DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 aprile 1968, n. 488

Aumento e nuovo sistema di calcolo delle pensioni a carico dell'assicurazione generale obbligatoria.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 27/12/2006)
Testo in vigore dal: 15-1-1991
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 20.

  Non  sono  cumulabili,  nella  misura  del  50  per  cento del loro
importo,  con la retribuzione lorda percepita in costanza di rapporto
di  lavoro  alle  dipendenze  di  terzi  e  fino  a concorrenza della
retribuzione  stessa,  le  quote eccedenti i trattamenti minimi delle
pensioni   di   vecchiaia   e   di  invalidita'  liquidate  a  carico
dell'assicurazione   generale   obbligatoria  per  l'invalidita',  la
vecchiaia  ed  i  superstiti  dei  lavoratori  dipendenti,  di quelle
liquidate  a  carico delle gestioni speciali dei coltivatori diretti,
mezzadri  e  coloni,  degli  artigiani  e  degli  esercenti attivita'
commerciali  nonche'  di  quelle  liquidate  a norma dell'articolo 13
della  legge  21  luglio  1965, n. 903. Non e' altresi' cumulabile la
quota  di  pensione  eventualmente  eccedente  lire  100.000  mensili
risultante dall'applicazione del disposto del presente comma.
  Ai  fini dell'applicazione del divieto di cumulo di cui al presente
articolo,  le  pensioni e le retribuzioni si intendono al netto delle
maggiorazioni  e  delle  integrazioni  per  carichi di famiglia. Agli
stessi fini; dalle retribuzioni devono essere detratte anche le quote
dovute  per  tributi  erariali  e  per  contributi  previdenziali  ed
assistenziali.
  Le  disposizioni  contenute nei commi precedenti si applicano anche
alle    pensioni   dell'assicurazione   generale   obbligatoria   per
l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti sulle quali e' esercitato
il  diritto  di  sostituzione  in  qualsiasi  forma da parte di fondi
obbligatori  di  previdenza  gestiti  dall'Istituto  nazionale  della
previdenza sociale, salvo quanto disposto al successivo comma.
  Nei   casi   in   cui  sulle  pensioni  liquidate  a  carico  della
assicurazione  generale  obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia
ed  i superstiti e' esercitato il diritto di sostituzione da parte di
amministrazioni  dello  Stato  e  di  enti  locali,  le  disposizioni
contenute  nei  precedenti  commi  trovano applicazione limitatamente
alle quote di pertinenza dei pensionati.
  I  titolari  di  pensione  che  svolgono  attivita'  in qualita' di
lavoratori  agricoli con qualifica di salariati fissi, di giornalieri
di  campagna  ed  assimilati  e  in qualita' di lavoratori addetti ai
servizi domestici e familiari, non sono soggetti alle norme di cui al
presente articolo.(2a)
  Il  divieto  di  cumulo  della  pensione con la retribuzione non si
applica alla tredicesima rata di pensione, ((. . .)).(2)((6))
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AGGIORNAMENTO (2)
  La  Corte Costituzionale con sentenza 11 - 22 dicembre 1969, n. 155
(in  G.U.  1a  s.s  24/12/1969  n.  324)"  dichiara  l'illegittimita'
costituzionale  dell'art. 20, lett. a e b, del decreto del Presidente
della  Repubblica  27  aprile  1968,  n.  488,  nella  parte  in  cui
dispongono  che  le  pensioni di vecchiaia non sono cumulabili con la
retribuzione,  nonche' l'illegittimita' costituzionale degli artt. 21
e  23  dello  stesso  decreto  nelle parti in cui si riferiscono alla
pensione di vecchiaia."
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AGGIORNAMENTO (2a)
  Il  D.L. 30 giugno 1972, n. 267, convertito con modificazioni dalla
L. 11 agosto 1972, n. 485 nel modificare la L. 30 aprile 1969, n. 153
ha  disposto  (con  l'art.  23-quater)  che  la  presente modifica ha
effetto dal 1 maggio 1969.
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AGGIORNAMENTO (6)
  La Corte Costituzionale con sentenza 21 - 28 aprile 1976, n. 97 (in
G.U.  1a  s.s  05/05/1976  n.  118)  ha  dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  20,  comma  primo,  lett. c, del d.P.R. 27
aprile  1968,  n. 488, nella parte in cui non prevede che la pensione
di  anzianita'  sia  equiparata  a tutti gli effetti alla pensione di
vecchiaia,  quando il titolare di essa compia l'eta' stabilita per il
pensionamento di vecchiaia."