DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 giugno 2000, n. 230

Regolamento recante norme sull'ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della liberta'.

note: Entrata in vigore del decreto: 6-9-2000
L'atto e' integrato con le correzioni apportate dall'errata-corrige pubblicato in G.U. 24/08/2000, n. 197 durante il periodo di "vacatio legis". E' possibile visualizzare la versione originaria accedendo al pdf della relativa Gazzetta Ufficiale di pubblicazione.
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/06/2020)
Testo in vigore dal: 30-6-2020
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 39 
                      Corrispondenza telefonica 
 
  1. In ogni istituto sono installati uno o piu' telefoni secondo  le
occorrenze. 
  2. I condannati e gli  internati  possono  essere  autorizzati  dal
direttore  dell'istituto  alla  corrispondenza   telefonica   con   i
congiunti e conviventi, ovvero,  allorche'  ricorrano  ragionevoli  e
verificati motivi, con persone diverse dai  congiunti  e  conviventi,
una volta alla settima. Essi possono, altresi', essere autorizzati ad
effettuare una corrispondenza telefonica, con i familiari  o  con  le
persone conviventi, in occasione del loro rientro  nell'istituto  dal
permesso o dalla licenza. Quando si tratta di  detenuti  o  internati
per uno dei delitti  previsti  dal  primo  periodo  del  primo  comma
dell'articolo 4-bis della legge, e per i quali si applichi il divieto
dei benefici ivi previsto, il numero dei colloqui telefonici non puo'
essere superiore a due al mese. 
  3. L'autorizzazione puo' essere concessa, oltre i limiti  stabiliti
nel comma 2, in considerazione di motivi di urgenza o di  particolare
rilevanza, se la stessa si svolga con prole di eta' inferiore a dieci
anni, nonche' in caso di trasferimento del detenuto. ((7)) 
  4. Gli imputati  possono  essere  autorizzati  alla  corrispondenza
telefonica, con la frequenza e le modalita' di cui ai commi  2  e  3,
dall'autorita' giudiziaria procedente o, dopo la  sentenza  di  primo
grado, dal magistrato di sorveglianza. 
  5.   Il   detenuto   o   l'internato   che   intende   intrattenere
corrispondenza   telefonica   deve    rivolgere    istanza    scritta
all'autorita' competente, indicando il numero telefonico richiesto  e
le persone con cui deve corrispondere. L'autorizzazione  concessa  e'
efficace fino a che non ne intervenga la revoca. Nei casi di  cui  ai
commi 2 e  3,  il  richiedente  deve  anche  indicare  i  motivi  che
consentono l'autorizzazione, che resta efficace,  se  concessa,  solo
fino  a  che  sussistono  i  motivi  indicati.  La  decisione   sulla
richiesta, sia in caso di accoglimento che di  rigetto,  deve  essere
motivata. 
  6.  Il  contatto   telefonico   viene   stabilito   dal   personale
dell'istituto con le modalita' tecnologiche  disponibili.  La  durata
massima di ciascuna conversazione telefonica e' di dieci minuti. 
  7. L'autorita'  giudiziaria  competente  a  disporre  il  visto  di
controllo sulla corrispondenza epistolare, ai sensi dell'articolo  18
della legge, puo' disporre che le conversazioni  telefoniche  vengano
ascoltate e registrate a mezzo di idonee apparecchiature.  E'  sempre
disposta la registrazione delle conversazioni telefoniche autorizzate
su  richiesta  di  detenuti  o  internati  per   i   reati   indicati
nell'articolo 4-bis della legge. 
  8.   La   corrispondenza   telefonica   e'   effettuata   a   spese
dell'interessato, anche mediante scheda telefonica prepagata. 
  9. La contabilizzazione della spesa avviene per ciascuna telefonata
e contestualmente ad essa. 
  10.  In  caso  di   chiamata   dall'esterno,   diretta   ad   avere
corrispondenza  telefonica  con   i   detenuti   e   gli   internati,
all'interessato puo' essere data solo  comunicazione  del  nominativo
dichiarato dalla persona che  ha  chiamato,  sempre  che  non  ostino
particolari motivi di cautela. Nel caso in cui la  chiamata  provenga
da congiunto o convivente  anch'esso  detenuto,  si  da'  corso  alla
conversazione, purche' entrambi siano stati regolarmente  autorizzati
ferme restando le disposizioni di cui al comma 7. 
 
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AGGIORNAMENTO (7) 
  Il D.L. 30 aprile 2020, n. 28, convertito con  modificazioni  dalla
L. 25 giugno 2020, n. 70, ha disposto (con l'art. 2-quinquies,  comma
2) che il comma 3 del presente articolo cessa di avere efficacia.