DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 21 settembre 1994, n. 698

Regolamento recante norme sul riordinamento dei procedimenti in materia di riconoscimento delle minorazioni civili e sulla concessione dei benefici economici.

note: Entrata in vigore del decreto: 6/1/1995 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/05/1996)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 6-1-1995
attiva riferimenti normativi
                               Art. 5.
                  Decorrenza dei benefici economici
  1. I benefici economici di cui al comma 1 dell'art. 4, riconosciuti
dai  prefetti,  decorrono  dal   mese   successivo   alla   data   di
presentazione  della  domanda di accertamento sanitario alla U.S.L. o
dalla diversa successiva data eventualmente indicata dalle competenti
commissioni sanitarie.
  2. L'ente erogatore di provvidenze economiche ai minorati civili e'
tenuto a corrispondere sulle prestazioni dovute gli interessi legali,
secondo le norme previste dal codice civile.
  3. I beneficiari di provvidenze erogate dal Ministero dell'interno,
a titolo di invalidita' civile, cecita' civile e  sordomutismo,  sono
tenuti  a comunicare, entro trenta giorni, alle competenti prefetture
ogni mutamento delle condizioni e dei  requisiti  di  assistibilita',
previsti dalla legge per la concessione delle provvidenze stesse.
  4.  Ferma  restando  la competenza del Ministero del tesoro per gli
accertamenti previsti dall'art. 3, comma  10,  del  decreto-legge  30
maggio  1988,  n.  173, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
luglio 1988, n. 291, e dall'articolo 11 della legge 24 dicembre 1993,
n. 537, gli organi preposti alla concessione dei benefici economici a
favore dei ciechi civili, invalidi civili e sordomuti hanno facolta',
in ogni tempo, di accertare la sussistenza delle  condizioni  per  il
godimento dei benefici previsti.
  5. Nel caso di accertata insussistenza dei requisiti prescritti per
il  godimento  dei  benefici  si da' luogo alla immediata sospensione
cautelativa del pagamento degli stessi, da notificarsi  entro  trenta
giorni  dalla  data  del  provvedimento di sospensione. ll successivo
formale  provvedimento  di  revoca   produce   effetti   dalla   data
dell'accertata  insussistenza  dei  requisiti  prescritti. In caso di
revoca per insussistenza  dei  requisiti,  in  cui  vengono  rilevati
elementi  di  responsabilita'  per  danno  erariale,  i prefetti sono
tenuti ad inviare copia del provvedimento alla Corte  dei  conti  per
eventuali azioni di responsabilita'.
          Note all'art. 5:
             - Si riporta il testo dell'art. 3, comma 10, del D.L. n.
          173/1988, gia' citato: "Con decreto del Ministro del tesoro
          sono  stabiliti  i criteri e le modalita' per verificare la
          permanenza nel  beneficiario  del  possesso  dei  requisiti
          prescritti   per   usufruire  della  pensione,  assegno  od
          indennita' previsti dalle leggi indicate nel comma 1 e  per
          disporne  la  revoca  in  caso  di  insussistenza  di  tali
          requisiti  con  decreto  dello   stesso   Ministro,   senza
          ripetizione  delle  somme  precedentemente corrisposte. Dei
          casi di revoca il Ministro da' comunicazione alla Corte dei
          conti per le eventuali azioni di responsabilita'".
             - Per il testo dell'art. 11  della  legge  n.  537/1993,
          vedi in note alle premesse.