DECRETO-LEGGE 12 settembre 1983, n. 463

Misure urgenti in materia previdenziale e sanitaria e per il contenimento della spesa pubblica, disposizioni per vari settori della pubblica amministrazione e proroga di taluni termini.

note:
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 11 novembre 1983, n. 638 (in G.U. 11/11/1983, n.310).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 22/01/2016)
Testo in vigore dal: 17-8-1995
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 6. 
 
  1. L'integrazione al trattamento minimo  delle  pensioni  a  carico
dell'assicurazione  generale  obbligatoria  per   l'invalidita',   la
vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti,  delle  gestioni
sostitutive ed  esclusive  della  medesima,  nonche'  delle  gestioni
previdenziali  per  i  commercianti,  gli  artigiani,  i  coltivatori
diretti, mezzadri  e  coloni,  della  gestione  speciale  minatori  e
dell'ENASARCO non spetta ai soggetti che posseggano: 
    a) nel  caso  di  persona  non  coniugata,  ovvero  coniugata  ma
legalmente ed effettivamente separata, redditi propri  assoggettabili
all'imposta  sul  reddito  delle  persone  fisiche  per  un   importo
superiore a due volte l'ammontare annuo del  trattamento  minimo  del
Fondo pensioni lavoratori  dipendenti  calcolato  in  misura  pari  a
tredici volte l'importo mensile in vigore al  1  gennaio  di  ciascun
anno; 
    b)  nel  caso   di   persona   coniugata,   non   legalmente   ed
effettivamente separata, redditi propri per un  importo  superiore  a
quello richiamato al punto a), ovvero redditi cumulati con quelli del
coniuge per un importo superiore a ((quattro volte))  il  trattamento
minimo medesimo. 
  1-bis. Dal computo dei redditi sono esclusi i trattamenti  di  fine
rapporto comunque denominati, il reddito della casa di  abitazione  e
le  competenze  arretrate  sottoposte  a  tassazione  separata.   Non
concorre alla formazione dei  redditi  l'importo  della  pensione  da
integrare al trattamento minimo. Per i lavoratori autonomi  agricoli,
il reddito dichiarato dal titolare dell'azienda ai fini  dell'imposta
sul reddito delle persone fisiche viene  imputato,  indipendentemente
dalla effettiva percezione, a ciasun  componente  attivo  del  nucleo
familiare, in  proporzione  alla  quantita'  e  qualita'  del  lavoro
effettivamente prestato da ciascuno di  essi  in  modo  continuativo,
attestato con dichiarazione dello stesso titolare dell'azienda. 
  2. Qualora  il  reddito,  come  determinato  ai  commi  precedenti,
risulti inferiore ai limiti ivi previsti, l'integrazione al minimo e'
riconosciuta in misura tale  che  non  comporti  il  superamento  del
limite stesso. 
  3. Fermi restando i limiti di reddito di cui ai  precedenti  commi,
nel caso di concorso di due o piu' pensioni l'integrazione di cui  ai
commi stessi spetta una sola volta ed e' liquidata sulla  pensione  a
carico della gestione che eroga il trattamento minimo di importo piu'
elevato o, a parita' di importo, della gestione che ha  liquidato  la
pensione avente decorrenza piu' remota. Nel caso  di  titolarita'  di
pensioni dirette ed ai superstiti  a  carico  della  stessa  gestione
inferiori al trattamento minimo, l'integrazione al trattamento minimo
e' garantita sulla sola pensione diretta,  sempreche'  non  risultino
superati i predetti limiti di reddito; nel  caso  in  cui  una  delle
pensioni risulti costituita per effetto di un numero di settimane  di
contribuzione obbligatoria, effettiva  e  figurativa  con  esclusione
della contribuzione  volontaria  e  di  quella  afferente  a  periodi
successivi alla data di decorrenza della pensione,  non  inferiore  a
781, l'integrazione al  trattamento  minimo  spetta  su  quest'ultima
pensione. 
  4. Per l'accertamento  del  reddito  di  cui  al  primo  comma  gli
interessati  devono  presentare  alle   gestioni   previdenziali   di
competenza la dichiarazione di cui all'articolo  24  della  legge  13
aprile 1977, n. 114. 
  5.  Le  pensioni  non  integrate   al   trattamento   minimo   sono
assoggettate alla  disciplina  della  perequazione  automatica  delle
pensioni integrate al trattamento minimo di cui al presente  articolo
secondo i rispettivi ordinamenti. (22) 
  6. Le pensioni integrate  al  trattamento  minimo  i  cui  titolari
superino  il  limite  di  reddito  di   cui   ai   precedenti   commi
successivamente alla data di decorrenza della pensione, ivi  comprese
quelle  aventi  decorrenza  anteriore  al  30  settembre  1983,  sono
assoggettate alle disposizioni  di  cui  ai  commi  precedenti  dalla
cessazione del diritto alla integrazione. In tal caso l'importo della
pensione non integrata e' determinato, all'atto della cessazione  del
diritto all'integrazione, applicando all'importo in vigore alla  data
di decorrenza della pensione, calcolato sulla  base  dei  periodi  di
contribuzioni utili, le percentuali di rivalutazione dei  trattamenti
minimi  di  pensione  dei  rispettivi   ordinamenti   nel   frattempo
intervenute. (22) 
  7.  L'importo  erogato  alla  data  della  cessazione  del  diritto
all'integrazione viene conservato fino al suo superamento per effetto
dell'applicazione delle disposizioni di cui al comma  5  dell'importo
determinato ai sensi del comma 6. (22) 
  8. Per le pensioni a carico delle gestioni speciali dei  lavoratori
autonomi liquidate con decorrenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 1983,
il  coefficiente  di  adeguamento  della   pensione   base   di   cui
all'articolo 15 della legge 21 luglio 1965, n. 903,  e'  moltiplicato
per 5,74, restando con cio' assorbiti gli aumenti di cui all'articolo
3 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488,
e all'articolo 9 della legge 30 aprile 1969, n.  153.  In  ogni  caso
l'importo mensile della pensione cosi' determinata non puo'  superare
ne' il limite di L. 10.000 per ogni anno di  anzianita'  contributiva
utile a pensione, con applicazione  per  le  pensioni  ai  superstiti
delle aliquote di cui all'articolo 22 della legge 21 luglio 1965,  n.
903, ne' l'importo del trattamento minimo vigente nelle gestioni. E',
tuttavia,  fatto  salvo  l'eventuale  maggiore  importo  di  pensione
derivante dal calcolo della  prestazione  secondo  le  norme  vigenti
anteriormente all'entrata in vigore del presente decreto. (19) 
  9. In attesa  della  riforma  del  sistema  pensionistico,  per  le
pensioni di cui al comma precedente aventi decorrenza  successiva  al
1983  il  coefficiente  5,74   sara'   annualmente   aggiornato,   in
sostituzione degli aumenti per  perequazione  automatica  intervenuti
dal 1 gennaio di  ciascun  anno,  in  base  ai  coefficienti  di  cui
all'articolo 3, comma undicesimo, della legge 29 maggio 1982, n. 297,
riferiti all'anno 1965.(19) 
  10. Le disposizioni di cui ai commi 8 e  9  si  applicano  altresi'
alle pensioni aventi decorrenza anteriore al 1° ottobre 1983  per  le
quali il coefficiente 5,74 e quelli successivi  assorbono  anche  gli
aumenti  per  perequazione  automatica  intervenuti  dalla  data   di
decorrenza della pensione. 
  10-bis. Ai fini dei commi  8,  9  e  10,  per  le  pensioni  aventi
decorrenza successiva al 30 settembre 1983, i contributi base versati
dai coltivatori diretti, coloni e mezzadri  si  intendono  rivalutati
secondo l'anno di riferimento con i seguenti coefficienti: 
 
1979 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1,2038
  1980 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  .  .  .  .  .
  1,1346 1981 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
  . 1,3003 1982 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
  . . 1,2731 1983 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
  . . . 1,2126 10-ter. I trattamenti minimi dei  lavoratori  autonomi
  sono 
rivalutati ai sensi dell'articolo 19 della legge 30 aprile  1969,  n.
153, e successive modificazioni e integrazioni)). 
  11. A  decorrere  dal  1984  gli  aumenti  annuali  del  contributo
capitario di cui all'articolo 22 della legge 3 giugno 1975,  n.  160,
non modificano l'ammontare della contribuzione base dovuta per l'anno
1983. 
  11-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle
pensioni spettanti ai superstiti, quando vi siano piu' titolari. 
  11-ter. Chiunque compie dolosamente atti che procurino a se'  o  ad
altri la corresponsione dell'integrazione al minimo non spettante  e'
tenuto a versare alla gestione previdenziale interessata, a titolo di
sanzione  amministrativa,  una  somma  pari  al  doppio   di   quella
indebitamente percepita, ancorche' il fatto costituisca reato. (14) 
  11-quater.  Nei  casi  in  cui  risulti   che   l'integrazione   al
trattamento minimo sia stata erogata sulla base di una  dichiarazione
non conforme al vero, ferme restando le sanzioni previste dalle leggi
vigenti, l'integrazione stessa e'  annullata  o  rideterminata  nella
misura effettivamente spettante e la somma indebitamente erogata puo'
essere recuperata  senza  tener  conto  dei  limiti  stabiliti  dalla
normativa vigente in materia. 
  11-quinquies.  Le  gestioni  previdenziali  possono  procedere   al
recupero sul trattamento di pensione delle somme erogate in eccedenza
anche in deroga ai limiti posti dalla normativa vigente. 
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AGGIORNAMENTO (14) 
  Il D.L. 30 dicembre 1987 n. 536, convertito con modificazioni dalla
L. 29 febbraio 1988 n. 48, ha disposto (con l'art. 4  comma  15)  che
"Le  sanzioni  previste  dall'  articolo  6,  del  decreto-legge   12
settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
novembre 1983, n. 638, dall'articolo 40 del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, non si  applicano  a  coloro
che abbiano denunciato o denuncino la  percezione  non  dovuta  della
pensione sociale,  dell'integrazione  al  trattamento  minimo,  della
pensione di invalidita', ovvero  le  omissioni  di  cui  al  predetto
articolo 40, entro novanta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore
della  legge  di  conversione  del  presente   decreto.   Le   stesse
disposizioni si applicano anche nei casi di omissioni accertate entro
il termine medesimo". 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  La L. 2 agosto 1990, n. 233, ha disposto (con  l'art.  5)  che  "Le
disposizioni sul calcolo delle pensioni, introdotte dell'articolo  6,
commi  8  e  9,  del  decreto-  legge  12  settembre  1983,  n.  463,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, 
sono abrogate." 
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AGGIORNAMENTO (22) 
  La L. 24 dicembre 1993 n. 537 ha disposto (con l'art. 11 comma  22)
che "L'articolo 6, commi 5, 6 e 7,  del  decreto-legge  12  settembre
1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11  novembre
1983, n. 638, si interpreta nel senso che nel caso di concorso di due
o piu'  pensioni  integrate  al  trattamento  minimo,  liquidate  con
decorrenza anteriore alla data di  entrata  in  vigore  del  predetto
decreto-legge,  il  trattamento  minimo  spetta  su  una  sola  delle
pensioni, come individuata secondo i  criteri  previsti  al  comma  3
dello stesso articolo, mentre l'altra o le altre pensioni spettano 
nell'importo a calcolo senza alcuna integrazione."