DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 31 dicembre 1971, n. 1403

Disciplina dell'obbligo delle assicurazioni sociali nei confronti dei lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, nonche' dei lavoratori addetti a servizi di riassetto e di pulizia dei locali.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 12/09/1983)
Testo in vigore dal: 29-12-1978
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                               Art. 5. 
 
  Agli  oneri  derivanti  dalle  forme  di  tutela  previdenziale  ed
assistenziale previste ai punti a), b), c), d) ed e) dell'art. 1  del
presente decreto si provvede mediante contributi determinati in  base
alle seguenti aliquote: 
    assicurazione per l'invalidita', la vecchiaia e superstiti: 
    contributo base: 0,1375 per cento; 
  Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti: 
    10 per cento, di cui 6,67 per cento a carico del datore di lavoro
e 3,33 per cento a carico del lavoratore; 
    assicurazione contro la tubercolosi: 
    contributo base: 0,0125 per cento; 
    contributo integrativo: 2 per cento; 
    assicurazione contro la disoccupazione involontaria: 
    contributo base: 0,0125 per cento; 
    contributo integrativo: 2,30 per cento; 
  Ente  nazionale  per  l'assistenza  agli  orfani   dei   lavoratori
italiani: 
    contributo base: 0,0125 per cento; 
    contributo integrativo: 0,15 per cento; 
    assegni familiari: 5 per cento; 
    assicurazione contro le malattie: 
    assistenza assicurati: 5,28 per cento di cui 5,13 per cento a 
    carico del datore di  lavoro  e  0,15  per  cento  a  carico  del
lavoratore; 
    assistenza pensionati: 3,80 per cento; 
    tutela delle lavoratrici madri: 0,31 per cento; 
    assicurazione contro gli infortuni sul lavoro: 0,5 per cento. 
  Gli importi delle retribuzioni convenzionali orarie alle  quali  si
commisurano i contributi sono pari a: 
    lire quattrocento, per retribuzioni  effettive  non  superiori  a
lire settecento; 
    lire settecento, per  retribuzioni  effettive  superiori  a  lire
settecento e fino a lire mille; 
    lire mille, per retribuzioni effettive superiori a tale misura. 
  Le  misure  delle   retribuzioni   convenzionali   sopra   indicate
comprendono la quota della tredicesima mensilita'  e  di  ogni  altra
eventuale retribuzione  in  denaro  o  in  natura.  Con  decreto  del
Ministro per il lavoro e la previdenza sociale  di  concerto  con  il
Ministro per il tesoro, sentiti il comitato speciale per gli  assegni
familiari nonche'  le  organizzazioni  sindacali  di  categoria  piu'
rappresentative  a  carattere  nazionale,  possono  essere  stabilite
retribuzioni convenzionali superiori a lire mille,  in  relazione  ai
mutamenti intervenuti  nella  situazione  salariale  della  categoria
medesima. 
  ((COMMA ABROGATO DALLA L. 21 DICEMBRE 1978, N.843)). 
  Per lo stesso periodo di versamento dei contributi a  carico  della
Cassa unica per gli assegni familiari, di  cui  all'art.  31,  quinto
comma,  del  decreto-legge  26,  ottobre  1970,  n.  745,  nel  testo
sostituito dalla legge di conversione  18  dicembre  1970,  n.  1034,
l'Istituto   nazionale   della   previdenza    sociale    corrisponde
all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro le  malattie,  alle
Casse mutue provinciali di malattia di Trento e di  Bolzano  ed  alla
Federazione nazionale delle casse mutue di malattia per i coltivatori
diretti una somma pari, complessivamente,  al  venti  per  cento  del
gettito dei contributi attribuiti alla predetta Cassa unica  per  gli
assegni familiari. ((2)) 
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AGGIORNAMENTO (2) 
  La L. 21 dicembre 1978, n.843 (con l'art. 22, comma 1) ha  disposto
che "Per l'anno 1979 e con effetto dal 1 gennaio  1979,  gli  importi
delle retribuzioni convenzionali orarie di  cui  all'articolo  5  del
decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1403, ai
quali devono essere commisurati i contributi dovuti in  favore  degli
addetti ai  servizi  domestici  e  familiari  sono  elevati  a:  lire
settecento, per retribuzioni effettive non superiori  a  lire  mille;
lire mille, per retribuzioni effettive superiori a lire mille e  fino
a  lire  mille  e  cinquecento;  lire  mille   e   cinquecento,   per
retribuzioni effettive superiori a lire mille e cinquecento. 
  Le retribuzioni convenzionali di cui al  precedente  comma  variano
nella stessa misura percentuale e  con  la  stessa  decorrenza  delle
variazioni  delle  pensioni  che  si   verificano   in   applicazione
dell'articolo  19  della  legge  30  aprile   1969,   n.   153,   con
l'arrotondamento alle dieci lire per eccesso".