DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 166

Regolamento recante il riordino dell'Istituto nazionale di statistica. (10G0190)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 22/10/2010
Testo in vigore dal: 22-10-2010
attiva riferimenti normativi
                               Art. 3 
 
 
                Comitato di indirizzo e coordinamento 
                    dell'informazione statistica 
 
  1. Le funzioni direttive dell'ISTAT nei confronti degli  uffici  di
informazione statistica  costituiti  ai  sensi  dell'articolo  3  del
decreto legislativo 6 settembre 1989, n.  322,  sono  esercitate  dal
comitato di indirizzo e coordinamento dell'informazione statistica. 
  2. Il comitato e' composto: 
  a) dal presidente dell'Istituto, che lo presiede; 
  b) da due membri in rappresentanza del  Ministero  dell'economia  e
delle  finanze  e  da  quattro  membri  in  rappresentanza  di  altre
amministrazioni statali, individuate dal Presidente del Consiglio dei
Ministri, sentito il presidente dell'ISTAT; 
  c) da  tre  rappresentanti  delle  regioni  e  degli  enti  locali,
designati dalla  Conferenza  unificata  di  cui  all'articolo  8  del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; 
  d) da un rappresentante designato dal presidente di Unioncamere; 
  e) da due rappresentanti di enti pubblici  tra  quelli  dotati  dei
piu' complessi sistemi d'informazione; 
  f) da due esperti scelti tra i  professori  ordinari  di  ruolo  di
prima fascia in materie statistiche, economiche ed affini. 
  3. Il comitato puo' essere integrato, su proposta  del  presidente,
da rappresentanti di altre  amministrazioni  statali  competenti  per
specifici oggetti di deliberazione. 
  4. I membri del comitato, di cui alle lettere da b) ad f) del comma
2, sono  nominati  con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri.  I  membri  di  cui  alla  lettera  b)  sono  nominati   su
designazione, rispettivamente, del  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze e degli altri Ministri competenti, quelli di cui alla lettera
f)  sono  nominati  su  designazione  del  Ministro  dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca. 
  5. Il comitato dura in carica quattro anni. I suoi  membri  possono
essere confermati per non piu' di due volte. 
  6. Il comitato  emana  direttive  vincolanti  nei  confronti  degli
uffici di statistica costituiti ai sensi dell'articolo 3 del  decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322, nonche' atti di  indirizzo  nei
confronti degli altri uffici facenti  parte  del  Sistema  statistico
nazionale di cui all'articolo 2 del predetto  decreto.  Le  direttive
sono sottoposte all'assenso della amministrazione vigilante,  che  si
intende  comunque   dato   qualora,   entro   trenta   giorni   dalla
comunicazione, la stessa non formula rilievi.  Il  comitato  delibera
altresi',  su  proposta  del  presidente,  il  programma   statistico
nazionale. 
  7. Il comitato si riunisce  su  convocazione  del  presidente  ogni
volta che questi o le amministrazioni e  gli  enti  rappresentati  ne
ravvisino la necessita'. Alle riunioni partecipa il presidente  della
commissione per la  garanzia  dell'informazione  statistica,  di  cui
all'articolo 12 del decreto legislativo n. 322 del 1989. 
  8. Il comitato  e'  costituito  con  la  nomina  della  maggioranza
assoluta dei propri membri. 
          Note all'art. 3: 
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  8   del   decreto
          legislativo  28  agosto  1997,  n.  281   (Definizione   ed
          ampliamento delle attribuzioni della Conferenza  permanente
          per i rapporti tra lo  Stato,  le  regioni  e  le  province
          autonome di  Trento  e  Bolzano  ed  unificazione,  per  le
          materie ed i compiti di  interesse  comune  delle  regioni,
          delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta'
          ed autonomie locali) pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale
          del 30 agosto 1997, n. 202: 
              «Art. 8 (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali  e
          Conferenza unificata). - 1. La Conferenza  Stato-citta'  ed
          autonomie locali e' unificata per le materie ed  i  compiti
          di interesse comune  delle  regioni,  delle  province,  dei
          comuni  e  delle  comunita'  montane,  con  la   Conferenza
          Stato-regioni. 
              2. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  e'
          presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
          sua delega, dal Ministro dell'interno o  dal  Ministro  per
          gli  affari   regionali   nella   materia   di   rispettiva
          competenza; ne fanno parte altresi' il Ministro del  tesoro
          e  del  bilancio  e  della  programmazione  economica,   il
          Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
          Ministro della  sanita',  il  presidente  dell'Associazione
          nazionale  dei  comuni  d'Italia  -  ANCI,  il   presidente
          dell'Unione  province  d'Italia  -  UPI  ed  il  presidente
          dell'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti  montani  -
          UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
          dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.
          Dei  quattordici   sindaci   designati   dall'ANCI   cinque
          rappresentano le  citta'  individuate  dall'art.  17  della
          legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni  possono  essere
          invitati altri membri del Governo,  nonche'  rappresentanti
          di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici. 
              3. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  e'
          convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i  casi
          il presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne  faccia
          richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM. 
              4. La  Conferenza  unificata  di  cui  al  comma  1  e'
          convocata dal Presidente del  Consiglio  dei  Ministri.  Le
          sedute sono presiedute dal  Presidente  del  Consiglio  dei
          Ministri o, su sua delega,  dal  Ministro  per  gli  affari
          regionali  o,  se  tale  incarico  non  e'  conferito,  dal
          Ministro dell'interno.». 
              - Si riporta il testo degli articoli 3 e  12  del  gia'
          citato decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322: 
              «Art.  3  (Uffici  di  statistica).  -  1.  Presso   le
          amministrazioni centrali dello Stato e  presso  le  aziende
          autonome sono istituiti uffici di  statistica,  posti  alle
          dipendenze funzionali dell'ISTAT. 
              2. Gli uffici di statistica sono ordinati anche secondo
          le esigenze di carattere tecnico  indicate  dall'ISTAT.  Ad
          ogni  ufficio  e'  preposto  un  dirigente  o   funzionario
          designato dal Ministro competente,  sentito  il  presidente
          dell'ISTAT. 
              3. Le attivita' e le funzioni degli  uffici  statistici
          delle province, dei comuni e  delle  camere  di  commercio,
          industria, artigianato e agricoltura  sono  regolate  dalla
          legge 16 novembre 1939, n. 1823, e dalle relative norme  di
          attuazione,  nonche'  dal  presente  decreto  nella   parte
          applicabile. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
          del presente decreto, gli  enti  locali,  ivi  comprese  le
          unita'  sanitarie  locali  che  non   vi   abbiano   ancora
          provveduto istituiscono l'ufficio di  statistica  anche  in
          forma associata o consortile. I comuni con piu' di  100.000
          abitanti istituiscono con effetto immediato un  ufficio  di
          statistica che fa parte del Sistema statistico nazionale. 
              4.  Gli  uffici  di  statistica  costituiti  presso  le
          prefetture assicurano, fatte salve le competenze a  livello
          regionale del commissario del  Governo  previste  dall'art.
          13, comma 1, lettera c), della legge  23  agosto  1988,  n.
          400,   anche   il   coordinamento,   il   collegamento    e
          l'interconnessione a livello provinciale di tutte le  fonti
          pubbliche preposte alla raccolta ed alla  elaborazione  dei
          dati statistici, come individuate dall'ISTAT. 
              5. Gli uffici di statistica di cui ai commi 2,  3  e  4
          esercitano le proprie attivita' secondo le direttive e  gli
          atti di indirizzo emanati  dal  comitato  di  cui  all'art.
          17.». 
              «Art. 12 (Commissione per la garanzia dell'informazione
          statistica). - 1. Al fine di garantire il  principio  della
          imparzialita'   e   della   completezza   dell'informazione
          statistica e' istituita, presso la Presidenza del Consiglio
          dei   Ministri,   la   commissione    per    la    garanzia
          dell'informazione   statistica.    In    particolare,    la
          commissione vigila: 
              a) sulla imparzialita' e completezza  dell'informazione
          statistica e contribuisce alla corretta applicazione  delle
          norme che disciplinano la tutela della  riservatezza  delle
          informazioni fornite all'ISTAT e ad altri enti del  Sistema
          statistico nazionale, segnalando anche al  Garante  per  la
          protezione dei dati personali i casi di inosservanza  delle
          medesime norme o assicurando altra collaborazione nei  casi
          in cui la natura tecnica dei problemi lo richieda; 
              b) sulla qualita' delle metodologie statistiche e delle
          tecniche  informatiche  impiegate  nella  raccolta,   nella
          conservazione e nella diffusione dei dati; 
              c) sulla conformita' delle rilevazioni  alle  direttive
          degli organismi internazionali e comunitari. 
              2. La commissione, nell'esercizio  delle  attivita'  di
          cui al comma 1, puo' formulare osservazioni  e  rilievi  al
          presidente  dell'ISTAT,  il  quale  provvede  a  fornire  i
          necessari   chiarimenti   entro   trenta    giorni    dalla
          comunicazione, sentito il  comitato  di  cui  all'art.  17;
          qualora i chiarimenti  non  siano  ritenuti  esaustivi,  la
          commissione ne riferisce al Presidente  del  Consiglio  dei
          Ministri. Esprime inoltre parere sul  programma  statistico
          nazionale ai sensi dell'art. 13,  ed  e'  sentita  ai  fini
          della sottoscrizione dei codici di deontologia e  di  buona
          condotta  relativi  al  trattamento  dei   dati   personali
          nell'ambito del Sistema statistico nazionale. 
              3. La commissione e' composta di nove membri,  nominati
          entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente
          decreto, con decreto del Presidente  della  Repubblica,  su
          proposta del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri,  dei
          quali  sei  scelti  tra  professori  ordinari  in   materie
          statistiche, economiche ed affini o direttori  di  istituti
          di statistica o di ricerca statistica non facenti parte del
          Sistema statistico nazionale, e tre tra alti  dirigenti  di
          enti e amministrazioni  pubbliche,  che  godano  di  grande
          prestigio  e  competenza  nelle  discipline  e  nei   campi
          collegati  alla  produzione,  diffusione  e  analisi  delle
          informazioni statistiche e che non siano preposti ad uffici
          facenti parte del  Sistema  statistico  nazionale.  Possono
          essere nominati anche cittadini  di  Paesi  comunitari  che
          abbiano i medesimi requisiti. 
              4. Il presidente  della  commissione  e'  eletto  dagli
          stessi membri. 
              5. Abrogato. 
              6. La commissione si riunisce almeno due volte all'anno
          e redige un rapporto annuale, che si allega alla  relazione
          al Parlamento sull'attivita' dell'ISTAT. 
              7. Partecipa alle riunioni il presidente dell'ISTAT. 
              8.  Alle  funzioni  di  segreteria  della   commissione
          provvede il  Segretariato  generale  della  Presidenza  del
          Consiglio dei Ministri, che istituisce, a questo  fine,  un
          apposito ufficio,  che  puo'  avvalersi  anche  di  esperti
          esterni ai sensi della legge 23 agosto 1988, n. 400. 
              9. I compensi di cui all'art. 20  per  i  membri  della
          commissione sono posti a carico del bilancio dell'ISTAT.».