DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 3 luglio 1991, n. 306

Regolamento concernente la residenza in sede dei familiari di dipendenti in servizio all'estero.

note: Entrata in vigore del decreto: 15-10-1991 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 21/05/2003)
Testo in vigore dal: 15-10-1991
                               Art. 2.
  1. Agli effetti delle disposizioni contenute nell'art.  173,  commi
primo,  secondo,  terzo,  quarto e quinto, del decreto del Presidente
della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, concernenti gli aumenti della
indennita' di servizio all'estero  per  situazione  di  famiglia,  si
considerano  residenti  stabilmente nella sede estera i familiari del
dipendente che soggiornino nella sede per almeno nove mesi  all'anno,
salvo quanto previsto dalle disposizioni seguenti.
  2.  Il  periodo minimo di soggiorno nella sede estera, che ai sensi
del comma 1 costituisce il presupposto per determinare  la  residenza
stabile  dei  familiari nella sede, e' ridotto di un mese per le sedi
disagiate e di due mesi per le sedi particolarmente disagiate. Per la
individuazione delle sedi disagiate e particolarmente disagiate si fa
riferimento al decreto emanato dal Ministro degli affari  esteri,  di
concerto  con  il  Ministro del tesoro, in applicazione dell'art. 144
del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18.
  3. In ogni caso,  secondo  quanto  disposto  dall'art.  174,  comma
quarto,  del  decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967,
n. 18, i periodi di assenza dalla sede del  titolare  dell'indennita'
vengono  computati  come  periodo  di  soggiorno  nella sede dei suoi
familiari ai fini del calcolo del periodo necessario a determinare la
residenza stabile in tale sede a norma del comma 1.
          Note all'art. 2:
             - Per il  testo  dell'intero  art.  173  del  D.P.R.  n.
          18/1967 si veda in nota all'art. 1.
             -  Il testo dell'art. 144 del medesimo D.P.R. n. 18/1967
          (Ordinamento dell'Amministrazione degli affari  esteri)  e'
          il seguente:
             "Art.  144  (Residenze  disagiate).  -  Con  decreto del
          Ministro degli affari esteri di concerto  con  il  Ministro
          del  tesoro  sono  stabilite  le  residenze da considerarsi
          disagiate per la notevole distanza  dall'Italia  e  per  le
          condizioni   di   vita   o  di  clima  e  le  residenze  da
          considerarsi particolarmente  disagiate  per  piu'  gravose
          condizioni di vita o di clima.
             Il   servizio   prestato  nelle  residenze  disagiate  e
          particolarmente  disagiate  e'  computato,  ai   fini   del
          trattamento  di  quiescenza, con un aumento rispettivamente
          di sei o di nove dodicesimi.  Nel  servizio  suddetto  sono
          computati  i  periodi  di  viaggio  da  una  ad  altra sede
          disagiata e il congedo.
             Ai fini del computo del  servizio  in  particolare  sedi
          richiesto  dagli  articoli  107,  122  e  127 il periodo di
          servizio  nelle  residenze  particolarmente  disagiate   e'
          valutato con un aumento di sei dodicesimi.
             Il personale in servizio nelle residenze particolarmente
          disagiate  e'  trasferito,  a  richiesta,  dopo due anni di
          effettiva permanenza nella stessa residenza. Salvo che  con
          il  consenso dell'interessato o per particolari esigenze di
          servizio, il predetto personale non puo' essere destinato a
          prestare   servizio   consecutivamente   in   altra    sede
          particolarmente disagiata".
             -  Il  testo vigente del quarto comma dell'art. 174, del
          ripetuto D.P.R. n. 18/1967 e' il seguente: "Fermo  restando
          il  disposto  del sesto comma dell'art. 173, gli aumenti di
          cui al predetto articolo non sono pagabili fino  al  giorno
          in  cui  ciascun familiare raggiunge nella sede di servizio
          il  titolare  dell'indennita'.  Essi,  peraltro,  competono
          dalla  data fissata dal secondo comma del presente articolo
          e anche per i periodi di assenza  dalla  sede,  purche'  il
          tempo   trascorso   fuori  dalla  sede  stessa  non  ecceda
          complessivamente i limiti stabiliti dal regolamento di  cui
          all'art.  173, che non possono comunque essere inferiori ai
          tre mesi per anno di servizio oltre i  periodi  di  assenza
          dalla  sede  del  titolare dell'indennita'; nel caso in cui
          l'assenza del familiare ecceda i limiti  regolamentari,  la
          sospensione  del  pagamento  degli  aumenti ha luogo per il
          periodo eccedente i limiti stessi. In ogni  caso,  ai  fini
          del  calcolo  di indennita', contributi e altri trattamenti
          economici  commisurati  all'indennita'  personale,   questa
          ultima  e'  sempre  computata in base ai primi cinque commi
          dell'art. 173".