DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 04/10/2021)
Testo in vigore dal: 5-4-2008
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                              Art. 352. 
                            Perquisizioni 
  1. Nella flagranza del reato o nel caso di evasione, gli  ufficiali
di polizia giudiziaria procedono a perquisizione personale  o  locale
quando hanno fondato motivo di ritenere che sulla persona si  trovino
occultate cose o  tracce  pertinenti  al  reato  che  possono  essere
cancellate o disperse ovvero che tali cose o tracce si trovino in  un
determinato luogo o che ivi  si  trovi  la  persona  sottoposta  alle
indagini o l'evaso. 
  (( 1-bis. Nella flagranza del reato, ovvero  nei  casi  di  cui  al
comma 2 quando sussistono i presupposti e  le  altre  condizioni  ivi
previsti, gli ufficiali  di  polizia  giudiziaria,  adottando  misure
tecniche dirette ad assicurare la conservazione dei dati originali  e
ad impedirne l'alterazione, procedono altresi' alla perquisizione  di
sistemi informatici o telematici, ancorche'  protetti  da  misure  di
sicurezza, quando hanno fondato motivo di ritenere che in  questi  si
trovino occultati dati, informazioni, programmi informatici o  tracce
comunque  pertinenti  al  reato  che  possono  essere  cancellati   o
dispersi. )) 
  2. Quando si deve procedere alla  esecuzione  di  un'ordinanza  che
dispone  la  custodia  cautelare  o  di  un  ordine  che  dispone  la
carcerazione nei confronti di persona imputata o condannata  per  uno
dei delitti previsti dall'articolo 380 ovvero al fermo di una persona
indiziata di delitto, gli ufficiali di  polizia  giudiziaria  possono
altresi' procedere a perquisizione personale o locale se ricorrono  i
presupposti indicati nel comma 1 e sussistono particolari  motivi  di
urgenza che non consentono la emissione di un tempestivo  decreto  di
perquisizione. 
  3. La perquisizione domiciliare puo' essere  eseguita  anche  fuori
dei limiti temporali dell'articolo 251  quando  il  ritardo  potrebbe
pregiudicarne l'esito. 
  4. La polizia giudiziaria trasmette senza ritardo, e  comunque  non
oltre le quarantotto ore, al pubblico ministero  del  luogo  dove  la
perquisizione e' stata eseguita il verbale delle operazioni compiute. 
Il  pubblico  ministero,  se  ne  ricorrono  i   presupposti,   nelle
quarantotto ore successive, convalida la perquisizione.