DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 13/07/2022)
Testo in vigore dal: 6-3-2018
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 606. 
                           Casi di ricorso 
  1. Il ricorso per cassazione puo' essere proposto  per  i  seguenti
motivi: 
    a) esercizio da parte del giudice di una potesta' riservata dalla
legge a organi legislativi o amministrativi ovvero non consentita  ai
pubblici poteri; 
    b) inosservanza o erronea applicazione della legge  penale  o  di
altre norme giuridiche, di cui si deve tener conto  nell'applicazione
della legge penale; 
    c) inosservanza delle  norme  processuali  stabilite  a  pena  di
nullita', di inutilizzabilita', di inammissibilita' o di decadenza; 
    d) mancata assunzione di una prova decisiva, quando la  parte  ne
ha fatto richiesta anche  nel  corso  dell'istruzione  dibattimentale
limitatamente ai casi previsti dall'articolo 495, comma 2; 
    e) mancanza, contraddittorieta'  o  manifesta  illogicita'  della
motivazione, quando il vizio  risulta  dal  testo  del  provvedimento
impugnato ovvero da altri atti del processo  specificamente  indicati
nei motivi di gravame. 
  2. Il ricorso, oltre che nei casi e con gli effetti determinati  da
particolari disposizioni, puo' essere  proposto  contro  le  sentenze
pronunciate in grado di appello o inappellabili. 
  ((2-bis. Contro le sentenze di appello  pronunciate  per  reati  di
competenza del giudice di  pace,  il  ricorso  puo'  essere  proposto
soltanto per i motivi di cui al comma 1, lettere a), b) e c).)) 
  3. Il ricorso e' inammissibile se e' proposto per motivi diversi da
quelli consentiti dalla  legge  o  manifestamente  infondati  ovvero,
fuori dei casi previsti  dagli  articoli  569  e  609  comma  2,  per
violazioni di legge non dedotte con i motivi di appello.