DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 dicembre 1986, n. 917

Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 21/06/2022)
Testo in vigore dal: 12-8-2006
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 19 
                     Indennita' di fine rapporto 
 
  1. Il trattamento di  fine  rapporto  costituisce  reddito  per  un
importo  che  si  determina  riducendo   il   suo   ammontare   delle
rivalutazioni gia' assoggettate ad imposta sostitutiva. L'imposta  e'
applicata con l'aliquota determinata con riferimento all'anno in  cui
e' maturato il diritto alla  percezione,  corrispondente  all'importo
che  risulta  dividendo  il  suo  ammontare,  aumentato  delle  somme
destinate alle forme pensionistiche di cui al decreto legislativo  21
aprile 1993, n. 124 e al netto delle rivalutazioni gia'  assoggettate
ad imposta sostitutiva, per il numero degli anni e frazione  di  anno
preso a base di commisurazione,  e  moltiplicando  il  risultato  per
dodici. Gli uffici finanziari provvedono a riliquidare  l'imposta  in
base all'aliquota media di tassazione dei cinque  anni  precedenti  a
quello in cui e' maturato il diritto alla percezione, ((iscrivendo  a
ruolo  le  maggiori  imposte   dovute   ovvero   rimborsando   quelle
spettanti)). 
  1-bis. Se in uno o piu' degli anni indicati al comma 1  non  vi  e'
stato reddito imponibile, l'aliquota media si calcola con riferimento
agli anni in cui vi e' stato reddito imponibile; se non vi  e'  stato
reddito imponibile in alcuno di  tali  anni,  si  applica  l'aliquota
stabilita dall'articolo 11 per il primo scaglione di reddito. 
  1-ter. Qualora il trattamento  di  fine  rapporto  sia  relativo  a
rapporti di lavoro a  tempo  determinato,  di  durata  effettiva  non
superiore a due anni, l'imposta determinata ai sensi del comma  1  e'
diminuita di un importo pari a lire 120 mila per ciascun anno; per  i
periodi inferiori ad un anno, tale importo e' rapportato a  mese.  Se
il rapporto si svolge  per  un  numero  di  ore  inferiore  a  quello
ordinario previsto dai contratti collettivi nazionali di  lavoro,  la
somma e' proporzionalmente ridotta. 
  2. Le altre indennita' e somme indicate alla lettera a) del comma 1
dell'articolo 16, anche se commisurate alla durata  del  rapporto  di
lavoro e anche se corrisposte  da  soggetti  diversi  dal  datore  di
lavoro, sono imponibili per il loro ammontare complessivo,  al  netto
dei  contributi  obbligatori  dovuti  per   legge,   con   l'aliquota
determinata agli effetti del comma 1. Tali  indennita'  e  somme,  se
corrisposte a titolo definitivo e in relazione ad un presupposto  non
connesso alla cessazione del rapporto di lavoro che  ha  generato  il
trattamento di fine rapporto, sono imponibili per il  loro  ammontare
netto con l'aliquota determinata con i criteri di cui al comma 1. 
  2-bis. Le indennita' equipollenti, comunque denominate, commisurate
alla durata dei rapporti di lavoro dipendente di cui alla lettera a),
del comma 1, dell'articolo 16, sono imponibili per un importo che  si
determina riducendo il loro ammontare netto di una somma  pari  a  L.
600.000  per  ciascun  anno  preso  a  base  di  commisurazione,  con
esclusione dei periodi di anzianita'  convenzionale;  per  i  periodi
inferiori all'anno la riduzione e' rapportata a mese. Se il  rapporto
si svolge per un numero di ore inferiore a quello ordinario  previsto
dai  contratti  collettivi  nazionali  di   lavoro,   la   somma   e'
proporzionalmente ridotta.  L'imposta  e'  applicata  con  l'aliquota
determinata con riferimento all'anno in cui e'  maturato  il  diritto
alla percezione, corrispondente all'importo che risulta dividendo  il
suo ammontare netto,  aumentato  delle  somme  destinate  alle  forme
pensionistiche di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n.  124,
per il numero  degli  anni  e  frazione  di  anno  preso  a  base  di
commisurazione, e moltiplicando il risultato per dodici.  L'ammontare
netto delle indennita', alla  cui  formazione  concorrono  contributi
previdenziali posti a carico dei lavoratori dipendenti e  assimilati,
e' computato previa detrazione di una somma pari alla percentuale  di
tali  indennita'  corrispondente   al   rapporto,   alla   data   del
collocamento a riposo o alla data in cui e' maturato il diritto  alla
percezione, fra  l'aliquota  del  contributo  previdenziale  posto  a
carico  dei  lavoratori  dipendenti   e   assimilati   e   l'aliquota
complessiva del contributo stesso versato all'ente, cassa o fondo  di
previdenza. 
  3. Se per il lavoro prestato anteriormente alla data di entrata  in
vigore della legge 29 maggio 1982, n. 297,  il  trattamento  di  line
rapporto risulta calcolato in  misura  superiore  ad  una  mensilita'
della  retribuzione  annua  per   ogni   anno   preso   a   base   di
commisurazione, ai fini della determinazione dell'aliquota  ai  sensi
del comma 1 non si tiene conto dell'eccedenza. 
  4. Salvo conguaglio all'atto della liquidazione  definitiva,  sulle
anticipazioni  e  sugli  acconti  relativi  al  trattamento  di  fine
rapporto e alle indennita' equipollenti, nonche' sulle  anticipazioni
relative  alle  altre  indennita'  e  somme,  si  applica  l'aliquota
determinata, rispettivamente,  a  norma  dei  commi  1,  2  e  2-bis,
considerando l'importo accantonato, aumentato dalle  anticipazioni  e
degli acconti complessivamente erogati e al netto delle rivalutazioni
gia'  assoggettate  ad  imposta  sostitutiva.  Non   si   considerano
anticipazioni le somme e i valori destinati alle forme pensionistiche
di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124. 
  4-bis. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 4 LUGLIO  2006,  N.223  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 4 AGOSTO 2006, N. 248)). ((126)) 
  5. Nell'ipotesi di  cui  all'articolo  2122  del  codice  civile  e
nell'ipotesi di cui al comma 3 dell'articolo 7 l'imposta, determinata
a norma  del  presente  articolo,  e'  dovuta  dagli  aventi  diritto
proporzionalmente all'ammontare percepito da ciascuno; nella  seconda
ipotesi la quota  dell'imposta  sulle  successioni  proporzionale  al
credito indicato nella relativa dichiarazione e' ammessa in deduzione
dall'ammontare imponibile di cui ai precedenti commi. 
  6. Con decreti del Ministro delle finanze sono stabiliti i  criteri
e le modalita' per lo scambio delle informazioni occorrenti  ai  fini
dell'applicazione  del  comma  2   tra   i   soggetti   tenuti   alla
corresponsione delle indennita' e delle  altre  somme  in  dipendenza
della cessazione del medesimo rapporto di lavoro. 
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AGGIORNAMENTO (126) 
  Il D.L. 4 luglio 2006, n. 223 convertito con modificazioni dalla L.
4 agosto 2006, n. 248 ha disposto (con l'art. 36, comma 23)  che  "La
disciplina di cui al predetto comma 4-bis continua ad applicarsi  con
riferimento alle somme corrisposte in relazione a rapporti di  lavoro
cessati prima della data di entrata in vigore del  presente  decreto,
nonche'  con  riferimento  alle  somme  corrisposte  in  relazione  a
rapporti di lavoro cessati in attuazione di atti  o  accordi,  aventi
data certa, anteriori alla data di entrata  in  vigore  del  presente
decreto".