DECRETO-LEGGE 12 settembre 1983, n. 463

Misure urgenti in materia previdenziale e sanitaria e per il contenimento della spesa pubblica, disposizioni per vari settori della pubblica amministrazione e proroga di taluni termini.

note:
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 11 novembre 1983, n. 638 (in G.U. 11/11/1983, n.310).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 22/01/2016)
Testo in vigore dal: 12-11-1983
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                               Art. 3.

  1.  Fermo  restando  quanto previsto dall'articolo 5 della legge 22
luglio  1961,  n.  628,  ai  funzionari dell'Istituto nazionale della
previdenza   sociale,  dell'Istituto  nazionale  per  l'assicurazione
contro  gli infortuni sul lavoro, dell'Ente nazionale di previdenza e
assistenza  per  i  lavoratori  dello  spettacolo, del Servizio per i
contributi  agricoli unificati, degli altri enti per i quali sussiste
la  contribuzione  obbligatoria, addetti alla vigilanza, nonche' agli
addetti  alla  vigilanza  presso  gli  ispettorati  del  lavoro, sono
conferiti i poteri:
    a) di accedere a tutti i locali delle aziende, agli stabilimenti,
ai laboratori, ai cantieri ed altri luoghi di lavoro, per esaminare i
libri  di  matricola  e  paga, i documenti equipollenti ed ogni altra
documentazione,  compresa  quella  contabile,  che  abbia  diretta  o
indiretta pertinenza con l'assolvimento degli obblighi contributivi e
l'erogazione delle prestazioni;
    b)  di  assumere  dai  datori  di  lavoro,  dai lavoratori, dalle
rispettive  rappresentanze  sindacali  e dagli istituti di patronato,
dichiarazioni  e  notizie  attinenti alla sussistenza dei rapporti di
lavoro,   alle   retribuzioni,   agli   adempimenti   contributivi  e
assicurativi e alla erogazione delle prestazioni.
  2.  I  soggetti di cui al comma precedente possono anche esercitare
gli  altri  poteri  spettanti  in  materia di previdenza e assistenza
sociale  agli  ispettori  del  lavoro,  ad  eccezione  di  quello  di
contestare  contravvenzioni,  e  debbono,  a richiesta, presentare un
documento    di   riconoscimento   rilasciato   dagli   istituti   di
appartenenza.  Essi  devono  porre  la data e la firma sotto l'ultima
scritturazione  del  libro  paga e matricola e possono estrarne copia
controfirmata dal datore di lavoro.
  3.  I  datori di lavoro e i loro rappresentanti, che impediscano ai
funzionari  dell'ispettorato  del  lavoro  e ai soggetti indicati nel
precedente  comma  1  l'esercizio  dei  poteri di vigilanza di cui al
presente  articolo, sono tenuti a versare alle Amministrazioni da cui
questi  dipendono,  a titolo di sanzione amministrativa, una somma da
L.  500.000  a  lire 5 milioni, ancorche' il fatto costituisca reato.
Qualora   forniscano  scientemente  dati  errati  o  incompleti,  che
comportino  evasione  contributiva,  i  datori  di  lavoro  e  i loro
rappresentanti  sono  tenuti a versare alle Amministrazioni stesse, a
titolo  di  sanzione  amministrativa,  una somma pari a L. 50.000 per
ogni  dipendente  cui si riferisce l'inadempienza, ancorche' il fatto
costituisca reato.
  4.  A  richiesta  di  uno  degli enti di cui al precedente comma 1,
l'amministrazione che ha proceduto a redigere un verbale ispettivo e'
tenuta ad inviarne copia congiuntamente ad ogni altra notizia utile.
  5. I soggetti di cui al precedente comma 1 sono tenuti ad osservare
il segreto sui processi e sopra ogni altro particolare di lavorazione
che  venisse  a  loro  conoscenza.  La  violazione di tale obbligo e'
punita  con  la  pena  stabilita dall'articolo 623 del codice penale,
salvo che il fatto costituisca piu' grave reato.
  6.  ((L'ispettorato  provinciale  del  lavoro  esercita i poteri di
coordinamento ad esso attribuiti anche mediante programmi annuali per
la repressione delle evasioni contributive in materia di previdenza e
assistenza  sociale  obbligatoria,  sentiti gli istituti interessati.
L'ispettorato   provinciale   del  lavoro  riferisce  annualmente  al
Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza sociale sull'attivita' di
coordinamento effettuata)).
  7. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 11 NOVEMBRE 1983 N. 638)).
  8.  Ai soggetti di cui al comma 1 del presente articolo non compete
la qualifica di ufficiale o di agente di polizia giudiziaria.