DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 aprile 2009, n. 59

Regolamento di attuazione dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia. (09G0068)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/6/2009 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 27/06/2013)
Testo in vigore dal: 6-6-2013
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 4. 
 
Criteri generali e  requisiti  delle  prestazioni  energetiche  degli
                      edifici e degli impianti 
 
 
  1. In attuazione dell'articolo 4, comma 1, lettere  a)  e  b),  del
decreto  legislativo,  i  criteri  generali  e  i   requisiti   della
prestazione energetica per la progettazione degli edifici  e  per  la
progettazione ed installazione degli  impianti,  sono  fissati  dalla
legge 9 gennaio  1991,  n.  10,  dal  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 agosto  1993,  n.  412,  come  modificati  dal  decreto
legislativo, dall'allegato C al decreto legislativo e dalle ulteriori
disposizioni di cui al presente articolo. 
  2. Per tutte le categorie di edifici, cosi'  come  classificati  in
base  alla  destinazione  d'uso  all'articolo  3  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 26 agosto  1993,  n.  412,  nel  caso  di
edifici di nuova  costruzione  e  nei  casi  di  ristrutturazione  di
edifici esistenti, previsti dall'articolo 3, comma 2,  lettere  a)  e
b), del decreto legislativo si  procede,  in  sede  progettuale  alla
determinazione  dell'indice  di   prestazione   energetica   per   la
climatizzazione invernale  (EPi),  e  alla  verifica  che  lo  stesso
risulti  inferiore  ai  valori  limite  che  sono   riportati   nella
pertinente tabella di cui al  punto  1  dell'allegato  C  al  decreto
legislativo. 
  3. Nel  caso  di  edifici  di  nuova  costruzione  e  nei  casi  di
ristrutturazione di  edifici  esistenti,  previsti  dall'articolo  3,
comma 2, lettere a) e b), del decreto legislativo, si procede in sede
progettuale alla determinazione della prestazione energetica  per  il
raffrescamento estivo dell'involucro edilizio (Epe, invol),  pari  al
rapporto  tra  il  fabbisogno  annuo  di  energia  termica   per   il
raffrescamento   dell'edificio,   calcolata   tenendo   conto   della
temperatura di progetto estiva secondo la norma UNI/TS 11300 -  1,  e
la superficie utile, per gli edifici residenziali, o  il  volume  per
gli edifici con altre destinazioni d'uso,  e  alla  verifica  che  la
stessa sia non superiore a: 
   a) per gli edifici residenziali di cui alla classe E1, cosi'  come
classificati, in base alla destinazione d'uso,  all'articolo  3,  del
decreto del Presidente della  Repubblica  26  agosto  1993,  n.  412,
esclusi collegi, conventi,  case  di  pena  e  caserme,  ai  seguenti
valori: 
    1) 40 kWh/m2 anno nelle zone climatiche A e B; 
    2) 30 kWh/m2 anno nelle zone climatiche C, D, E, e F; 
   b) per tutti gli altri edifici ai seguenti valori: 
    1) 14 kWh/m3 anno nelle zone climatiche A e B; 
    2) 10 kWh/m3 anno nelle zone climatiche C, D, E, e F. 
  4. Nei  casi  di  ristrutturazione  o  manutenzione  straordinaria,
previsti all'articolo 3, comma 2, lettera c), numero 1), del  decreto
legislativo,  consistenti  in   opere   che   prevedono,   a   titolo
esemplificativo e non esaustivo, rifacimento di  pareti  esterne,  di
intonaci  esterni,  del  tetto  o   dell'impermeabilizzazione   delle
coperture, si applica quanto previsto alle lettere seguenti: 
   a) per tutte le categorie di edifici, cosi' come  classificati  in
base  alla  destinazione  d'uso  all'articolo  3  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, il  valore  della
trasmittanza termica (U) per le strutture opache verticali,  a  ponte
termico corretto, delimitanti il volume riscaldato  verso  l'esterno,
ovvero verso ambienti non dotati di impianto di  riscaldamento,  deve
essere inferiore o uguale a quello riportato  nella  tabella  2.1  al
punto 2 dell'allegato C al decreto  legislativo,  in  funzione  della
fascia climatica di riferimento. Qualora il ponte termico non dovesse
risultare corretto o qualora la progettazione dell'involucro edilizio
non preveda la correzione dei ponti termici, i  valori  limite  della
trasmittanza  termica  riportati  nella  tabella  2.1  al   punto   2
dell'allegato C al  decreto  legislativo,  devono  essere  rispettati
dalla trasmittanza termica media, parete corrente piu' ponte termico;
nel caso di pareti opache verticali esterne in cui  fossero  previste
aree limitate oggetto di riduzione di spessore, sottofinestre e altri
componenti, devono essere rispettati i limiti previsti nella  tabella
2.1  al  punto  2  dell'allegato  C  al  decreto   legislativo,   con
riferimento alla superficie totale di calcolo; 
   b) per tutte le categorie di edifici, cosi' come  classificati  in
base  alla  destinazione  d'uso  all'articolo  3  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 26 agosto  1993,  n.  412,  ad  eccezione
della categoria E.8, il valore della trasmittanza termica (U) per  le
strutture opache orizzontali o inclinate, a ponte  termico  corretto,
delimitanti  il  volume  riscaldato  verso  l'esterno,  ovvero  verso
ambienti  non  dotati  di  impianto  di  riscaldamento,  deve  essere
inferiore o uguale a quello riportato nelle tabelle  3.1  e  3.2  del
punto 3 dell'allegato C al decreto  legislativo,  in  funzione  della
fascia climatica di riferimento. Qualora il ponte termico non dovesse
risultare corretto o qualora la progettazione dell'involucro edilizio
non preveda la correzione dei ponti termici, i  valori  limite  della
trasmittanza termica riportati nelle tabelle 3.1 e 3.2  del  punto  3
dell'allegato C al  decreto  legislativo,  devono  essere  rispettati
dalla trasmittanza termica media, parete corrente piu' ponte termico.
Nel caso di strutture orizzontali sul suolo i valori di  trasmittanza
termica da confrontare con quelli di cui alle tabelle 3.1 e  3.2  del
punto 3 dell'allegato C al decreto legislativo,  sono  calcolati  con
riferimento al sistema struttura-terreno; 
   c) per tutte le categorie di edifici, cosi' come  classificati  in
base  alla  destinazione  d'uso  all'articolo  3  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 26 agosto  1993,  n.  412,  ad  eccezione
della categoria E.8, il valore massimo della trasmittanza  (U)  delle
chiusure apribili ed assimilabili, quali porte,  finestre  e  vetrine
anche se non apribili, comprensive  degli  infissi,  considerando  le
parti trasparenti e/o opache che le  compongono,  deve  rispettare  i
limiti riportati nelle tabelle 4.a e 4.b al punto 4  dell'allegato  C
al  decreto  legislativo.  Restano  esclusi  dal  rispetto  di  detti
requisiti gli ingressi pedonali automatizzati, da considerare solo ai
fini dei ricambi di  aria  in  relazione  alle  dimensioni,  tempi  e
frequenze di apertura, conformazione e differenze  di  pressione  tra
l'ambiente interno ed esterno. 
  5. Per tutte le categorie di edifici, cosi'  come  classificati  in
base  alla  destinazione  d'uso  all'articolo  3  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, nel caso di nuova
installazione e ristrutturazione di impianti termici  o  sostituzione
di generatori di calore, previsti all'articolo 3,  comma  2,  lettera
c), numeri 2) e 3), del decreto legislativo, si  procede  al  calcolo
del rendimento globale medio stagionale dell'impianto termico e  alla
verifica che lo stesso risulti superiore al valore  limite  riportato
al punto 5 dell'allegato  C  al  decreto  legislativo.  Nel  caso  di
installazioni di potenze nominali del focolare maggiori  o  uguali  a
100 kW, e' fatto obbligo di allegare alla relazione  tecnica  di  cui
all'articolo 8,  comma  1,  del  decreto  legislativo,  una  diagnosi
energetica dell'edificio e dell'impianto nella quale  si  individuano
gli interventi di riduzione della spesa energetica, i relativi  tempi
di ritorno degli investimenti, e i possibili miglioramenti di  classe
dell'edificio nel sistema di certificazione energetica in  vigore,  e
sulla  base  della   quale   sono   state   determinate   le   scelte
impiantistiche che si vanno a realizzare. 
  6. Per tutte le categorie di edifici, cosi'  come  classificati  in
base  alla  destinazione  d'uso  all'articolo  3  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, nel caso di  mera
sostituzione di generatori di calore, prevista all'articolo 3,  comma
2, lettera c), numero  3),  del  decreto  legislativo,  si  intendono
rispettate tutte le disposizioni vigenti in  tema  di  uso  razionale
dell'energia, incluse quelle di cui al comma 5, qualora coesistano le
seguenti condizioni: 
   a) i nuovi generatori di calore a combustione  abbiano  rendimento
termico utile, in corrispondenza di un carico pari al 100  per  cento
della potenza termica utile nominale, maggiore  o  uguale  al  valore
limite calcolato con la formula 90 + 2 log Pn,  dove  log  Pn  e'  il
logaritmo in base 10 della potenza  utile  nominale  del  generatore,
espressa in kW. Per valori di Pn maggiori di 400  kW  si  applica  il
limite massimo corrispondente a 400 kW; 
   b) le nuove  pompe  di  calore  elettriche  o  a  gas  abbiano  un
rendimento utile in condizioni nominali,  ηu,  riferito  all'energia
primaria, maggiore o uguale al valore limite calcolato con la formula
a 90 + 3 log Pn; dove log Pn e' il logaritmo in base 10 della potenza
utile nominale del generatore, espressa in kW; la verifica  e'  fatta
utilizzando come fattore di  conversione  tra  energia  elettrica  ed
energia primaria il valore di riferimento per la conversione tra  kWh
elettrici  e  MJ  definito  con  provvedimento   dell'Autorita'   per
l'energia elettrica e il gas, al fine di tener conto  dell'efficienza
media di produzione  del  parco  termoelettrico,  e  suoi  successivi
aggiornamenti; 
   c) siano presenti, salvo che ne sia dimostrata  inequivocabilmente
la non fattibilita' tecnica nel caso specifico, almeno una centralina
di termoregolazione programmabile per ogni  generatore  di  calore  e
dispositivi modulanti per la regolazione automatica della temperatura
ambiente nei singoli locali o nelle singole zone  che,  per  le  loro
caratteristiche di uso ed esposizione possano  godere,  a  differenza
degli altri ambienti  riscaldati,  di  apporti  di  calore  solari  o
comunque  gratuiti.   Detta   centralina   di   termoregolazione   si
differenzia  in  relazione  alla  tipologia  impiantistica   e   deve
possedere almeno  i  requisiti  gia'  previsti  all'articolo  7,  del
decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.  412,  nei
casi di nuova installazione o ristrutturazione di  impianti  termici.
In ogni caso detta centralina deve: 
    1) essere pilotata da  sonde  di  rilevamento  della  temperatura
interna, supportate eventualmente da una analoga  centralina  per  la
temperatura esterna, con programmatore che  consenta  la  regolazione
della temperatura ambiente su due livelli  di  temperatura  nell'arco
delle 24 ore, nel caso di impianti termici centralizzati; 
    2)  consentire  la  programmazione   e   la   regolazione   della
temperatura ambiente su due livelli di temperatura nell'arco delle 24
ore, nel caso di impianti termici per singole unita' immobiliari; 
   d) nel caso di installazioni di generatori  con  potenza  nominale
del focolare maggiore del valore preesistente, l'aumento  di  potenza
sia  motivato  con  la   verifica   dimensionale   dell'impianto   di
riscaldamento; 
   e) nel caso di installazione di generatori di calore a servizio di
piu' unita' immobiliari, sia verificata la corretta equilibratura del
sistema di distribuzione, al fine di  consentire  contemporaneamente,
in ogni unita' immobiliare, il rispetto dei limiti minimi di  comfort
e dei limiti massimi  di  temperatura  interna;  eventuali  squilibri
devono  essere  corretti  in   occasione   della   sostituzione   del
generatore, eventualmente installando un sistema di contabilizzazione
del calore che permetta  la  ripartizione  dei  consumi  per  singola
unita' immobiliare; 
   f) nel caso di sostituzione dei generatori di  calore  di  potenza
nominale del focolare inferiore a  35  kW,  con  altri  della  stessa
potenza, e' rimessa alle autorita' locali competenti ogni valutazione
sull'obbligo di presentazione della relazione tecnica di cui al comma
25 e se la medesima puo'  essere  omessa  a  fronte  dell'obbligo  di
presentazione della dichiarazione di conformita' ai sensi della legge
5 marzo 1990, n. 46, e successive modificazioni. 
  7. Qualora, nella mera sostituzione del generatore,  per  garantire
la sicurezza, non fosse possibile rispettare le condizioni del  comma
6, lettera a), in particolare nel caso in cui il sistema fumario  per
l'evacuazione dei prodotti della combustione e' al servizio  di  piu'
utenze ed e' di tipo  collettivo  ramificato,  e  qualora  sussistano
motivi tecnici o regolamenti  locali  che  impediscano  di  avvalersi
della deroga prevista all'articolo 2, comma 2, del decreto Presidente
della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 551, la semplificazione di  cui
al comma 6 puo' applicarsi ugualmente,  fermo  restando  il  rispetto
delle altre condizioni previste, a condizione di: 
   a) installare generatori di calore che abbiano rendimento  termico
utile a carico parziale pari al 30 per cento  della  potenza  termica
utile nominale maggiore o uguale a 85 + 3 log Pn; dove log Pn  e'  il
logaritmo in base 10 della potenza utile nominale  del  generatore  o
dei generatori di calore al servizio del  singolo  impianto  termico,
espressa in kW. Per valori di Pn maggiori di 400  kW  si  applica  il
limite massimo corrispondente a 400 kW; 
   b) predisporre una dettagliata  relazione  che  attesti  i  motivi
della deroga  dalle  disposizioni  del  comma  6,  da  allegare  alla
relazione  tecnica  di  cui  al  comma  25,  ove  prevista,  o   alla
dichiarazione di conformita', ai sensi della legge 5 marzo  1990,  n.
46, e successive modificazioni, correlata all'intervento, qualora  le
autorita' locali competenti si avvalgano  dell'opzione  di  cui  alle
lettera f) del comma 6. 
  8. Nei casi previsti al comma  2,  per  tutte  le  categorie  degli
edifici cosi' come  classificati  in  base  alla  destinazione  d'uso
all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26  agosto
1993, n. 412, e quando il  rapporto  tra  la  superficie  trasparente
complessiva dell'edificio e la sua superficie utile  e'  inferiore  a
0,18, il calcolo del fabbisogno annuo di energia primaria puo' essere
omesso, se gli edifici e le opere sono progettati  e  realizzati  nel
rispetto dei limiti fissati al comma 5, lettere a), b) e c),  e  sono
rispettate le seguenti prescrizioni impiantistiche: 
   a) siano installati generatori di calore  con  rendimento  termico
utile a carico pari al 100 per  cento  della  potenza  termica  utile
nominale, maggiore o uguale a X +  2  log  Pn;  dove  log  Pn  e'  il
logaritmo in  base  10  della  potenza  utile  nominale  del  singolo
generatore, espressa in kW, ed X vale 90 nelle zone climatiche A, B e
C, e vale 93 nelle zone climatiche D,  E  ed  F.  Per  valori  di  Pn
maggiori di 400 kW si applica il limite massimo corrispondente a  400
kW; 
   b) la temperatura media del fluido termovettore in  corrispondenza
delle condizioni di progetto sia non superiore a 60 °C; 
   c) siano installati  almeno  una  centralina  di  termoregolazione
programmabile in ogni unita' immobiliare e dispositivi modulanti  per
la regolazione automatica  della  temperatura  ambiente  nei  singoli
locali  o  nelle  singole  zone  aventi  caratteristiche  di  uso  ed
esposizioni uniformi al fine di  non  determinare  sovrariscaldamento
per effetto degli apporti solari e degli apporti gratuiti interni; 
   d) nel caso di installazione di pompe di calore elettriche o a gas
queste abbiano un  rendimento  utile  in  condizioni  nominali,  ηu,
riferito all'energia primaria, maggiore o  uguale  al  valore  limite
calcolato con la formula a 90 + 3 log Pn; dove log Pn e' il logaritmo
in base 10 della potenza utile nominale del generatore,  espressa  in
kW; la verifica e' fatta utilizzando come fattore di conversione  tra
energia elettrica ed energia primaria il valore di riferimento per la
conversione  tra  kWh  elettrici  e  MJ  definito  con  provvedimento
dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas,  al  fine  di  tener
conto dell'efficienza media di produzione del parco termoelettrico, e
suoi successivi aggiornamenti. In tale caso, all'edificio o  porzione
interessata, si attribuisce il valore del fabbisogno annuo di energia
primaria limite massimo applicabile al caso specifico  ai  sensi  del
comma 2. 
  9. In tutti gli edifici esistenti con un numero di unita' abitative
superiore a 4, e in ogni caso per potenze nominali del generatore  di
calore dell'impianto  centralizzato  maggiore  o  uguale  a  100  kW,
appartenenti alle categorie E1 ed E2, cosi' come classificati in base
alla destinazione d'uso all'articolo 3, del  decreto  del  Presidente
della  Repubblica  26  agosto  1993,  n.  412,  e'   preferibile   il
mantenimento di impianti termici centralizzati laddove esistenti;  le
cause tecniche  o  di  forza  maggiore  per  ricorrere  ad  eventuali
interventi finalizzati alla  trasformazione  degli  impianti  termici
centralizzati ad impianti con  generazione  di  calore  separata  per
singola unita' abitativa devono essere dichiarate nella relazione  di
cui al comma 25. 
  10. In  tutti  gli  edifici  esistenti  con  un  numero  di  unita'
abitative superiore a 4, appartenenti alle categorie E1 ed E2,  cosi'
come classificati in base alla destinazione d'uso all'articolo 3, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993,  n.  412,  in
caso di ristrutturazione dell'impianto  termico  o  di  installazione
dell'impianto  termico  devono  essere  realizzati   gli   interventi
necessari   per   permettere,   ove   tecnicamente   possibile,    la
contabilizzazione e la termoregolazione del calore per singola unita'
abitativa.  Gli  eventuali  impedimenti  di   natura   tecnica   alla
realizzazione dei predetti interventi,  ovvero  l'adozione  di  altre
soluzioni impiantistiche equivalenti, devono essere evidenziati nella
relazione tecnica di cui al comma 25. 
  11. Le apparecchiature installate ai  sensi  del  comma  10  devono
assicurare  un  errore  di  misura,  nelle  condizioni  di  utilizzo,
inferiore a piu' o meno il 5 per cento, con  riferimento  alle  norme
UNI in vigore. Anche per le  modalita'  di  contabilizzazione  si  fa
riferimento alle vigenti norme e linee guida UNI. 
  12.  Ai  fini  del  presente  decreto,  e  in  particolare  per  la
determinazione del fabbisogno di energia primaria dell'edificio, sono
considerati  ricadenti  fra  gli   impianti   alimentati   da   fonte
rinnovabile gli  impianti  di  climatizzazione  invernale  dotati  di
generatori  di  calore  alimentati  a   biomasse   combustibili   che
rispettano i seguenti requisiti: 
   a) rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 di  cui
alla norma Europea UNI EN 303-5; 
   b) limiti di emissione conformi all'allegato IX alla parte  quinta
del  decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  e   successive
modificazioni, ovvero i piu'  restrittivi  limiti  fissati  da  norme
regionali, ove presenti; 
   c)  utilizzano  biomasse   combustibili   ricadenti   fra   quelle
ammissibili ai sensi dell'allegato X alla parte quinta  del  medesimo
decreto  legislativo  3   aprile   2006,   n.   152,   e   successive
modificazioni. 
  13.  Per  tutte  le  tipologie  di  edifici,  in  cui  e'  prevista
l'installazione di impianti di climatizzazione  invernale  dotati  di
generatori di calore alimentati da  biomasse  combustibili,  in  sede
progettuale, nel caso di  nuova  costruzione  e  ristrutturazione  di
edifici esistenti, previsti dal decreto legislativo  all'articolo  3,
comma  2,  lettere  a),  b)  e  c),  numero  1),  limitatamente  alle
ristrutturazioni totali, si procede alla verifica che la trasmittanza
termica delle diverse strutture edilizie, opache e  trasparenti,  che
delimitano l'edificio verso l'esterno o verso  vani  non  riscaldati,
non sia maggiore dei valori definiti nella pertinente tabella di  cui
ai punti 2, 3 e 4 dell'allegato C al decreto legislativo. 
  14. Per tutte le categorie di edifici, cosi' come  classificati  in
base  alla  destinazione  d'uso  all'articolo  3  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 26 agosto  1993,  n.  412,  nel  caso  di
edifici di nuova costruzione e ristrutturazione di edifici esistenti,
previsti dal decreto legislativo all'articolo 3, comma 2, lettere a),
b) e c), numero 1), limitatamente alle ristrutturazioni totali, e nel
caso di nuova installazione e ristrutturazione di impianti termici  o
sostituzione di generatori di calore, di cui alla lettera c),  numeri
2) e 3), fermo restando quanto prescritto per gli impianti di potenza
complessiva maggiore o uguale a 350 kW all'articolo 5, comma  6,  del
decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993,  n.  412,  e'
prescritto: 
   a) in assenza  di  produzione  di  acqua  calda  sanitaria  ed  in
presenza  di  acqua  di  alimentazione  dell'impianto   con   durezza
temporanea maggiore o uguale a 25 gradi francesi: 
    1) un trattamento chimico  di  condizionamento  per  impianti  di
potenza nominale del focolare complessiva minore o uguale a 100 kW; 
    2)  un  trattamento  di  addolcimento  per  impianti  di  potenza
nominale del focolare complessiva compresa tra 100 e 350 kW; 
   b) nel caso di produzione di acqua calda sanitaria le disposizioni
di cui alla lettera a), numeri 1) e 2), valgono in presenza di  acqua
di alimentazione dell'impianto con durezza temporanea maggiore di  15
gradi francesi. Per quanto riguarda  i  predetti  trattamenti  si  fa
riferimento alla norma tecnica UNI 8065. 
  15. In tutti i casi di  nuova  costruzione  o  ristrutturazione  di
edifici pubblici o a uso pubblico, cosi' come definiti ai commi 8 e 9
dell'allegato A al decreto legislativo, devono essere  rispettate  le
seguenti ulteriori disposizioni: 
   a)  i  valori  limite  gia'  previsti  ai  punti  1,  2,  3  e   4
dell'allegato C al decreto legislativo sono ridotti del 10 per cento; 
   b) il valore limite del rendimento globale medio stagionale,  gia'
previsto al punto 5, dell'allegato C,  del  decreto  legislativo,  e'
calcolato con la seguente formula: ηg= (75 + 4 log Pn)%; 
   c)  i  predetti  edifici  devono   essere   dotati   di   impianti
centralizzati per la climatizzazione  invernale  ed  estiva,  qualora
quest'ultima fosse prevista. 
  16. Per tutte le categorie di edifici, cosi' come  classificati  in
base  alla  destinazione  d'uso  all'articolo  3  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 26 agosto  1993,  n.  412,  ad  eccezione
della categoria E.8, nel caso di nuova costruzione e ristrutturazione
di edifici esistenti, previsti dal decreto  legislativo  all'articolo
3,  comma  2,  lettere  a),  b)  e  c),  numero  1),  questo   ultimo
limitatamente alle ristrutturazioni totali, da  realizzarsi  in  zona
climatica C, D, E ed  F,  il  valore  della  trasmittanza  (U)  delle
strutture edilizie di separazione tra edifici  o  unita'  immobiliari
confinanti fatto salvo il rispetto del  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri in data  5  dicembre  1997,  pubblicato  nella
Gazzetta  Ufficiale  n.   297   del   22   dicembre   1997,   recante
determinazione dei requisiti acustici  passivi  degli  edifici,  deve
essere inferiore o uguale a 0,8 W/m2K, nel caso di  pareti  divisorie
verticali e orizzontali. Il medesimo limite  deve  essere  rispettato
per tutte le strutture opache, verticali,  orizzontali  e  inclinate,
che delimitano verso l'ambiente esterno gli ambienti  non  dotati  di
impianto di riscaldamento. 
  17. Per tutte le categorie di edifici, cosi' come  classificati  in
base  alla  destinazione  d'uso  all'articolo  3  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 26 agosto  1993,  n.  412,  ad  eccezione
della categoria E.8, nel caso di nuova costruzione e ristrutturazione
di edifici esistenti, previsti dal decreto  legislativo  all'articolo
3, comma 2, lettere a), b) e c), numero 1), si procede alla  verifica
dell'assenza di condensazioni superficiali  e  che  le  condensazioni
interstiziali delle  pareti  opache  siano  limitate  alla  quantita'
rievaporabile, conformemente alla normativa tecnica vigente.  Qualora
non esista un sistema di controllo della umidita'  relativa  interna,
per i calcoli necessari, questa verra' assunta pari al 65  per  cento
alla temperatura interna di 20 °C. 
  18. Per tutte le categorie di edifici, cosi' come  classificati  in
base  alla  destinazione  d'uso  all'articolo  3  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993,  n.  412,  ad  eccezione,
esclusivamente per le disposizioni di  cui  alla  lettera  b),  delle
categorie E.5, E.6, E.7 ed E.8, il progettista, al fine di limitare i
fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di contenere la
temperatura interna degli ambienti, nel  caso  di  edifici  di  nuova
costruzione e nel caso di ristrutturazioni di  edifici  esistenti  di
cui all'articolo 3, comma 2, lettere a), b)  e  c),  numero  1),  del
decreto    legislativo,    questo    ultimo    limitatamente     alle
ristrutturazioni totali: 
   a)  valuta  puntualmente  e  documenta  l'efficacia  dei   sistemi
schermanti delle  superfici  vetrate,  esterni  o  interni,  tali  da
ridurre l'apporto di calore per irraggiamento solare; 
   b) esegue, in tutte le zone climatiche ad esclusione della F,  per
le localita' nelle quali il valore medio mensile dell'irradianza  sul
piano orizzontale, nel mese di massima insolazione estiva, Im, s, sia
maggiore o uguale a 290 W/m²: 
    1)  relativamente  a  tutte  le  pareti  verticali   opache   con
l'eccezione di quelle comprese nel  quadrante  nord-ovest  /  nord  /
nord-est, almeno una delle seguenti verifiche: 
     1.1 che il valore della massa superficiale Ms, di cui  al  comma
22 dell'allegato A, sia superiore a 230 kg/m²; 
     1.2  che  il  valore  del  modulo  della  trasmittanza   termica
periodica (YIE), di cui al comma 4, dell'articolo 2, sia inferiore  a
0,12 W/m² °K"; 
    2)  relativamente  a  tutte  le  pareti  opache  orizzontali   ed
inclinate  che  il  valore  del  modulo  della  trasmittanza  termica
periodica YIE, di cui al comma 4, dell'articolo 2,  sia  inferiore  a
0,20 W/m2 °K"; 
   c) utilizza al  meglio  le  condizioni  ambientali  esterne  e  le
caratteristiche distributive degli spazi per favorire la ventilazione
naturale dell'edificio; nel caso che il ricorso a  tale  ventilazione
non sia efficace, puo' prevedere l'impiego di sistemi di ventilazione
meccanica nel rispetto del  comma  13  dell'articolo  5  decreto  del
Presidente della Repubblica 26  agosto  1993,  n.  412.  Gli  effetti
positivi che si  ottengono  con  il  rispetto  dei  valori  di  massa
superficiale o trasmittanza termica  periodica  delle  pareti  opache
previsti alla lettera b), possono essere raggiunti,  in  alternativa,
con l'utilizzo di tecniche  e  materiali,  anche  innovativi,  ovvero
coperture a verde, che permettano di contenere le oscillazioni  della
temperatura    degli    ambienti    in    funzione     dell'andamento
dell'irraggiamento solare. In tale  caso  deve  essere  prodotta  una
adeguata documentazione  e  certificazione  delle  tecnologie  e  dei
materiali che ne attesti l'equivalenza con le predette disposizioni. 
  19. Per tutte le categorie di edifici, cosi' come  classificati  in
base  alla  destinazione  d'uso  all'articolo  3  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 26 agosto  1993,  n.  412,  ad  eccezione
delle categorie  E.6  ed  E.8,  al  fine  di  limitare  i  fabbisogni
energetici  per  la  climatizzazione  estiva  e   di   contenere   la
temperatura interna degli ambienti, nel  caso  di  edifici  di  nuova
costruzione e nel caso di ristrutturazioni di  edifici  esistenti  di
cui all'articolo 3, comma 2, lettere a), b) e c), numero  1),  questo
ultimo  limitatamente  alle  ristrutturazioni  totali,  del   decreto
legislativo, e' resa obbligatoria la presenza di  sistemi  schermanti
esterni. Qualora  se  ne  dimostri  la  non  convenienza  in  termini
tecnico-economici, detti sistemi possono essere omessi in presenza di
superfici vetrate con fattore solare (UNI EN 410) minore o  uguale  a
0,5. Tale valutazione deve essere evidenziata nella relazione tecnica
di cui al comma 25. 
  20. Nel caso  di  ristrutturazione  di  edifici  esistenti  di  cui
all'articolo 3, comma 2, lettera c), numeri  1)  e  2),  del  decreto
legislativo,  per  tutte  le  categorie  di   edifici,   cosi'   come
classificati in base alla  destinazione  d'uso  all'articolo  3,  del
decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993,  n.  412,  ad
eccezione delle categoria E.6 ed E.8,  il  progettista,  al  fine  di
limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva  e  di
contenere la temperatura interna degli ambienti, valuta  puntualmente
e documenta l'efficacia dei  sistemi  filtranti  o  schermanti  delle
superfici  vetrate,  tali  da  ridurre  l'apporto   di   calore   per
irraggiamento solare. Gli eventuali impedimenti di natura tecnica  ed
economica all'utilizzo dei predetti sistemi devono essere evidenziati
nella relazione tecnica di cui al comma 25. La  predetta  valutazione
puo' essere omessa in  presenza  di  superfici  vetrate  con  fattore
solare (UNI EN 410) minore o uguale a 0,5. 
  21.  Per  tutti  gli  edifici  e  gli  impianti  termici  nuovi   o
ristrutturati, e' prescritta l'installazione di  dispositivi  per  la
regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli  locali
o nelle singole zone aventi caratteristiche  di  uso  ed  esposizioni
uniformi al fine di non determinare  sovrariscaldamento  per  effetto
degli   apporti   solari   e   degli   apporti   gratuiti    interni.
L'installazione  di  detti  dispositivi  e'  aggiuntiva  rispetto  ai
sistemi di regolazione di cui all'articolo 7, commi 2, 4, 5 e 6,  del
decreto Presidente  della  Repubblica  26  agosto  1993,  n.  412,  e
successive  modificazioni,  e  deve  comunque   essere   tecnicamente
compatibile con l'eventuale sistema di contabilizzazione. 
  22. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 3 MARZO 2011, N. 28. 
  23. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 3 MARZO 2011, N. 28. 
  24. Per tutte le categorie di edifici, cosi' come  classificati  in
base  alla  destinazione  d'uso  all'articolo  3  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, nel caso di nuova
costruzione di edifici pubblici e privati e di ristrutturazione degli
stessi conformemente all'articolo 3, comma 2, lettera a), del decreto
legislativo,  e'  obbligatoria  la   predisposizione   delle   opere,
riguardanti l'involucro dell'edificio e gli  impianti,  necessarie  a
favorire il collegamento a reti di  teleriscaldamento,  nel  caso  di
presenza di tratte di rete ad una distanza inferiore  a  metri  1.000
ovvero in presenza di progetti  approvati  nell'ambito  di  opportuni
strumenti pianificatori. 
  25. Il  progettista  dovra'  inserire  i  calcoli  e  le  verifiche
previste  dal  presente  articolo  nella  relazione   attestante   la
rispondenza alle prescrizioni per  il  contenimento  del  consumo  di
energia degli edifici e relativi  impianti  termici,  che,  ai  sensi
dell'articolo 28, comma 1, della legge 9  gennaio  1991,  n.  10,  il
proprietario dell'edificio, o  chi  ne  ha  titolo,  deve  depositare
presso le amministrazioni competenti secondo le disposizioni vigenti,
in  doppia  copia,  insieme  alla  denuncia  dell'inizio  dei  lavori
relativi alle opere di cui agli articoli 25 e 26 della stessa  legge.
Schemi e modalita' di riferimento per la compilazione delle relazioni
tecniche sono riportati nell'allegato E al  decreto  legislativo.  Ai
fini della piu' estesa applicazione dell'articolo 26, comma 7,  della
legge 9 gennaio 1991, n. 10, negli enti soggetti all'obbligo  di  cui
all'articolo 19 della stessa legge, tale relazione progettuale dovra'
essere  obbligatoriamente  integrata   attraverso   attestazione   di
verifica sulla applicazione della norma predetta a tale fine  redatta
dal Responsabile per la conservazione e l'uso razionale  dell'energia
nominato. 
  26. I calcoli e le verifiche necessari  al  rispetto  del  presente
decreto sono eseguiti utilizzando metodi che  garantiscano  risultati
conformi alle migliori regole tecniche. Si considerano rispondenti  a
tale requisito le norme tecniche predisposte dagli organismi deputati
a livello nazionale o comunitario, quali ad esempio l'UNI e il CEN, o
altri metodi di calcolo  recepiti  con  decreto  del  Ministro  dello
sviluppo economico. 
  27. L'utilizzo di altri metodi,  procedure  e  specifiche  tecniche
sviluppati da organismi istituzionali  nazionali,  quali  l'ENEA,  le
universita' o gli istituti del CNR, e' possibile,  motivandone  l'uso
nella relazione tecnica di progetto di cui al  comma  25,  purche'  i
risultati conseguiti risultino equivalenti o conservativi rispetto  a
quelli ottenibili con i metodi di calcolo precedentemente detti.  Nel
calcolo rigoroso della prestazione energetica  dell'edificio  occorre
prendere in considerazione i seguenti elementi: 
   a) lo scambio termico per trasmissione tra l'ambiente climatizzato
e l'ambiente esterno; 
   b) lo scambio termico per ventilazione (naturale e meccanica); 
   c) lo scambio termico per trasmissione  e  ventilazione  tra  zone
adiacenti a temperatura diversa; 
   d) gli apporti termici interni; 
   e) gli apporti termici solari; 
   f) l'accumulo del calore nella massa dell'edificio; 
   g)   l'eventuale   controllo    dell'umidita'    negli    ambienti
climatizzati; 
   h) le modalita' di emissione del calore negli impianti  termici  e
le corrispondenti perdite di energia; 
   i) le modalita' di distribuzione del calore negli impianti termici
e le corrispondenti perdite di energia; 
   l) le modalita' di accumulo del calore negli impianti termici e le
corrispondenti perdite di energia; 
   m) le modalita' di generazione  del  calore  e  le  corrispondenti
perdite di energia; 
   n) l'effetto di eventuali sistemi impiantistici per l'utilizzo  di
fonti rinnovabili di energia; 
   o) per gli edifici di nuova costruzione del settore terziario  con
volumetria maggiore di 10.000 mc, l'influenza dei fenomeni  dinamici,
attraverso l'uso di opportuni modelli di simulazione,  salvo  che  si
possa dimostrare la  scarsa  rilevanza  di  tali  fenomeni  nel  caso
specifico. 
                                                                ((2)) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (2) 
  Il D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, come modificato dal D.L. 4 giugno
2013, n. 63, convertito con modificazioni dalla L. 3 agosto 2013,  n.
90 ha disposto (con l'art.  16,  comma  4-bis)  che  "Dalla  data  di
entrata in vigore dei decreti di cui  all'articolo  4,  comma  1,  e'
abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n.
59".