DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 luglio 1980, n. 382

Riordinamento della docenza universitaria, relativa fascia di formazione nonche' sperimentazione organizzativa e didattica.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 08/03/2012)
Testo in vigore dal: 8-11-1990
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 9.
Utilizzazione temporanea per insegnamenti   diversi   da   quello  di
                             titolarita'

  Il  professore  ordinario,  nella  salvaguardia  della  liberta' di
insegnamento  e  di  ricerca  e  con  il  suo  consenso,  puo' essere
temporaneamente utilizzato nell'ambito della stessa facolta' o scuola
o dipartimento per lo svolgimento delle attivita' didattiche previste
nei successivi commi.
  In base ai programmi determinati ai sensi del precedente art. 7, al
professore  ordinario  puo'  essere  affidato  con il suo consenso lo
svolgimento, in sostituzione dell'insegnamento di cui e' titolare, di
un  corso  di  insegnamento in materia diversa purche' compresa nello
stesso   raggruppamento   concorsuale   o   in  altri  raggruppamenti
riconosciuti affini dal Consiglio universitario nazionale. Al termine
del  corso  il  professore ha diritto di riassumere l'insegnamento di
cui  e' titolare. I professori ordinari titolari di corsi non seguiti
sono tenuti a svolgere un secondo insegnamento.
  Al  professore  ordinario  puo' altresi' essere affidato con il suo
consenso lo svolgimento di attivita' didattiche aggiuntive rispetto a
quello  dei  corsi  di insegnamento previsti per il conseguimento del
diploma  di  laurea,  incluse  le  attivita'  relative ai corsi nelle
scuole   dirette   a   fini   speciali,   di  specializzazione  e  di
perfezionamento   e   le   attivita'   relative  agli  studi  per  il
conseguimento  del  dottorato di ricerca, ove istituito. Il consiglio
di   facolta',  sempre  nell'ambito  della  programmazione  didattica
annuale di cui al precedente art. 7, ripartisce le predette attivita'
didattiche  tra  i  professori interessati e con il loro consenso, in
modo da distribuire uniformemente il carico didattico.
  In  ogni  caso l'impegno didattico complessivamente considerato del
professore   non   puo'   essere  inferiore  all'impegno  orario  per
l'attivita' didattica previsto dal successivo art. 10.
  I  consigli  delle  facolta'  o  scuole possono altresi' affidare a
titolo  gratuito, ai professori ordinari, con il loro consenso ovvero
su loro richiesta e nell'ambito della stessa facolta', lo svolgimento
di un secondo insegnamento per materia affine.
  In  caso  di  indisponibilita'  dei  titolari,  e  sempre  che  sia
necessaria  la  conservazione  dell'insegnamento  e non sia possibile
provvedere  diversamente,  i  consigli  delle  facolta' possono per i
posti   di   ruolo  i  cui  titolari  siano  indisponibili  conferire
supplenze,  con  il  loro  consenso,  a  professori appartenenti alla
stessa facolta' della stessa materia o di materia che, sulla base dei
raggruppamenti   concorsuali  previsti  dal  Consiglio  universitario
nazionale,  sia  da  considerare  affine;  in  mancanza, con motivata
deliberazione  in  relazione  alla effettiva necessita', previo nulla
osta  del  Ministro  della pubblica istruzione, a professori di altra
facolta'   della   stessa   universita'   o  a  professori  di  altra
universita'.  La  supplenza  svolta  nei  limiti  dell'impegno orario
complessivo  di  cui  al  successivo  art.  10  e'  affidata a titolo
gratuito.((18))
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AGGIORNAMENTO (18)
  La L. 19 novembre 1990, n. 341 ha disposto (con l'art. 12, comma 1)
che  "I  professori di ruolo, a integrazione di quanto previsto dagli
articoli  1,  9  e  10 del decreto del Presidente della Repubblica 11
luglio  1980,  n.  382, e successive modificazioni, e dall'articolo 4
del  decreto  del  Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162,
adempiono  ai  compiti didattici nei corsi di diploma universitario e
nei  corsi  di  cui  all'articolo  6, comma 1, lettera a), e comma 2,
della presente legge."