DECRETO-LEGGE 9 ottobre 1989, n. 338

Disposizioni urgenti in materia di evasione contributiva, di fiscalizzazione degli oneri sociali, di sgravi contributivi nel Mezzogiorno e di finanziamento dei patronati.

note: Entrata in vigore del decreto: 10/10/1989.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 07 dicembre 1989, n. 389 (in G.U. 09/12/1989, n.287).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/04/2020)
Testo in vigore dal: 11-8-2002
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                               Art. 2. 
Riscossione dei crediti contributivi, rateazione dei pagamenti, norme
                       in materia contributiva 
 
  1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  4. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  6. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  7. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  8. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  9. IL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46  HA  CONFERMATO  L'ABROGAZIONE
DEL PRESENTE COMMA. 
  10. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  11. Il pagamento  rateale  dei  debiti  per  contributi,  premi  ed
accessori di legge, dovuti agli enti gestori di forme di previdenza e
assistenza obbligatorie, ove  previsto  dalle  disposizioni  vigenti,
puo' essere consentito dal comitato esecutivo, ovvero, per delega  di
quest'ultimo, e per casi  straordinari  e  periodi  limitati,  ed  in
relazione  a  rateazioni  non  superiori  a   dodici   mesi,   previa
autorizzazione del Ministro del lavoro e  della  previdenza  sociale,
dai comitati regionali, in  quanto  previsti  dall'ordinamento  degli
enti medesimi. Le rateazioni superiori a dodici  mesi  sono  disposte
con provvedimento  motivato  e  sono  comunicate  trimestralmente  ai
Ministri del lavoro e della previdenza sociale e del tesoro,  secondo
modalita' stabilite, con apposito decreto, dai Ministri medesimi. Non
sono consentite  per  ciascun  debito,  complessivamente,  rateazioni
superiori  a  ventiquattro  mesi;   in   casi   eccezionali,   previa
autorizzazione del Ministro del lavoro e  della  previdenza  sociale,
possono essere consentite rateazioni fino a trentasei mesi. ((12)) 
  12. E'  elevata  da  8,50  a  12  punti  la  maggiorazione  di  cui
all'articolo 13, primo comma, del decreto-legge 29  luglio  1981,  n.
402, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 
537, e successive modificazioni e  integrazioni,  con  effetto  dalla
data di pubblicazione del relativo decreto ministeriale. 
  13. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  14. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 FEBBRAIO 1999, N. 46. 
  15. Per la regolarizzazione rateale  dei  premi  e  dei  contributi
previdenziali ed assistenziali e  dei  relativi  accessori  di  legge
dovuti allo SCAU, per gli anni  1987  e  precedenti,  dai  datori  di
lavoro agricolo e  dai  coltivatori  diretti,  coloni  e  mezzadri  e
rispettivi concedenti, si applica il tasso di interesse legale. 
  16.  Le  disposizioni  di  cui  al  numero  1)  del   primo   comma
dell'articolo 20 del decreto-legge 2 marzo 1974, n.  30,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 16 aprile 1974, n. 114, devono  essere
intese nel senso che il beneficio previsto per  i  datori  di  lavoro
iscritti  negli  elenchi   nominativi   degli   esercenti   attivita'
commerciale di cui alla legge 27 novembre 1960, n. 1397, e successive
modificazioni  ed  integrazioni,  non  si  applica  agli  agenti   di
assicurazione. 
  17. Il primo e secondo comma dell'articolo 4 della legge 29 gennaio
1986, n. 26, vanno interpretati nel senso che lo  sgravio  aggiuntivo
ivi previsto e' concesso alle imprese che gia' fruiscono degli sgravi
degli oneri sociali e si applica  per  ciascuna  delle  due  aliquote
complessive previdenziali ed assistenziali. 
  18. La misura del contributo di cui all'articolo 25 della legge  28
febbraio 1986, n. 41, per l'anno 1989 e' confermata  pari  al  2  per
cento. 
  19. I  soggetti  che  si  avvalgono  delle  disposizioni  contenute
nell'articolo 14 del decreto-legge 2 marzo 1989, n.  69,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154,  sono  tenuti,
nei termini e con le modalita' previsti dalla normativa  fiscale,  ad
inviare copia delle  dichiarazioni  di  cui  al  citato  articolo  14
all'INPS e all'INAIL ai fini  delle  contribuzioni  previdenziali  ed
assistenziali di pertinenza. Il versamento delle  somme  dovute  deve
essere  effettuato,  secondo  le  modalita'  stabilite  dall'INPS   e
dall'INAIL, o in unica soluzione, entro il termine  del  31  dicembre
1989, o in cinque rate, di cui la prima scadente il 31 dicembre 1989. 
Per  la  rateazione  si  applicano  le  disposizioni  previste  nella
fattispecie  dalla  normativa  fiscale.  Nelle  dichiarazioni  devono
essere evidenziati i redditi imponibili ai fini  delle  contribuzioni
previdenziali ed assistenziali. Il mancato invio delle  dichiarazioni
nei  termini  stabiliti  anche  ad  una  sola  delle  amministrazioni
interessate  comporta  la  decadenza   dei   benefici   connessi   al
differimento dei termini per  la  presentazione  delle  dichiarazioni
stesse. Sulle somme non versate all'INPS e  all'INAIL  alle  scadenze
sopra richiamate sono dovuti gli accessori di legge, previsti per  le
contribuzioni previdenziali ed assistenziali, dalla data di  scadenza
dei termini  di  pagamento.  Sulle  somme  dovute  per  contribuzioni
previdenziali ed assistenziali ai sensi del presente  comma  relative
alle quote di reddito non dichiarate o non rettificate dagli istituti
previdenziali anteriormente al 31  luglio  1989  non  sono  applicati
interessi e sanzioni di legge. 
    
-----------------

    
AGGIORNAMENTO (12) 
  Il D.L. 8 luglio 2002, n. 138, convertito con  modificazioni  dalla
L. 8 agosto 2002, n. 178, ha disposto (con l'art. 3, comma 3-bis) che
il pagamento rateale dei debiti per contributi, premi e accessori  di
legge, iscritti a ruolo dagli enti gestori di forme di  previdenza  e
assistenza obbligatorie, puo' essere consentito, in deroga  a  quanto
previsto dal comma 11 del presente articolo, nel  limite  massimo  di
sessanta  mesi  con  provvedimento   motivato   degli   stessi   enti
impositori.