DECRETO-LEGGE 18 marzo 1976, n. 46

Misure urgenti in materia tributaria.

note:
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L.10 maggio 1976, n. 249 (in G.U. 17/05/1976, n.129).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/06/2013)
Testo in vigore dal: 27-7-1978
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 30.

  ((Per  le  cessioni e le importazioni di autovetture ed autoveicoli
di  cui  all'articolo  26, lettere a) e c) del decreto del Presidente
della  Repubblica  15  giugno  1959, n. 393, con motore di cilindrata
fino  a 2000 cc compresi quelli adibiti ad uso pubblico di cilindrata
superiore  a  2000  cc  e  quelli  con  motore  diesel fino a 2500 cc
l'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto e' stabilita nella misura
del 18 per cento; per le cessioni e le importazioni delle autovetture
e  degli  autoveicoli  di  cui  al  n. 16 della tabella B allegata al
decreto  del  Presidente  della  Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e
successive modificazioni, l'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto
e' stabilita nella misura del 35 per cento )).
  COMMA  ABROGATO  DAL  D.L.  4  MARZO  1977,  N.58, CONVERTITO SENZA
MODIFICAZIONI DALLA L. 9 MAGGIO 1977, N.183.
  Per  le cessioni dei prodotti elencati nella tabella A, parte I, n.
14,  allegata  al  decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972,  n. 633, e successive modificazioni, nonche' per le cessioni di
vini  spumanti  classificabili tra i vini di uve fresche di cui al n.
36  della  stessa  tabella, ad eccezione di quelli a denominazione di
origine  la  cui  regolamentazione obbliga alla preparazione mediante
fermentazione  naturale  in bottiglia, effettuate da soggetti diversi
da  quelli  indicati  nell'articolo  34,  primo  comma,  del  decreto
medesimo,  l'aliquota  dell'imposta  sul valore aggiunto e' stabilita
nella  misura  del  dodici  per cento. Sulle importazioni da chiunque
effettuate  l'imposta sul valore aggiunto si applica nella misura del
dodici per cento.
  Per  le operazioni soggette all'aliquota del trentacinque per cento
la  percentuale  di  cui al quarto comma dell'articolo 27 del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive
modificazioni, e' stabilita nel 25,90 per cento.
  L'aliquota  del  6  per  cento  dell'imposta  sul  valore  aggiunto
prevista  per  le prestazioni di cui alla tabella A, parte III, n. 4,
allegata  al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n.  633,  e successive modificazioni, nonche' per le somministrazioni
di  alimenti  e  bevande  nei pubblici esercizi di cui all'articolo 1
della legge 23 dicembre 1972, n. 821, e' elevata al nove per cento.
  Il  limite  di  L.  2.500  di  cui all'articolo 74, lettera c), del
decreto  del  Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e'
elevato a lire 3.000.
  All'art.  74  del decreto indicato nel comma precedente e' aggiunto
il seguente comma:
  "Per  gli  spettacoli,  giochi, esclusi quelli indicati nel secondo
comma  dell'art.  10,  e  per  i  trattenimenti pubblici l'imposta si
applica sulla stessa base imponibile dell'imposta sugli spettacoli ed
e'  riscossa  con  le stesse modalita' previa deduzione dei due terzi
del   suo  ammontare  a  titolo  di  applicazione  forfettaria  della
detrazione  prevista  dall'art.  19 e con esonero delle imprese dagli
obblighi di fatturazione, registrazione e dichiarazione, salvo quanto
stabilito  dall'art.  25; per il contenzioso si applica la disciplina
stabilita  per  l'imposta  sugli spettacoli. Le singole imprese hanno
facolta'  di optare per l'applicazione dell'imposta nel modo normale,
dandone  comunicazione  all'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto,
prima  dell'inizio  dell'anno  solare. L'opzione e' vincolante per un
triennio".