DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 04/10/2021)
Testo in vigore dal: 16-8-2014
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                               Art. 391. 
                        Udienza di convalida 
  1. L'udienza di convalida si svolge in camera di consiglio  con  la
partecipazione necessaria del difensore dell'arrestato o del fermato. 
  2. Se il difensore di fiducia o di ufficio non e' stato reperito  o
non e' comparso, il giudice provvede a norma dell'articolo  97  comma
4.((Il giudice altresi', anche d'ufficio, verifica che  all'arrestato
o al fermato sia stata data la comunicazione di cui all'articolo 386,
comma 1, o che comunque sia stato informato ai sensi del comma  1-bis
dello stesso articolo, e provvede, se del caso, a dare o a completare
la comunicazione o l'informazione ivi indicate.)) 
  3. Il pubblico ministero, se comparso, indica i motivi dell'arresto
o  del  fermo  e  illustra  le  richieste  in  ordine  alla  liberta'
personale.   Il    giudice    procede    quindi    all'interrogatorio
dell'arrestato o del fermato, salvo che questi non abbia potuto o  si
sia rifiutato di comparire; sente in ogni caso il suo difensore. 
  4. Quando risulta che l'arresto o il fermo e' stato  legittimamente
eseguito e sono stati osservati i termini previsti dagli articoli 386
comma 3 e 390  comma  1,  il  giudice  provvede  alla  convalida  con
ordinanza. Contro l'ordinanza che decide sulla convalida, il pubblico
ministero e l'arrestato o il fermato  possono  proporre  ricorso  per
cassazione. 
  5.  Se  ricorrono  le   condizioni   di   applicabilita'   previste
dall'articolo  273  e  taluna  delle  esigenze   cautelari   previste
dall'articolo 274, il giudice dispone l'applicazione  di  una  misura
coercitiva a norma  dell'articolo  291.  Quando  l'arresto  e'  stato
eseguito per uno dei delitti indicati  nell'articolo  381,  comma  2,
ovvero per uno dei delitti per i quali e' consentito anche fuori  dai
casi di flagranza, l'applicazione della misura e' disposta  anche  al
di fuori dei limiti di pena previsti dagli  articoli  274,  comma  1,
lettera c), e 280. 
  6. Quando non provvede a norma del comma 5, il giudice dispone  con
ordinanza la immediata liberazione dell'arrestato o del fermato. 
  7.  Le  ordinanze  previste  dai  commi  precedenti,  se  non  sono
pronunciate in udienza, sono comunicate o  notificate  a  coloro  che
hanno diritto di proporre impugnazione. Le ordinanze  pronunciate  in
udienza  sono  comunicate  al   pubblico   ministero   e   notificate
all'arrestato  o  al  fermato,  se  non  comparsi.  I   termini   per
l'impugnazione decorrono dalla lettura del provvedimento  in  udienza
ovvero dalla sua comunicazione o notificazione. L'arresto o il  fermo
cessa  di  avere  efficacia  se  l'ordinanza  di  convalida  non   e'
pronunciata o depositata nelle quarantotto ore successive al  momento
in cui l'arrestato o il fermato e' stato  posto  a  disposizione  del
giudice.