DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 luglio 1998, n. 322

Regolamento recante modalita' per la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi, all'imposta regionale sulle attivita' produttive e all'imposta sul valore aggiunto, ai sensi dell'articolo 3, comma 136, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

note: Entrata in vigore del decreto: 22-9-1998 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/04/2020)
Testo in vigore dal: 22-9-1998
al: 2-3-2000
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                               Art. 4.
                Dichiarazione dei sostituti d'imposta

  1. Salvo quanto previsto per la dichiarazione unificata, i soggetti
indicati  nel  titolo III del decreto del Presidente della Repubblica
29  settembre 1973, n. 600, obbligati ad operare ritenute alla fonte,
che   corrispondono  compensi,  sotto  qualsiasi  forma,  soggetti  a
ritenute  alla  fonte  secondo  le  disposizioni dello stesso titolo,
presentano  annualmente  una  dichiarazione  unica, anche ai fini dei
contributi  dovuti  all'Istituto  nazionale per la previdenza sociale
(INPS) e dei premi dovuti all'Istituto nazionale per le assicurazioni
contro   gli  infortuni  sul  lavoro  (INAIL),  relativa  a  tutti  i
percipienti.
  2.  La  dichiarazione  indica  i  dati e gli elementi necessari per
l'individuazione  del  sostituto  d'imposta,  per  la  determinazione
dell'ammontare dei compensi, sotto qualsiasi forma corrisposti, delle
ritenute, dei contributi e dei premi, nonche' per l'effettuazione dei
controlli   e   gli   altri   elementi   richiesti   nel  modello  di
dichiarazione,  esclusi  quelli  che  l'amministrazione  finanziaria,
l'INPS   e   l'INAIL  sono  in  grado  di  acquisire  direttamente  e
sostituisce   le   dichiarazioni  previste  ai  fini  contributivi  e
assicurativi.
  3.  Con decreto del Ministro delle finanze, emanato di concerto con
i  Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
e  del  lavoro  e della previdenza sociale, la dichiarazione unica di
cui  al  comma  1  puo' essere estesa anche ai contributi dovuti agli
altri enti e casse.
  4.  Le attestazioni comprovanti il versamento delle ritenute e ogni
altro  documento  previsto  dal  decreto  di  cui all'articolo 1 sono
conservati  per il periodo previsto dall'articolo 43, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e sono esibiti
o  trasmessi,  su richiesta, all'ufficio competente. La conservazione
delle attestazioni relative ai versamenti contributivi e assicurativi
resta disciplinata dalle leggi speciali.
  5.  Salvo l'obbligo di presentazione telematica della dichiarazione
da  parte  dei  soggetti  di  cui  all'articolo  3,  comma 2, nonche'
l'obbligo   di   presentazione  di  dichiarazione  unificata  di  cui
all'articolo  3, comma 1, secondo periodo, i sostituti d'imposta che,
durante  il  periodo  di  imposta  cui la dichiarazione si riferisce,
abbiano   corrisposto   compensi  o  emolumenti,  anche  per  periodi
discontinui  o  inferiori  a  dodici  mensilita',  ad  un  numero  di
lavoratori  dipendenti  non inferiore alle venti unita' presentano la
dichiarazione  di cui al presente articolo mediante la consegna ad un
ufficio   della   Poste   italiane   S.p.a.  di  supporti  magnetici,
predisposti   sulla   base   di   programmi   elettronici  forniti  o
prestabiliti dall'amministrazione finanziaria.
  6.  La  dichiarazione  non  e' presentata per i compensi e le altre
somme  soggetti  a  ritenuta  su compensi e altri redditi corrisposti
dallo  Stato,  ai  sensi  dell'articolo 29 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
           Note all'art. 4:
            -    Per  il   testo   dell'art.   43 del   decreto   del
          Presidente   della Repubblica 29 settembre  1973,  n.  600,
          vedi in nota all'art. 3.
            -  Il testo dell'art. 29 del decreto del Presidente della
          Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e' il seguente:
            "Art. 29  (Ritenuta    sui  compensi  e  altri    redditi
          corrisposti  dallo Stato).  - 1.  Le amministrazioni  dello
          Stato,  comprese quelle   con ordinamento  autonomo,    che
          corrispondono  le    somme e i valori   di cui all'art. 23,
          devono effettuare   all'atto del pagamento    una  ritenuta
          diretta    in  acconto    dell'imposta  sul   reddito delle
          persone fisiche dovuta  dai  percipienti. La  ritenuta   e'
          operata con  le  seguenti modalita':
            a)  sulla  parte  imponibile delle somme e dei valori, di
          cui all'art.   48, del  testo  unico  delle    imposte  sui
          redditi,  approvato  con  decreto  del  Presidente    della
          Repubblica   22 dicembre   1986, n.   917,  esclusi  quelli
          indicati    alle  successive    lettere b)   e c),   aventi
          carattere fisso  e  continuativo,  con  i  criteri  e    le
          modalita' di cui al comma 2 dell'art. 23;
            b)  sulle  mensilita'  aggiuntive  e   sui compensi della
          stessa natura, nonche' su   ogni  altra  somma  o    valore
          diversi  da  quelle    di cui alla lettera a) e sulla parte
          imponibile delle indennita' di cui all'art.  48,  commi  5,
          6,  7   e   8 del   citato   testo unico,  con la  aliquota
          applicabile allo scaglione di reddito   piu' elevato  della
          categoria o classe  di stipendio  del percipiente  all'atto
          del    pagamento o,   in mancanza, con l'aliquota del primo
          scaglione di reddito;
            c)  sugli    emolumenti  arretrati  relativi    ad   anni
          precedenti  di cui all'art.  16, comma  1, lettera  b), del
          citato  testo    unico, con   i criteri di cui all'art. 18,
          dello  stesso   testo   unico,   intendendo   per   reddito
          complessivo    netto  l'ammontare  globale dei   redditi di
          lavoro  dipendente    corrisposti    dal    sostituto    al
          sostituito  nel  biennio precedente;
            d)  sulla  parte  imponibile  del    trattamento  di fine
          rapporto e delle indennita'  equipollenti e   delle   altre
          indennita'    e    somme di   cui all'art.   16, comma   1,
          lettera a),  del citato  testo  unico con  i criteri di cui
          all'art. 17, dello stesso testo unico;
            e) sulla parte imponibile delle somme   e valori  di  cui
          all'art.   48,  del  citato  testo    unico,  non  compresi
          nell'art. 16,   comma 1, lettera  a),  dello  stesso  testo
          unico,    corrisposti  agli eredi, con l'aliquota stabilita
          per il primo scaglione di reddito.
            2.   Gli uffici    che  dispongono    il  pagamento    di
          emolumenti    aventi  carattere fisso e continuativo devono
          effettuare entro il 28 febbraio o entro due mesi dalla data
          di  cessazione  del  rapporto,  se  questa   e'   anteriore
          all'anno, il conguaglio di cui  al comma 3 dell'art. 23 con
          le modalita' in esso stabilite.  A tal fine, all'inizio del
          rapporto,  il  sostituito  deve  specificare  quale   delle
          opzioni previste al  comma  2    dell'art.    23    intende
          adottare    in  caso  di  incapienza  delle retribuzioni  a
          subire il   prelievo   delle   imposte. Ai    fini    delle
          operazioni   di   conguaglio    i  soggetti  e  gli   altri
          organi  che corrispondono compensi   e  retribuzioni    non
          aventi  carattere   fisso e continuativo  devono comunicare
          ai  predetti uffici,  entro la  fine dell'anno e, comunque,
          non oltre  il 12 gennaio dell'anno successivo,  l'ammontare
          delle    somme    corrisposte,  l'importo  degli  eventuali
          contributi previdenziali  e assistenziali,  compresi quelli
          a carico del  datore di  lavoro e  le ritenute  effettuate.
          Per   le somme   e  i  valori  a  carattere  ricorrente  la
          comunicazione   deve   essere   effettuata  su     supporto
          magnetico  secondo specifiche   tecniche   approvate    con
          apposito  decreto  del Ministro del tesoro, di concerto con
          il Ministro delle    finanze.  Qualora,    alla    data  di
          cessazione    del  rapporto    di lavoro, l'ammontare degli
          emolumenti dovuti non consenta  la  integrale  applicazione
          della     ritenuta   di    conguaglio,  la   differenza  e'
          recuperata  mediante ritenuta  sulle competenze   di  altra
          natura  che  siano liquidate   anche da  altro soggetto  in
          dipendenza  del cessato rapporto di  lavoro.  Si  applicano
          anche le disposizioni dell'art. 23, comma 4.
            3.  Le  amministrazioni  della  Camera  dei deputati, del
          Senato e  della  Corte    costituzionale,  nonche'    della
          Presidenza   della Repubblica  e degli  organi  legislativi
          delle  regioni a  statuto  speciale,  che corrispondono  le
          somme  e    i  valori    di cui   al comma   1, effettuano,
          all'atto    del    pagamento,    una  ritenuta    d'acconto
          dell'imposta    sul  reddito delle   persone fisiche  con i
          criteri  indicati    nello  stesso  comma.    Le   medesime
          amministrazioni,  all'atto  del pagamento  delle indennita'
          e  degli   assegni vitalizi  di cui  all'art. 47,  comma 1,
          lettera g), del testo unico   delle  imposte  sui  redditi,
          approvato  con decreto del  Presidente della  Repubblica 22
          dicembre 1986,  n. 917, applicano una ritenuta  a titolo di
          acconto  dell'imposta sul reddito delle   persone  fisiche,
          commisurata  alla   parte imponibile  di dette indennita' e
          assegni,  con le aliquote determinate   secondo  i  criteri
          indicati  nel  comma 1. Si applicano le disposizioni di cui
          al comma 2.
            4. Nel  caso in  cui la ritenuta  da operare sui   valori
          di    cui  ai commi   precedenti   non trovi  capienza,  in
          tutto  o in  parte,  sui contestuali pagamenti  in  denaro,
          il  sostituito  e'  tenuto a versare al sostituto l'importo
          corrispondente all'ammontare della ritenuta.
            5. Le amministrazioni di  cui al comma 1, e  quelle    di
          cui  al  comma  3,  che corrispondono i compensi e le altre
          somme di cui agli articoli 24, 25,  25-bis e  28 effettuano
          all'atto   del  pagamento    le  ritenute  stabilite  dalle
          disposizioni stesse".