DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 3 giugno 1998, n. 252

Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia.

note: Entrata in vigore del decreto: 28-9-1998 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 13/12/2012)
Testo in vigore dal: 28-12-2012
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 10. 
                      Informazioni del prefetto 
 
  1. Salvo  quanto  previsto  dall'articolo  1,  ed  in  deroga  alle
disposizioni dell'articolo 4 del decreto legislativo 8  agosto  1994,
n. 490, fatto salvo il divieto di frazionamento di cui al comma 2 del
predetto articolo, le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici  e
gli altri  soggetti  di  cui  all'articolo  1,  devono  acquisire  le
informazioni di cui al  comma  2  del  presente  articolo,  prima  di
stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti, ovvero
prima di rilasciare o consentire le concessioni o erogazioni indicati
nell'articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575,  il  cui  valore
sia: 
  a) pari o superiore a quello determinato dalla legge in  attuazione
delle direttive comunitarie in materia di opere  e  lavori  pubblici,
servizi pubblici e pubbliche forniture, indipendentemente dai casi di
esclusione ivi indicati; 
  b) superiore a 300 milioni di lire  per  le  concessioni  di  acque
pubbliche o  di  beni  demaniali  per  lo  svolgimento  di  attivita'
imprenditoriali,   ovvero   per   la   concessione   di   contributi,
finanziamenti e agevolazioni su mutuo o altre erogazioni dello stesso
tipo per lo svolgimento di attivita' imprenditoriali; 
  c)  superiore  a  300  milioni  di  lire  per  l'autorizzazione  di
subcontratti, cessioni o cottimi,  concernenti  la  realizzazione  di
opere o lavori pubblici o  la  prestazione  di  servizi  o  forniture
pubbliche. 
  2.  Quando,  a  seguito  delle  verifiche  disposte  dal  prefetto,
emergono elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa nelle
societa' o imprese interessate, le amministrazioni cui  sono  fornite
le  relative  informazioni,  non  possono  stipulare,   approvare   o
autorizzare i contratti o subcontratti, ne' autorizzare, rilasciare o
comunque consentire le concessioni e le erogazioni. 
  3.    Le    informazioni    del    prefetto,     sono     richieste
dall'amministrazione interessata, indicando l'oggetto e il valore del
contratto,  subcontratto,  concessione  o  erogazione  ed  allegando,
esclusivamente, copia  del  certificato  di  iscrizione  dell'impresa
presso la camera di commercio, industria, artigianato  e  agricoltura
corredato della apposita dicitura antimafia.  Nel  caso  di  societa'
consortili  o  di  consorzi,  il  certificato  e'  integrato  con  la
indicazione dei consorziati che detengono una quota superiore al  10%
del capitale o del fondo  consortile,  nonche'  dei  consorziati  per
conto dei quali la societa' consortile o il consorzio opera  in  modo
esclusivo  nei  confronti  della  pubblica  amministrazione.  Per  le
imprese di costruzioni il certificato e' integrato con  l'indicazione
del direttore tecnico. 
  4. In luogo o ad integrazione del certificato di  cui  al  comma  3
puo' essere allegata  una  dichiarazione  del  legale  rappresentante
recante le medesime indicazioni. 
  5. Ai fini di cui ai commi 1 e 2, la richiesta di  informazioni  e'
inoltrata al prefetto della provincia nella quale hanno  residenza  o
sede le persone fisiche, le imprese, le associazioni, le societa' o i
consorzi interessati ai contratti e subcontratti di cui al  comma  1,
lettere a) e c), o che siano destinatari degli atti di concessione  o
erogazione di cui alla lettera b) dello stesso comma 1. 
  6. La richiesta puo' essere effettuata anche dal  soggetto  privato
interessato o da persona da questi  specificamente  delegata,  previa
comunicazione all'amministrazione  destinataria  di  voler  procedere
direttamente a tale adempimento. La delega  deve  risultare  da  atto
recante sottoscrizione autenticata e deve essere  esibita  unitamente
ad un  documento  di  identificazione  personale.  In  ogni  caso  la
prefettura    fa    pervenire    le     informazioni     direttamente
all'amministrazione indicata dal richiedente. 
  7. Ai fini di cui al comma 2 le situazioni relative ai tentativi di
infiltrazione mafiosa sono desunte: 
  a) dai provvedimenti che  dispongono  una  misura  cautelare  o  il
giudizio, ovvero che recano una condanna  anche  non  definitiva  per
taluno dei delitti di cui agli articoli 629, 644, 648-bis, e  648-ter
del codice penale, o dall'articolo 51, comma  3-bis,  del  codice  di
procedura penale; 
  b) dalla proposta o dal provvedimento  di  applicazione  di  taluna
delle misure di cui agli articoli  2-bis,  2-ter,  3-bis  e  3-quater
della legge 31 maggio 1965, n. 575; 
  c) dagli accertamenti disposti dal prefetto anche  avvalendosi  dei
poteri  di  accesso  e  di   accertamento   delegati   dal   Ministro
dell'interno, ovvero richiesti ai prefetti competenti per  quelli  da
effettuarsi in altra provincia. 
  8. La  prefettura  competente  estende  gli  accertamenti  pure  ai
soggetti, residenti nel territorio dello Stato, che  risultano  poter
determinare in qualsiasi modo le scelte o gli indirizzi  dell'impresa
e,  anche  sulla  documentata  richiesta  dell'interessato,  aggiorna
l'esito delle informazioni al venir meno delle circostanze  rilevanti
ai fini dell'accertamento dei tentativi di infiltrazione mafiosa. 
  9. Le disposizioni  dell'articolo  1-septies  del  decreto-legge  6
settembre 1982, n. 629, convertito, con modificazioni, dalla legge 12
ottobre 1982, n. 726, come successivamente integrato dalla  legge  15
novembre 1988, n. 486, non si applicano  alle  informazioni  previste
dal presente articolo, salvo che gli elementi o le altre  indicazioni
fornite siano  rilevanti  ai  fini  delle  valutazioni  discrezionali
ammesse dalla legge. Sono  fatte  salve  le  procedure  di  selezione
previste dalle disposizioni in vigore in materia di appalti, comprese
quelle di recepimento di direttive europee. (2) ((4)) 
 
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AGGIORNAMENTO (2) 
  Il D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159, ha disposto  (con  l'art.  116,
comma 4) che "Dalla data di entrata in vigore delle disposizioni  del
libro II, capi I, II, III e IV, i richiami  agli  articoli  1-septies
del  decreto-legge  6  settembre  1982,  n.  629,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 12 ottobre 1982, n. 726, e 4 e  5-bis  del
decreto legislativo  8  agosto  1994,  n.  490  nonche'  quelli  alle
disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica  3
giugno 1998, n. 252 e nel decreto del Presidente della  Repubblica  2
agosto 2010, n. 150, ovunque presenti,  si  intendono  riferiti  alle
corrispondenti disposizioni contenute nel presente decreto". 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 120, comma 2, lettera c)) che dalla
data di entrata in vigore delle disposizioni del libro II,capi I, II,
III e IV del medesimo decreto, e' abrogato il D.P.R. 3  giugno  1998,
n. 252. 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159, come modificato dal  D.Lgs.  15
novembre 2012, n. 218, ha disposto: 
  - (con l'art. 116, comma 4) che "Dalla data di  entrata  in  vigore
delle disposizioni del libro II, capi I, II, III  e  IV,  i  richiami
agli articoli 4 e 5-bis del decreto legislativo 8 agosto 1994, n. 490
nonche' quelli alle disposizioni contenute nel decreto del Presidente
della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252 e nel decreto  del  Presidente
della  Repubblica  2  agosto  2010,  n.  150,  ovunque  presenti,  si
intendono riferiti alle  corrispondenti  disposizioni  contenute  nel
presente decreto"; 
  - (con l'art. 120, comma 2, lettera b)) che a decorrere dalla  data
di cui all'articolo 119, comma 1 del medesimo decreto e' abrogato  il
D.lgs. 8 agosto 1994, n. 490.