DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/11/2021)
Testo in vigore dal: 5-10-2018
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                            Art. 282-bis. 
               (Allontanamento dalla casa familiare). 
 
  1. Con il provvedimento che  dispone  l'allontanamento  il  giudice
prescrive all'imputato di lasciare immediatamente la casa  familiare,
ovvero  di  non   farvi   rientro,   e   di   non   accedervi   senza
l'autorizzazione del giudice che procede. L'eventuale  autorizzazione
puo' prescrivere determinate modalita' di visita. 
  2.   Il   giudice,   qualora   sussistano   esigenze   di    tutela
dell'incolumita' della persona offesa o dei suoi prossimi  congiunti,
puo' inoltre prescrivere all'imputato di  non  avvicinarsi  a  luoghi
determinati  abitualmente  frequentati  dalla  persona   offesa,   in
particolare il luogo  di  lavoro,  il  domicilio  della  famiglia  di
origine o dei prossimi congiunti, salvo  che  la  frequentazione  sia
necessaria per motivi di lavoro.  In  tale  ultimo  caso  il  giudice
prescrive le relative modalita' e puo' imporre limitazioni. 
  3. Il giudice, su richiesta del pubblico ministero,  puo'  altresi'
ingiungere il pagamento  periodico  di  un  assegno  a  favore  delle
persone conviventi che, per effetto della misura cautelare  disposta,
rimangano prive di mezzi adeguati. Il  giudice  determina  la  misura
dell'assegno  tenendo  conto  delle   circostanze   e   dei   redditi
dell'obbligato e stabilisce le modalita' ed i termini del versamento.
Puo' ordinare, se necessario, che l'assegno sia versato  direttamente
al  beneficiario  da  parte  del  datore  di  lavoro  dell'obbligato,
detraendolo dalla retribuzione a lui spettante. L'ordine di pagamento
ha efficacia di titolo esecutivo. 
  4. I provvedimenti di cui ai commi 2 e  3  possono  essere  assunti
anche successivamente al provvedimento di cui al comma 1, sempre  che
questo non sia stato revocato o non abbia comunque perduto efficacia.
Essi, anche se  assunti  successivamente,  perdono  efficacia  se  e'
revocato o perde comunque efficacia il provvedimento di cui al  comma
1. Il provvedimento di cui al comma 3, se a favore del coniuge o  dei
figli, perde  efficacia,  inoltre,  qualora  sopravvenga  l'ordinanza
prevista dall'articolo 708 del  codice  di  procedura  civile  ovvero
altro  provvedimento  del  giudice  civile  in  ordine  ai   rapporti
economico-patrimoniali tra  i  coniugi  ovvero  al  mantenimento  dei
figli. 
  5. Il provvedimento di cui al comma 3  puo'  essere  modificato  se
mutano le condizioni  dell'obbligato  o  del  beneficiario,  e  viene
revocato se la convivenza riprende. 
  6. Qualora si proceda per uno dei delitti previsti  dagli  articoli
570,  571,  ((572,))  582,  limitatamente  alle  ipotesi  procedibili
d'ufficio o comunque aggravate, 600,  600-bis,  600-ter,  600-quater,
600-septies.1, 600-septies.2, 601, 602, 609-bis, 609-ter, 609-quater,
609-quinquies , 609-octies e 612,  secondo  comma,  ((612-bis,))  del
codice penale,  commesso  in  danno  dei  prossimi  congiunti  o  del
convivente, la misura puo' essere disposta  anche  al  di  fuori  dei
limiti di pena previsti dall'articolo 280 , anche con le modalita' di
controllo previste all'articolo 275-bis.