DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 31 luglio 1980, n. 618

Assistenza sanitaria ai cittadini italiani all'estero (art. 37, primo comma, lettere a) e b), della legge n. 833 del 1978).

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/2012)
Testo in vigore dal: 13-5-2000
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 2.

                     Beneficiari dell'assistenza

  L'assistenza  di cui all'art. 1 viene erogata, fatte salve le norme
in  materia  contenute  in  accordi  bilaterali  o  multilaterali tra
l'Italia ed altri Stati:
    A)  Ai  cittadini italiani iscritti negli elenchi di cui al terzo
comma  dell'art.  19  della  legge  23 dicembre 1978, n. 833, i quali
svolgano  attivita'  lavorativa all'estero, qualora tali soggetti non
godano, mediante forme di assicurazione obbligatoria o volontaria, di
prestazioni  garantite  da  leggi locali o di prestazioni fornite dal
datore  di  lavoro, o i livelli di tali prestazioni siano palesemente
inferiori  a  quelli  stabiliti  ai  sensi dell'art. 3 della legge 23
dicembre 1978, n. 833, purche' appartenenti alle seguenti categorie:
      1)   cittadini   occupati   temporaneamente   all'estero   alle
dipendenze  o  in rapporto di compartecipazione o di associazione con
imprese  o  datori  di  lavoro,  ivi  compresi  i  ministri del culto
cattolico o di altri culti che svolgano attivita' connesse al proprio
ministero,  i  religiosi  e  le  religiose  del  clero  che  svolgano
attivita'  lavorativa  presso  terzi,  i  collaboratori  familiari al
servizio  personale  di  agenti  o  funzionari  delle  rappresentanze
diplomatiche o consolari;
      2)  lavoratori  autonomi  ivi compresi i liberi professionisti,
che  svolgano all'estero un'attivita' lavorativa per periodi di tempo
limitato;
      3)  titolari di borse di studio presso Universita' o fondazioni
estere;
      4)  lavoratori  all'estero, temporaneamente disoccupati, sempre
che tale condizione risulti da attestazioni rilasciate dai competenti
uffici di collocamento dello Stato estero;
      5)  cittadini  temporaneamente  all'estero titolari di pensione
corrisposta dallo Stato o da istituti previdenziali italiani;
      6)  familiari  dei  soggetti  di  cui  ai precedenti numeri che
seguano  il  lavoratore  all'estero  o lo raggiungano anche per brevi
periodi. (2)
    B)  Ai  cittadini italiani, dipendenti pubblici, con attivita' di
servizio all'estero ed in particolare:
      1)  ai dipendenti dello Stato, compresi i contrattisti italiani
o  stranieri nonche' agli impiegati locali di cui al regio decreto 18
gennaio  1943,  n.  23,  anche se non pubblici dipendenti e ancorche'
prestino  la  propria  opera  per  missioni  di  breve  durata presso
rappresentanze diplomatiche, uffici consolari, delegazioni permanenti
o  speciali  del  Governo italiano all'estero, ovvero partecipino per
conto  del  Governo  stesso  a  commissioni, conferenze, trattative o
riunioni  fuori  del  territorio  nazionale  anche  presso  organismi
internazionali;
      2)  al  personale militare italiano, anche di leva, in servizio
all'estero  ed  a quello imbarcato su navi o aeromobili italiani, che
abbiano bisogno di trattamento sanitario in territorio estero;
      3) al personale docente o non docente, di ruolo e non di ruolo,
compresi  gli  incaricati  locali,  in servizio presso le istituzioni
scolastiche e culturali italiane all'estero;
      4)  al  personale  dell'Azienda  autonoma  delle ferrovie dello
Stato  che  svolga  attivita'  anche temporanea di servizio fuori del
territorio della Repubblica;
      5) al personale degli enti pubblici che presti la propria opera
presso delegazioni o uffici degli enti stessi all'estero;
      6)  agli  esperti,  ai  tecnici  ed  al  personale  di cui agli
articoli  17,  18,  21,  26  e 33 della legge 9 febbraio 1979, n. 38,
sulla  cooperazione  con  i  Paesi  in  via di sviluppo, salvo quanto
previsto dall'art. 20, secondo comma, della legge stessa;
      7)  alle persone incaricate della direzione di uffici consolari
nonche'  agli  esperti di cui all'art. 168 del decreto del Presidente
della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18;
      8)  ai  familiari  dei  soggetti  di  cui ai numeri precedenti,
esclusi  quelli dei contrattisti stranieri, che le seguano all'estero
o li raggiungano anche per brevi periodi.
  ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 7 APRILE 2000, N. 103))
  L'assistenza  in  territorio  estero compete anche durante i viaggi
dell'interessato  da  o  per  l'Italia,  ovvero durante i viaggi e la
permanenza  per  ragioni  di  lavoro  in  localita' estere diverse da
quelle di lavoro.
  Per i soggetti di cui alla lettera A) le unita' sanitarie locali di
appartenenza  sono  tenute a comunicare al Ministero della sanita' il
trasferimento all'estero.
  Per  i  soggetti  di  cui  alla  lettera  B) i Ministeri e gli enti
pubblici sono tenuti a comunicare al Ministero della sanita' l'elenco
dei propri dipendenti che si recano all'estero per motivi di lavoro.
  Il  Ministero della sanita' puo' per i soggetti di cui alla lettera
A)  verificare  tramite  le  rappresentanze  consolari  la  effettiva
permanenza  all'estero  degli stessi e la consistenza del loro nucleo
familiare.
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AGGIORNAMENTO (2)
  La  Corte Costituzionale nella sentenza 8 - 14 febbraio 1989, n. 40
(in  G.U.  la  s.s. 22/02/1989, n. 8) ha dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  2,  primo comma, lettera A), del d.P.R. 31
luglio  1980,  n.  618  ('Assistenza  sanitaria ai cittadini italiani
all'estero (art. 37, primo comma, lettere a) e b), della legge n. 833
del  1978)),  nella parte in cui esclude l'erogazione dell'assistenza
sanitaria  di  cui  all'art.  1  ai  cittadini  italiani che svolgono
attivita'   lavorativa  all'estero,  qualora  godano  di  prestazioni
fornite  dal  datore  di lavoro a livelli non palesemente inferiori a
quelli  stabiliti  ai sensi dell'art. 3 della legge 23 dicembre 1978,
n. 833."