DECRETO-LEGGE 1 ottobre 1973, n. 580

Misure urgenti per l'Universita'.

note:
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 30 novembre 1973, n. 766 (in G.U. 01/12/1973, n.310).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 06/08/1991)
Testo in vigore dal: 22-11-1974
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 9. 
               (Nuove norme sugli organi universitari) 
 
  A decorrere dall'entrata in vigore del presente provvedimento,  per
tutte le questioni non attinenti alla dichiarazione di vacanza,  alla
messa a concorso di posti di professore universitario, alla  chiamata
di professori straordinari e ordinari e alla richiesta di nuovi posti
di ruolo, nonche' alla persona di professori straordinari, ordinari o
fuori  ruolo,  partecipano  ai  consigli   di   facolta'   con   voto
deliberativo  i  professori  incaricati   stabilizzati.   Partecipano
inoltre ai consigli di facolta' con le  attribuzioni  dei  professori
incaricati stabilizzati, fuorche' per quanto riguarda l'attivazione e
il conferimento di incarichi: 
    a)  quattro  rappresentanti   complessivamente   dei   professori
incaricati non  stabilizzati  e  degli  assistenti  di  ruolo.  Nelle
facolta' in cui il numero di tali assistenti sia superiore  a  100  e
quello dei professori incaricati stabilizzati sia inferiore al numero
dei professori di ruolo e fuori ruolo, il numero  dei  rappresentanti
degli assistenti e' elevato a dieci; 
    b) un  rappresentante  dei  contrattisti  di  cui  al  precedente
articolo 5; 
    c) un rappresentante dei titolari degli assegni di studio di  cui
al precedente articolo 6. 
  Alle adunanze di cui  al  precedente  comma  puo'  intervenire  una
rappresentanza degli studenti  in  ragione  di  cinque  eletti  nelle
facolta' con meno di duemila iscritti in corsi di  laurea,  di  sette
quando questi siano piu' di duemila ma meno di cinquemila, di nove al
di sopra di tale numero. Gli eletti hanno  diritto  di  parola  e  di
proposta, sulle materie che ritengano di  interesse  degli  studenti.
Sulle loro proposte il consiglio di facolta' e' tenuto a pronunciarsi
con deliberazione motivata. 
  Resta fermo il disposto di cui all'articolo 15, secondo comma,  del
testo unico delle leggi sull'istruzione superiore approvato con regio
decreto 31 agosto 1933, n. 1592, e successive modificazioni. 
  Alla  elezione  del  preside  di  facolta'  partecipano,  oltre  ai
professori  straordinari,  ordinari  e  fuori  ruolo,  i   professori
incaricati stabilizzati. 
  COMMA SOPPRESSO DALLA L. 30 novembre 1973, n.766. 
  Nessuno puo' far  parte  contemporaneamente  di  piu'  consigli  di
facolta' o di piu' comitati tecnici: chi vi abbia titolo,  e'  tenuto
entro  trenta  giorni  ad  esercitare  l'opzione.  E'  consentita  la
partecipazione ad un consiglio di facolta' e ad un comitato  tecnico.
Le limitazioni di cui al presente comma non  si  applicano  nei  casi
previsti dall'articolo 15, commi terzo  e  quarto,  del  testo  unico
delle leggi sull'istruzione superiore approvato con regio decreto  31
agosto 1933, n. 1592, e dall'articolo 4 del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 31 gennaio 1960, n. 53. 
  Qualora il consiglio di facolta',  nella  composizione  di  cui  al
primo o terzo comma, superi  il  numero  di  cinquanta  membri,  puo'
delegare determinate materie a consigli separati per i diversi  corsi
o indirizzi di laurea. 
  Il consiglio di  amministrazione  per  le  opere  universitarie  e'
composto da: 
    a) il rettore, o un suo delegato, che lo presiede; 
    b) due rappresentanti dei professori di ruolo; 
    c) un rappresentante dei professori incaricati stabilizzati; 
    d) un rappresentante degli assistenti  di  ruolo  che  non  siano
titolari di un incarico stabilizzato; 
    e) tre rappresentanti della regione in cui ha sede l'universita',
di cui uno in rappresentanza della minoranza,  che  non  abbiano  con
essa rapporti di lavoro, ne' contratti in corso, ne' liti pendenti; 
    f) tre rappresentanti degli studenti che siano in corso di laurea
o fuori corso da non piu' di un  anno  e  che  abbiano  raggiunto  la
maggiore  eta',  eletti  direttamente  dagli   studenti   in   deroga
all'articolo 3 del decreto legislativo 14 febbraio 1948, n. 168. 
  Il  consiglio  di  amministrazione   elegge   nel   suo   seno   il
vicepresidente. 
  Entro  centottanta  giorni  dall'entrata  in  vigore  del  presente
provvedimento  sono  restituite  alla  normale  gestione   le   opere
universitarie e decadono gli attuali commissari governativi. 
  COMMA SOPPRESSO DALLA L. 30 novembre 1973, n.766 
  Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore del presente 
provvedimento i consigli di amministrazione  delle  universita'  sono
integrati con: 
    a) il pro-rettore; 
    b) un membro designato dalla regione nel cui territorio  ha  sede
l'universita'; 
    c) due membri nominati, su terne proposte dal CNEL, dal  Ministro
per la pubblica istruzione, uno dei quali appartenente alla categoria
dei lavoratori, e uno a quella degli imprenditori; 
    d) un membro nominato, su terna proposta dal  CNR,  dal  Ministro
per la pubblica istruzione  d'intesa  col  Ministro  per  la  ricerca
scientifica; 
    e)  quattro  rappresentanti  dei  professori  di  ruolo   e   due
rappresentanti   dei   professori   incaricati    stabilizzati,    in
sostituzione dei tre membri designati dai presidi di facolta' di  cui
all'articolo  10  del  testo  unico  delle  leggi  sulla   istruzione
superiore, approvato con regio decreto 31 agosto  1933,  n.  1592,  e
successive modificazioni; 
    f) un rappresentante degli assistenti  di  ruolo  che  non  siano
titolari di un incarico stabilizzato; 
    g) un rappresentante del personale non insegnante; 
    h) ((sei rappresentanti)) degli studenti. 
  I membri di cui alle lettere b) e c) saranno scelti tra i cittadini
che non abbiano con l'universita' rapporto di lavoro,  ne'  contratti
in corso, ne' liti pendenti. 
  Tutte  le  rappresentanze  previste  nel  presente  articolo   sono
espresse mediante elezione con voto limitato. 
  ((Se gli eligendi siano tre o piu' di tre, il voto e'  limitato  ad
un  terzo  dei  nominativi  da  eleggere.  Per  quanto  riguarda  gli
studenti,  la  votazione  comporta  la  elezione  di  tutti  i   loro
rappresentanti,  nei  consigli   di   amministrazione   delle   opere
universitarie, nei consigli di amministrazione delle universita', nei
consigli di facolta', quando si raggiungano le  seguenti  percentuali
degli aventi diritto: 
    a) universita' fino a 20.000 studenti iscritti: 20 per cento; 
    b) universita' da 20.000  a  50.000  studenti  iscritti:  15  per
cento; 
    c) universita' con oltre 50 mila studenti iscritti: 10 per cento. 
  Per i consigli di facolta' le percentuali sono riferite agli 
studenti iscritti alle facolta' stesse, in base ai parametri indicati
nel secondo comma del presente articolo. 
  La votazione e' valida anche quando la percentuale dei votanti  sia
inferiore ai quorum indicati nei precedenti due commi; in tal caso e'
proporzionalmente  ridotto  il  numero  dei   rappresentanti,   ferma
restando comunque la presenza di almeno uno studente nel consiglio di
amministrazione delle opere universitarie, di due  nel  consiglio  di
amministrazione dell'universita' e, per i consigli  di  facolta',  di
uno quando siano previsti cinque rappresentanti,  di  due  quando  ne
siano previsti sette, di tre quando ne siano previsti nove. 
  La mancata partecipazione di una o piu' rappresentanze non  infirma
la valida costituzione dell'organo)). 
  Tutti gli atti  dei  consigli  di  cui  ai  precedenti  commi  sono
pubblici. 
  Le norme regolamentari per disciplinare le elezioni degli studenti,
e per  garantire  la  liberta'  e  la  segretezza  del  voto  saranno
deliberate  dal  senato   accademico,   sentite   le   organizzazioni
studentesche presenti nello ateneo.