DECRETO-LEGGE 22 dicembre 1981, n. 791

Disposizioni in materia previdenziale.

note:
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 26 febbraio 1982, n. 54 (in G.U. 01/03/1982, n.58).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 14/03/2003)
Testo in vigore dal: 2-3-1982
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 14.

  In   attesa  della  riforma  complessiva  della  previdenza  e  del
collocamento  in  agricoltura  per  la garanzia dei diritti di natura
occupazionale  e  previdenziale,  ai  lavoratori agricoli di cui alla
legge 24 dicembre 1979, n. 669, ((e' riconosciuto, dal 1 gennaio 1982
e   fino   al   31  dicembre  1982,))  il  diritto  alle  prestazioni
previdenziali  ed  assistenziali  commisurate  al  numero di giornate
risultanti  dagli  elenchi  di  cui  alla legge 5 marzo 1963, n. 322,
((...))  a  condizione che siano iscritti nella lista dei disoccupati
di cui all'art. 9, comma primo, del decreto-legge 3 febbraio 1970, n.
7,  convertito,  con modificazioni, nella legge 11 marzo 1970, n. 83,
per i periodi per i quali non risultino avviati al lavoro.
  L'INPS  non  riconosce  il diritto alle prestazioni di cui al comma
precedente  nei confronti di coloro che fruiscono di pensione diretta
a  carico dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita',
la  vecchiaia  ed  i  superstiti dei lavoratori dipendenti o a carico
delle  gestioni  dei  lavoratori  autonomi,  o  di forme sostitutive,
esonerative  o  esclusive  della stessa e, se titolari di pensione di
invalidita'  al  compimento dell'eta' di 55 anni per le donne e di 60
anni per gli uomini.
  L'INPS stesso sospende il diritto alle predette prestazioni in caso
di  svolgimento  di  attivita'  di  lavoro  extra  agricolo  in forma
prevalente  e di emigrazione all'estero. I lavoratori di cui al primo
comma,  che  svolgono  attivita' di lavoro agricolo subordinato, sono
iscritti  negli elenchi nominativi di cui al punto 5) dell'art. 7 del
decreto-legge  3  febbraio 1970, n. 7, convertito, con modificazioni,
nella  legge  11  marzo  1970,  n.  83,  per  il  numero  di giornate
risultanti  dagli  atti  del  collocamento  e  ad  essi  spettano  le
prestazioni piu' favorevoli.
  ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 26 FEBBRAIO 1982, N. 54)).
  ((Nel  periodo))  di  applicazione  del  presente decreto-legge, ai
lavoratori  di  cui al primo comma, iscritti negli elenchi per almeno
151 giornate, spetta il trattamento speciale di disoccupazione di cui
all'art.  25  della  legge  8  agosto  1972,  n.  457,  e  successive
modificazioni  ed  integrazioni,  purche'  risultino  iscritti  negli
elenchi   nominativi  compilati  a  norma  dell'art.  7,  n.  5,  del
decreto-legge  3  febbraio 1970, n. 7, convertito, con modificazioni,
nella  legge  11  marzo 1970, n. 83, per almeno 51 giornate nell'anno
1982 ((...)).
  ((Non si procede al recupero delle prestazioni erogate per gli anni
precedenti  al  1  gennaio  1982  in favore di coloro che denunciano,
entro  150  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore del presente
decreto,  di  non  avere  pio  il  diritto alle prestazioni derivanti
dall'iscrizione negli elenchi di cui alla legge 5 marzo 1963, n. 322,
e successive modificazioni e integrazioni)).
  A decorrere dal ((...)) 1 gennaio 1982 i contributi di previdenza e
di  assistenza  sociale  e  le  relative prestazioni per i lavoratori
agricoli  a  tempo indeterminato sono calcolati sulla retribuzione di
cui all'art. 12 della legge 30 aprile 1969, n. 153.
  Ai  fini  delle  integrazioni  salariali di cui alla legge 8 agosto
1972, n. 457, e delle indennita' giornaliere di malattia e maternita'
si  prende  a  riferimento  il  periodo  mensile di paga precedente a
quello  nel  corso  del  quale  si  e' verificato l'evento o ha avuto
inizio  la  malattia  o l'astensione dal lavoro per maternita'. ((Per
gli  infortuni  avvenuti successivamente al 31 dicembre 1981 e per le
malattie  professionali  manifestatesi  dopo  la  data  medesima,  le
prestazioni  dell'assicurazione  obbligatoria  sono  liquidate, per i
lavoratori  agricoli  subordinati  a  tempo indeterminato, sulla base
della  retribuzione effettiva calcolata secondo le modalita' previste
dagli  articoli  116  e 117 del testo unico approvato con decreto del
Presidente  della  Repubblica  30  giugno 1965, n. 1124, e successive
modifiche  e  integrazioni.  Per  la  liquidazione  delle  rendite di
inabilita'  permanente  ed ai superstiti, si applicano il minimale ed
il  massimale  di  retribuzione stabiliti per il settore industriale.
Resta  salva, se piu' favorevole, la retribuzione annua convenzionale
fissata  per  il  settore  agricolo dal decreto ministeriale 3 luglio
1980,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 188 del 10 luglio 1980.
Per  i lavoratori agricoli subordinati a tempo indeterminato valgono,
ai  fini  della  denuncia degli infortuni sul lavoro e delle malattie
professionali,  le disposizioni contenute in materia nel titolo primo
del  testo  unico  medesimo)).Con  decreto  del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, da emanarsi di concerto con il Ministro del
tesoro,   verranno  stabilite  le  modalita'  ed  i  termini  per  la
dichiarazione  aziendale  da  parte  dei  datori  di  lavoro e per il
versamento  dei  contributi  di  previdenza  e di assistenza sociale,
nonche'   per   l'applicazione   delle   sanzioni   a   carico  degli
inadempienti.
  Con   effetto   ((dal   1  gennaio  1982)),  il  limite  minimo  di
retribuzione   giornaliera   per   gli   operai   agricoli   a  tempo
indeterminato,  e'  stabilito  per  tutte  le contribuzioni dovute in
materia  di previdenza e assistenza sociale, con decreto del Ministro
del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,  in riferimento ai minimi
previsti dai contratti collettivi nazionali di categoria. Ai predetti
limiti  si  applica la disciplina di cui all'art. 1 del decreto-legge
29 luglio 1981, n. 402, convertito, con modificazioni, nella legge 26
settembre 1981, n. 537.