DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 giugno 1965, n. 1124

Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/06/2019)
vigente al
Testo in vigore dal: 19-5-1988
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                              Art. 77.

  Se l'infortunato ha moglie e figli, solo moglie o solo figli aventi
requisiti di cui ai numeri 1 e 2 dell'art. 85 la rendita e' aumentata
di un ventesimo per la moglie e per ciascun figlio, indipendentemente
dalla data di matrimonio e di nascita.
  Tali  quote  integrative  della  rendita sono corrisposte anche nel
caso  in  cui  l'infortunio sia occorso ad una donna; a tale effetto,
per  quanto  riguarda  il coniuge, debbono ricorrere le condizioni di
cui al secondo e terzo comma del n. 1 dell'art. 85.((29a))
  Le  quote  integrative  della  rendita  seguono le variazioni della
rendita  e cessano in ogni caso con questa, qualora non siano cessate
prima  per  il decesso della persona per la quale furono costituite o
per  il raggiungimento del diciottesimo anno per i figli. Per i figli
viventi   a  carico  del  lavoratore  infortunato  dette  quote  sono
corrisposte  fino  al raggiungimento del ventunesimo anno di eta', se
studenti  di  scuola  media  o  professionale,  e per tutta la durata
normale  del  corso,  ma  non oltre il ventiseiesimo anno di eta', se
studenti universitari.
  Le   quote  predette,  che  sono  parte  integrante  della  rendita
liquidata  all'infortunato,  sono  riferite per tutta la durata della
rendita alla composizione della famiglia dell'infortunato stesso.
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AGGIORNAMENTO (29a)
  La  Corte  Costituzionale  con sentenza 10 - 12 maggio 1988, n. 529
(in  G.U.  1a  s.s. 18/05/1988, n. 20) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  "del  secondo comma dell'art. 77 del D.P.R. 30 giugno
1965   n.   1124   (T.U.   delle   disposizioni  per  l'assicurazione
obbligatoria   contro   gl'infortuni   sul   lavoro   e  le  malattie
professionali),  nella  parte in cui dispone che, per quanto riguarda
il coniuge, debbano ricorrere le condizioni di cui al secondo e terzo
comma del n. 1 dell'art. 85 stessa legge".