DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 settembre 1997, n. 357

Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat natuali e seminaturali, nonche' della flora e della fauna selvatiche.

note: Entrata in vigore del decreto: 24-10-1997 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/02/2022)
Testo in vigore dal: 20-9-2019
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 2 
                             Definizioni 
 
  1. Ai fini del  presente  regolamento  sono  adottate  le  seguenti
definizioni: 
    a) conservazione: un complesso di misure necessarie per mantenere
o ripristinare gli habitat naturali e le  popolazioni  di  specie  di
fauna e flora selvatiche in uno  stato  soddisfacente  come  indicato
nelle lettere e) ed i) del presente articolo; 
    b) habitat naturali:  le  zone  terrestri  o  acquatiche  che  si
distinguono in base alle loro caratteristiche geografiche,  abiotiche
e biotiche, interamente naturali o seminaturali; 
    c)  habitat  naturali  di  interesse  comunitario:  gli   habitat
naturali, indicati nell'allegato A, che, nel  territorio  dell'Unione
europea, alternativamente: 
      1) rischiano di scomparire nella  loro  area  di  distribuzione
naturale; 
      2) hanno un'area di distribuzione naturale  ridotta  a  seguito
della  loro  regressione  o  per  il  fatto  che  la  loro  area   e'
intrinsecamente ridotta; 
      3) costituiscono esempi notevoli di caratteristiche tipiche  di
una o piu' delle  cinque  regioni  biogeografiche  seguenti:  alpina,
atlantica, continentale, macaronesica e mediterranea; 
    d) tipi  di  habitat  naturali  prioritari:  i  tipi  di  habitat
naturali  che  rischiano  di  scomparire  per  la  cui  conservazione
l'Unione  europea  ha  una  responsabilita'   particolare   a   causa
dell'importanza della loro area di distribuzione naturale e che  sono
evidenziati nell'allegato A al presente regolamento con un  asterisco
(*); 
    e) stato di conservazione di un habitat naturale: l'effetto della
somma dei fattori che influiscono sull'habitat naturale nonche' sulle
specie tipiche che in esso si trovano, che possono alterarne, a lunga
scadenza, la distribuzione naturale,  la  struttura  e  le  funzioni,
nonche' la sopravvivenza  delle  sue  specie  tipiche.  Lo  stato  di
conservazione di un  habitat  naturale  e'  definito  "soddisfacente"
quando: 
      1) la sua area di distribuzione naturale e  la  superficie  che
comprende sono stabili o in estensione; 
      2) la struttura e le  funzioni  specifiche  necessarie  al  suo
mantenimento  a  lungo  termine  esistono  e  possono  continuare  ad
esistere in un futuro prevedibile; 
      3)  lo  stato  di  conservazione  delle   specie   tipiche   e'
soddisfacente e corrisponde a quanto indicato nella  lettera  i)  del
presente articolo; 
    f) habitat di una specie: ambiente definito da fattori abiotici e
biotici specifici in cui vive la specie in una  delle  fasi  del  suo
ciclo biologico; 
    g) specie di interesse comunitario:  le  specie,  indicate  negli
allegati  B,  D  ed  E,  che,  nel  territorio  dell'Unione  europea,
alternativamente: 
      1) sono in pericolo con l'esclusione di quelle la cui  area  di
distribuzione naturale si estende in modo  marginale  sul  territorio
dell'Unione europea e  che  non  sono  in  pericolo  ne'  vulnerabili
nell'area del paleartico occidentale; 
      2) sono vulnerabili, quando il loro passaggio  nella  categoria
delle specie in pericolo e' ritenuto probabile in un prossimo futuro,
qualora persistano i fattori alla base di tale rischio; 
      3) sono rare, quando le popolazioni sono di piccole  dimensioni
e, pur non essendo  attualmente  ne'  in  pericolo  ne'  vulnerabili,
rischiano  di  diventarlo  a  prescindere  dalla  loro  distribuzione
territoriale; 
      4) endemiche e richiedono particolare attenzione, a causa della
specificita' del loro habitat o delle incidenze potenziali  del  loro
sfruttamento sul loro stato di conservazione; 
    h) specie prioritarie: le specie  di  cui  alla  lettera  g)  del
presente articolo per la cui conservazione l'Unione  europea  ha  una
responsabilita' particolare a causa dell'importanza della  loro  area
di distribuzione naturale e che sono evidenziate nell'allegato  B  al
presente regolamento con un asterisco (*); 
    i) stato di conservazione di una specie:  l'effetto  della  somma
dei fattori che, influendo sulle specie, possono  alterarne  a  lungo
termine  la  distribuzione  e  l'importanza  delle  popolazioni   nel
territorio  dell'Unione  europea.  Lo  stato  di   conservazione   e'
considerato "soddisfacente" quando: 
      1) i dati relativi all'andamento delle popolazioni della specie
indicano che essa continua e  puo'  continuare  a  lungo  termine  ad
essere un elemento vitale degli habitat naturali cui appartiene; 
      2) l'area di distribuzione naturale  delle  specie  non  e'  in
declino ne' rischia di declinare in un futuro prevedibile; 
      3) esiste e continuera' probabilmente ad  esistere  un  habitat
sufficiente affinche'  le  sue  popolazioni  si  mantengano  a  lungo
termine; 
    l) sito: un'area geograficamente definita, la cui superficie  sia
chiaramente delimitata; 
    m) sito di importanza comunitaria: un sito che e' stato  inserito
nella lista dei siti selezionati dalla  Commissione  europea  e  che,
nella o nelle regioni biogeografiche cui appartiene, contribuisce  in
modo significativo a mantenere o a ripristinare un  tipo  di  habitat
naturale di cui all'allegato A o di una specie di cui all'allegato  B
in uno stato di conservazione  soddisfacente  e  che  puo',  inoltre,
contribuire in modo significativo alla coerenza della rete  ecologica
"Natura 2000"  di  cui  all'articolo  3,  al  fine  di  mantenere  la
diversita' biologica nella  regione  biogeografica  o  nelle  regioni
biogeografiche in questione. Per le specie animali che occupano  ampi
territori, i siti di importanza comunitaria corrispondono ai  luoghi,
all'interno della loro area di distribuzione naturale, che presentano
gli  elementi  fisici  o  biologici  essenziali  alla  loro  vita   e
riproduzione; 
    m-bis) proposto sito di importanza comunitaria  (pSic):  un  sito
individuato  dalle  regioni  e  province  autonome,   trasmesso   dal
Ministero  dell'ambiente  e  della   tutela   del   territorio   alla
Commissione europea, ma non ancora inserito negli elenchi  definitivi
dei siti selezionati dalla Commissione europea; 
    n)  zona  speciale  di  conservazione:  un  sito  di   importanza
comunitaria designato in base all'articolo 3, comma 2,  in  cui  sono
applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o  al
ripristino,  in  uno  stato  di  conservazione  soddisfacente,  degli
habitat naturali o delle popolazioni delle specie per cui il sito  e'
designato; 
    o) esemplare: qualsiasi animale o pianta,  vivi  o  morti,  delle
specie elencate nell'allegato D e nell'allegato E e  qualsiasi  bene,
parte o prodotto che risultano essere ottenuti dall'animale  o  dalla
pianta di tali specie, in base ad un  documento  di  accompagnamento,
all'imballaggio, al marchio impresso, all'etichettatura o ad un altro
elemento di identificazione; 
    o-bis)  specie:  insieme  di   individui   (o   di   popolazioni)
attualmente o  potenzialmente  interfecondi,  illimitatamente  ed  in
natura, isolato riproduttivamente da altre specie; 
    o-ter) popolazione: insieme di individui di una stessa specie che
vivono in una determinata area geografica; 
    o-quater) ibrido: individuo risultante dall'incrocio di  genitori
appartenenti a specie diverse. Il termine viene  correntemente  usato
anche per gli individui risultanti da incroci tra diverse sottospecie
(razze geografiche) della stessa specie o di specie selvatiche con le
razze domestiche da esse originate; 
    o-quinquies) autoctona:  popolazione  o  specie  che  per  motivi
storico-ecologici e' indigena del territorio italiano; 
    o-sexies) non autoctona: popolazione o specie non  facente  parte
originariamente della fauna indigena italiana; 
    p) aree di collegamento ecologico funzionale: le aree che, per la
loro struttura lineare e  continua  (come  i  corsi  d'acqua  con  le
relative sponde, o i sistemi tradizionali di delimitazione dei campi)
o il loro ruolo di  collegamento  (come  le  zone  umide  e  le  aree
forestali)  sono  essenziali  per  la  migrazione,  la  distribuzione
geografica e lo scambio genetico di specie selvatiche; 
    q) reintroduzione: traslocazione finalizzata  a  ristabilire  una
polazione di una determinata entita' animale o vegetale in una  parte
del suo areale di documentata  presenza  naturale  in  tempi  storici
nella quale risulti estinta; 
    r) introduzione: immissione di un esemplare animale o vegetale in
un territorio posto al di  fuori  della  sua  area  di  distribuzione
naturale. 
    ((r-bis)   immissione:   qualsiasi   azione   di    introduzione,
reintroduzione  e  ripopolamento  di  esemplari  di   specie   e   di
popolazioni non autoctone.))