DECRETO-LEGGE 21 marzo 1988, n. 86

Norme in materia previdenziale, di occupazione giovanile e di mercato del lavoro, nonche' per il potenziamento del sistema informatico del Ministero del lavoro e della previdenza sociale.

note: Entrata in vigore del decreto: 23/03/1988.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 20 maggio 1988, n. 160 (in G.U. 21/05/1988, n.118).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 23/09/2015)
Testo in vigore dal: 21-5-1988
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 3. 
 
  ((1. La facolta' di pensionamento anticipato di cui all'articolo  1
della legge 31 maggio 1984, n. 193,  e  successive  modificazioni  ed
integrazioni, e' riconosciuta ai lavoratori dipendenti da imprese che
diano comunicazioni  al  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale dell'esistenza di eccedenze strutturali di personale)). 
  ((1-bis. Gli articoli 16 e 17 della legge 23 aprile 1981,  n.  155,
trovano applicazione anche nei confronti dei lavoratori con contratto
a tempo indeterminato dipendenti dalle  aziende  edili  che  occupano
piu' di cento lavoratori e per le quali il CIPI abbia accertato entro
il 30 aprile 1988 la sussistenza di una crisi ai sensi  dell'articolo
2, quinto comma, lettera c), della legge 12 agosto 1977, n. 675,  nel
limite di centocinquanta unita'. 
  1-ter. Le domande di ammissione al pensionamento anticipato  devono
essere presentate entro sessanta giorni  dalla  data  di  entrata  in
vigore della legge di conversione del presente decreto. Entro  trenta
giorni dalla predetta data il Ministro del lavoro e della  previdenza
sociale fissa con decreto i criteri di formazione  della  graduatoria
tenendo conto dell'anzianita' anagrafica e di servizio  nell'azienda,
nonche' della entita' di eccedenza del personale. 
  1-quater. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 1- bis del
presente articolo,  valutati  in  lire  6.300  milioni  nel  triennio
1988-1990,  si  provvede  mediante  corrispondente   prelievo   dalle
disponibilita' della gestione speciale di cui all'articolo  26  della
legge 21 dicembre 1978, n. 845)). 
  2. A decorrere dal 1 gennaio 1988 l'applicazione  dell'articolo  2,
comma terzo, della legge 27 dicembre 1953, n. 967,  sulla  previdenza
dei dirigenti di aziende industriali e' disposta ((, in coerenza  con
quanto previsto nell'articolo 21, comma 6, della legge 11 marzo 1988,
n. 67,)), entro un limite massimo di retribuzione lorda  contributiva
non inferiore al doppio della misura in vigore al 31  dicembre  1987,
con decreto del Ministro del lavoro e della  previdenza  sociale,  di
concerto con il Ministro del tesoro, su  proposta  del  consiglio  di
amministrazione dell'INPDAI. Il predetto decreto determina le  misure
dell'aliquota contributiva e dei trattamenti  pensionistici  relativi
alla quota di retribuzione eccedente il limite massimo in  vigore  al
31 dicembre 1987. Per le successive  variazioni  del  limite  massimo
della retribuzione contributiva restano ferme le disposizioni di  cui
all'articolo 2 della legge 15 marzo 1973, n. 44. 
  ((2-bis. L'articolo 21  della  legge  11  marzo  1988,  n.  67,  si
interpreta nel senso che la retribuzione  pensionabile  va  calcolata
sulla media delle retribuzioni imponibili e pensionabili,  rivalutate
a norma dell'undicesimo comma dell'articolo 3 della legge  29  maggio
1982, n. 297, e relative alle ultime  duecentosessanta  settimane  di
contribuzione. Ai fini della determinazione della retribuzione  media
pensionabile per il calcolo delle pensioni liquidate dall'INPDAI  con
decorrenza a partire dal 1° gennaio 1988, le  retribuzioni  annue  di
cui all'articolo 12 della legge 30 aprile 1969, n. 153,  relative  al
quinquennio  precedente  il   1°   gennaio   1988   sono   prese   in
considerazione entro il limite pari al  doppio  dei  massimali  annui
INPDAI in vigore  nel  suddetto  quinquennio,  secondo  le  modalita'
applicative che saranno stabilite con il  decreto  del  Ministro  del
lavoro e della previdenza sociale di cui al comma 2)). 
  3. La riserva di cui all'articolo 3 della legge 15 marzo  1973,  n.
44,  e'  stabilita  in  misura  pari  al  doppio  dell'importo  delle
prestazioni effettivamente erogate nel corso dell'anno precedente. 
  ((3-bis. Il comma 56 dell'articolo 15 della legge 11 marzo 1988, n.
67, e' sostituito dal seguente: 
    '56. La disciplina di cui all'articolo 1 della  legge  31  maggio
1984, n. 193, e successive modificazioni ed integrazioni, continua  a
trovare applicazione dal 1° gennaio sino  al  31  dicembre  1988.  Il
relativo onere e' valutato in lire 350 miliardi per l'anno 1988 e  in
lire 100 miliardi per ciascuno degli anni 1989 e 1990')).