020)
Testo in vigore dal: 19-3-1993
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                               Art. 4. 
Incompatibilita'  dei  trattamenti  di  disoccupazione   con   quelli
pensionistici, norme per l'assicurazione obbligatoria  alla  CPDEL  e
   all'INADEL, disposizioni relative all'INAIL, ai rapporti INPS, 
INAIL e camere di commercio, industria ed artigianato,  nonche'  alla
             ripartizione dei contributi fra i patronati 
 
  1. A decorrere dal 1 gennaio 1989, per i titolari di  pensioni  che
abbiano superato l'eta' pensionabile di vecchiaia,  prevista  per  il
diritto a pensione di vecchiaia a carico dell'assicurazione  generale
obbligatoria dei lavoratori  dipendenti,  i  trattamenti  ordinari  e
speciali di  disoccupazione  sono  incompatibili  con  i  trattamenti
pensionistici   diretti   a   carico   dell'assicurazione    generale
obbligatoria  per  la  vecchiaia  ed  i  superstiti  dei   lavoratori
dipendenti, degli ordinamenti sostitutivi, esonerativi  ed  esclusivi
dell'assicurazione medesima,  nonche'  delle  gestioni  speciali  dei
lavoratori autonomi. 
  2.  I  dipendenti  delle  istituzioni  pubbliche  di  assistenza  e
beneficenza, i quali continuino a  prestare  servizio  presso  l'ente
anche dopo  che  esso  abbia  perduto  il  carattere  di  istituzione
pubblica,  hanno  facolta'  di  conservare,  a  domanda,  il   regime
pensionistico obbligatorio e il trattamento di fine servizio previsto
per il personale dipendente dagli enti locali. La domanda deve essere
presentata, a pena di decadenza, entro il termine di  novanta  giorni
dalla data di entrata  in  vigore  della  legge  di  conversione  del
presente decreto ovvero dalla data  di  trasformazione  della  natura
giuridica dell'ente, se posteriore. 
  3. I crediti per premi dovuti all'INAIL, di cui al  numero  8)  del
primo comma dell'articolo 2778 del codice civile, sono collocati, per
l'intero ammontare, tra quelli indicati al numero 1) del primo  comma
del predetto articolo. 
  4.  Il  secondo  comma  dell'articolo  45  del  testo  unico  delle
disposizioni per l'assicurazione obbligatoria  contro  gli  infortuni
sul lavoro e le malattie professionali,  approvato  con  decreto  del
Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n.  1124,  e'  sostituito
dal seguente: 
    "Il datore di lavoro, che promuove ricorso ai sensi del  presente
articolo, deve effettuare il versamento dei premi  di  assicurazione,
nel caso di prima applicazione, in base al tasso medio di tariffa  e,
negli  altri  casi,  in  base  al  tasso  in  vigore  alla  data  del
provvedimento che ha dato luogo al ricorso, salvo conguaglio  per  la
eventuale differenza tra  la  somma  versata  e  quella  che  risulti
dovuta. Su  detta  differenza  il  datore  di  lavoro  e'  tenuto  al
pagamento di una somma in ragione d'anno pari al tasso  di  interesse
di  differimento  e  di  dilazione  di  cui   all'articolo   13   del
decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, e successive modificazioni  ed
integrazioni". 
  ((5. I datori di lavoro soggetti alle disposizioni del testo  unico
di cui al comma  4,  ferme  restando  le  disposizioni  di  cui  agli
articoli 12  e  13  del  medesimo  testo  unico,  debbono  comunicare
all'INAIL generalita', qualifiche e codice fiscale dei lavoratori. 
  5-bis. La comunicazione deve avvenire, con periodicita' annuale,  a
decorrere  dal  1°  gennaio  1994,   in   occasione   del   pagamento
dell'autoliquidazione dei premi dovuti all'INAIL e deve riguardare  i
lavoratori assicurati il cui rapporto di lavoro abbia avuto inizio  o
sia cessato nel precedente periodo assicurativo. 
  5-ter. In sede di prima applicazione della presente disposizione la
comunicazione dovra' riguardare i nominativi di tutti gli  assicurati
in servizio alla data del 31 dicembre 1992. 
  5-quater.  In  caso  di  omessa  od  errata  comunicazione,   sara'
applicata  una  sanzione  amministrativa  di   lire   ventimila   per
nominativo)). 
  6.  All'atto  della  iscrizione  presso  le  camere  di  commercio,
industria  e  artigianato,  gli  interessati  devono  specificare  la
sussistenza dell'obbligo assicurativo per gli infortuni sul lavoro  e
le malattie professionali, nonche' per le assicurazioni  obbligatorie
gestite dall'INPS,  indicando,  ove  gia'  acquisito,  il  numero  di
posizione assicurativa e la data di presumibile avvio dell'attivita'. 
  7. Tra l'INPS, l'INAIL, le camere di commercio e gli  organismi  ad
esse collegati per la gestione del sistema informativo camerale, sono
attivati collegamenti telematici, al  fine  di  consentire  l'accesso
diretto, da parte  dell'INPS  e  dell'INAIL,  alle  risultanze  degli
archivi camerali di base e di quelli collegati all'anagrafe nazionale
delle imprese, nonche'  la  consultazione,  anche  generalizzata,  da
parte delle camere di commercio e degli  organismi  collegati,  delle
informazioni  anagrafiche  e  di  quelle  relative  al   numero   dei
dipendenti, acquisite alle anagrafi delle aziende e  a  quelle  degli
imprenditori autonomi gestite dall'INPS e dall'INAIL. 
  8. All'atto  della  richiesta  del  numero  della  partita  IVA,  i
titolari di aziende  agricole  debbono  indicare  gli  estremi  della
iscrizione  allo  SCAU,  ovvero  la  ragione  della  non   insorgenza
dell'obbligo di iscrizione. 
  9. In attesa della realizzazione dei  collegamenti  telematici,  la
fornitura  delle  informazioni  di  cui  ai  commi  6  e  7  avverra'
attraverso lo scambio di  supporti  magnetici.  Le  procedure  per  i
collegamenti e lo scambio di  supporti  magnetici  saranno  definite,
entro sessanta giorni dalla data di entrata in  vigore  del  presente
decreto, con decreto del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio  e
dell'artigianato. 
  10. Le ripartizioni definitive tra gli istituti di patronato  e  di
assistenza sociale dei fondi di cui agli articoli 4 e 5  del  decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato 29 luglio 1947, n.  804,
per gli anni 1986, 1987, 1988 e 1989 sono effettuate, in deroga  alle
vigenti disposizioni, con decreto del Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza sociale, di concerto con il Ministro del  tesoro,  sentiti
gli istituti stessi, in base  a  quote  percentuali  determinate  con
riferimento alla quota di ripartizione definitiva applicata nell'anno
precedente a ciascuno dei predetti anni ed ai dati  acquisiti  presso
gli ispettorati del  lavoro,  tenuto  anche  conto  delle  risultanze
fornite dagli istituti di previdenza e assistenza sociale,  relativi,
per ciascun anno, all'attivita' ed all'organizzazione degli  istituti
di  patronato  e   di   assistenza   sociale.   Per   l'attivita'   e
l'organizzazione all'estero  sono  presi  in  considerazione  i  dati
forniti direttamente dagli istituti  di  patronato  e  di  assistenza
sociale. 
  11. Per gli istituti di patronato e di assistenza sociale,  la  cui
costituzione e' approvata nel corso dell'anno  1989,  ai  fini  della
ripartizione  definitiva  per  l'anno   stesso   saranno   presi   in
considerazione solo i  dati  acquisiti  presso  gli  ispettorati  del
lavoro. 
  12. Tra i fondi accantonati di cui al comma 4 dell'articolo 1-  ter
del  decreto-legge  2  dicembre  1985,  n.   688,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 31 gennaio  1986,  n.  11,  da  utilizzare
secondo i criteri di cui al decreto del Ministro del lavoro  e  della
previdenza sociale 31 luglio 1986,  sono  da  ricomprendere  anche  i
fondi accantonati relativi all'esercizio 1986. 
  13. Al comma 1 dell'articolo 55 della legge 9 marzo  1989,  n.  88,
sono aggiunte, in fine, le seguenti  parole:  "e  del  Ministero  del
tesoro."; al comma 4 del citato articolo le parole: "agli articoli 5,
8," sono sostituite dalle seguenti: "agli articoli 5, 7, 8,". 
  14. Le somme corrisposte a titolo di arretrati per  prestazioni  di
integrazione salariale  riferite  ad  anni  precedenti  a  quello  di
erogazione non sono computate nel reddito ai fini dell'assegno per il
nucleo familiare, con effetto dal 1 luglio 1989.